Gravina in Puglia
Nel 1092, Umfrido d’Altavilla confermò i privilegi della cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, un documento che fissa nella storia il rango ecclesiastico di Gravina in Puglia ben prima che Federico II la scegliesse come riserva di caccia. Oggi chi percorre il margine della gravina — il canyon carsico profondo fino a sessanta metri che […]
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Nel 1092, Umfrido d’Altavilla confermò i privilegi della cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, un documento che fissa nella storia il rango ecclesiastico di Gravina in Puglia ben prima che Federico II la scegliesse come riserva di caccia. Oggi chi percorre il margine della gravina — il canyon carsico profondo fino a sessanta metri che taglia in due il territorio — scopre chiese rupestri affrescate, palazzi nobiliari con portali in pietra calcarea, e un tessuto urbano che si sviluppa su più livelli geologici.
Capire cosa vedere a Gravina in Puglia significa attraversare almeno tre millenni di stratificazioni, dal villaggio peuceta alle architetture barocche, con una sosta obbligata davanti al ponte-acquedotto che scavalca il vuoto.
Storia e origini di Gravina in Puglia
Il nome della città deriva direttamente dalla conformazione geologica del territorio: la parola latina gravina indica un solco erosivo profondo scavato dall’acqua nella rocite calcarenitica, lo stesso tipo di canyon che caratterizza l’altopiano murgiano. I Peuceti, popolazione iapigia preromana, frequentavano queste grotte naturali già nel VII secolo a.C., come attestano i corredi funerari rinvenuti nella necropoli di Padre Eterno e nel Botromagno, la collina che domina l’abitato a nord-ovest. La città romana di Sidion, poi ribattezzata Silvium, sorgeva proprio su quel rilievo: Plinio il Vecchio la menziona nella Naturalis Historia tra le comunità dell’Apulia.
Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, la popolazione abbandonò progressivamente le alture esposte e si rifugiò nelle cavità naturali della gravina, dando vita a un insediamento rupestre che si espanse tra il VI e l’XI secolo. I Normanni, giunti nel Mezzogiorno nell’XI secolo, trasformarono Gravina in sede comitale: fu proprio sotto la loro dominazione che sorsero le prime strutture fortificate sulla sommità del burrone. Federico II di Svevia elesse il territorio a riserva di caccia imperiale intorno al 1230, facendo costruire un castello sul ciglio occidentale della gravina. Il legame tra la città e lo Stupor Mundi è così radicato che lo stemma civico riporta ancora l’aquila sveva a due teste.
Nel 1420, Gravina passò sotto il controllo degli Orsini, ramo della potente famiglia baronale romana, che ne mantennero la signoria fino all’abolizione della feudalità nel 1806.
Gli Orsini commissionarono la ristrutturazione del palazzo ducale, il rifacimento di numerose chiese e l’apertura di assi viari che ancora definiscono la struttura del centro storico. Nel Settecento la città contava oltre 12.000 abitanti ed era sede vescovile, con un’attività economica imperniata sulla pastorizia transumante e sulla coltivazione del grano duro. Il censimento del 1861, all’indomani dell’Unità d’Italia, registrò 19.546 residenti; oggi Gravina in Puglia conta 42.703 abitanti e conserva, nei suoi quartieri stratificati, le tracce visibili di ogni passaggio storico, dalla preistoria al tardo barocco.
Cosa vedere a Gravina in Puglia: 5 attrazioni imperdibili
1. La Cattedrale di Santa Maria Assunta
Fondata in epoca normanna e consacrata nella forma attuale nel 1092, la Cattedrale di Santa Maria Assunta sorge nella parte alta del centro storico, lungo via Cattedrale. L’impianto originario romanico-pugliese è ancora leggibile nella facciata in pietra calcarea locale, nella quale si apre un rosone a dodici raggi risalente al XIV secolo. L’interno a tre navate custodisce un soffitto ligneo a cassettoni del XVII secolo e un altare maggiore in marmi policromi. Nella cripta sottostante, accessibile dalla navata destra, si trovano resti di affreschi bizantineggianti datati tra l’XI e il XII secolo, che documentano la lunga fase di transizione tra il rito greco e quello latino in quest’area della Puglia.
2. La Chiesa Rupestre di San Michele delle Grotte
Dedicata a San Michele Arcangelo, patrono di Gravina festeggiato il 29 settembre, questa chiesa ipogea si apre direttamente nella parete rocciosa della gravina, a pochi metri dal ponte-acquedotto. La datazione dell’impianto più antico risale al periodo altomedievale, tra VIII e IX secolo, quando il culto micaelico si diffuse lungo le vie di pellegrinaggio che collegavano Monte Sant’Angelo al resto del Mezzogiorno. All’interno, articolato su più ambienti scavati nella calcarenite, si conservano affreschi votivi raffiguranti la Deesis, San Nicola e scene della vita di Cristo, realizzati tra il XIII e il XV secolo. La sovrapposizione degli strati pittorici offre una sequenza cronologica rara nelle chiese rupestri pugliesi.
3. Il Ponte-Acquedotto sulla Gravina
Struttura in muratura a due ordini di arcate che scavalca il canyon per una lunghezza di circa 90 metri, il ponte-acquedotto collega il centro abitato al versante opposto della gravina, dove si estende la zona archeologica del Botromagno. La costruzione risale al XVII secolo, commissionata dalla famiglia Orsini per convogliare l’acqua da una sorgente situata oltre il burrone fino alle fontane cittadine. L’arcata principale raggiunge un’altezza di circa 37 metri dal letto del torrente sottostante. Il ponte è diventato uno dei simboli visivi più riconoscibili della città, utilizzato anche come location cinematografica: alcune scene della saga di James Bond No Time to Die (2021) sono state girate lungo questo percorso.
4. Il Parco Archeologico del Botromagno
Sulla collina del Botromagno, raggiungibile dal centro storico attraverso il ponte-acquedotto, si estende un’area archeologica dove sono documentati insediamenti dal Neolitico fino all’età romana. Le campagne di scavo condotte dall’Università di Alberta (Canada) tra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento hanno portato alla luce fondazioni di abitazioni peucete, tratti di mura difensive del IV secolo a.C. e corredi funerari con ceramica a figure rosse di produzione apula. Il parco, posto a un’altitudine media di circa 350 metri, offre anche una vista completa sulla città e sulla gravina, rendendo leggibile dall’alto la relazione tra la geologia del canyon e lo sviluppo urbano.
5. Il Palazzo Ducale Orsini e la Biblioteca Finya
Costruito dagli Orsini a partire dal XV secolo e ampliato con interventi seicenteschi, il Palazzo Ducale si affaccia su Piazza della Repubblica, nel cuore amministrativo della città. L’edificio conserva un cortile interno con loggiato a colonne in pietra e sale affrescate con stemmi nobiliari. All’interno del palazzo ha sede la Biblioteca Finya, istituita nel 1741 dal cardinale Angelo Maria Finya, che raccolse oltre 10.000 volumi tra incunaboli, cinquecentine e manoscritti.
Si tratta di una delle biblioteche capitolari più ricche del Mezzogiorno, e la consultazione del fondo antico è possibile su appuntamento attraverso il sistema bibliotecario locale.
Cosa mangiare a Gravina in Puglia: cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Gravina in Puglia è espressione diretta dell’economia agropastorale dell’Alta Murgia, un altopiano carsico dove la pastorizia ovina e la cerealicoltura hanno dominato per secoli il paesaggio produttivo. Il grano duro coltivato sulle terre rosse murgiane è alla base della tradizione dei pani lavorati a mano, mentre il patrimonio ovino — ancora oggi consistente — fornisce carne di agnello e formaggi a pasta filata. La vicinanza con la Basilicata e la posizione lungo le antiche vie della transumanza hanno favorito uno scambio continuo di ingredienti e tecniche di preparazione, creando un repertorio gastronomico che incrocia influenze pugliesi e lucane.
Il piatto che identifica la tavola gravinese è l’Agnello alla gravinese (Agnello in umido alla gravinese), un prodotto riconosciuto come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dalla Regione Puglia. Si prepara con pezzi di agnello giovane rosolati in olio extravergine d’oliva e cotti lentamente in un fondo di cipolla, pomodori pelati, pecorino grattugiato e un battuto di prezzemolo. La cottura prolungata a fuoco basso, spesso in tegami di coccio, rende la carne morbida fino a staccarsi dall’osso.
Accanto a questo piatto compare l’Agnello al forno con patate alla leccese (Auniceddhru allu furnu), anch’esso PAT, dove le patate tagliate a fette assorbono il grasso dell’agnello e si gratinano con una crosta dorata di formaggio e pangrattato.
Tra i prodotti certificati PAT legati al territorio murgiano, l’Acquasale occupa un posto particolare: si tratta di una preparazione contadina a base di pane raffermo bagnato in acqua, condito con pomodori maturi, cipolla cruda, origano e olio d’oliva, consumata tradizionalmente come pasto estivo nei campi. Gli Africani, dolci a base di pasta di mandorle ricoperta di cioccolato fondente, rappresentano invece la tradizione pasticcera locale — il nome, di derivazione incerta, potrebbe alludere al colore scuro della glassa. Gli Asparagi selvatici, raccolti sulle Murge tra marzo e maggio, e gli Asparagi sott’olio, conservati in olio extravergine per il consumo invernale, completano il quadro dei PAT reperibili nella zona.
La principale occasione per assaggiare le specialità gravinesi è la Festa di San Michele Arcangelo, il 29 settembre, durante la quale bancarelle e ristoranti propongono i piatti della tradizione locale. In primavera, tra aprile e maggio, si svolgono sagre legate alla raccolta degli asparagi selvatici nelle contrade rurali. Il mercato settimanale del giovedì, in piazza Benedetto XIII, è il punto di acquisto più diretto per formaggi, pane di grano duro e ortaggi dell’Alta Murgia. Alcune masserie nei dintorni della città offrono vendita diretta di olio extravergine d’oliva e sottoli artigianali.
Gravina in Puglia è anche città del vino.
La denominazione Gravina DOC, riconosciuta nel 1983, tutela un vino bianco prodotto con uve Greco, Malvasia del Chianti e Bianco d’Alessano coltivate sui terreni calcarei tra i 300 e i 500 metri di altitudine. Il risultato è un bianco secco con sentori di fiori di mandorlo e una nota minerale distintiva, legata alla composizione del suolo murgiano. Alcune cantine locali, concentrate nella zona industriale e nelle contrade agricole a sud della città, offrono degustazioni su prenotazione durante tutto l’anno.
Quando visitare Gravina in Puglia: il periodo migliore
La posizione collinare a 338 metri s.l.m. garantisce a Gravina un clima più temperato rispetto alla costa barese durante l’estate, con temperature massime che in luglio e agosto si attestano intorno ai 30-32 °C contro i 35 °C del litorale. Il periodo ottimale per visitare la città e l’area archeologica del Botromagno va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando le giornate sono lunghe, le temperature gradevoli e la macchia mediterranea dell’Alta Murgia è nel pieno della fioritura primaverile o dei colori autunnali.
Chi è interessato alla raccolta degli asparagi selvatici dovrebbe puntare alla finestra tra fine marzo e inizio maggio.
L’evento più rilevante dell’anno è la Festa di San Michele Arcangelo, il 29 settembre, che prevede una processione solenne per le vie del centro storico, fuochi d’artificio sulla gravina e tre giorni di mercatini e musica. In estate, tra luglio e agosto, il programma culturale “Gravina in Festa” propone concerti e spettacoli nei cortili dei palazzi storici. Il periodo natalizio, da metà dicembre a inizio gennaio, offre un presepe vivente allestito tra le chiese rupestri della gravina, con figuranti in costume d’epoca. I mesi di gennaio e febbraio sono i meno frequentati: le temperature possono scendere sotto i 5 °C nelle ore notturne, ma chi viaggia in bassa stagione trova i siti visitabili senza attese e prezzi contenuti nelle strutture ricettive.
Come arrivare a Gravina in Puglia
In auto, Gravina in Puglia si raggiunge dall’autostrada A14 Bologna-Taranto uscendo al casello di Poggiorsini-Gravina in Puglia (direzione Bari Sud), oppure percorrendo la strada statale SS96 che collega Bari a Matera. La distanza dal centro di Bari è di circa 60 km (50 minuti), da Matera 30 km (30 minuti), da Taranto 90 km (un’ora e dieci). L’aeroporto più vicino è il Bari-Karol Wojtyła, distante 70 km e collegato alla città tramite la SS96.
La stazione ferroviaria di Gravina in Puglia è servita dalla linea Ferrovie Appulo Lucane (FAL), che collega Bari ad Altamura e prosegue verso Matera.
I treni da Bari Centrale impiegano circa un’ora e venti minuti con frequenza oraria nelle fasce di punta. Per chi arriva da Matera, il tragitto in treno dura circa 40 minuti. Le corse sono più rade nei festivi, quindi è consigliabile verificare gli orari sul sito delle FAL. All’interno della città, il centro storico è percorribile a piedi — le principali attrazioni distano tra loro non più di quindici minuti di cammino. Per raggiungere il Parco del Botromagno e le contrade agricole è necessaria un’auto propria o un servizio taxi locale.
Altri borghi da scoprire in Puglia
Chi visita Gravina e vuole proseguire verso la costa adriatica può raggiungere in un’ora e mezza di auto Giovinazzo, cittadina affacciata sul mare a nord di Bari. Giovinazzo offre un centro storico medievale racchiuso da mura sul porto, con la cattedrale romanica dedicata a Santa Maria Assunta — un’intitolazione che condivide con Gravina — e un lungomare dove si cena con pesce fresco. Il contrasto tra l’entroterra murgiano e il litorale adriatico rende le due tappe complementari: dalla pietra calcarea dei canyon alla calcarenite bianca modellata dal sale.
In direzione opposta, verso il Tavoliere delle Puglie, Stornarella si trova a circa 80 km da Gravina, nella pianura foggiana a ridosso del Subappennino Dauno.
È un centro agricolo di dimensioni contenute, legato alla coltivazione del grano e alla tradizione delle masserie cerealicole. Un itinerario che unisca Gravina, Stornarella e Giovinazzo permette di attraversare in due o tre giorni tre paesaggi diversi della Puglia — altopiano carsico, pianura granaria e costa — mantenendo come filo conduttore la cultura del grano duro e le sue trasformazioni in pane, pasta e dolci. Per approfondire la storia e i servizi del Comune di Gravina in Puglia, il sito istituzionale offre aggiornamenti su orari dei musei, eventi e modulistica turistica.
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