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Conversano
Puglia

Conversano

Nel 1054 il conte normanno Goffredo d’Altavilla ricevette la contea di Conversano, trasformando una cittadina già fortificata in uno dei centri di potere più influenti di Terra di Bari. Quel castello, che ancora domina la piazza principale con le sue torri cilindriche e il profilo massiccio, è il punto di partenza naturale per chiunque voglia […]

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Nel 1054 il conte normanno Goffredo d’Altavilla ricevette la contea di Conversano, trasformando una cittadina già fortificata in uno dei centri di potere più influenti di Terra di Bari. Quel castello, che ancora domina la piazza principale con le sue torri cilindriche e il profilo massiccio, è il punto di partenza naturale per chiunque voglia capire cosa vedere a Conversano.

A 219 metri sul livello del mare, la città si estende su un altopiano carsico della Murgia sudorientale, tra ulivi secolari e ciliegi — la stessa campagna che ogni anno, tra maggio e giugno, si colora di rosso intenso durante la raccolta delle celebri ciliegie ferrovia.

Con i suoi 25.779 abitanti, Conversano conserva una stratificazione storica visibile a ogni angolo: mura megalitiche peucete, absidi romaniche, palazzi barocchi e una cattedrale che racchiude undici secoli di modifiche architettoniche.

Storia e origini di Conversano

Il nome latino Norba, attestato nelle fonti romane, si collega alla città latina omonima nel Lazio e indica l’esistenza di un insediamento fortificato già in epoca preromana. I Peuceti — popolazione iapigia stanziata nell’entroterra barese tra il VII e il III secolo a.C. — costruirono qui una cinta muraria in blocchi megalitici, i cui resti sono ancora visibili in diversi punti del centro storico.

Con la conquista romana il centro assunse il nome di Cupersanum, probabilmente derivato dal gentilizio latino Cupersanius, da cui discende la forma attuale. L’etimologia popolare che riconduce il nome a un presunto “convento di Jano” non ha riscontri documentari e appartiene alla tradizione erudita seicentesca.

Il periodo di maggiore espansione politica coincise con la dominazione normanna.

Goffredo d’Altavilla, figlio di Tancredi, ottenne la contea nel 1054 e avviò la costruzione del castello sul punto più elevato del centro abitato. Tra il XII e il XV secolo la contea di Conversano controllò un territorio vasto, che si estendeva fino a Castellana Grotte, Turi, Casamassima e parte del litorale adriatico. Nel 1455 la contea passò alla famiglia Acquaviva d’Aragona, che la mantenne fino all’abolizione della feudalità nel 1806.

Giulio Antonio I Acquaviva, noto come il “Guercio di Puglia”, fu una figura controversa e potente: guerriero, mecenate, coinvolto nella congiura dei baroni del 1485 contro Ferrante d’Aragona, morì nel 1487 durante l’assedio di Nardò. La sua vicenda politica segnò profondamente la storia della città e dell’intero Mezzogiorno aragonese.

Dal punto di vista demografico, Conversano registrò un picco di popolazione già nel XVII secolo, quando il centro contava circa 8.000 abitanti — dato rilevante per un borgo dell’entroterra barese. L’Ottocento portò trasformazioni urbanistiche significative: l’apertura di corso Umberto I, la demolizione di parte delle mura medievali, la costruzione del teatro comunale.

Nel Novecento la città si espanse oltre il perimetro antico, ma il nucleo storico mantenne la sua leggibilità urbanistica.

Tra i personaggi illustri legati a Conversano va ricordato il pittore Paolo Finoglio, attivo nella prima metà del Seicento, autore del ciclo di dieci tele sulla Gerusalemme Liberata di Tasso, oggi conservate nella pinacoteca civica all’interno del castello. Si tratta di uno dei più importanti cicli pittorici del Barocco meridionale, commissionato proprio dal conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona intorno al 1640.

Cosa vedere a Conversano: 5 attrazioni imperdibili

1. Castello degli Acquaviva d’Aragona

Costruito in epoca normanna sull’acropoli dell’antica Cupersanum, il castello presenta una pianta trapezoidale con quattro torri angolari, di cui la più antica — la torre cilindrica meridionale — risale al XII secolo. La facciata principale, rimaneggiata nel XVII secolo, si affaccia su piazza Castello con un portale bugnato.

All’interno si trova la Pinacoteca civica, che ospita il ciclo delle dieci tele di Paolo Finoglio dedicate alla Gerusalemme Liberata. La sala al piano nobile conserva anche una raccolta di maioliche e documenti sulla storia della contea. L’accesso al cortile interno è libero; la pinacoteca ha orari di visita regolari.

2. Cattedrale di Santa Maria Assunta

La cattedrale, edificata nella seconda metà dell’XI secolo in stile romanico pugliese, sorge a pochi passi dal castello lungo la via principale del centro storico. La facciata originaria presentava tre portali; quello centrale conserva ancora capitelli figurati con scene bibliche e motivi vegetali. L’interno, a tre navate con transetto, fu modificato in epoca barocca con l’aggiunta di stucchi e altari laterali in marmi policromi. Di particolare interesse è la cripta, risalente al XII secolo, con colonne di riuso di epoca romana e affreschi frammentari. Il campanile, parzialmente ricostruito dopo il terremoto del 1456, raggiunge un’altezza di circa 35 metri e funge da punto di riferimento visivo nell’intero centro urbano.

3. Monastero di San Benedetto e la Badessa Mitrata

Fondato nel VI secolo secondo la tradizione, il monastero di San Benedetto è celebre per un caso unico nella storia ecclesiastica: le badesse di Conversano esercitarono per secoli una giurisdizione quasi episcopale sul territorio, con il diritto di portare la mitra e il pastorale. Questo privilegio, documentato a partire dal XII secolo, fu abolito solo nel 1810 con la soppressione napoleonica degli ordini religiosi. La chiesa annessa conserva un chiostro romanico con archi a tutto sesto su colonnine binate e capitelli scolpiti. L’interno della chiesa presenta un soffitto ligneo dipinto e un altare maggiore settecentesco. Il complesso è visitabile e ospita periodicamente mostre temporanee ed eventi culturali.

4. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Situata nel quartiere più antico del centro storico, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano risale nella sua forma attuale al XIV secolo, sebbene la fondazione originaria sia anteriore. L’esterno presenta una facciata sobria in pietra calcarea locale con un rosone e un portale ogivale.

L’interno a navata unica conserva affreschi medievali riscoperti durante i restauri del Novecento, raffiguranti scene della vita dei santi patroni medici. Di interesse è anche il pavimento in maioliche policrome del XVIII secolo. La chiesa si trova in un contesto urbano particolarmente integro, con case in pietra addossate le une alle altre e piccoli archi di collegamento tra gli edifici che definiscono la struttura viaria medievale del quartiere.

5. Parco dei Monaci e torre di Castiglione

A circa tre chilometri dal centro abitato, il Parco dei Monaci è un’area naturale di proprietà pubblica che si estende per 15 ettari tra ulivi, macchia mediterranea e formazioni carsiche. Il parco prende il nome da un antico insediamento monastico di cui restano tracce murarie. A breve distanza si trova la torre di Castiglione, una masseria fortificata cinquecentesca costruita su un insediamento messapico precedente, attestato da ritrovamenti ceramici databili al IV secolo a.C.

Dai terrazzamenti intorno alla torre lo sguardo arriva fino al mare Adriatico nelle giornate limpide.

Il sito è raggiungibile a piedi o in bicicletta dalla città e rappresenta una sosta ideale per chi unisce interesse archeologico e paesaggio rurale.

Cosa mangiare a Conversano: cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Conversano appartiene alla tradizione gastronomica della Murgia barese, un territorio dove l’economia rurale ha plasmato nei secoli un repertorio di piatti fondati su pochi ingredienti essenziali: grano duro, olio extravergine, legumi, verdure spontanee e carni ovine. La posizione dell’altopiano, a metà strada tra la costa adriatica e l’entroterra murgiano, ha favorito una cucina che combina elementi costieri — pesce azzurro, alici — con la gastronomia pastorale dell’interno. Le stagioni scandiscono ancora il calendario alimentare: la raccolta delle ciliegie tra maggio e giugno, le conserve estive, la macellazione invernale.

Tra i piatti più rappresentativi della tavola conversanese figurano le orecchiette con le cime di rapa, preparate con pasta fresca tirata a mano e condite con le infiorescenze della rapa, aglio, olio e acciughe sotto sale. Il riso patate e cozze — teglia cotta al forno con riso, patate tagliate sottili, cozze fresche, pomodorino, cipolla e pecorino — è un piatto di confine tra terra e mare tipico dell’area barese.

D’inverno si preparano le fave e cicorie, un piatto di purea di fave secche servito con cicoria selvatica scottata e un filo di olio crudo, che rappresenta l’esempio più noto della cucina povera pugliese.

Tra i prodotti certificati del territorio, la tradizione pugliese annovera l’Acquasale (PAT), una preparazione antichissima a base di pane raffermo bagnato in acqua, condito con pomodoro fresco, cipolla, origano e olio extravergine — piatto di recupero contadino diffuso in tutta la Murgia.

Gli Africani (PAT) sono invece dolci tipici della pasticceria conversanese: pan di spagna farcito con crema al cioccolato e ricoperto di glassa fondente, la cui origine risale secondo la tradizione locale almeno al XVIII secolo. Meritano menzione anche l’Agnello al forno con patate alla leccese (PAT) e l’Agnello alla gravinese (PAT), preparazioni di carne ovina che testimoniano la centralità dell’allevamento nell’entroterra pugliese.

Gli Asparagi selvatici (PAT) e gli Asparagi sott’olio (PAT), raccolti nei campi e nei margini delle strade rurali tra marzo e aprile, completano il quadro di una gastronomia fortemente stagionale.

La città ospita ogni anno, nella prima settimana di giugno, una festa dedicata alla ciliegia ferrovia — la varietà a polpa soda e colore rosso scuro che rappresenta il prodotto ortofrutticolo più noto di Conversano. Il mercato settimanale, che si tiene il giovedì mattina, offre prodotti locali diretti dai coltivatori dell’agro murgiano.

Per acquistare gli Africani è consigliabile visitare le pasticcerie storiche del centro, in particolare lungo corso Umberto I, dove la ricetta viene ancora eseguita secondo il metodo tradizionale con glassa colata a mano.

Sul versante enologico, il territorio rientra nell’area di produzione del Gioia del Colle DOC, denominazione che comprende vini rossi a base di Primitivo — vitigno autoctono pugliese — con una gradazione minima di 11,5 gradi e un invecchiamento di almeno sei mesi. Le vigne coltivate ad alberello sui terreni calcarei della Murgia producono uve con un’elevata concentrazione zuccherina, che conferisce ai vini un carattere pieno e strutturato.

Alcune cantine della zona di Conversano propongono degustazioni su prenotazione.

Quando visitare Conversano: il periodo migliore

La primavera, da aprile a giugno, è il periodo più indicato per visitare Conversano. Le temperature oscillano tra i 15 e i 25 gradi, la campagna è in piena fioritura e la raccolta delle ciliegie anima l’economia locale. La quarta domenica di maggio si celebra la festa patronale della Maria Santissima della Fonte, con una processione solenne lungo il centro storico e bancarelle che occupano le piazze principali. Il 24 novembre si tiene la seconda ricorrenza patronale dedicata a Flaviano di Costantinopoli, un’occasione per chi preferisce viaggiare in bassa stagione senza la pressione turistica estiva.

L’estate porta un afflusso maggiore di visitatori, in parte legato alla vicinanza con le località balneari della costa — Polignano a Mare dista appena 12 chilometri.

Le temperature di luglio e agosto superano regolarmente i 30 gradi e rendono le visite al centro storico più faticose nelle ore centrali. L’autunno, soprattutto ottobre e novembre, offre una luce morbida e giornate ancora miti, ideali per escursioni nel Parco dei Monaci o in bicicletta lungo le strade rurali. L’inverno è mite rispetto ad altre zone di pari altitudine: le minime raramente scendono sotto i 5 gradi.

Chi cerca un’esperienza culturale concentrata può abbinare la visita al castello e alla pinacoteca con un percorso tra le chiese del centro in una sola giornata.

Come arrivare a Conversano

Conversano si raggiunge in auto dall’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Bari Sud, proseguendo sulla strada statale 16 in direzione sud-est per circa 25 chilometri. Da Bari il percorso richiede circa 30 minuti; da Taranto si impiegano circa 70 minuti percorrendo la SS 100. L’aeroporto di Bari-Palese dista 40 chilometri e offre collegamenti nazionali e internazionali con le principali città europee.

La stazione ferroviaria di Conversano si trova sulla linea delle Ferrovie del Sud Est (FSE), che collega Bari a Putignano con fermate intermedie a Noicattaro, Rutigliano e Castellana Grotte.

Il treno da Bari Centrale impiega circa 50-60 minuti, con frequenza oraria nelle fasce di punta. In alternativa, autobus della stessa compagnia FSE collegano Conversano a Bari, Monopoli e Polignano a Mare.

Per chi arriva in treno ad alta velocità, la stazione di riferimento è Bari Centrale, servita da Trenitalia e Italo.

Altri borghi da scoprire in Puglia

Chi visita Conversano può estendere l’itinerario verso l’interno della Murgia, dove altri centri offrono prospettive diverse sullo stesso territorio. Cassano delle Murge, raggiungibile in circa 40 minuti di auto verso ovest, condivide con Conversano l’appartenenza al paesaggio carsico murgiano ma presenta un carattere più marcatamente rurale, con masserie sparse nella campagna e un centro storico compatto intorno alla chiesa madre.

Il percorso tra i due centri attraversa una zona di boschi di quercia e pascoli che rappresenta il cuore dell’Alta Murgia barese, un territorio poco frequentato dal turismo di massa.

Per chi dispone di più tempo e intende spostarsi verso la Puglia settentrionale, Castelluccio dei Sauri, in provincia di Foggia, offre un punto di ingresso al Tavoliere e al paesaggio del Subappennino dauno.

La distanza da Conversano è di circa 160 chilometri — poco più di un’ora e mezza di auto — e il contrasto tra i due paesaggi è netto: dalla pietra calcarea della Murgia ai campi di grano del Tavoliere. Un itinerario che unisca i tre borghi permette di attraversare la Puglia interna da sud a nord, toccando tre ambienti geografici distinti e tre tradizioni gastronomiche complementari, dal Primitivo murgiano ai grani duri del foggiano.

Foto di copertina: Di LoryS92 at Italian Wikipedia, CC BY 3.0Tutti i crediti fotografici →

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