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Putignano
Puglia

Putignano

🌄 Collina

Nel febbraio del 1394, i Cavalieri di Malta ricevettero in custodia le reliquie di Santo Stefano protomartire, trasferite da Monopoli a Putignano per proteggerle dalle incursioni saracene lungo la costa. Quel corteo solenne, accolto dalla popolazione con danze e canti improvvisati, diede origine a uno dei carnevali più antichi d’Europa, documentato ininterrottamente da oltre sei […]

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Nel febbraio del 1394, i Cavalieri di Malta ricevettero in custodia le reliquie di Santo Stefano protomartire, trasferite da Monopoli a Putignano per proteggerle dalle incursioni saracene lungo la costa.

Quel corteo solenne, accolto dalla popolazione con danze e canti improvvisati, diede origine a uno dei carnevali più antichi d’Europa, documentato ininterrottamente da oltre sei secoli.

Oggi Putignano, centro collinare di 25.935 abitanti a 372 metri sul livello del mare nella provincia di Bari, conserva quel nucleo di energia festosa dentro un tessuto urbano che alterna palazzi nobiliari, chiese rupestri e botteghe artigiane della cartapesta. Chi si domanda cosa vedere a Putignano trova una risposta articolata: qui convivono arte sacra, tradizione carnevalesca e una gastronomia di terra che meriterebbe un capitolo a parte.

Storia e origini di Putignano

L’etimologia del nome resta oggetto di dibattito tra gli storici. L’ipotesi più accreditata lo ricollega al latino Putinianum, derivato dal gentilizio romano Putinius, a indicare un fundus — un possedimento agricolo — appartenuto a una famiglia di coloni in epoca tardo-repubblicana.

Un’altra lettura, meno condivisa ma presente nella letteratura locale, lo associa al termine latino puteus (pozzo), per la presenza di numerose cavità carsiche e pozzi naturali nel sottosuolo del territorio.

Le prime tracce di insediamento umano nell’area risalgono al Neolitico, come attestano i ritrovamenti di ceramiche e utensili litici nelle grotte della Murgia circostante. Tuttavia, è solo con la dominazione normanna, tra XI e XII secolo, che Putignano acquisisce una fisionomia urbana definita, con la costruzione di un primo nucleo fortificato attorno alla chiesa madre.

Il passaggio più significativo nella storia medievale della città avvenne nel 1317, quando Roberto d’Angiò concesse Putignano all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, noti come Cavalieri di Malta.

Questa appartenenza durò quasi cinque secoli, fino al 1806, e segnò profondamente l’architettura, l’organizzazione sociale e l’identità religiosa del borgo.

I Cavalieri promossero la costruzione di edifici sacri, finanziarono opere di difesa contro le razzie turche — particolarmente frequenti nel XV e XVI secolo — e governarono con una certa autonomia rispetto al potere feudale del Mezzogiorno continentale. Nel 1463, durante le guerre tra Angioini e Aragonesi, Putignano subì un assedio che danneggiò parte delle mura, ricostruite poi nei decenni successivi con il contributo diretto dell’Ordine.

Con l’Unità d’Italia, Putignano contava circa 10.000 abitanti e basava la propria economia sull’agricoltura — olivo, mandorlo, vite — e sulla lavorazione della pietra calcarea locale. Il Novecento portò due trasformazioni decisive. La prima fu l’industrializzazione del settore tessile e dell’abbigliamento, in particolare nella produzione di abiti da sposa, che rese Putignano uno dei distretti più noti del Meridione in questo comparto.

La seconda fu l’organizzazione strutturata del Carnevale, con la fondazione nel 1954 della Fondazione del Carnevale e la costruzione di carri allegorici in cartapesta sempre più monumentali, oggi alti fino a sedici metri.

Tra i putignanaesi illustri figura il pittore Paolo Finoglio, attivo nel XVII secolo, le cui tele sono visibili nella Pinacoteca metropolitana di Bari, e il giurista Vitangelo Bisceglia, protagonista della stagione riformista napoletana di fine Settecento.

Cosa vedere a Putignano: 5 attrazioni imperdibili

1. Chiesa Matrice di San Pietro Apostolo

Situata nel cuore del centro storico, in piazza Plebiscito, la Chiesa Matrice di San Pietro Apostolo è il principale edificio religioso di Putignano. La struttura attuale risale al XIV secolo, con interventi successivi in epoca barocca che ne hanno ridefinito l’interno a tre navate, arricchito da altari laterali in pietra scolpita e tele seicentesche.

Il portale principale, in stile romanico-pugliese, presenta una lunetta con bassorilievo raffigurante Cristo benedicente. All’interno si conserva un polittico attribuito alla scuola di Vivarini e un organo settecentesco ancora funzionante. La chiesa ospita le celebrazioni per la festa di Santo Stefano e costituisce il punto di partenza ideale per esplorare il reticolo di vicoli e corti del nucleo antico.

2. Grotta del Trullo

Scoperta casualmente nel 1931 durante lavori di scavo per una cisterna, la Grotta del Trullo si trova a breve distanza dal centro abitato, lungo la strada per Castellana. Si tratta di una cavità carsica che si sviluppa per circa un chilometro di percorso attrezzato, con una profondità massima di circa trenta metri. Le concrezioni calcaree — stalattiti, stalagmiti, colonne e drappeggi — si distinguono per le tonalità che variano dal bianco candido al rosso ferruginoso. La grotta è visitabile con guide specializzate e mantiene una temperatura costante intorno ai 15°C, dettaglio utile per chi programma la visita nei mesi estivi.

Questa cavità rappresenta un’alternativa meno frequentata rispetto alle vicine Grotte di Castellana, distanti appena dodici chilometri.

3. Museo Civico Principe Ferrante Ferrara Dentice di Accadia

Ospitato nel seicentesco Palazzo del Balì, già sede del governatore dell’Ordine di Malta, il museo civico raccoglie reperti archeologici provenienti dal territorio comunale, databili dal Neolitico all’età medievale. Le sezioni più rilevanti includono ceramiche messapiche, corredi funerari di epoca peuceta e frammenti scultorei altomedievali recuperati da chiese rurali abbandonate.

Il palazzo stesso merita attenzione: il cortile interno con loggiato su due livelli, la scala in pietra a doppia rampa e gli stemmi araldici dell’Ordine scolpiti sui portali documentano la lunga presenza giovannita a Putignano. Il museo è gestito dal Comune e osserva orari variabili secondo la stagione, consultabili sul sito ufficiale del Comune.

4. Chiesa di Santa Maria la Greca

Edificata nel XIII secolo sui resti di un luogo di culto bizantino, Santa Maria la Greca si trova nella parte più elevata del centro storico, a pochi passi dalla Chiesa Matrice. La facciata, sobria e compatta, conserva un rosone centrale e un portale a sesto acuto con decorazioni fitomorfe di fattura romanica.

L’interno a navata unica custodisce affreschi frammentari di scuola bizantina, riscoperti durante i restauri degli anni Ottanta del Novecento, e un’icona della Vergine che la tradizione locale vuole proveniente dall’Oriente. L’edificio documenta la stratificazione culturale del territorio, dove il rito greco e quello latino coesistettero per secoli, e offre uno dei punti panoramici più aperti sulla campagna circostante, verso la piana degli ulivi che digrada fino al mare.

5. Centro storico e architettura civile

Il centro storico di Putignano conserva un impianto urbanistico medievale leggibile nella maglia stretta delle strade, nelle corti comuni e nei sottarchi che collegano gli edifici. Lungo via Roma e nelle vie limitrofe si incontrano palazzi nobiliari con balconi in ferro battuto, portali bugnati e stemmi gentilizi — testimonianze della piccola aristocrazia terriera legata all’Ordine di Malta.

Piazza Plebiscito, il fulcro della vita cittadina, è delimitata dalla Torre dell’Orologio civico, costruita nel XVIII secolo, e dalla Sedile, antico luogo di riunione del governo locale. Durante il periodo del Carnevale di Putignano, queste stesse strade diventano il palcoscenico delle sfilate dei carri in cartapesta, trasformando l’architettura permanente in quinta scenica per una festa che ogni anno attira decine di migliaia di visitatori.

Cosa mangiare a Putignano: cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Putignano appartiene alla tradizione gastronomica della Murgia barese, un’area collinare dove l’agricoltura di olivo, mandorlo e grano duro ha dettato per secoli il repertorio di ingredienti e tecniche.

La distanza dal mare — circa venticinque chilometri dalla costa adriatica — ha favorito una cucina prevalentemente di terra, centrata su legumi, ortaggi, carni ovine e paste fatte a mano. L’olio extravergine di oliva, prodotto dalle cultivar Ogliarola e Cima di Mola, è il grasso di base di ogni preparazione, dalla frittura alla conservazione.

Il pane, ancora oggi cotto in forni a legna da diversi panifici del centro, accompagna ogni pasto e diventa ingrediente principale in numerose ricette di recupero.

Tra i piatti che definiscono la tavola putignanese, l’Acquasale (PAT) occupa un posto primario: si tratta di una preparazione contadina a base di pane raffermo bagnato in acqua, condito con pomodoro fresco, cipolla cruda, origano, sale e un filo generoso di olio crudo.

Nato come pasto rapido per i braccianti nei campi, l’acquasale si consuma soprattutto nei mesi caldi, quando i pomodori raggiungono piena maturazione. Le orecchiette con cime di rapa restano il primo piatto identitario dell’intera provincia, preparate a mano con semola di grano duro e lavorate con il pollice su un tagliere di legno, ma a Putignano si trovano anche le brasciole — involtini di carne equina farciti con aglio, prezzemolo, pecorino e lardo, cotti lentamente nel sugo di pomodoro della domenica.

Il territorio della provincia di Bari e della Murgia contribuisce con diversi prodotti riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dalla Regione Puglia. L’Agnello al forno con patate alla leccese (PAT), noto in dialetto come Auniceddhru allu furnu, prevede la cottura lenta dell’agnello con patate, pomodorini, lampascioni e pecorino grattugiato in teglia di terracotta.

L’Agnello alla gravinese (PAT), variante in umido, utilizza un soffritto di cipolla e sedano con aggiunta di vino bianco e funghi cardoncelli, tipici delle Murge.

Tra i dolci, gli Africani (PAT) sono un prodotto di pasticceria composto da due semisfere di pan di Spagna al cacao farcite con crema pasticcera e ricoperte di cioccolato fondente, diffusi in diverse località pugliesi e presenti con costanza nelle vetrine dei bar di Putignano.

Il momento più propizio per esplorare la gastronomia locale coincide con la stagione del Carnevale, tra gennaio e febbraio, quando le strade si riempiono di bancarelle che vendono frittelle, cartellate e focacce farcite. In primavera, gli Asparagi selvatici (PAT) — raccolti nelle campagne tra marzo e aprile — compaiono nelle frittate, nelle zuppe e sott’olio, altra preparazione certificata come Asparagi sott’olio (PAT).

Il mercato settimanale del sabato, in piazza Aldo Moro, è il luogo più diretto per acquistare prodotti freschi dal contado circostante: formaggi, ortaggi di stagione, taralli e olio extravergine sfuso.

La Puglia è terra di grandi vini, e Putignano ricade nell’area di produzione del Gioia del Colle DOC, denominazione che comprende rossi a base di Primitivo — vitigno autoctono capace di esprimere, sui terreni calcarei della Murgia, note di frutta scura, spezie e una struttura tannica decisa.

Il Primitivo di Gioia del Colle, nella versione Riserva, richiede un invecchiamento minimo di due anni. Alcune cantine della zona offrono degustazioni su prenotazione, combinabili con visite ai vigneti che punteggiano il paesaggio collinare tra Putignano e Gioia del Colle, distante appena quindici chilometri.

Quando visitare Putignano: il periodo migliore

Il periodo di massima affluenza coincide con il Carnevale di Putignano, che si articola tra gennaio e febbraio — con le sfilate dei carri allegorici concentrate nelle quattro domeniche precedenti il Martedì Grasso. Si tratta di un evento di portata regionale e nazionale, con carri in cartapesta alti fino a sedici metri, gruppi mascherati e spettacoli musicali.

Chi desidera vivere questa esperienza deve prenotare l’alloggio con largo anticipo, poiché la ricettività locale si satura rapidamente.

La festa patronale del 3 agosto, dedicata a Santo Stefano e accompagnata da processioni, luminarie e concerti in piazza, rappresenta un secondo momento di forte richiamo, inserito nel calendario estivo quando le temperature diurne oscillano tra i 28 e i 34°C.

Per chi preferisce ritmi più distesi, la primavera — da metà aprile a giugno — offre condizioni ideali: il clima è mite, la campagna è al massimo della fioritura, e la Grotta del Trullo si visita senza code. L’autunno, tra ottobre e novembre, regala le giornate della raccolta delle olive e dei funghi cardoncelli, con una luce radente che esalta i toni dorati della pietra calcarea del centro storico.

L’inverno fuori dal Carnevale è la stagione più quieta, adatta a chi cerca di esplorare chiese e museo senza folla, approfittando di prezzi contenuti e di una ristorazione locale che propone i piatti più robusti del repertorio — zuppe di legumi, agnello al forno, brasciole nel sugo.

Come arrivare a Putignano

In automobile, Putignano si raggiunge dall’autostrada A14 Bologna-Taranto con uscita al casello di Gioia del Colle, da cui si prosegue per circa 15 chilometri lungo la strada provinciale SP61. Da Bari il percorso è di 45 chilometri (circa 45 minuti), da Taranto 55 chilometri (50 minuti), da Lecce 150 chilometri (poco meno di due ore). La strada statale SS172, nota come “dei Trulli”, collega Putignano a Casamassima verso nord e ad Alberobello verso sud, offrendo un tragitto panoramico attraverso la campagna della Murgia.

L’aeroporto più vicino è il Karol Wojtyła di Bari-Palese, distante circa 55 chilometri e raggiungibile in un’ora di automobile.

La stazione ferroviaria di Putignano è servita dalle Ferrovie del Sud Est (FSE), con collegamenti diretti verso Bari Centrale (tempo di percorrenza circa 70 minuti con fermata) e verso Martina Franca e Taranto.

La frequenza dei treni varia tra i giorni feriali e festivi — si consiglia di verificare gli orari aggiornati sul sito di FSE. Un servizio di autobus regionali collega inoltre Putignano ad Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli e ai principali centri della Valle d’Itria, come documentato sul portale della pagina Wikipedia dedicata a Putignano.

Altri borghi da scoprire in Puglia

La Puglia è una regione dove le distanze tra centri di grande interesse si misurano spesso in poche decine di chilometri, e Putignano può diventare il punto di partenza per itinerari che toccano borghi molto diversi tra loro per paesaggio e vocazione.

Verso nord, nella provincia di Bari, Noicattaro offre un centro storico compatto dove si sovrappongono tracce normanne e barocche, con una tradizione pasquale di grande intensità — le processioni notturne dei Misteri richiamano ogni anno fedeli e curiosi da tutta la regione.

La distanza da Putignano è di circa 25 chilometri, percorribili in mezz’ora di automobile, rendendo la combinazione delle due visite del tutto praticabile in una singola giornata.

Per chi volesse estendere l’esplorazione al Gargano, cambiando radicalmente scenario — dal calcare della Murgia alla macchia mediterranea del promontorio — merita una sosta Ischitella, borgo collinare affacciato sul lago di Varano, dove il convento di San Francesco e i boschi di agrumi creano un contrasto netto con il paesaggio pugliese più conosciuto.

Ischitella dista circa 250 chilometri da Putignano (tre ore di guida), una distanza che suggerisce di dedicare almeno un pernottamento per apprezzare il ritmo lento del Gargano.

L’itinerario che collega i due borghi attraversa l’intero Tavoliere, e può includere tappe a Castel del Monte o a Trani, aggiungendo ulteriore profondità storica al viaggio. Per approfondire la pianificazione, il Touring Club Italiano pubblica guide aggiornate con percorsi dettagliati per la Puglia intera.

Foto di copertina: Di Sailko, CC BY 3.0Tutti i crediti fotografici →

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