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Ala di Stura
Piemonte

Ala di Stura

🏔️ Montagna

Il 4 settembre di ogni anno, ad Ala di Stura, le campane della Chiesa Parrocchiale di San Grato risuonano con particolare fervore, annunciando la festa del patrono. Questo rito annuale, che affonda le sue radici in secoli di storia montana, è più di una semplice celebrazione religiosa: è il richiamo a una comunità che, a […]

Scopri Ala di Stura

Il 4 settembre di ogni anno, ad Ala di Stura, le campane della Chiesa Parrocchiale di San Grato risuonano con particolare fervore, annunciando la festa del patrono. Questo rito annuale, che affonda le sue radici in secoli di storia montana, è più di una semplice celebrazione religiosa: è il richiamo a una comunità che, a 1080 metri di altitudine nelle Valli di Lanzo, ha saputo mantenere la propria identità. Un tempo crocevia per pastori e viandanti, oggi Ala di Stura (pop. 465 abitanti, Provincia di Torino) si presenta come un insediamento che dialoga costantemente con il suo ambiente alpino. Per chi si domanda cosa vedere a Ala di Stura, la risposta non risiede solo nei suoi edifici, ma nell’esperienza di un luogo dove la vita si è adattata ai ritmi della montagna, forgiando un carattere preciso e concreto.

Storia e origini di Ala di Stura

Il nome Ala di Stura racchiude in sé un’eco del suo passato geologico e geografico. L’etimologia più accreditata riconduce “Ala” al termine celtico-ligure “ala”, che indicava un luogo elevato o un’altura, oppure, in un’interpretazione più recente, al termine latino “ala”, riferito alla forma di un’ala o di una propaggine rocciosa. La specificazione “di Stura” si riferisce al torrente Stura di Lanzo, che da qui discende, elemento idrografico cruciale per la valle e per la vita del borgo. I primi insediamenti stabili nella zona risalgono probabilmente all’epoca romana, come suggerito da alcuni ritrovamenti archeologici sparsi, ma è nel Medioevo che Ala di Stura inizia a configurarsi come nucleo abitato. La sua posizione strategica, lungo le vie di transito che collegavano il Piemonte con la Francia attraverso i passi alpini, ne fece un punto di riferimento per il controllo del territorio e per le attività commerciali e pastorali.

Il periodo medievale vede Ala di Stura sotto l’influenza di diverse signorie locali, tra cui i Conti di Lanzo e, in seguito, i Savoia. Documenti del XII secolo attestano l’esistenza di una comunità organizzata e di una chiesa, segno di una presenza umana consolidata. Durante il XIV e XV secolo, il borgo fu teatro di scontri e passaggi di truppe, data la sua vicinanza ai confini e l’importanza delle Valli di Lanzo come corridoio militare. Un evento significativo per la sua autonomia fu la concessione di statuti e privilegi da parte dei signori locali, che permisero alla popolazione di gestire in parte le proprie risorse e di organizzare la vita civile secondo consuetudini specifiche. La costruzione di fortificazioni, di cui oggi restano poche tracce, testimonia la necessità di difesa in un’epoca turbolenta.

L’evoluzione demografica ed economica di Ala di Stura è stata profondamente legata alla montagna. Fino al XIX secolo, l’economia si basava principalmente sull’agricoltura di sussistenza, sull’allevamento transumante e sullo sfruttamento delle risorse forestali. Le miniere di talco e altri minerali, attive in diverse epoche, hanno offerto opportunità lavorative, sebbene spesso faticose. Nel XX secolo, con l’avvento del turismo montano, Ala di Stura ha conosciuto una trasformazione, diventando una meta per villeggianti estivi e appassionati di sport invernali, in particolare negli anni ’60 e ’70. Questo ha portato alla costruzione di nuove strutture ricettive e allo sviluppo di servizi, modificando il tessuto sociale ed economico senza tuttavia cancellare le radici profonde della sua identità alpina. La popolazione, che oggi conta 465 abitanti, riflette un equilibrio tra residenti storici e nuovi arrivi legati al turismo e alla ricerca di una vita più vicina alla natura.

Cosa vedere a Ala di Stura: 5 attrazioni imperdibili

La Chiesa Parrocchiale di San Grato

Il fulcro spirituale di Ala di Stura è la Chiesa Parrocchiale di San Grato, situata nel cuore del borgo. Dedicata al patrono, la sua struttura attuale risale principalmente a rifacimenti settecenteschi, pur conservando elementi e tracce di edificazioni più antiche. La facciata, sobria e lineare, è caratterizzata da un portale in pietra e da finestre che lasciano penetrare una luce diffusa all’interno. Al suo interno, si possono osservare altari lignei, affreschi votivi e alcune tele che narrano episodi della vita di San Grato. Il campanile, con la sua cella campanaria aperta, si erge sopra i tetti del paese, fungendo da punto di riferimento visivo. La chiesa non è solo un luogo di culto, ma anche un archivio della memoria collettiva del borgo, con lapidi e arredi che raccontano storie di famiglie e devozioni locali. Una visita permette di apprezzare l’arte sacra montana e la profonda fede della comunità.

Il Santuario della Madonna di Mondrone

A breve distanza dal centro abitato di Ala di Stura, nella frazione di Mondrone, si erge il Santuario della Madonna di Mondrone. Questo luogo di pellegrinaggio, edificato in una posizione panoramica, è un esempio di architettura religiosa montana. La sua storia è legata a eventi miracolosi e a una devozione popolare che si è consolidata nei secoli. La struttura, di dimensioni contenute ma di grande suggestione, presenta una facciata semplice e un interno che custodisce ex voto e un’immagine della Madonna particolarmente venerata. Ogni anno, il santuario è meta di processioni e pellegrinaggi, soprattutto in occasione di festività mariane, richiamando fedeli da tutta la valle. Il percorso per raggiungerlo, spesso a piedi, offre scorci sulla valle e sul paesaggio circostante, rendendo la visita un’esperienza che unisce spiritualità e contatto con la natura.

La Torre di Ala

Tra le testimonianze più antiche di Ala di Stura, la Torre di Ala rappresenta un raro esempio di architettura difensiva medievale nella zona. Sebbene oggi si presenti come un rudere parziale, la sua mole suggerisce l’importanza strategica che doveva avere nel controllo della valle. Originariamente parte di un complesso fortificato più ampio, la torre aveva la funzione di avvistamento e di difesa contro incursioni. Le sue mura in pietra, seppur erose dal tempo, rivelano tecniche costruttive dell’epoca. La sua posizione elevata offre una prospettiva sul borgo e sul corso del torrente Stura. La visita alla torre permette di immaginare la vita nel Medioevo e di comprendere le dinamiche di un territorio di confine, segnato da passaggi e conflitti. È un punto di osservazione privilegiato per chi desidera cogliere l’essenza storica e geografica di Ala di Stura.

Il Museo Etnografico di Ala di Stura

Per comprendere appieno la cultura e le tradizioni locali, una tappa fondamentale è il Museo Etnografico di Ala di Stura. Questo piccolo ma curato museo, spesso allestito in un edificio storico, raccoglie oggetti, strumenti e testimonianze della vita quotidiana delle comunità montane delle Valli di Lanzo. Attraverso l’esposizione di attrezzi agricoli, utensili domestici, abiti tradizionali e manufatti artigianali, il museo narra le professioni, le abitudini e le difficoltà affrontate dagli abitanti nel corso dei secoli. Le sale sono spesso organizzate per temi, illustrando l’economia pastorale, l’artigianato del legno e della pietra, e le usanze legate ai cicli stagionali. È un luogo che offre una prospettiva concreta sul passato, permettendo ai visitatori di connettersi con l’identità profonda del borgo e di apprezzare la resilienza e l’ingegno delle generazioni precedenti. Per chi cerca cosa vedere a Ala di Stura oltre gli edifici, il museo è un’immersione nel vissuto.

Le Antiche Borgate e l’Architettura Tradizionale

Ala di Stura non è solo il suo nucleo centrale, ma un insieme di antiche borgate sparse sul territorio, ognuna con la sua identità e le sue peculiarità architettoniche. Esplorare queste frazioni, come Mondrone o altre meno note, significa intraprendere un viaggio nell’architettura vernacolare alpina. Le case sono costruite prevalentemente in pietra locale, con tetti in lose (lastre di pietra) e balconi in legno intagliato. I muri spessi, le piccole finestre e le strutture compatte riflettono la necessità di resistere ai rigori invernali. Passeggiando tra i vicoli stretti, si possono osservare gli antichi forni comunitari, le fontane in pietra e i lavatoi pubblici, elementi che un tempo erano il cuore della vita sociale. Ogni borgata conserva un fascino discreto, raccontando attraverso le sue pietre la storia di un’organizzazione sociale e di un’armonia con l’ambiente circostante. È un’esperienza che invita alla contemplazione e alla scoperta di dettagli nascosti.

Cosa mangiare a Ala di Stura: cucina tipica e prodotti locali

La tradizione gastronomica di Ala di Stura, profondamente radicata nel contesto delle Valli di Lanzo e più in generale del Piemonte montano, riflette le risorse e le necessità di un ambiente alpino. La cucina è caratterizzata dall’uso di ingredienti semplici ma sostanziosi, capaci di fornire energia per affrontare i rigori invernali e le fatiche del lavoro nei campi e negli alpeggi. La prossimità con le montagne ha influenzato la predilezione per i prodotti caseari, la selvaggina, i funghi e le erbe spontanee, mentre la conservazione attraverso l’essiccazione o la salagione ha sempre giocato un ruolo cruciale. È una cucina che parla di stagionalità e di un legame diretto con la terra, dove ogni ingrediente ha una sua storia e un suo scopo.

Tra i piatti simbolo della tradizione locale, spicca la Polenta Concia, una preparazione robusta e saporita. La polenta, cucinata a lungo con farina di mais, viene arricchita con burro fuso e vari tipi di formaggio d’alpeggio, che si fondono creando una crema densa e filante. Spesso si utilizzano formaggi come la Toma, tipica delle valli piemontesi, o altri formaggi locali a pasta semidura. Questo piatto, ideale per le temperature più fredde, è un vero e proprio comfort food che si consuma tradizionalmente durante i mesi invernali. Un altro elemento ricorrente è la selvaggina, cucinata in umido o con intingoli ricchi, spesso accompagnata da funghi porcini raccolti nei boschi circostanti. Questi piatti riflettono la disponibilità di materie prime e la sapienza nel trasformarle in pietanze nutrienti e gustose.

Per quanto riguarda i prodotti del territorio, Ala di Stura si inserisce nella tradizione delle valli piemontesi, nota per i suoi formaggi d’alpeggio. Sebbene non ci siano certificazioni specifiche PAT/DOP/IGP per Ala di Stura stessa, la zona è rinomata per la produzione di formaggi a latte vaccino o misto, frutto della transumanza e dell’allevamento in quota. Questi formaggi, come la già citata Toma in diverse stagionature, o il Saras del Fèn (un tipo di ricotta stagionata avvolta nel fieno), presentano profumi e sapori intensi, espressione diretta dei pascoli alpini. Altro prodotto tipico è il miele di montagna, con le sue varietà che riflettono la flora locale, dal millefiori al rododendro. Non mancano poi i funghi porcini, raccolti in stagione, e le castagne, utilizzate per farine o consumate arrostite.

Per degustare e acquistare i prodotti locali, è consigliabile visitare il borgo durante le manifestazioni legate alle tradizioni agricole e gastronomiche. La Festa Patronale di San Grato il 4 settembre, pur essendo a carattere religioso, spesso include bancarelle di prodotti tipici. Durante i mesi estivi, è possibile trovare piccoli mercati o punti vendita gestiti direttamente da produttori locali, dove si possono acquistare formaggi, miele e prodotti dell’orto. Alcuni rifugi alpini e trattorie del luogo propongono piatti della tradizione, permettendo di assaporare la cucina montana autentica. È sempre opportuno informarsi presso l’ufficio turistico locale per conoscere gli eventi e i mercati stagionali più aggiornati, garantendo così l’acquisto di prodotti genuini e a chilometro zero.

Quando visitare Ala di Stura: il periodo migliore

La scelta del periodo per visitare Ala di Stura dipende in larga misura dal tipo di esperienza che si desidera vivere, poiché il borgo offre scenari e attività differenti a seconda della stagione. I mesi estivi, da giugno a settembre, sono ideali per chi cerca temperature miti e la possibilità di dedicarsi a escursioni e passeggiate. Le giornate sono lunghe, i sentieri alpini sono accessibili e la natura si presenta nel suo massimo rigoglio. La temperatura media si aggira tra i 15°C e i 25°C, con serate fresche. Il 4 settembre, come accennato, si celebra la Festa Patronale di San Grato, un momento per osservare le tradizioni locali. L’autunno, da ottobre a novembre, offre paesaggi con colori caldi e la possibilità di raccogliere funghi e castagne, con temperature che gradualmente scendono tra i 5°C e i 15°C, ma con minore afflusso turistico.

L’inverno, da dicembre a marzo, trasforma Ala di Stura in un ambiente tipicamente montano, con nevicate che imbiancano il paesaggio e temperature che possono scendere sotto lo zero, spesso tra i -5°C e i 5°C. Questo è il periodo ideale per gli amanti degli sport invernali, con possibilità di praticare sci di fondo, ciaspolate e passeggiate sulla neve. I periodi di punta coincidono con le festività natalizie e il mese di agosto, quando il borgo si anima di villeggianti. Per chi preferisce la tranquillità, la primavera (aprile-maggio) e la tarda autunno (novembre) sono i momenti migliori, con un minor numero di visitatori e la possibilità di godere del risveglio della natura o dei suoi colori più intensi. Le famiglie con bambini troveranno l’estate più adatta per le attività all’aperto, mentre le coppie o gli escursionisti più esperti potrebbero apprezzare la quiete e la bellezza dei paesaggi invernali o autunnali, equipaggiati adeguatamente per le condizioni climatiche.

Come arrivare a Ala di Stura

Raggiungere Ala di Stura, situata nelle Valli di Lanzo in Piemonte, richiede un’attenzione particolare alla viabilità montana. In automobile, il percorso più comune prevede di imboccare l’Autostrada A5 Torino-Aosta (o la A4 Torino-Milano e poi la Tangenziale Nord di Torino) e seguire le indicazioni per le Valli di Lanzo. L’uscita consigliata è quella di Caselle Torinese, per poi proseguire sulla SP13 e successivamente sulla SP2 (Strada Provinciale delle Valli di Lanzo) in direzione Lanzo Torinese e poi Ala di Stura. Da Torino, la distanza è di circa 50-60 km, percorribili in circa 1 ora e 15 minuti, a seconda del traffico e delle condizioni stradali, specialmente in inverno. La strada è generalmente ben mantenuta, ma presenta curve e salite tipiche dei percorsi di montagna, richiedendo prudenza.

Per chi preferisce il trasporto pubblico, la stazione ferroviaria più vicina ad Ala di Stura è Lanzo Torinese. Questa stazione è servita dalla linea ferroviaria Torino-Ceres, gestita da GTT, che collega Lanzo con il centro di Torino (Stazione Dora). Il tempo di percorrenza da Torino a Lanzo Torinese è di circa un’ora. Da Lanzo Torinese, è possibile proseguire verso Ala di Stura utilizzando gli autobus di linea del servizio extraurbano GTT. Tuttavia, la frequenza dei collegamenti autobus per Ala di Stura può essere limitata, soprattutto nei giorni festivi o in bassa stagione, rendendo opportuna una verifica degli orari in anticipo. L’aeroporto più vicino è l’Aeroporto di Torino Caselle (TRN), distante circa 40 km. Dall’aeroporto, si può raggiungere Ala di Stura in auto in circa un’ora, oppure prendere un bus navetta per Torino e poi proseguire come indicato per il treno o l’autobus da Torino.

Altri borghi da scoprire in Piemonte

Il Piemonte, con la sua varietà paesaggistica che spazia dalle Alpi alle colline vitivinicole, offre un mosaico di borghi ciascuno con una propria identità. Dopo aver esplorato il carattere alpino di Ala di Stura, può essere interessante volgere lo sguardo verso altre realtà piemontesi che, pur diverse, raccontano storie altrettanto profonde. Un esempio è Airasca, un borgo situato nella pianura torinese, a circa 50 km da Ala di Stura (circa 1 ora di viaggio). Se Ala di Stura si distingue per la sua architettura montana in pietra e la sua economia legata all’alpeggio, Airasca offre un contesto più agricolo, con ampie distese coltivate e architetture che riflettono la vita di campagna, come le cascine storiche e il castello. Visitare Airasca significa immergersi in un Piemonte rurale, dove i ritmi sono dettati dai cicli delle stagioni e dalla fertilità della terra, offrendo un contrasto interessante con l’ambiente alpino.

Un’altra destinazione che merita di essere considerata è Andezeno, situato nelle colline del Basso Monferrato, a circa 70 km da Ala di Stura (circa 1 ora e 30 minuti di viaggio). Se Ala di Stura è un esempio di adattamento alla vita di montagna, Andezeno si inserisce in un paesaggio collinare, famoso per i suoi vigneti e per la produzione vinicola. Qui l’architettura si adatta alle dolci pendenze delle colline, e l’economia è fortemente legata alla viticoltura e alla produzione di prodotti tipici della terra. Un itinerario che combini Ala di Stura con Andezeno o Airasca permette di apprezzare la ricchezza e la diversità del Piemonte, passando dagli scenari alpini alle distese pianeggianti o alle colline vitate in un viaggio di poche ore. Ogni borgo, con le sue peculiarità, contribuisce a dipingere un quadro completo di questa regione, offrendo esperienze variegate e arricchenti, come la scoperta delle tradizioni agricole di Andezeno.

Foto di copertina: Di Pmk58, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

📍
Indirizzo

Piazza Centrale, 10070 Ala di Stura (TO)

Borgo

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