Locorotondo
Il toponimo di Locorotondo, attestato già nel XII secolo come “Luogo Rotondo”, deriva dalla configurazione concentrica del suo centro storico, un elemento urbanistico che ancora oggi lo distingue nel panorama della Valle d’Itria. A 410 metri sul livello del mare, questo comune della provincia di Bari conta 14.258 abitanti e offre uno spaccato architettonico e […]
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Il toponimo di Locorotondo, attestato già nel XII secolo come “Luogo Rotondo”, deriva dalla configurazione concentrica del suo centro storico, un elemento urbanistico che ancora oggi lo distingue nel panorama della Valle d’Itria. A 410 metri sul livello del mare, questo comune della provincia di Bari conta 14.258 abitanti e offre uno spaccato architettonico e culturale peculiare. Per chi si chiede cosa vedere a Locorotondo, l’esperienza si concentra sull’osservazione delle sue “cummerse”, le case dal tetto spiovente ricoperto di chiancarelle, e sulla percezione di un tessuto urbano che ha mantenuto la sua matrice originale. La sua festa patronale, dedicata a San Giorgio Martire, si celebra il 23 aprile, momento in cui il borgo si anima con riti e manifestazioni che riflettono la tradizione locale.
Storia e origini di Locorotondo
Le prime attestazioni del nucleo abitato di Locorotondo risalgono al X secolo, periodo in cui l’area era sotto il controllo dei Benedettini. Il borgo crebbe attorno a un castello, probabilmente fortificato, che ne definì la pianta circolare, da cui il nome. Nel corso dei secoli, il territorio passò sotto diverse dominazioni, dai Normanni agli Svevi, dagli Angioini agli Aragonesi, ciascuna lasciando tracce nel tessuto sociale e architettonico. L’espansione maggiore si ebbe tra il XVII e il XVIII secolo, quando l’agricoltura e la viticoltura divennero pilastri economici, modellando il paesaggio circostante con muretti a secco e trulli.
Un elemento distintivo della storia locale è la persistenza di una cultura contadina che ha saputo preservare tecniche costruttive e agricole. I “trulli”, le tipiche abitazioni rurali con copertura conica in pietra, e le “cummerse”, le case a tetto spiovente del centro storico, sono espressione di un’architettura spontanea che rispondeva alle esigenze climatiche e ai materiali disponibili. La comunità, sebbene parte della provincia di Bari, ha sviluppato una propria identità, legata alla terra e ai suoi prodotti, che si manifesta ancora oggi nella vita quotidiana.
Cosa vedere a Locorotondo: 5 attrazioni imperdibili
Il Centro Storico
Il nucleo antico di Locorotondo si dispiega in una serie di vie concentriche, caratterizzate da case imbiancate a calce e dalle singolari “cummerse”, abitazioni con tetti spioventi in pietra. Il percorso offre scorci su cortili interni e facciate decorate. La geometria del borgo, accessibile attraverso antichi portali, rivela una pianificazione urbana che ha privilegiato la funzionalità e la difesa, mantenendo un’atmosfera raccolta.
Chiesa Madre di San Giorgio Martire
Costruita tra il 1790 e il 1825 sul sito di edifici sacri preesistenti, la Chiesa Madre è dedicata al patrono del borgo. La sua facciata neoclassica si distingue per la sobrietà e le proporzioni. All’interno, l’edificio custodisce opere d’arte di artisti locali e arredi lignei, testimonianze della devozione della comunità nel corso dei secoli. La struttura interna a croce latina è definita da pilastri e volte a botte.
Chiesa della Madonna della Greca
Considerata la chiesa più antica di Locorotondo, risale al XV secolo, sebbene le sue origini possano essere più remote. La sua architettura gotica, con elementi che richiamano lo stile pugliese, si manifesta nelle linee del portale e nelle finestre. All’interno, si possono osservare affreschi e sculture che narrano la storia religiosa del luogo, tra cui un altare maggiore in pietra locale.
Palazzo Morelli
Edificato nel XVIII secolo, Palazzo Morelli è un esempio di architettura barocca civile presente nel centro storico. La facciata principale, che si affaccia su una delle piazze centrali, è arricchita da un portale bugnato e da balconi con ringhiere in ferro battuto. L’edificio testimonia il prestigio delle famiglie nobiliari che hanno abitato Locorotondo, contribuendo al suo sviluppo architettonico.
Il Lungomare (di Locorotondo)
Nonostante Locorotondo non sia sul mare, il suo “Lungomare” è un belvedere che costeggia il centro storico, offrendo una visuale panoramica sulla Valle d’Itria. Da questo punto si possono osservare i vigneti, gli uliveti e i trulli sparsi nel paesaggio circostante. La vista abbraccia le campagne fino ai comuni limitrofi, permettendo di apprezzare l’estensione del territorio agricolo.
Cucina tipica e prodotti locali
La tavola di Locorotondo è un riflesso della sua terra, con prodotti agricoli che definiscono i sapori della cucina pugliese. Tra le eccellenze spicca il Vino Locorotondo DOP, un bianco secco e fresco, prodotto principalmente con uve Verdeca e Bianco d’Alessano, che ben si accompagna ai piatti locali. L’olio extra vergine d’oliva, ottenuto da uliveti secolari, è un altro pilastro dell’alimentazione, utilizzato come condimento base in quasi ogni preparazione. Non mancano le produzioni casearie, come la burrata e il caciocavallo, spesso serviti con pane di Altamura o i fragranti taralli.
Tra i piatti più rappresentativi, si trovano le “gnumeredde” (involtini di interiora d’agnello o capretto), spesso cucinate al forno o alla brace, e le “bombette”, involtini di carne di maiale ripieni di formaggio e spezie, tipici della Valle d’Itria. La focaccia barese, con pomodorini e olive, è un classico che si ritrova in ogni panificio. Per i dolci, i “bocconotti” ripieni di crema o marmellata e le “cartellate” fritte e immerse nel vincotto, sono preparazioni tradizionali, legate spesso a periodi festivi. Molti ristoranti e trattorie del centro storico propongono queste ricette, utilizzando materie prime fresche del territorio.
Quando visitare Locorotondo: il periodo migliore
Locorotondo può essere visitata in diversi periodi dell’anno, ciascuno con le sue peculiarità. La primavera, in particolare i mesi di aprile e maggio, offre temperature miti e la fioritura della campagna, rendendo piacevoli le passeggiate nel borgo e nelle aree rurali circostanti. La festa patronale di San Giorgio Martire, il 23 aprile, è un’occasione per vivere le tradizioni locali. L’estate, da giugno ad agosto, è caratterizzata da un clima caldo e secco, ideale per chi cerca le lunghe giornate di luce e gli eventi estivi, sebbene il borgo possa essere più affollato. Durante questo periodo, il borgo si anima con sagre e manifestazioni culturali.
L’autunno, con i mesi di settembre e ottobre, presenta temperature gradevoli e i colori della vendemmia e della raccolta delle olive, offrendo un’esperienza più tranquilla e focalizzata sull’enogastronomia. L’inverno, da novembre a marzo, è il periodo più freddo e umido, ma il borgo mantiene il suo fascino, specialmente durante le festività natalizie, quando le luminarie e i mercatini creano un’atmosfera particolare. Le temperature medie annuali oscillano tra gli 11°C e i 25°C, con picchi estivi che possono superare i 30°C.
Come arrivare a Locorotondo
Locorotondo è accessibile tramite diverse modalità di trasporto. Per chi viaggia in auto, il borgo si raggiunge percorrendo l’Autostrada A14 Adriatica (Bologna-Taranto), uscendo a Bari Nord e proseguendo sulla SS16 in direzione Brindisi, per poi imboccare la SS172 dir per Locorotondo. In alternativa, dalla A14, è possibile uscire a Gioia del Colle e proseguire verso Martina Franca e poi Locorotondo. Il sito ufficiale del comune fornisce dettagli aggiuntivi sulle vie d’accesso: comune.locorotondo.ba.it.
Per chi preferisce il treno, Locorotondo è servita dalla linea ferroviaria locale delle Ferrovie del Sud Est, con collegamenti da Bari e Taranto. Le stazioni ferroviarie più vicine con servizio nazionale sono Bari Centrale e Taranto. L’aeroporto più vicino è quello di Bari-Palese (circa 70 km), seguito dall’aeroporto del Salento a Brindisi (circa 65 km), entrambi offrono servizi di noleggio auto e collegamenti con i mezzi pubblici per raggiungere le stazioni ferroviarie o gli snodi stradali principali.
Altri borghi da scoprire in Puglia
La Puglia presenta una varietà di borghi che meritano un approfondimento, ognuno con le sue specificità storiche e paesaggistiche. Se l’architettura delle “cummerse” e la visione sulla Valle d’Itria di Locorotondo hanno catturato l’attenzione, il nord della regione offre scenari diversi, legati al mare e alle tradizioni della Capitanata. A pochi chilometri dalla costa adriatica, per esempio, si trova Manfredonia, una città costiera con un imponente castello svevo-angioino, fondata da Manfredi di Sicilia nel XIII secolo, che rappresenta un punto di riferimento storico per l’area del Gargano.
Proseguendo nel territorio garganico, in una posizione più interna e affacciata sull’omonimo lago, si trova Cagnano Varano. Questo borgo si distingue per la sua posizione geologica e per le sue grotte carsiche, oltre a conservare elementi architettonici che raccontano le vicende storiche della zona. Entrambi i borghi offrono un contrasto interessante con le architetture e il paesaggio della Valle d’Itria, ampliando la prospettiva sulla diversità culturale e geografica della Puglia.
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