Firenze
Fondata dai Romani come colonia militare intorno al 59 a.C. con il nome di Florentia, la città che oggi conosciamo come Firenze ha attraversato quasi due millenni di storia senza mai smettere di reinventarsi. Capoluogo della Toscana, si estende a 50 metri sul livello del mare lungo le rive dell’Arno, con una popolazione di 366.039 […]
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Fondata dai Romani come colonia militare intorno al 59 a.C. con il nome di Florentia, la città che oggi conosciamo come Firenze ha attraversato quasi due millenni di storia senza mai smettere di reinventarsi.
Capoluogo della Toscana, si estende a 50 metri sul livello del mare lungo le rive dell’Arno, con una popolazione di 366.039 abitanti che ne fa uno dei centri urbani più rilevanti della penisola.
Per chi si chiede cosa vedere a Firenze, la risposta non si esaurisce in un elenco di monumenti: la città offre una stratificazione di epoche, stili e narrazioni che si sovrappongono ad ogni angolo, dal centro storico riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità fino ai quartieri meno frequentati dai circuiti turistici di massa.
Storia e origini di Firenze
La fondazione di Florentia risale al 59 a.C., quando veterani delle legioni romane di Giulio Cesare ricevettero in assegnazione le terre lungo l’Arno nel quadro delle politiche di colonizzazione agraria del primo secolo avanti Cristo.
La città fu costruita secondo l’impianto ortogonale tipico degli insediamenti romani, con il forum collocato nell’area che corrisponde all’attuale Piazza della Repubblica.
Questo schema urbanistico originario è ancora in parte leggibile nella trama delle strade del centro storico, dove le direttrici principali ricalcano le antiche vie consolari. Nei secoli successivi, Florentia conobbe alterne vicende sotto il dominio romano, poi longobardo, quindi carolingio, fino all’affermarsi dei poteri comunali nel corso dell’XI secolo.
Il periodo medievale segnò la svolta decisiva per Firenze.
Tra il XII e il XIV secolo la città si affermò come uno dei centri economici e finanziari più potenti d’Europa, grazie all’industria della lana e alle grandi casate bancarie — i Bardi, i Peruzzi, i Medici — che finanziavano re e papi da Napoli a Londra. La famiglia Medici, che assunse il controllo politico della città a partire dal 1434 con Cosimo il Vecchio, trasformò Firenze in un polo di attrazione per artisti, letterati e filosofi di tutta Europa.
Fu sotto il mecenatismo mediceo che lavorarono, tra gli altri, Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci, rendendo Firenze il laboratorio principale del Rinascimento italiano.
Nel 1865, dopo l’unificazione d’Italia, Firenze divenne per un breve periodo capitale del neonato Regno d’Italia, una funzione che tenne fino al 1871, quando Roma assunse definitivamente quel ruolo.
Questo quinquennio portò importanti trasformazioni urbanistiche, tra cui la demolizione delle antiche mura medievali e la costruzione dei viali di circonvallazione. Nel Novecento la città subì danni durante la Seconda guerra mondiale — quasi tutti i ponti sull’Arno furono distrutti dai tedeschi in ritirata nel 1944, con la sola eccezione del Ponte Vecchio — e fu colpita dalla devastante alluvione del 4 novembre 1966, che causò danni incalcolabili al patrimonio artistico e librario.
La risposta internazionale di solidarietà che ne seguì diede origine al movimento degli “Angeli del fango”, volontari giunti da tutto il mondo per recuperare opere e documenti sommersi dal fango dell’Arno.
Chi intende approfondire cosa vedere a Firenze non può prescindere da questa stratificazione storica, che rende ogni palazzo, ogni chiesa e ogni museo parte di una narrazione continua e documentata.
Cosa vedere a Firenze: attrazioni principali
Cattedrale di Santa Maria del Fiore e Cupola del Brunelleschi
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore domina il centro storico con la sua facciata in marmo bianco, verde e rosso e la celebre cupola progettata da Filippo Brunelleschi, completata nel 1436. Con i suoi 114,5 metri di altezza dalla base alla lanterna, la cupola rimane la più grande muratura in mattoni mai realizzata al mondo. La costruzione della cattedrale iniziò nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio e si protrasse per quasi due secoli.
Il campanile adiacente, opera di Giotto avviata nel 1334, raggiunge i 84,7 metri.
L’interno custodisce affreschi, sculture e il famoso orologio liturgico dipinto da Paolo Uccello nel 1443.
Galleria degli Uffizi
La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più visitati al mondo e ospita una delle collezioni d’arte rinascimentale più importanti esistenti.
Fondata dai Medici e aperta al pubblico nel 1765 per volontà dell’ultimo erede della dinastia, Anna Maria Luisa de’ Medici, raccoglie opere di Botticelli — tra cui la Nascita di Venere e la Primavera — di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Tiziano e molti altri. Il palazzo che la ospita fu costruito da Giorgio Vasari a partire dal 1560 come sede degli uffici amministrativi del ducato. Visitare gli Uffizi è una delle ragioni principali per cui i viaggiatori scelgono Firenze come destinazione.
Ponte Vecchio
Il Ponte Vecchio è il più antico ponte sul fiume Arno ancora esistente.
La struttura attuale risale al 1345, dopo che un’alluvione aveva distrutto il precedente ponte trecentesco. Unico tra i ponti fiorentini a sopravvivere all’estate del 1944, quando i tedeschi fecero saltare tutti gli altri attraversamenti, il Ponte Vecchio è caratterizzato dalle botteghe che si affacciano sul fiume da entrambi i lati. Originariamente occupate da beccai e conciatori, furono riservate agli orafi a partire dal 1593 per decreto del Granduca Ferdinando I.
Sopra le botteghe corre il Corridoio Vasariano, costruito nel 1565 per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti senza che i Medici dovessero scendere in strada.
Basilica di Santa Croce
La Basilica di Santa Croce, costruita dai frati francescani a partire dal 1294, è nota come il “tempio dell’Italiote” per i numerosi monumenti funebri e cenotafi che ospita.
Qui sono sepolti o commemorati Michelangelo Buonarroti, Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli, Gioachino Rossini e Ugo Foscolo, tra gli altri.
Le pareti della navata destra conservano affreschi di Giotto nelle cappelle Bardi e Peruzzi, datati intorno al 1325. La facciata neogotica in marmo bianco e verde fu aggiunta soltanto nel 1863. Il complesso include anche un chiostro rinascimentale e la Cappella dei Pazzi, capolavoro di Brunelleschi.
Palazzo Pitti e Giardino di Boboli
Costruito a partire dal 1458 per iniziativa del banchiere Luca Pitti, Palazzo Pitti divenne nel 1549 la residenza principale dei Granduchi di Toscana dopo l’acquisto da parte di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici. Il palazzo ospita oggi diversi musei, tra cui la Galleria Palatina con opere di Raffaello, Tiziano e Rubens.
Il retro dell’edificio si apre sul Giardino di Boboli, parco formale di 45.000 metri quadrati realizzato a partire dal 1550 su progetto di Niccolò Tribolo.
Il giardino, organizzato su terrazze e viali alberati, è arricchito da fontane, statue e una vasta collezione di piante esotiche introdotte nei secoli successivi.
Cucina tipica e prodotti di Firenze
La cucina fiorentina affonda le proprie radici nella tradizione contadina e artigianale della Toscana, con una spiccata preferenza per le materie prime locali e le preparazioni essenziali.
Influenzata nei secoli dalla cucina di corte medicea — che, secondo le fonti storiche, contribuì a diffondere in tutta Europa alcune tecniche di elaborazione degli alimenti — la gastronomia locale mantiene tuttavia un carattere sobrio e diretto, lontano dagli eccessi.
Il territorio della provincia di Firenze, con le sue colline olivate e i vigneti del Chianti, fornisce la base agricola su cui questa tradizione si sostiene.
Tra i piatti più rappresentativi della tavola fiorentina, la bistecca alla fiorentina occupa un posto assoluto: si tratta di un taglio di lombata con filetto e controfiletto, separati dall’osso a T, ricavato da bovini di razza Chianina e cotto alla brace ad alta temperatura per un tempo breve, mantenendo l’interno quasi crudo. Le norme tradizionali di preparazione indicano uno spessore minimo di tre dita e un peso che oscilla tra i 600 grammi e il chilo.
La ribollita è invece una zuppa di pane raffermo, cavolo nero, fagioli cannellini e verdure invernali, ripassata in padella il giorno successivo alla preparazione iniziale — da cui il nome, che indica appunto la seconda bollitura.
La pappa al pomodoro, a base di pane sciocco toscano, pomodori freschi, aglio e basilio, è un altro piatto di origine contadina oggi presente nei ristoranti di tutta la città.
Non meno radicato il lampredotto, interiora bovine bollite e servite nel tipico panino con salsa verde, cibo di strada ancora molto diffuso tra i banchi del mercato centrale di San Lorenzo.
Sul fronte dei vini, il territorio fiorentino è inserito nell’areale del Chianti Classico, zona storica di produzione del Sangiovese che si estende tra Firenze e Siena. Il vino prodotto in questa zona gode di denominazione di origine controllata e garantita. L’olio extravergine di oliva Toscano è un altro prodotto di riferimento del territorio, con cultivar autoctone come Frantoio, Moraiolo e Leccino.
Per quanto riguarda le certificazioni specifiche dei singoli prodotti, si rimanda alle indicazioni delle istituzioni competenti, poiché le denominazioni variano per disciplinare e zona di produzione, e non è possibile attribuire certificazioni senza una verifica diretta sulle fonti ufficiali.
Il Mercato Centrale di San Lorenzo, struttura in ferro e vetro inaugurata nel 1874 su progetto di Giuseppe Mengoni, rappresenta ancora oggi il principale polo di approvvigionamento alimentare del centro storico.
Al piano terra si trovano banchi di carne, pesce, formaggi e salumi; al primo piano, ristrutturato e riaperto nel 2014, si concentrano laboratori artigianali e postazioni di cibo di strada.
Chi visita Firenze in autunno può inoltre partecipare alle sagre legate alla vendemmia nei comuni della cintura collinare, dove le cantine aprono le porte per degustazioni e visite.
Feste, eventi e tradizioni di Firenze
La festa più importante del calendario civico e religioso fiorentino è il Natale di San Giovanni, che si celebra il 24 giugno in onore del santo patrono, san Giovanni Battista.
La giornata è scandita da diversi momenti rituali: la mattina si tiene una messa solenne nel Battistero di San Giovanni, mentre il pomeriggio ospita il Calcio Storico Fiorentino, una forma di gioco di squadra in costume cinquecentesco che si disputa in Piazza Santa Croce tra le quattro rappresentanze dei quartieri storici — i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni.
La serata del 24 giugno si chiude con uno spettacolo pirotecnico sul fiume Arno, visibile da Piazzale Michelangelo e dai lungarni.
Il Calcio Storico è documentato almeno dal XVI secolo ed è considerato uno degli eventi di rievocazione storica più antichi e rigorosi d’Italia.
Tra le altre manifestazioni di rilievo, la Scoppio del Carro si svolge la mattina di Pasqua in Piazza del Duomo: un carro ornamentale trainato da buoi in costume tradizionale viene collocato davanti alla Cattedrale, e durante la messa solenne un razzo a forma di colomba — detto la “colombina” — viene lanciato dall’altare maggiore attraverso una corda che attraversa l’intera navata, fino a innescare i fuochi artificiali sul carro all’esterno.
La tradizione è documentata con continuità almeno dall’XI secolo, anche se la forma attuale risale ai secoli successivi.
Il Maggio Musicale Fiorentino, festival internazionale di opera, balletto e musica sinfonica istituito nel 1933, si svolge ogni anno tra aprile e giugno presso il Teatro del Maggio, struttura inaugurata nel 2014 con una sala principale da 1.800 posti.
Quando visitare Firenze e come arrivare
La stagione primaverile, tra aprile e giugno, offre condizioni particolarmente favorevoli per chi intende esplorare cosa vedere a Firenze con calma.
Le temperature si mantengono tra i 15 e i 25 gradi, le giornate sono lunghe e la pressione turistica, pur significativa, è inferiore rispetto ai mesi estivi di luglio e agosto, quando il caldo umido della pianura arnotica può rendere la visita del centro storico faticosa nelle ore centrali della giornata.
Settembre e ottobre rappresentano un’alternativa solida, con temperature più miti, la vendemmia in corso nelle colline del Chianti e una città che ritrova ritmi più distesi.
Chi preferisce l’inverno troverà Firenze meno affollata tra novembre e febbraio, con musei e chiese visitabili senza lunghe attese, ma dovrà fare i conti con frequenti giornate di pioggia e nebbia sulla pianura.
Firenze è raggiungibile in automobile tramite l’Autostrada del Sole A1, con le uscite di Firenze Nord, Firenze Scandicci o Firenze Sud a seconda della provenienza e della destinazione nel centro urbano.
La distanza da Bologna è di circa 100 km, da Roma di circa 280 km.
Il sistema ferroviario è gestito da Trenitalia e collega Firenze con le principali città italiane attraverso la Stazione di Santa Maria Novella, capolinea dell’alta velocità che in poco più di un’ora e mezza raggiunge Roma Termini e in circa 37 minuti Bologna Centrale.
Per chi arriva dall’estero o da distanze maggiori, l’Aeroporto di Firenze-Peretola “Amerigo Vespucci” dista circa 5 km dal centro e offre collegamenti con le principali città europee; l’Aeroporto di Pisa Galileo Galilei dista circa 80 km e dispone di un collegamento ferroviario diretto con la stazione fiorentina. Il sito del Comune di Firenze fornisce informazioni aggiornate su parcheggi, zone a traffico limitato e trasporto pubblico urbano.
Chi organizza un itinerario più ampio in Toscana può considerare di estendere il viaggio verso borghi della Lunigiana, area storicamente legata alle vie di comunicazione tra il nord e il centro Italia.
Pontremoli, centro principale della Lunigiana, conserva un patrimonio medievale di grande interesse e si trova lungo la via Francigena, l’antico percorso che i pellegrini medievali percorrevano tra Canterbury e Roma.
In direzione analoga, Filattiera e Casola in Lunigiana offrono un contrasto interessante con la città metropolitana, mostrando la Toscana meno frequentata dei circuiti principali.
Anche Podenzana, noto per la produzione locale di testaroli, rappresenta una tappa percorribile nell’ambito di un itinerario verso nord lungo la via Aurelia.
Dove dormire a Firenze
L’offerta ricettiva di Firenze è tra le più articolate d’Italia, con strutture che coprono ogni fascia di prezzo e ogni tipologia di soggiorno.
Il centro storico ospita alberghi storici di grande tradizione, molti dei quali ricavati da palazzi rinascimentali o edifici di pregio architettonico, accanto a bed and breakfast, affittacamere e appartamenti in locazione turistica.
I quartieri dell’Oltrarno — a sud dell’Arno, nei pressi di Palazzo Pitti — offrono una sistemazione più silenziosa rispetto all’area del Duomo o di Santa Croce, con accesso diretto alle botteghe artigianali e ai mercati rionali.
Chi preferisce la campagna può trovare agriturismi nelle colline circostanti, nell’area del Chianti e sui rilievi a nord della città, con disponibilità di camere e appartamenti immersi nei vigneti.
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