Mulazzo
Nel 1306, un notaio del borgo di Mulazzo firmò l’atto che concedeva ospitalità a Dante Alighieri, esule da Firenze e accolto dal marchese Franceschino Malaspina. Quel documento — noto come la Pace di Castelnuovo — lega Mulazzo alla biografia dantesca in modo diretto e documentato. Chi oggi si chiede cosa vedere a Mulazzo trova, a […]
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Nel 1306, un notaio del borgo di Mulazzo firmò l’atto che concedeva ospitalità a Dante Alighieri, esule da Firenze e accolto dal marchese Franceschino Malaspina. Quel documento — noto come la Pace di Castelnuovo — lega Mulazzo alla biografia dantesca in modo diretto e documentato. Chi oggi si chiede cosa vedere a Mulazzo trova, a 351 metri di altitudine nella Lunigiana di Massa e Carrara, un borgo di 2.525 abitanti dove la memoria dei Malaspina si legge nelle pietre, nei portali, nella torre che domina la piazza centrale. La Lunigiana qui non è fondale: è struttura portante.
Storia e origini di Mulazzo
Il nome Mulazzo deriva, secondo la tradizione documentaria locale, dal latino mulatium, probabilmente legato alla conformazione del terreno o alla presenza di un luogo di sosta per muli lungo le vie di collegamento tra la costa ligure e la Pianura Padana. Il borgo compare nei documenti medievali come possedimento della famiglia Malaspina, una delle dinastie feudali più ramificate dell’Italia settentrionale. Nel 1221 la divisione tra i rami dello Spino Secco e dello Spino Fiorito assegnò Mulazzo al ramo dello Spino Secco, che ne fece uno dei propri centri di governo. Il marchesato di Mulazzo mantenne una certa autonomia fino all’arrivo di Napoleone, quando i feudi imperiali della Lunigiana vennero soppressi nel 1797.
L’episodio storico più citato resta il soggiorno di Dante Alighieri presso la corte di Franceschino Malaspina. Il poeta giunse in Lunigiana nel 1306 e, secondo quanto ricostruito dagli storici, agì come procuratore dei Malaspina nella stipula della pace con il vescovo-conte di Luni, firmata a Castelnuovo Magra il 6 ottobre dello stesso anno. Dante ricambiò l’ospitalità con i versi del canto VIII del Purgatorio, dove Corrado Malaspina elogia la propria casata. Questo legame ha dato origine, nel Novecento, alla creazione di un museo dedicato nel centro del borgo.
Dopo l’annessione al Granducato di Toscana e poi al Regno d’Italia, Mulazzo seguì le sorti della Lunigiana: emigrazione verso l’America a fine Ottocento, economia agricola di sussistenza, lento spopolamento nel dopoguerra. Oggi il comune comprende numerose frazioni sparse sulle colline tra il torrente Teglia e il Magra, e conserva un tessuto edilizio in cui si riconoscono ancora i segni dell’organizzazione feudale: case-torri, portali in arenaria, muri perimetrali di cinta.
Cosa vedere a Mulazzo: le 5 attrazioni principali
1. Torre di Dante (o Torre del Castello dei Malaspina)
La torre cilindrica in piazza Dante è ciò che resta del castello dei Malaspina dello Spino Secco. Alta circa 25 metri, è costruita in blocchi di arenaria locale. Non è la torre originale dantesca in senso stretto, ma segna il luogo dove sorgeva il complesso fortificato in cui il poeta fu ospitato. Un arco medievale alla base collega la piazza al nucleo più antico del borgo.
2. Museo Dantesco Lunigianese
Allestito nel centro storico, il museo raccoglie documenti, riproduzioni e pannelli che ricostruiscono il soggiorno di Dante in Lunigiana. Vi si trovano copie degli atti notarili del 1306, mappe delle vie percorse dal poeta e apparati dedicati ai rapporti tra i Malaspina e la cultura letteraria del Trecento. È gestito dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi, fondato nel 1965.
3. Chiesa di San Niccolò
La parrocchiale di San Niccolò, nel centro del borgo, presenta una facciata semplice e un interno a navata unica con altari laterali in marmo. Conserva elementi databili tra il XVI e il XVIII secolo. Il patrono del comune è San Martino di Tours, festeggiato l’11 novembre, ma la chiesa principale è dedicata a San Niccolò, a conferma della stratificazione devozionale del territorio.
4. Palazzo Malaspina e la Via Dantesca
Lungo la strada principale del borgo si trovano i resti del palazzo marchionale, con portali in pietra e stemmi araldici dei Malaspina visibili sulle facciate. Un percorso segnalato — la cosiddetta “Via Dantesca” — collega Mulazzo ad altri borghi della Lunigiana legati alla presenza documentata di Dante, seguendo sentieri collinari tra castagneti e nuclei rurali.
5. Ponte medievale di Ponticello (Frazione Ponticello)
Nella frazione di Ponticello, pochi chilometri dal capoluogo, un ponte a schiena d’asino in pietra scavalca il torrente Teglia. La struttura, a una sola arcata, è databile al periodo medievale e serviva la viabilità tra i feudi della valle. Intorno, il paesaggio è quello della media Lunigiana: boschi di castagno, terrazzamenti, piccoli orti murati.
Cucina locale e prodotti del territorio
La tavola di Mulazzo è quella della Lunigiana interna, costruita su farina di castagne e grano, erbe selvatiche e carne di maiale. I testaroli — dischi di pastella cotta nei testi di ghisa o terracotta, poi tagliati a losanghe e conditi con pesto alla genovese o olio extravergine — sono il piatto-simbolo dell’area e hanno ottenuto il riconoscimento PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dalla Regione Toscana. Accanto ai testaroli si trovano i panigacci, cotti tra testi sovrapposti e serviti con stracchino o salumi, e la torta d’erbi, una torta salata ripiena di bietole, borragine e altre erbe di stagione, chiusa tra due sfoglie sottili. La farina di castagne della Lunigiana DOP, ricavata da varietà locali come la carpinese e la rossola, è alla base di numerose preparazioni: il castagnaccio, i necci (crêpes di farina di castagne farcite con ricotta), e la pattona, una polenta densa di farina di castagne. Il miele della Lunigiana DOP, sia di acacia sia di castagno, è l’altro prodotto a denominazione protetta del territorio.
Tra i salumi, il lardo di Colonnata IGP — stagionato nelle conche di marmo nelle Alpi Apuane poco distanti — compare spesso nei taglieri, insieme alla spalla cotta e ai salumi di Gombitelli di tradizione lunigianese. Il vino di riferimento è il Colli di Luni DOC, sia bianco (Vermentino) sia rosso (Sangiovese, Merlot), prodotto nelle zone limitrofe tra Toscana e Liguria. A fine estate, diverse frazioni del comune organizzano sagre dedicate ai testaroli e alla castagna: la raccolta delle castagne in ottobre e novembre segna tradizionalmente il calendario alimentare della zona, e la Festa della Castagna richiama produttori e cuochi che lavorano la farina secondo le tecniche del gradile, l’essiccatoio a fuoco lento.
Quando visitare Mulazzo: il periodo migliore
La festa patronale di San Martino, l’11 novembre, coincide con il periodo della castagna e offre un punto di osservazione preciso sulla vita del borgo. L’estate porta il Festival “Banchettando”, dedicato al banchetto rinascimentale e alla rievocazione delle corti malaspiniane, che si tiene nelle piazze e nei vicoli del centro storico, generalmente a luglio o agosto. Il clima collinare — a 351 metri — rende la primavera (aprile-giugno) e l’autunno (settembre-novembre) i periodi più adatti per camminare lungo la Via Dantesca e i sentieri nei castagneti, senza la calura della costa tirrenica né il freddo rigido dell’inverno appenninico.
L’inverno in Lunigiana è umido e può portare nebbia fitta nella vallata del Magra, ma la temperatura raramente scende sotto lo zero per periodi prolungati. Chi visita Mulazzo tra ottobre e novembre trova i colori dell’autunno nei boschi circostanti e può assistere all’essiccatura delle castagne nei gradili ancora attivi in alcune frazioni.
Come arrivare a Mulazzo
In automobile, dall’autostrada A15 Parma-La Spezia si esce al casello di Pontremoli e si percorrono circa 10 km in direzione sud lungo la SP62 fino a Mulazzo. Da La Spezia la distanza è di circa 55 km, da Parma circa 100 km, da Firenze circa 170 km via A11 e A15. Da Genova si calcolano circa 130 km passando per l’autostrada A12 e poi la A15.
La stazione ferroviaria più vicina è Pontremoli, sulla linea Parma-La Spezia (la cosiddetta Pontremolese), da cui Mulazzo dista circa 10 km raggiungibili con servizi di autobus locale o taxi. L’aeroporto più vicino è quello di Pisa-Galileo Galilei, a circa 130 km, collegato all’autostrada A12 e poi A15. In alternativa, l’aeroporto di Parma-Giuseppe Verdi dista circa 110 km. Il borgo si raggiunge anche attraverso i sentieri escursionistici della Lunigiana, tra cui tratti della Via Francigena che attraversano il territorio comunale.
Cosa vedere a Mulazzo e nei borghi vicini della Lunigiana
La Lunigiana è un territorio compatto ma denso di centri storici che si possono visitare in combinazione con Mulazzo. A pochi chilometri verso sud, Bagnone si sviluppa lungo il torrente omonimo con un castello che domina un abitato di case in pietra distribuite su diversi livelli. Il suo mercato e la piazza porticata offrono uno spaccato della vita quotidiana della bassa Lunigiana, con una struttura urbanistica diversa da quella di Mulazzo: più raccolta, più verticale, con il corso d’acqua come asse centrale.
Spostandosi verso le Alpi Apuane, Casola in Lunigiana si colloca in una posizione di confine tra la valle del Magra e i contrafforti apuani. Il suo territorio è più aspro, segnato da forre e grotte carsiche, e la tradizione gastronomica vi si arricchisce di elementi legati alla montagna. Insieme, Mulazzo, Bagnone e Casola compongono un itinerario di tre o quattro giorni che attraversa la Lunigiana da nord a sud, toccando castelli malaspiniani, pievi romaniche e paesaggi che cambiano rapidamente con l’altitudine. Informazioni aggiornate sul territorio si trovano sul sito ufficiale del Comune di Mulazzo, sulla pagina Wikipedia dedicata e sul portale italia.it.
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