Braies
Il Lago di Braies, a 1496 metri di quota, è il bacino naturale più profondo dell’Alto Adige: 36 metri nel punto massimo, alimentato da sorgenti sotterranee che filtrano attraverso la Dolomia. Questo dato geologico da solo spiega perché ogni anno centinaia di migliaia di persone raggiungano questa valle laterale della Pusteria. Ma capire davvero cosa […]
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Il Lago di Braies, a 1496 metri di quota, è il bacino naturale più profondo dell’Alto Adige: 36 metri nel punto massimo, alimentato da sorgenti sotterranee che filtrano attraverso la Dolomia. Questo dato geologico da solo spiega perché ogni anno centinaia di migliaia di persone raggiungano questa valle laterale della Pusteria. Ma capire davvero cosa vedere a Braies significa andare oltre la superficie verde-smeraldo di quel lago e risalire i 658 abitanti, i 1213 metri di altitudine del centro abitato, le malghe attive, i sentieri che tagliano il Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies.
Storia e origini di Braies
Il toponimo “Prags” — forma tedesca di Braies — compare nei documenti già nel XII secolo, legato alle proprietà del monastero benedettino di Castel Badia (Sonnenburg) presso San Lorenzo di Sebato. La valle fu a lungo territorio di pascolo stagionale, sfruttato dalle comunità della Val Pusteria per l’alpeggio estivo. Il nome potrebbe derivare dal termine preromano che indica un terreno paludoso o acquitrinoso, coerente con la conformazione idrogeologica della zona, ricca di sorgenti e torbiere. La giurisdizione ecclesiastica passò nel corso dei secoli dalla diocesi di Bressanone, che mantenne un’influenza determinante sull’organizzazione territoriale dell’intera area.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Braies acquisì un ruolo imprevisto nella storia europea. Nell’aprile 1945, un gruppo di 139 prigionieri di alto profilo — tra cui l’ex primo ministro francese Léon Blum, il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg e diversi membri della famiglia reale italiana — fu trasferito dalle SS all’Hotel Pragser Wildsee, sul lago. Il 4 maggio 1945, le truppe della 42ª Divisione di fanteria americana raggiunsero l’hotel e liberarono i prigionieri. Questo episodio è documentato in diverse fonti storiografiche e ha conferito al lago una rilevanza che va oltre la dimensione paesaggistica.
Il comune, che fa parte della provincia autonoma di Bolzano, è composto da diverse frazioni sparse — Ferrara, San Vito, Braies di Dentro, Braies di Fuori — e conserva una struttura insediativa legata all’economia agro-pastorale, con masi isolati distribuiti lungo i versanti della valle.
Cosa vedere a Braies: 5 attrazioni principali
1. Lago di Braies (Pragser Wildsee)
Bacino naturale di origine franosa, circondato dalla parete nord della Croda del Becco (2810 m). Il sentiero perimetrale di circa 3,5 km si percorre in un’ora su terreno pianeggiante. Le barche a remi in legno, disponibili da maggio a ottobre, permettono di raggiungere il centro del lago dove la profondità tocca i 36 metri. L’acqua assume colorazioni che variano dal verde intenso al turchese a seconda della stagione e della luce.
2. Parco Naturale Fanes-Senes-Braies
Con i suoi 25.680 ettari è una delle aree protette più estese dell’Alto Adige. Dal fondovalle di Braies partono sentieri che conducono all’altopiano di Fanes, zona carsica con doline e inghiottitoi. Il Sentiero delle Leggende (Sagenweg) attraversa ambienti che la tradizione ladina collega al regno sotterraneo di Fanes, narrato nei cicli epici raccolti da Karl Felix Wolff nel 1913.
3. Chiesa di San Vito (Kirchlein St. Veit)
Edificio gotico nella frazione omonima, documentato dal XIV secolo. L’interno conserva un altare ligneo intagliato e affreschi tardogotici. La struttura ridotta — navata unica, campanile a punta — è rappresentativa delle chiese di valle dell’area dolomitica sudtirolese, costruite per servire comunità di poche decine di famiglie sparse nei masi circostanti.
4. Cappella al Lago di Braies
Piccola cappella votiva collocata sulla sponda meridionale del lago, nei pressi dell’Hotel Pragser Wildsee. L’edificio è legato alla memoria della liberazione dei prigionieri del 1945. Una targa commemorativa riporta i nomi dei detenuti e la data della liberazione. Il punto offre una vista diretta sulla Croda del Becco e sulla testata della valle.
5. Malga Foresta (Waldmalm) e Val Foresta
La Val Foresta si apre a nord-ovest del lago e conduce verso il Rifugio Biella (2327 m) attraverso un sentiero di circa tre ore. La malga, ancora attiva nei mesi estivi, produce latte e burro secondo il ciclo dell’alpeggio tradizionale. Il percorso attraversa boschi di larice e abete rosso prima di raggiungere le praterie d’alta quota, con vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo.
Cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Braies è quella della Val Pusteria, con specificità legate all’economia di malga. I Schlutzkrapfen (mezzelune di pasta di segale ripiene di spinaci e ricotta) sono il primo piatto più diffuso nelle trattorie della zona. I Pressknödel — canederli pressati con speck, pane raffermo e erba cipollina, serviti in brodo o asciutti con burro fuso — rappresentano l’uso sistematico del pane avanzato nella cucina contadina. Lo Speck Alto Adige IGP, prodotto in tutta la provincia secondo un disciplinare che prevede affumicatura con legno di faggio e stagionatura minima di 22 settimane, è presente in ogni maso e rifugio della valle. Il Graukäse (formaggio grigio della Val Pusteria), ottenuto da latte magro acidificato senza aggiunta di caglio, è un prodotto PAT del Trentino-Alto Adige dal sapore acido e pungente, tradizionalmente condito con olio, aceto e cipolla nella preparazione nota come Graukäse mit Essig und Zwiebeln.
Tra i dolci, lo Strauben — frittella a spirale di pastella liquida, servita con marmellata di mirtilli rossi — è legato alle feste di paese e alle sagre autunnali. Il Kaiserschmarrn, frittata dolce sminuzzata con zucchero a velo e composta di prugne, compare nei menù di rifugi e malghe. Il Tirtlan, disco di pasta fritta ripieno di spinaci, crauti o ricotta, è tipico della Val Pusteria e si trova nelle feste contadine del comprensorio. Per le bevande, il territorio rientra nell’area di produzione della birra artigianale pusterese, e nei masi si consuma ancora il Buttermilch (latticello) fresco di produzione propria. Il pane di segale pusterese (Pusterer Breatl), cotto nei forni a legna dei masi con farina di segale, semi di cumino dei prati e finocchio selvatico, è un altro prodotto PAT regionale e accompagna ogni pasto.
Quando visitare Braies: il periodo migliore
La valle di Braies è accessibile tutto l’anno, ma le condizioni cambiano radicalmente. Da giugno a settembre il lago raggiunge la massima portata d’acqua e il colore più intenso; i sentieri d’alta quota verso Fanes e il Rifugio Biella sono generalmente liberi dalla neve da metà giugno. In luglio e agosto l’afflusso turistico al lago è tale che dal 2023 il Comune di Braies ha introdotto un sistema di prenotazione obbligatoria per l’accesso in automobile alla zona del lago, con navette sostitutive dalla Val Pusteria.
L’autunno — ottobre in particolare — porta i larici alla colorazione dorata e riduce significativamente la presenza di visitatori. L’inverno trasforma la valle in un comprensorio per sci di fondo e ciaspolate: la pista di fondo di Braies si estende per circa 20 km nel fondovalle. Il lago ghiaccia parzialmente tra dicembre e marzo, ma il transito sulla superficie non è consentito per ragioni di sicurezza. Le temperature invernali scendono regolarmente sotto i -10°C nelle notti di gennaio.
Come arrivare a Braies
Braies si raggiunge dalla Val Pusteria attraverso la strada provinciale che si stacca dalla SS49 all’altezza di Villabassa (Niederdorf). Da qui sono circa 13 km fino al centro abitato e 18 km fino al parcheggio del lago.
- In auto: dall’autostrada del Brennero A22, uscita Bressanone, poi SS49 della Val Pusteria fino a Villabassa. Da Bolzano circa 110 km (1 ora e 30 minuti). Da Innsbruck circa 130 km. Da Monaco di Baviera circa 270 km.
- In treno: la stazione ferroviaria più vicina è Villabassa, sulla linea Fortezza-San Candido. Da Villabassa, autobus di linea SAD fino a Braies (servizio stagionale potenziato in estate).
- In aereo: gli aeroporti più vicini sono Bolzano (105 km), Innsbruck (130 km) e Verona Villafranca (250 km). L’aeroporto di Bolzano ha collegamenti limitati; Innsbruck e Verona offrono maggiori opzioni.
- Accesso al lago: nei mesi estivi (giugno-settembre) è necessario prenotare il parcheggio o utilizzare le navette dal fondovalle pusterese. Il servizio è gestito dal consorzio turistico locale.
Altri borghi da scoprire in Trentino-Alto Adige
Chi percorre l’Alto Adige da est a ovest, lasciando la Val Pusteria per risalire verso la Valle Isarco, incontra realtà molto diverse da Braies. Barbiano, aggrappato al versante orientale della Valle Isarco sopra Chiusa, è un comune sparso di frazioni agricole dove la coltivazione della castagna e della vite convive con i prati da sfalcio. Le sue cascate — le Cascate di Barbiano, con un dislivello complessivo di oltre 80 metri — rappresentano un elemento geologico distinto rispetto ai laghi dolomitici.
Ancora più a sud, nella Bassa Atesina, Andriano si trova a soli 260 metri di altitudine sulla Strada del Vino, in un contesto climatico che non ha nulla in comune con i 1213 metri di Braies. Qui la viticoltura domina il paesaggio: filari di Schiava e Pinot Bianco occupano i terrazzamenti esposti a sud. Il confronto tra questi tre comuni — Braies, Barbiano, Andriano — restituisce la varietà altimetrica e climatica dell’Alto Adige, territorio dove in meno di cento chilometri si passa dai ghiacciai dolomitici ai vigneti di fondovalle.
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