Altamura
Nel 1993, all’interno della cava di pietra calcarea di Lamalunga, a pochi chilometri dal centro urbano, venne alla luce uno scheletro di Homo neanderthalensis risalente a circa 150.000 anni fa, uno dei più completi mai ritrovati in Europa. Quella scoperta cambiò la percezione di Altamura, trasformandola da città del pane in un sito di rilevanza […]
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Nel 1993, all’interno della cava di pietra calcarea di Lamalunga, a pochi chilometri dal centro urbano, venne alla luce uno scheletro di Homo neanderthalensis risalente a circa 150.000 anni fa, uno dei più completi mai ritrovati in Europa. Quella scoperta cambiò la percezione di Altamura, trasformandola da città del pane in un sito di rilevanza paleontologica mondiale.
Oggi chi si chiede cosa vedere a Altamura trova una stratificazione rara: resti preistorici, una cattedrale duecentesca voluta da Federico II, un centro storico a pianta radiale dove i claustri — cortili collettivi — conservano ancora la vita di quartiere. A 467 metri sul livello del mare, nella Murgia barese, questa città di quasi 70.000 abitanti è un crocevia tra geologia, storia medievale e tradizione contadina.
Storia e origini di Altamura
Il nome Altamura deriva dal latino Altum Murus, letteralmente “muro alto”, in riferimento alle possenti mura megalitiche che cingevano l’insediamento già in epoca preromana. Tracce di queste fortificazioni pelasgiche sono ancora visibili in alcuni tratti del perimetro urbano, soprattutto nella zona di Porta Bari. L’area fu abitata sin dal Neolitico, come dimostrano i numerosi reperti rinvenuti nel Pulo di Altamura — una grande dolina carsica profonda oltre 75 metri — e le impronte di dinosauro scoperte nella cava Pontrelli, datate al Cretaceo superiore, circa 80 milioni di anni fa.
Il territorio conserva dunque una documentazione geologica e antropologica che precede di gran lunga la fondazione del nucleo urbano vero e proprio.
La svolta nella storia della città arrivò nel 1232, quando l’imperatore Federico II di Svevia ordinò la ricostruzione di Altamura e la edificazione della cattedrale di Santa Maria Assunta, concedendo alla comunità privilegi fiscali e giuridici per attrarre nuovi abitanti. Federico II volle farne una città regia, libera dal controllo feudale, e impose un impianto urbanistico a pianta radiocentrica che ancora oggi definisce il tessuto del centro storico: i vicoli si diramano dalla cattedrale come raggi di una ruota, collegati tra loro dai claustri, cortili semipubblici dove le famiglie condividevano il forno, il pozzo e la quotidianità. Questa struttura urbanistica sopravvive pressoché integra e rappresenta uno dei documenti più leggibili dell’urbanistica federiciana nell’Italia meridionale.
Nel corso dei secoli Altamura fu teatro di eventi significativi. Nel 1648 partecipò alla rivolta antispagnola sull’onda dei moti di Masaniello. Nel 1799, durante la breve stagione della Repubblica Napoletana, la città resistette per giorni all’assedio delle truppe sanfediste del cardinale Ruffo, subendo infine un violento saccheggio passato alla storia come il “sacco di Altamura”.
Tra i figli illustri della città figurano Saverio Mercadante, compositore operistico dell’Ottocento che diresse il Conservatorio di Napoli per oltre trent’anni, e il filosofo illuminista Luca de Samuele Cagnazzi, pioniere della statistica in Italia. Dall’Ottocento a oggi, Altamura ha conosciuto una crescita demografica costante, consolidando un’economia basata su agricoltura cerealicola, industria del mobile imbottito e, naturalmente, produzione di pane.
Cosa vedere a Altamura: 5 attrazioni imperdibili
1. Cattedrale di Santa Maria Assunta
Fondata per volere di Federico II nel 1232 e riedificata dopo il terremoto del 1316, la cattedrale domina il punto più alto del centro storico con il suo portale trecentesco riccamente scolpito, che raffigura scene della vita di Cristo e della Vergine all’interno di un archivolto a sesto acuto. Le due torri campanarie gemelle — una angioina, l’altra aragonese — segnano visivamente la transizione tra le dominazioni che si succedettero sulla città. L’interno, a tre navate, conserva un presepe in pietra policroma del XVI secolo e un coro ligneo intagliato. L’elemento più singolare è il rosone a quindici raggi della facciata, che per dimensioni e dettaglio decorativo compete con quelli delle cattedrali romanico-pugliesi di Ruvo e Bitonto.
2. Pulo di Altamura
Si tratta di una grande dolina carsica dal diametro di circa 500 metri e profonda oltre 75 metri, situata a pochi chilometri a nord del centro urbano. Le pareti verticali ospitano grotte abitate fin dal Neolitico: gli scavi hanno restituito ceramiche, utensili in selce e resti ossei che documentano una frequentazione umana durata millenni. Sul fondo cresce una vegetazione mediterranea protetta, con leccio, fragno e orchidee selvatiche. Il sito è accessibile tramite un sentiero attrezzato e rappresenta un punto di interesse tanto geologico quanto archeologico. L’Università di Bari vi conduce periodicamente campagne di studio, e pannelli didattici lungo il percorso illustrano la formazione del fenomeno carsico murgiano.
3. Uomo di Altamura e grotta di Lamalunga
Scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga, lo scheletro di Homo neanderthalensis è rimasto inglobato nelle concrezioni calcaree per circa 150.000 anni, il che ne ha impedito l’estrazione ma ne ha garantito una conservazione eccezionale. L’accesso diretto alla grotta non è consentito al pubblico, ma il Museo Nazionale Archeologico di Altamura (MNAA), ospitato nel Palazzo Baldassarre in via Santeramo, espone una ricostruzione fedele dello scheletro e documenta la scoperta con materiale multimediale. Questo reperto ha contribuito agli studi sul DNA antico dei Neandertal e ha reso Altamura un riferimento nella ricerca paleoantropologica europea.
4. Centro storico e i claustri
Il cuore medievale di Altamura conserva l’impianto urbanistico radiocentrico imposto da Federico II. I claustri — oltre cento cortili interni aperti su vicoli stretti — erano originariamente spazi di socialità condivisa, dove le famiglie cuocevano il pane nel forno comune e attingevano al pozzo collettivo. Ogni claustro porta un nome legato a una famiglia, a un mestiere o a un santo. Passeggiando tra via Corte d’Appello, via De Angelis e le strade attorno alla cattedrale si attraversano queste strutture, molte delle quali ancora abitate. I portali in pietra calcarea mostrano stemmi e datazioni scolpite. Il sistema dei claustri è considerato uno degli esempi meglio conservati di urbanistica comunitaria medievale nel Mezzogiorno.
5. Cava dei Dinosauri (Pontrelli)
Nella cava dismessa di Pontrelli, lungo la strada provinciale che porta a Santeramo in Colle, nel 1999 sono state scoperte circa 30.000 impronte di dinosauro risalenti al Cretaceo superiore, tra 70 e 80 milioni di anni fa. Si tratta di uno dei giacimenti icnologici più estesi al mondo. Le orme, appartenenti a diverse specie di dinosauri sia erbivori sia carnivori, sono impresse su lastre calcaree inclinate di circa 60 gradi rispetto al piano originario. Il sito è visitabile su prenotazione attraverso associazioni locali che conducono visite guidate.
L’importanza scientifica del luogo ha portato all’avvio di un progetto di musealizzazione e protezione tuttora in corso.
Cosa mangiare a Altamura: cucina tipica e prodotti locali
La cucina altamurana è espressione diretta del paesaggio murgiano: un altopiano calcareo a vocazione cerealicola, dove il grano duro domina i campi e l’allevamento ovino segna i ritmi stagionali. La tradizione gastronomica riflette un’economia contadina che trasformava poche materie prime — farina, verdure spontanee, carne di agnello — in piatti sostanziosi, pensati per sostenere il lavoro nei campi. L’acqua calcarea della Murgia, la cottura nei forni a legna alimentati con legno di quercia e la semola di grano duro rimacinata conferiscono ai prodotti da forno un carattere che non si replica altrove.
Il piatto più rappresentativo è il pane di Altamura DOP, ottenuto esclusivamente da semola di grano duro di varietà locali (Appulo, Simeto, Duilio), impastato con lievito madre e cotto in forno a legna. La crosta è spessa e croccante, color ambra scuro; la mollica giallo paglierino resta morbida per giorni grazie alla lunga lievitazione naturale. Accanto al pane, la tradizione prevede le focacce ripiene con cipolle, pomodoro e olive, e i calzoni di cipolla, chiusi a mezzaluna e fritti o al forno. L’Acquasale (PAT) è un piatto di recupero che appartiene alla cucina povera: pane raffermo bagnato in acqua calda, condito con pomodoro fresco, cipolla cruda, origano e un filo d’olio extravergine, talvolta arricchito con un uovo.
Tra i prodotti certificati come Prodotti Agroalimentari Tradizionali dalla Regione Puglia, il territorio altamurano è legato a diverse preparazioni diffuse nell’area murgiana e nella provincia di Bari.
L’Agnello al forno con patate alla leccese (PAT), noto anche come Auniceddhru allu furnu, è un secondo piatto di festa dove l’agnello viene cotto lentamente con patate, pomodorini, pecorino grattugiato e lampascioni. L’Agnello alla gravinese (PAT), in umido con verdure di stagione, rappresenta una variante della cucina pastorale dell’entroterra. Gli Asparagi selvatici (PAT) si raccolgono in primavera sulla Murgia e vengono serviti in frittata o semplicemente lessati con olio e limone; la loro conservazione sott’olio è un’altra preparazione tradizionale censita come Asparagi sott’olio (PAT).
La Festa del Pane, che si tiene ogni anno a settembre nel centro storico, è l’evento gastronomico principale della città: i forni storici aprono le porte ai visitatori, si organizzano degustazioni di pane DOP appena sfornato, e le associazioni culturali allestiscono laboratori di panificazione con lievito madre. Il mercato settimanale del martedì, in piazza Zanardelli e nelle strade adiacenti, è il luogo dove acquistare formaggi pecorini, ricotta forte, lampascioni e prodotti dell’orto murgiano.
Botteghe alimentari lungo corso Federico II di Svevia vendono pane a lievitazione naturale, taralli all’olio e conserve artigianali.
Sul versante delle bevande, il territorio altamurano rientra nella zona di produzione del Gioia del Colle DOC, denominazione che include Primitivo in purezza e rosati da uve Primitivo e Negroamaro. I vigneti crescono su terreni calcareo-argillosi tra i 300 e i 500 metri di altitudine, condizioni che favoriscono un’escursione termica accentuata e una maturazione lenta delle uve. Alcune cantine della zona producono anche Minutolo, vitigno autoctono a bacca bianca riscoperto negli ultimi decenni, che dà vini aromatici e minerali adatti ad accompagnare i piatti di pesce e le verdure crude della tavola pugliese.
Quando visitare Altamura: il periodo migliore
La primavera, da aprile a giugno, è la stagione ideale per visitare Altamura: le temperature oscillano tra i 15 e i 25 gradi, la Murgia è coperta di fiori selvatici e le giornate lunghe permettono di combinare visite al centro storico con escursioni al Pulo o alla Cava dei Dinosauri. Il 5 maggio si celebra la festa della patrona Santa Irene da Lecce, con processione nel centro storico, luminarie e bancarelle lungo il corso principale.
In estate, luglio e agosto portano temperature che superano spesso i 35 gradi, rendendo più faticose le camminate nei vicoli privi d’ombra; tuttavia le serate estive animano piazze e claustri con concerti e rassegne culturali.
L’autunno è il periodo della Festa del Pane a settembre e della raccolta delle olive tra ottobre e novembre: chi visita Altamura in queste settimane può assistere alla molitura nei frantoi e partecipare a degustazioni di olio nuovo. L’inverno, da dicembre a febbraio, è freddo per gli standard pugliesi — le minime scendono a 2-3 gradi e la neve non è infrequente a questa altitudine — ma offre un’atmosfera raccolta, con pochi turisti e i forni a pieno regime. Chi preferisce evitare la folla scelga i giorni infrasettimanali di maggio o la prima metà di ottobre, quando il clima è mite e la città vive il suo ritmo quotidiano senza la pressione degli eventi.
Come arrivare a Altamura
In auto, Altamura si raggiunge dall’autostrada A14 Bologna-Taranto uscendo al casello di Bari Sud e proseguendo sulla SS96 in direzione Matera per circa 45 km (50 minuti). Da Matera la distanza è di soli 19 km lungo la SS99, percorribili in 25 minuti. Da Taranto si percorre la SS7 e poi la SS171, con un tragitto di circa 65 km in poco più di un’ora. La città dispone di una stazione ferroviaria sulla linea delle Ferrovie Appulo Lucane (FAL), che collega Altamura a Bari in circa 90 minuti e a Matera in 30 minuti, con corse frequenti durante il giorno.
L’aeroporto più vicino è il Karol Wojtyła di Bari-Palese, distante circa 60 km e raggiungibile in un’ora di auto.
Dall’aeroporto non esistono collegamenti diretti per Altamura, ma si può prendere il bus navetta fino alla stazione centrale di Bari e da lì la linea FAL. In alternativa, l’aeroporto di Brindisi dista circa 150 km. Per chi arriva senza auto, il servizio di autobus interurbani della società SITA collega Altamura ai principali centri della provincia di Bari e a Matera. All’interno della città, le principali attrazioni del centro storico sono raggiungibili a piedi dalla stazione FAL in circa 15 minuti. Parcheggi gratuiti si trovano in prossimità di piazza Zanardelli e lungo viale Martiri del 1799.
Altri borghi da scoprire in Puglia
Chi visita Altamura può costruire un itinerario più ampio includendo altri centri pugliesi che completano il quadro della regione. Verso nord, a circa 140 km percorribili in poco meno di due ore, San Giovanni Rotondo offre un’esperienza diversa: il santuario di San Pio da Pietrelcina, progettato da Renzo Piano, e la posizione ai piedi del Gargano permettono di combinare pellegrinaggio e natura. La strada che risale verso il promontorio garganico attraversa la Puglia piana, cambiando radicalmente paesaggio dalla Murgia alle foreste di Umbra.
Per chi si sposta verso il Tavoliere, il piccolo centro di Carapelle, in provincia di Foggia, rappresenta un esempio della Puglia rurale meno frequentata dal turismo, dove l’economia agricola scandisce ancora il calendario sociale.
Raggiungibile in circa un’ora e mezza da Altamura percorrendo la SS96 e poi la SS655, Carapelle offre l’opportunità di osservare la pianura cerealicola pugliese da una prospettiva diversa rispetto all’altopiano murgiano. L’itinerario combinato Altamura-Matera (19 km), con deviazione verso Gravina in Puglia (appena 12 km), permette in tre giorni di attraversare la geologia e l’architettura dell’intero arco murgiano, dai dinosauri al Barocco.
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