Celano
Il Castello Piccolomini di Celano, con i suoi quattro torrioni angolari e la cinta muraria che chiude un perimetro di oltre cento metri, domina la piana del Fucino da 840 metri di quota. Chi si chiede cosa vedere a Celano trova qui un punto di partenza inequivocabile: una fortezza che ha attraversato sei secoli di […]
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Il Castello Piccolomini di Celano, con i suoi quattro torrioni angolari e la cinta muraria che chiude un perimetro di oltre cento metri, domina la piana del Fucino da 840 metri di quota. Chi si chiede cosa vedere a Celano trova qui un punto di partenza inequivocabile: una fortezza che ha attraversato sei secoli di storia, terremoti, ricostruzioni, e che oggi ospita il Museo d’Arte Sacra della Marsica. Sotto il castello, un centro storico compatto di circa 10.881 abitanti si distribuisce lungo vicoli in pietra calcarea, tra chiese romaniche e palazzi nobiliari.
Storia e origini di Celano
Le prime tracce documentate di un insediamento nell’area risalgono all’epoca dei Marsi, popolo italico che controllava la regione del lago Fucino — il terzo lago più grande d’Italia prima del prosciugamento completato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia. Il nome “Celano” compare nei documenti medievali a partire dal X secolo, probabilmente derivato dal latino Caelanum, con riferimento alla posizione elevata rispetto alla conca sottostante. La contea di Celano assunse rilievo politico nel XII secolo sotto i conti dei Marsi, e raggiunse il suo apice con Pietro da Celano, che tra il XII e il XIII secolo fu tra i feudatari più influenti del Regno di Napoli.
Nel 1223 l’imperatore Federico II ordinò la distruzione della città come punizione per la ribellione del conte Tommaso da Celano, figura centrale nella storiografia locale. Ma Celano è legata anche a un altro nome: Tommaso da Celano, frate francescano nato qui intorno al 1190, autore della prima biografia di San Francesco d’Assisi — la Vita prima — e a cui è tradizionalmente attribuito il Dies Irae, una delle sequenze più celebri della liturgia latina. Il castello attuale fu edificato nella seconda metà del Trecento per volontà di Antonio Piccolomini, genero del re Ferdinando I d’Aragona, e subì gravi danni nel terremoto della Marsica del 1915, che causò oltre 30.000 vittime nell’intera regione.
La ricostruzione successiva ridisegnò in parte il tessuto urbano, ma il nucleo storico conserva la struttura medievale a fasce concentriche attorno al castello. Il prosciugamento del Fucino trasformò radicalmente l’economia locale, convertendo un territorio di pesca e pastorizia in una delle aree agricole più produttive dell’Italia centrale, specializzata nella coltivazione di patate, carote e barbabietole.
Cosa vedere a Celano: le 5 attrazioni principali
1. Castello Piccolomini e Museo d’Arte Sacra della Marsica
Costruito tra il 1392 e il 1463, il castello presenta una pianta quadrangolare con quattro torri cilindriche. Al suo interno, il Museo d’Arte Sacra della Marsica raccoglie sculture lignee, dipinti su tavola e oreficeria sacra dal XII al XVIII secolo, provenienti da chiese danneggiate dal terremoto del 1915. La collezione include una Madonna col Bambino del XIII secolo di scuola bizantina.
2. Chiesa di San Giovanni Battista
Situata nel centro storico, questa chiesa conserva un portale gotico del XIV secolo con lunetta scolpita. L’interno, a navata unica, fu rimaneggiato dopo il sisma del 1915 ma mantiene frammenti di affreschi trecenteschi nella zona absidale. Il campanile a base quadrata è visibile da diversi punti della piana del Fucino.
3. Gole di Celano
Un canyon naturale lungo circa 4 chilometri, scavato dal torrente La Foce nel massiccio del Sirente. Le pareti calcaree raggiungono un’altezza di 200 metri e in alcuni tratti si avvicinano fino a una larghezza di pochi metri. Il percorso escursionistico richiede circa tre ore e attraversa pozze d’acqua e passaggi rocciosi — è necessario un equipaggiamento adeguato e si sconsiglia la percorrenza dopo piogge intense.
4. Chiesa di Santa Maria Valleverde
Edificata nel XIII secolo ai margini dell’abitato, conserva un ciclo di affreschi attribuiti a maestranze locali del Quattrocento. Il chiostro annesso, con archi a tutto sesto su colonnine in pietra, fu parte di un convento francescano. La facciata presenta un rosone centrale e un portale con cornice a tortiglione, elementi frequenti nell’architettura sacra abruzzese del periodo.
5. Centro storico e Porta dei Marsi
L’accesso principale al borgo antico avviene attraverso Porta dei Marsi, unico varco superstite delle antiche mura. Da qui si sale per strade strette in pendenza, fiancheggiate da case in pietra locale con balconi in ferro battuto. Nella parte alta, a ridosso del castello, si trovano i resti della cinta muraria medievale e alcuni palazzi con stemmi nobiliari murati nelle facciate.
Cucina locale e prodotti del territorio
La cucina di Celano riflette la doppia vocazione del territorio: pastorale in quota e agricola nella piana. La pasta alla pecorara — irregolare, condita con sugo di castrato — è un primo diffuso nelle trattorie della zona. I maccheroni alla chitarra si preparano con il tradizionale attrezzo a corde metalliche e si accompagnano con ragù di agnello. Tra i secondi, l’agnello a cacio e ova prevede una cottura lenta in padella con uova sbattute e pecorino locale. Le lenticchie della vicina piana del Fucino, insieme alle patate — coltivate su scala significativa nella conca — rappresentano ingredienti base della cucina quotidiana.
Il Montepulciano d’Abruzzo DOC è il vino rosso di riferimento della tavola locale. Tra i dolci, le ferratelle (cialde sottili cotte in un ferro a motivi geometrici) compaiono durante le feste, in particolare nella ricorrenza dei santi patroni Simplicio, Costanzo e Vittoriano. I formaggi provengono in gran parte da allevamenti ovini del Sirente: pecorino a diversi stadi di stagionatura e ricotta fresca venduta nei mercati del sabato mattina.
Quando visitare Celano: il periodo migliore
L’altitudine di 840 metri determina inverni rigidi, con temperature che scendono regolarmente sotto lo zero tra dicembre e febbraio, e nevicate frequenti. L’estate è fresca rispetto alle pianure costiere, con massime che raramente superano i 30 °C in luglio — condizione che rende il periodo tra giugno e settembre il più indicato per le escursioni alle Gole di Celano e nel Parco Regionale Sirente-Velino, entro il cui perimetro ricade parte del territorio comunale.
In agosto si svolge la rievocazione storica legata alle vicende della contea di Celano, con cortei in costume e rappresentazioni nelle piazze del centro. La festa dei patroni Simplicio, Costanzo e Vittoriano cade il 26 agosto e prevede una processione lungo le vie del borgo. Per chi vuole percorrere le Gole, i mesi di maggio e giugno offrono il vantaggio di un livello d’acqua ancora sostenuto dal disgelo ma senza le temperature estive che riducono il flusso del torrente.
Come arrivare a Celano
Celano si raggiunge dall’autostrada A25 Roma-Pescara, uscita Aielli-Celano, a circa 110 km da Roma e 100 km da Pescara. Il percorso da Roma richiede circa un’ora e venti minuti in condizioni normali di traffico. Da L’Aquila, capoluogo di provincia, la distanza è di circa 55 km percorribili in poco più di 40 minuti attraverso la SS5bis e la A25.
La stazione ferroviaria di Celano-Ovindoli è servita dalla linea Roma-Sulmona-Pescara, con treni regionali che collegano la città alla capitale in circa due ore. L’aeroporto più vicino è quello d’Abruzzo a Pescara (circa 110 km), mentre l’aeroporto di Roma Fiumicino dista circa 150 km. Il sito del Comune di Celano pubblica aggiornamenti sulla viabilità locale, particolarmente utili nei mesi invernali quando sono possibili chiusure per neve sulle strade montane.
Altri borghi da visitare in Abruzzo
Chi esplora la Marsica e le aree montane dell’Abruzzo interno può estendere il percorso verso la provincia di Pescara, dove Bolognano si sviluppa lungo la valle dell’Orta, con le sue grotte carsiche e l’eremo di Sant’Onofrio scavato nella roccia. La distanza da Celano è di circa 70 km attraverso la A25 e la fondovalle Pescara: un territorio che cambia rapidamente, passando dall’altopiano alla forra fluviale.
Verso sud, nella Valle Peligna, Bugnara offre un diverso registro architettonico, con il suo impianto medievale disposto su un colle a controllo della conca di Sulmona. Da Celano si raggiunge in meno di un’ora, risalendo verso Sulmona lungo la SS17. I due borghi, insieme a Celano, disegnano un itinerario che attraversa tre distinte conformazioni geografiche dell’Abruzzo interno — altopiano, valle, collina — e tre diverse declinazioni del rapporto tra insediamento umano e montagna appenninica.
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