Bordano, 705 abitanti in provincia di Udine, è il Paese delle Farfalle: oltre duecento murales naturalistici, una casa delle farfalle tropicali e sentieri lungo il Tagliamento tra le Prealpi friulane.
Un battito d’ali arancione attraversa il muro di una casa. Poi un altro, blu elettrico, sulla facciata della chiesa. A Bordano le farfalle non volano soltanto nei prati lungo il Tagliamento: sono dipinte ovunque, su decine di pareti, portoni, fontane. Chi arriva per la prima volta resta fermo al centro della piazza, ruotando lo sguardo come dentro un caleidoscopio a cielo aperto. Capire cosa vedere a Bordano significa accettare che un paese di 705 abitanti, a 224 metri di quota nella provincia di Udine, possa trasformarsi in una galleria d’arte senza biglietto d’ingresso.
Il nome Bordano deriva con tutta probabilità dal latino medievale borda, termine che indicava una capanna o un piccolo insediamento rurale — un riferimento coerente con la natura del luogo, nucleo agricolo sorto ai margini della pianura friulana, là dove il terreno comincia a sollevarsi verso le Prealpi Giulie. Le prime menzioni documentate del villaggio risalgono al periodo medievale, quando il territorio ricadeva sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia, potente istituzione ecclesiastica che per secoli governò gran parte del Friuli.
La storia di Bordano è segnata in modo indelebile dal terremoto del 6 maggio 1976, che devastò l’alto Friuli e colpì duramente anche questo piccolo centro. La ricostruzione fu lenta, dolorosa, ma portò con sé un’idea che avrebbe cambiato l’identità del paese. A partire dagli anni Novanta, un progetto di arte murale trasformò le facciate ricostruite in tele dipinte a tema naturalistico, con le farfalle come soggetto dominante. Bordano divenne così il Paese delle Farfalle, un caso unico in Italia di rigenerazione comunitaria attraverso l’arte pubblica. Il patrono del borgo è sant’Antonio Abate, festeggiato il 17 gennaio con celebrazioni che mantengono il ritmo delle tradizioni contadine friulane.
Nel corso del Novecento, gli studi entomologici condotti nella zona confermarono la presenza di oltre 400 specie di farfalle diurne e notturne nell’area circostante, una biodiversità eccezionale legata alla posizione di transizione tra ambiente alpino, prealpino e planiziale. Questo dato scientifico diede fondamento al progetto artistico, ancorandolo a una realtà ecologica verificabile e non a un semplice espediente decorativo.
Oltre duecento dipinti murali ricoprono facciate, muri di cinta e sottopassi del paese. Ogni opera riproduce specie lepidotterologiche reali, spesso identificate con il nome scientifico accanto. Il percorso si snoda senza un ordine obbligato: basta camminare e alzare lo sguardo. Alcune pareti raggiungono dimensioni di diversi metri quadrati, con dettagli anatomici delle ali resi con precisione quasi entomologica.
Struttura didattica e scientifica dove farfalle tropicali volano libere in una serra climatizzata che riproduce l’ambiente equatoriale. Il percorso espositivo include pannelli sulla metamorfosi, teche con esemplari conservati e una sezione dedicata alle specie autoctone del Friuli. È un punto di riferimento per le scuole di tutto il Nord-Est e un centro di divulgazione entomologica tra i pochi attivi in regione.
L’edificio sacro dedicato al patrono del borgo conserva la memoria della comunità prima e dopo il sisma del 1976. La struttura attuale riflette la ricostruzione post-terremoto, con linee semplici e funzionali. All’interno, elementi dell’arredo liturgico richiamano la tradizione devozionale friulana. La festa del 17 gennaio, con la benedizione degli animali, resta uno dei momenti di maggiore partecipazione collettiva.
I percorsi pedonali che collegano Bordano alle rive del Tagliamento — il più grande fiume a regime torrentizio d’Europa ancora in condizioni semi-naturali — offrono punti di osservazione per la fauna locale. Tra ghiaie bianche e vegetazione ripariale, nei mesi caldi è possibile avvistare decine di specie di farfalle nel loro habitat. I sentieri sono accessibili senza attrezzatura tecnica e si percorrono in un paio d’ore.
Pochi chilometri a nord di Bordano si apre il lago naturale più grande del Friuli Venezia Giulia, conosciuto anche come Lago dei Tre Comuni. Le acque, di un verde intenso che muta con la luce, sono circondate da boschi e prati. Il lago è balneabile in estate e offre punti attrezzati per la sosta. Da qui la vista si allunga verso le prime cime delle Prealpi Carniche, con un silenzio che nelle mattine d’autunno diventa quasi tattile.
La tavola di Bordano riflette la cucina della Carnia e della pedemontana friulana, con piatti costruiti su ingredienti poveri e cotture lunghe. Il frico — disco croccante di formaggio Montasio DOP mescolato a patate e cotto lentamente in padella — è il piatto simbolo del territorio. Accanto a questo, i cjarsons, ravioli dalla farcitura dolce-salata che varia da famiglia a famiglia, conditi con burro fuso e ricotta affumicata. La polenta, preparata con farina di mais locale, accompagna selvaggina e formaggi stagionati nelle malghe d’altura.
Tra i prodotti del territorio spiccano il Montasio DOP, formaggio a pasta cotta con stagionature che vanno dai due mesi ai diciotto, e i salumi affumicati secondo la tradizione carnica. Il miele locale, favorito dalla biodiversità floristica dell’area, presenta varietà che riflettono le fioriture stagionali — acacia, castagno, millefiori di montagna. Nelle trattorie della zona la carta dei vini propone i bianchi friulani delle DOC più vicine, in particolare Friulano e Ribolla Gialla, che trovano nei piatti di montagna un contrappunto equilibrato.
La primavera inoltrata e l’estate sono le stagioni in cui Bordano esprime la sua identità più piena. Da maggio a settembre le farfalle vere affiancano quelle dipinte, e i sentieri lungo il Tagliamento si animano di colori. In questo periodo la Casa delle Farfalle è aperta con orario continuato e il clima mite — la quota di 224 metri garantisce giornate calde senza l’afa della pianura — rende gradevole il percorso tra i murales del centro abitato.
Il 17 gennaio, festa di sant’Antonio Abate, offre un motivo diverso per la visita: il borgo si raccoglie attorno alla chiesa per la benedizione degli animali domestici, un rito che nel Friuli rurale mantiene un significato concreto, non folkloristico. L’inverno in generale è il momento in cui Bordano si svuota di visitatori, e le farfalle dipinte sui muri assumono un aspetto diverso sotto la luce bassa di gennaio, con i colori che sembrano più densi contro il grigio del cielo carnico.
Bordano si raggiunge in auto dall’autostrada A23 Palmanova-Tarvisio, uscita Carnia-Tolmezzo, proseguendo sulla SS13 in direzione sud per circa 5 chilometri. Da Udine la distanza è di circa 45 chilometri, percorribili in 40 minuti. Da Trieste si calcolano circa 120 chilometri, un’ora e mezza di viaggio.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Carnia (Tolmezzo-Amaro), sulla linea Udine-Tarvisio, da cui Bordano dista pochi chilometri raggiungibili con autobus locale. L’aeroporto di riferimento è il Trieste-Friuli Venezia Giulia di Ronchi dei Legionari, a circa 100 chilometri. Il sito ufficiale del Comune di Bordano fornisce informazioni aggiornate su trasporti e servizi. Per approfondimenti storici e geografici si può consultare la pagina Wikipedia dedicata a Bordano e il portale turistico della Regione Friuli Venezia Giulia.
Chi visita Bordano si trova in una posizione strategica per esplorare altri centri minori del Friuli montano e pedemontano, luoghi dove il tempo ha sedimentato storie diverse ma complementari. Risalendo la valle del Tagliamento verso nord si raggiunge Ampezzo, borgo carnico dove la montagna impone ritmi e architetture differenti, con case in pietra e legno che parlano di un’economia pastorale antica e ancora leggibile nel tessuto urbano.
In direzione sud-est, spostando lo sguardo verso le colline moreniche, vale la pena raggiungere Attimis, centro dominato dai resti di due castelli medievali — uno superiore e uno inferiore — che testimoniano il ruolo strategico del luogo nel sistema difensivo del Patriarcato di Aquileia. Insieme a Bordano, questi borghi compongono un itinerario che attraversa la varietà paesaggistica e storica del Friuli, dalla pianura ghiaiosa alle valli alpine, senza mai abbandonare quella dimensione umana che resta il tratto più autentico di questa regione.
Ampezzo, borgo carnico di 1.021 abitanti in provincia di Udine, custodisce chiese, contrade in pietra e la forra del Lumiei. Guida completa tra storia, cucina e sentieri alpini.
Attimis, in provincia di Udine, custodisce due castelli medievali, un museo archeologico e la frazione di Porzûs tra le Prealpi Giulie. Guida completa al borgo friulano.
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