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Campo Tures
Trentino-Alto Adige

Campo Tures

📍 Borghi di Montagna

Il castello di Tures, con la sua prima menzione documentata nel 1136, domina Campo Tures dall’alto di uno sperone roccioso all’ingresso della Valle di Tures, laterale della Valle Aurina. Il borgo conta 5.321 abitanti distribuiti a 864 metri di quota, in una conca dove il torrente Aurino rallenta prima di proseguire verso sud. Capire cosa […]

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Il castello di Tures, con la sua prima menzione documentata nel 1136, domina Campo Tures dall’alto di uno sperone roccioso all’ingresso della Valle di Tures, laterale della Valle Aurina. Il borgo conta 5.321 abitanti distribuiti a 864 metri di quota, in una conca dove il torrente Aurino rallenta prima di proseguire verso sud. Capire cosa vedere a Campo Tures significa attraversare strati di storia stratificati tra architettura fortificata, chiese gotiche e una rete di sentieri che collegano masi isolati a oltre duemila metri. Il comune è parte della comunità comprensoria della Valle Pusteria.

Storia e origini di Campo Tures

Il nome latino Tauris, attestato nei documenti medievali, potrebbe derivare da una radice preromana legata alla conformazione del terreno o a un antico insediamento. La forma tedesca Sand in Taufers — Sand indica il deposito sabbioso lasciato dal torrente Aurino — rivela la natura geologica del fondovalle. La prima famiglia signorile documentata, i signori di Taufers, controllò il castello e i territori circostanti dal XII secolo fino all’estinzione della linea maschile nel 1340, quando i possedimenti passarono ai conti del Tirolo.

Nel corso del XV secolo il castello fu ampliato sotto diverse famiglie nobiliari, tra cui i Fieger, che ne mantennero il possesso fino al XVII secolo. La struttura subì incendi e restauri, fino all’acquisto da parte del Südtiroler Burgeninstitut nel 1977, che ne avviò un recupero sistematico. Il borgo stesso crebbe attorno alla chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, la cui struttura attuale risale al periodo tardo-gotico, con interventi barocchi successivi. L’economia locale rimase a lungo legata all’agricoltura di montagna — allevamento bovino e coltura di cereali resistenti al freddo — integrata dal commercio lungo la direttrice che collegava la Val Pusteria ai passi alpini settentrionali.

Durante il XIX secolo, Campo Tures iniziò a comparire nelle guide alpinistiche tedesche e austriache come punto di partenza per le escursioni verso il gruppo delle Vedrette di Ries. L’annessione all’Italia nel 1919 portò le tensioni linguistiche e amministrative comuni a tutto il Sudtirolo, risolte solo parzialmente con il secondo Statuto di Autonomia del 1972. Oggi il bilinguismo — italiano e tedesco — definisce ogni aspetto della vita pubblica, dalla segnaletica alle delibere del consiglio comunale.

Cosa vedere a Campo Tures: 5 attrazioni principali

1. Castello di Tures (Burg Taufers)

Sessantaquattro ambienti distribuiti su più livelli, con affreschi della scuola di Michael Pacher nella cappella e una sala d’armi che conserva pezzi originali dal XIV al XVII secolo. La torre principale raggiunge i 24 metri. Le visite guidate si svolgono da aprile a novembre e permettono di accedere alle stanze nobiliari, alle segrete e al cammino di ronda, da cui si osserva l’intera conca di Campo Tures.

2. Cascate di Riva (Reinbachfälle)

Tre salti consecutivi del rio di Riva, il più alto dei quali supera i 40 metri, raggiungibili attraverso un sentiero forestale di circa 30 minuti dalla frazione di Acereto. Il percorso, in parte attrezzato con passerelle in legno, attraversa una gola stretta dove la vegetazione di latifoglie e conifere crea una copertura quasi continua. Il fragore dell’acqua è percepibile già a centinaia di metri di distanza.

3. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

L’edificio conserva un’abside gotica con volte a crociera e un altare maggiore barocco. Il campanile, con la caratteristica copertura a cipolla tipica dell’area tirolese, raggiunge circa 50 metri. All’interno, alcune lastre tombali dei signori di Taufers documentano la connessione tra la comunità religiosa e il potere feudale locale. La festa patronale del 15 agosto resta uno degli appuntamenti più partecipati dell’anno.

4. Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina

Con oltre 31.000 ettari di superficie protetta, il parco si estende a nord del borgo fino al confine austriaco. Le quote vanno dagli 800 metri del fondovalle ai 3.499 metri della Vetta d’Italia, il punto più settentrionale del territorio italiano. I sentieri segnalati collegano rifugi alpini e malghe attive, dove nei mesi estivi si pratica ancora l’alpeggio bovino. La flora include specie come la stella alpina e il rododendro ferrugineo.

5. Museo dei Minerali e Biblioteca Civica

Il territorio delle Vedrette di Ries è noto per i ritrovamenti di minerali rari, tra cui fluorite, quarzo fumé e granato almandino. Il museo civico espone campioni estratti dalle gallerie della zona, accompagnati da documentazione sulla storia mineraria della valle. La raccolta offre un punto di vista geologico sulla formazione delle Alpi orientali, con pannelli che illustrano la composizione delle rocce metamorfiche locali.

Cucina e prodotti locali

La cucina di Campo Tures segue la tradizione sudtirolese con alcune specificità legate alla Valle Aurina. I Schlutzkrapfen — mezzelune di pasta di segale ripiene di spinaci e ricotta — sono il primo piatto più diffuso nelle trattorie del borgo. Il Tirtlan, una frittella di pasta sottile farcita con crauti o ricotta e fritta nello strutto, compare come piatto unico nelle malghe durante l’estate. Lo Speck Alto Adige IGP, prodotto anche in alcune aziende della valle, viene stagionato con ginepro e alloro per almeno ventidue settimane. I canederli — Knödel — si preparano in diverse varianti: allo speck, al formaggio grigio (Graukäse), o alle barbabietole rosse. Il Graukäse della Valle Aurina è un formaggio magro a pasta molle, privo di caglio, ottenuto dalla fermentazione naturale del latte scremato: il suo sapore acido e intenso lo distingue nettamente da altri formaggi alpini. Si consuma tradizionalmente condito con olio di semi, aceto e cipolla cruda.

Tra i dolci, lo Strauben — spirale di pastella fritta servita con marmellata di mirtilli rossi — e il Kaiserschmarren, frittata dolce sminuzzata con zucchero a velo e composta di prugne, sono presenti in quasi ogni menù. Il pane di segale (Schüttelbrot), croccante e aromatizzato con semi di cumino dei prati e finocchio selvatico, viene cotto tradizionalmente due volte l’anno e conservato per mesi. La birra artigianale sudtirolese ha visto crescere il numero di microbirrifici nella provincia di Bolzano, e alcuni locali di Campo Tures propongono etichette della zona. Durante l’autunno, il festival del Törggelen — la tradizione sudtirolese di degustare vino nuovo, castagne e speck nei masi — coinvolge anche le strutture della valle, sebbene la quota elevata limiti la viticoltura e il vino arrivi principalmente dalla Bassa Atesina.

Quando visitare Campo Tures: il periodo migliore

L’estate, da metà giugno a metà settembre, offre le condizioni più favorevoli per le escursioni nel Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina: le temperature diurne oscillano tra i 18 e i 25 gradi, i rifugi sono aperti e le malghe attive. Il 15 agosto, festa di Santa Maria Assunta, porta nel borgo la processione patronale e una serie di eventi che coinvolgono le associazioni locali. Settembre e ottobre sono i mesi del Törggelen e dei colori autunnali — i larici della valle virano al giallo intenso creando un contrasto netto con le conifere sempreverdi.

L’inverno trasforma Campo Tures in un centro per lo sci di fondo e le ciaspolate: la pista di fondo della Valle Aurina si estende per diversi chilometri lungo il fondovalle. Il comprensorio sciistico di Klausberg, raggiungibile in pochi minuti, dispone di piste per la discesa fino a 2.510 metri. Le temperature invernali scendono regolarmente sotto i -10°C nelle notti di gennaio, e le nevicate sono frequenti da dicembre a marzo. La primavera, tra aprile e maggio, è il periodo meno frequentato: le quote alte conservano ancora la neve, mentre il fondovalle si risveglia con le fioriture dei prati e la riapertura graduale dei sentieri.

Come arrivare a Campo Tures

In auto, dall’autostrada del Brennero (A22), si esce a Bressanone e si prosegue sulla statale SS49 in direzione Val Pusteria fino a Brunico, da dove la strada provinciale SP621 conduce a Campo Tures in circa 15 minuti. La distanza da Bolzano è di circa 85 chilometri (un’ora e quindici minuti), da Innsbruck circa 115 chilometri, da Monaco di Baviera circa 250 chilometri.

In treno, la stazione più vicina è Brunico, servita dalla linea della Val Pusteria (Fortezza–San Candido). Da Brunico, gli autobus di linea SAD collegano Campo Tures con corse frequenti durante il giorno. L’aeroporto più vicino è quello di Innsbruck (115 km), seguito da Bolzano (85 km, con traffico aereo limitato) e Verona Villafranca (circa 250 km), che offre il maggior numero di collegamenti nazionali e internazionali.

Altri borghi da scoprire in Trentino-Alto Adige

Chi percorre il Trentino-Alto Adige lungo le sue valli laterali trova una densità di centri minori con identità marcate e strutture architettoniche distinte. Andriano, nella Bassa Atesina a pochi chilometri da Bolzano, si colloca a un’altitudine molto inferiore rispetto a Campo Tures e vive di viticoltura — i suoi pendii producono uve per bianchi e rossi altoatesini in un contesto climatico quasi mediterraneo, lontano dalle temperature rigide della Valle Aurina.

Più a nord, lungo la Valle Isarco, Barbiano occupa un versante soleggiato sopra Chiusa, con una distribuzione di masi sparsi e un nucleo compatto attorno alla chiesa. La cascata di Barbiano, che precipita per oltre 80 metri, condivide con le cascate di Riva a Campo Tures la stessa matrice geologica alpina, ma in un ambiente vallivo più stretto e verticale. Entrambi i borghi documentano come, in Alto Adige, ogni valle abbia sviluppato una propria economia e un proprio dialetto, spesso incomprensibile già a poche decine di chilometri di distanza.

Foto di copertina: Di Julian Nyu010da, CC BY-SA 3.0Tutti i crediti fotografici →

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