Cortina d’Ampezzo
Veneto

Cortina d’Ampezzo

🏔️ Montagna

A 1.224 metri nel cuore delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo unisce storia ladina, architettura olimpica e natura verticale. Guida completa a cosa vedere, mangiare e quando visitare.

Scopri Cortina d’Ampezzo

Il rintocco della campana della Basilica dei Santi Filippo e Giacomo attraversa l’aria fredda del mattino, rimbalza contro le pareti verticali delle Tofane e torna indietro, più lento, come un’eco che ha attraversato secoli. Corso Italia è ancora semivuoto, il vapore sale dalle tazze nei bar, e la luce radente delle otto colpisce i balconi in legno scurito dal tempo. Chiedersi cosa vedere a Cortina d’Ampezzo significa accettare che ogni direzione — in alto, in basso, dentro la storia — offre una risposta diversa. Siamo a 1.224 metri, nel cuore delle Dolomiti, e qui la montagna non è sfondo: è struttura portante di ogni cosa.

Storia e origini di Cortina d’Ampezzo

Il nome “Ampezzo” deriva con ogni probabilità dal latino ampitium, che indica un terreno situato tra due corsi d’acqua — riferimento alla posizione della conca attraversata dal torrente Boite e dai suoi affluenti. Le prime tracce di insediamento risalgono al Mesolitico, con ritrovamenti di manufatti litici nell’area di Mondeval, poco distante. Nel Medioevo la valle ampezzana appartenne al Patriarcato di Aquileia, prima di passare nel 1420 alla Repubblica di Venezia e poi, dal 1511, alla Contea del Tirolo sotto gli Asburgo. Per quattro secoli Cortina rimase territorio austriaco, sviluppando quella cultura ladina che ancora oggi ne permea lingua, architettura e tradizioni.

Il passaggio all’Italia avvenne nel 1920, al termine della Prima Guerra Mondiale, conflitto che segnò profondamente queste montagne: le trincee e le gallerie scavate nelle Tofane e nel Lagazuoi restano tra le testimonianze belliche più impressionanti dell’intero arco alpino. La svolta internazionale arrivò con le Olimpiadi invernali del 1956, che trasformarono il borgo — allora poco più di tremila anime — in una destinazione riconosciuta a livello mondiale. Cortina ospiterà nuovamente eventi olimpici nel 2026, a settant’anni esatti da quel debutto. Oggi conta 5.546 abitanti e conserva lo statuto di comunità ladina, con il nome ufficiale in ladino: Anpëz.

Cosa vedere a Cortina d’Ampezzo: 5 attrazioni imperdibili

1. Basilica dei Santi Filippo e Giacomo

Edificata nel XVIII secolo su un precedente luogo di culto medievale, la basilica domina il centro con il suo campanile alto 71 metri, il più alto delle Dolomiti. All’interno, la pala d’altare di Francesco Vecellio — cugino di Tiziano — e gli affreschi settecenteschi documentano il legame tra la valle e la tradizione artistica veneta. La festa patronale, il 19 gennaio, coinvolge ancora l’intera comunità.

2. Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi

Ospitato nelle Ciasa de Ra Regoles, sede delle antiche comunità di regola ampezzane, il museo raccoglie oltre trecento opere di artisti italiani del Novecento — De Pisis, Morandi, De Chirico, Sironi, Guttuso. Una collezione nata dalla passione privata dell’albergatore Mario Rimoldi, che per decenni accettò quadri come pagamento del soggiorno dei pittori ospiti.

3. Gallerie e trincee del Lagazuoi

A 2.835 metri di quota, raggiungibile in funivia, il Lagazuoi conserva il sistema di gallerie scavate dai soldati italiani e austro-ungarici durante la Grande Guerra. Il percorso sotterraneo — circa un chilometro tra cunicoli, postazioni e depositi — attraversa la montagna stessa ed è uno dei musei all’aperto più crudi e istruttivi dell’intero fronte dolomitico. Si cammina nel buio con la torcia frontale, toccando la roccia che ancora porta i segni delle mine.

4. Lago di Sorapis

Il colore turchese intenso di questo lago glaciale a 1.923 metri — dovuto alla sospensione di particelle minerali finissime nell’acqua — lo rende uno dei bacini naturali più fotografati delle Alpi orientali. Si raggiunge con un sentiero di circa due ore dal Passo Tre Croci, non banale ma accessibile a escursionisti con calzature adeguate. Le pareti del gruppo del Sorapis incombono verticali sulla superficie dell’acqua.

5. Trampolino olimpico di Cortina

Costruito per le Olimpiadi del 1956 su progetto iniziale dell’ingegnere Eugenio Miozzi, il trampolino olimpico — noto anche come “trampolino Italia” — si staglia sulla collina a sud del centro come una scultura di cemento lanciata verso il cielo. Dismesso dall’uso agonistico, è diventato un monumento di archeologia sportiva e un punto panoramico sulla conca ampezzana, oggi oggetto di interventi di ristrutturazione in vista dei Giochi del 2026.

Cucina tipica e prodotti locali

La cucina ampezzana è cucina di confine — veneta nella base, tirolese nella struttura, ladina nella memoria. I casunziei, ravioli a mezzaluna ripieni di rape rosse e conditi con burro fuso e semi di papavero, sono il piatto simbolo: ogni famiglia conserva la propria proporzione tra rapa e patata nel ripieno. Gli canederli (in ladino bales) si preparano con pane raffermo, speck e formaggio, serviti in brodo o asciutti. D’inverno si trovano la zuppa d’orzo con fagioli e carne affumicata e lo strudel di mele, retaggio diretto della dominazione asburgica.

Tra i prodotti locali, lo speck affumicato secondo tradizione ampezzana e i formaggi d’alpeggio — in particolare quelli a pasta semicotta delle malghe di Fanes e Fodara Vedla — rappresentano il legame più diretto tra territorio e tavola. Il miele di montagna, raccolto tra i 1.000 e i 1.800 metri, ha un profilo aromatico complesso, influenzato dal rododendro e dal trifoglio alpino. Per chi cerca l’esperienza diretta, le malghe aperte in estate permettono di acquistare il formaggio dove viene effettivamente prodotto, in un rapporto con il paesaggio che nessun negozio in centro potrà replicare.

Quando visitare Cortina d’Ampezzo: il periodo migliore

L’inverno — da dicembre a marzo — è la stagione storica di Cortina: le piste del comprensorio Tofana-Faloria-Cristallo offrono oltre 120 chilometri di discese, e la settimana tra Natale e l’Epifania porta la conca a piena occupazione. Ma è in estate, tra giugno e settembre, che la montagna si rivela nella sua dimensione più ampia: le Alte Vie delle Dolomiti (la n. 1 attraversa direttamente il territorio ampezzano), le ferrate e i sentieri escursionistici diventano accessibili, e la luce resta lunga fino alle nove di sera, allungando ogni giornata.

Due momenti meritano attenzione particolare. La festa dei Santi Filippo e Giacomo, il 19 gennaio, è un evento sentito dalla comunità locale, non costruito per il turismo. L’autunno — ottobre in particolare — porta colori straordinari sui larici e una quiete che il resto dell’anno non conosce: i rifugi chiudono, i parcheggi si svuotano, e camminare nel bosco di Fanes al mattino significa non incontrare nessuno per ore. Per informazioni aggiornate su eventi e servizi, il sito ufficiale del Comune di Cortina d’Ampezzo è il riferimento più affidabile.

Come arrivare a Cortina d’Ampezzo

Cortina si raggiunge in auto dall’autostrada A27 Venezia-Belluno, proseguendo poi sulla SS 51 di Alemagna: da Venezia sono circa 160 chilometri, poco più di due ore in condizioni normali. Da Bolzano si percorre la A22 del Brennero fino a Bressanone, quindi la SS 49 e la SS 51 attraverso Dobbiaco — circa 110 chilometri. Da Milano il percorso più diretto passa per la A4 fino a Venezia e poi la A27, per un totale di circa 420 chilometri.

Non esiste una stazione ferroviaria a Cortina: la vecchia ferrovia delle Dolomiti fu dismessa nel 1964. Il treno arriva fino a Calalzo di Cadore (circa 35 chilometri a sud), da dove partono autobus di linea Dolomitibus. L’aeroporto più vicino è quello di Venezia Marco Polo, a circa 160 chilometri; quello di Treviso-Canova si trova a distanza simile. Per chi arriva dall’Austria, l’aeroporto di Innsbruck dista circa 165 chilometri. D’inverno le catene da neve sono obbligatorie su numerosi tratti.

Altri borghi da scoprire in Italia

Cortina insegna che la montagna è anche cultura, stratificazione storica, identità linguistica. Ma l’Italia dei borghi offre contrasti radicali che vale la pena attraversare. Lungo le sponde del lago omonimo, in Puglia, Lesina è un borgo di pescatori affacciato su una laguna costiera dove si pratica ancora l’anguillicultura tradizionale — un paesaggio piatto, di acque basse e luce abbagliante, che è l’esatto opposto della verticalità dolomitica ma condivide con Cortina la capacità di un territorio di modellare la vita di chi lo abita.

Nel cuore del Molise, Vinchiaturo si distende lungo la valle del Biferno, tra colline coltivate a grano e uliveti: un borgo dell’entroterra appenninico che conserva un ritmo lento, lontano sia dalla mondanità ampezzana sia dalla costa pugliese. Chi vuole approfondire la storia e la geografia di Cortina può consultare la pagina Wikipedia dedicata a Cortina d’Ampezzo e il portale della Regione Veneto.

Foto di copertina: Di Anne-Marie Dufour, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

📍
Indirizzo

32043

Borgo

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