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Ravenna
Emilia-Romagna

Ravenna

📍 Borghi di Pianura

Con una popolazione di 155.751 abitanti e situata a soli 4 m s.l.m., Ravenna si distingue come uno dei centri più significativi dell’Emilia-Romagna, un crocevia storico che ha plasmato l’identità della regione. In questo articolo Storia e origini di Ravenna Cosa vedere a Ravenna: attrazioni principali Cucina tipica e prodotti di Ravenna Feste, eventi e […]

Scopri Ravenna

Con una popolazione di 155.751 abitanti e situata a soli 4 m s.l.m., Ravenna si distingue come uno dei centri più significativi dell’Emilia-Romagna, un crocevia storico che ha plasmato l’identità della regione.

Questa città di pianura, celebre per i suoi monumenti paleocristiani e bizantini, offre un’esperienza di viaggio unica, invitando i visitatori a scoprire un patrimonio artistico e culturale di valore inestimabile.

Se stai cercando cosa vedere a Ravenna, la città ti accoglie con la maestosità dei suoi mosaici dorati e la solennità dei suoi antichi edifici sacri, come la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia, che narrano secoli di storia. Qui, ogni angolo rivela una stratificazione di epoche, dalla grandezza dell’Impero Romano d’Occidente all’influenza bizantina, rendendo ogni visita un vero e proprio viaggio attraverso il tempo.

Storia e origini di Ravenna

Le origini di Ravenna si perdono nell’antichità, con le prime attestazioni che la collocano come un insediamento di popolazioni umbre, etrusche o tessaliche.

La sua posizione strategica, circondata da lagune e paludi, la rese un luogo difficile da conquistare e, al contempo, un porto naturale di grande importanza. Fu sotto il dominio romano che Ravenna assunse un ruolo di primo piano, diventando nel I secolo a.C.

una base navale cruciale per la flotta imperiale con il porto di Classe, un nome che ancora oggi risuona nella denominazione di una delle sue basiliche più famose. Questa base navale era fondamentale per il controllo dell’Adriatico e per le operazioni militari dell’Impero, contribuendo a rafforzare la sua influenza commerciale e strategica.

Il momento di massimo splendore per Ravenna giunse nel V secolo, quando l’imperatore Onorio, nel 402 d.C., la elevò a capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Questa scelta fu dettata dalla sua posizione difensiva e dalla sua facile accessibilità via mare, fattori che la rendevano più sicura rispetto a Roma, minacciata dalle incursioni barbariche.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Ravenna mantenne la sua centralità, diventando capitale del Regno degli Ostrogoti sotto Teodorico il Grande dal 493 al 526 d.C. In questo periodo, la città fu arricchita da nuove e sontuose costruzioni, molte delle quali ancora oggi ammirabili, che testimoniano la coesistenza e talvolta la fusione di culture diverse, dall’eredità romana a quella gotica.

Successivamente, dal 568 al 751 d.C., Ravenna divenne il cuore dell’Esarcato bizantino in Italia, rappresentando l’avamposto occidentale dell’Impero Romano d’Oriente.

Questo periodo vide un’ulteriore fioritura artistica e architettonica, con la costruzione e la decorazione di chiese e battisteri che ancora oggi incantano per la ricchezza e la vivacità dei loro mosaici. La città continuò a essere un centro culturale e politico di rilievo anche nei secoli successi, pur perdendo lo status di capitale.

Un episodio significativo fu l’esilio e la morte di Dante Alighieri nel 1321, che trovò qui la sua ultima dimora e completò la Divina Commedia.

La sua presenza ha lasciato un’impronta indelebile, e la città celebra il Sommo Poeta con numerose iniziative, consolidando il suo legame con la storia della letteratura italiana. Chi è interessato a un contesto storico simile, può considerare di visitare anche San Pietro in Cerro, un borgo che, sebbene di dimensioni più contenute, presenta tracce di un passato nobiliare e strategico nell’Emilia-Romagna, seppure con una storia differente.

Cosa vedere a Ravenna: attrazioni principali

Ravenna è un vero e proprio museo a cielo aperto, riconosciuta dall’UNESCO per i suoi otto monumenti paleocristiani che rappresentano l’arte e l’architettura di un’epoca cruciale.

Per chi si domanda cosa vedere a Ravenna, il percorso inizia inevitabilmente tra queste meraviglie musive che raccontano storie millenarie.

Ogni sito offre una prospettiva unica sulla grandezza artistica e religiosa dei secoli passati, rendendo la visita un’esperienza indimenticabile e profondamente arricchente.

Basilica di San Vitale

La Basilica di San Vitale, consacrata nel 547 d.C., è un capolavoro dell’arte bizantina in Occidente e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura paleocristiana.

La sua pianta centrale ottagonale, sormontata da una cupola, è ispirata ai modelli costantinopolitani e crea uno spazio interno di grande impatto visivo. L’interno è un tripudio di marmi preziosi, stucchi e, soprattutto, mosaici che rivestono l’abside e il presbiterio.

Tra i più celebri spiccano i ritratti dell’imperatore Giustiniano e dell’imperatrice Teodora con i loro cortigiani, rappresentati con una ricchezza di dettagli e colori che ne esaltano la magnificenza e il potere.

Questi mosaici non sono solo opere d’arte straordinarie, ma anche documenti storici che offrono uno spaccato della corte bizantina e della sua influenza politica e religiosa nell’Italia del VI secolo. La luce che filtra dalle finestre illumina i mosaici, facendone risaltare l’oro e le sfumature cromatiche, creando un’atmosfera quasi eterea che avvolge il visitatore.

Mausoleo di Galla Placidia

Adiacente alla Basilica di San Vitale si trova il Mausoleo di Galla Placidia, un piccolo edificio a croce latina risalente alla prima metà del V secolo, commissionato dall’imperatrice Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio. Sebbene non sia certo che l’imperatrice vi sia effettivamente sepolta, il mausoleo è famoso in tutto il mondo per la straordinaria bellezza e l’eccellente stato di conservazione dei suoi mosaici.

L’interno, in contrasto con l’esterno sobrio in mattoni, è un’esplosione di blu intenso, oro e colori vivaci che rivestono interamente la volta e le pareti superiori.

Il cielo stellato della cupola, con la croce d’oro al centro e i simboli degli evangelisti, è uno dei mosaici più iconici.

Altri pannelli raffigurano San Lorenzo e il Buon Pastore, figure che evocano temi di martirio e salvezza. La luce che penetra attraverso le sottili lastre di alabastro delle finestre crea un’illuminazione soffusa e mistica, amplificando la sensazione di pace e contemplazione che pervade il luogo.

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu eretta da Teodorico all’inizio del VI secolo come chiesa palatina ariana, dedicata al Cristo Salvatore. Dopo la riconquista bizantina, fu riconsacrata al culto cattolico e dedicata a San Martino in Cielo d’Oro, per poi assumere l’attuale denominazione nel IX secolo, quando vi furono traslate le reliquie di Sant’Apollinare da Classe.

L’interno della basilica, a tre navate, è celebre per le sue due straordinarie fasce di mosaici che decorano le pareti della navata centrale.

La fascia superiore presenta scene della vita di Cristo, mentre quella inferiore è caratterizzata da due lunghe processioni: una di 22 vergini martiri che si dirigono verso la Madonna in trono con il Bambino, e l’altra di 26 martiri che procedono verso Cristo in trono.

Questi mosaici, con la loro stilizzazione e i colori brillanti, offrono un esempio sublime dell’arte teodoriciana e bizantina, raccontando visivamente la transizione culturale e religiosa della città. La processione dei martiri, in particolare, è un’immagine potente e suggestiva, che cattura l’attenzione per la sua ritmicità e la sua ricchezza simbolica.

Battistero Neoniano

Il Battistero Neoniano, noto anche come Battistero degli Ortodossi, è uno dei monumenti più antichi di Ravenna, risalente alla fine del IV o inizio del V secolo, e fu completato e decorato sotto il vescovo Neone (451-475 d.C.). La sua struttura esterna in mattoni a pianta ottagonale è relativamente semplice, ma l’interno rivela una ricchezza straordinaria di decorazioni musive.

La cupola è interamente rivestita da mosaici che culminano al centro con la rappresentazione del Battesimo di Cristo, raffigurato nudo immerso nel fiume Giordano, con San Giovanni Battista e la personificazione del fiume.

Intorno a questa scena centrale, dodici apostoli, vestiti di bianco e oro, avanzano in processione.

Le decorazioni includono anche elementi architettonici e motivi floreali, che creano un ambiente di grande solennità e bellezza. Il Battistero Neoniano è un esempio fondamentale dell’arte paleocristiana, illustrando l’iconografia e il simbolismo legati al sacramento del battesimo in un periodo di transizione religiosa. La sua integrità e la qualità dei mosaici lo rendono un’attrazione imperdibile per chiunque voglia comprendere appieno il patrimonio di cosa vedere a Ravenna.

Mausoleo di Teodorico

Il Mausoleo di Teodorico, costruito intorno al 520 d.C., si distingue nettamente dagli altri monumenti ravennati per la sua architettura, che riflette l’influenza barbarica e la volontà di Teodorico di creare un monumento funebre che si differenziasse dalle tradizioni romane e bizantine. L’edificio è interamente realizzato in blocchi di pietra d’Istria, un materiale insolito per Ravenna, e presenta una pianta decagonale su due livelli.

La caratteristica più sorprendente è la sua enorme cupola monolitica, del peso di circa 300 tonnellate, ricavata da un unico blocco di pietra e posta a copertura della struttura.

Al piano superiore si trovava la vasca di porfido che conteneva le spoglie del re, sebbene queste siano state rimosse dopo la riconquista bizantina.

Il mausoleo è un esempio unico di architettura ostrogota in Italia e offre una testimonianza tangibile del regno di Teodorico. La sua imponenza e la sua singolarità architettonica lo rendono un punto di interesse fondamentale per chi visita Ravenna, offrendo una prospettiva diversa sul ricco passato della città.

Cucina tipica e prodotti di Ravenna

La cucina di Ravenna si inserisce nella più ampia e rinomata tradizione gastronomica dell’Emilia-Romagna, una regione celebre per la sua ricchezza di sapori e la qualità dei suoi prodotti.

Le influenze storiche e geografiche, con la vicinanza al mare e la fertilità della pianura, hanno contribuito a sviluppare una varietà di piatti che spaziano dalla pasta fresca ripiena ai prodotti della pesca, senza dimenticare i salumi e i formaggi tipici della regione.

La tradizione culinaria locale è profondamente radicata nella cultura contadina, che ha saputo valorizzare ingredienti semplici trasformandoli in vere e proprie delizie.

Questa fusione di elementi terrestri e marittimi rende la cucina ravennate particolarmente versatile e apprezzata, offrendo un’esperienza gustativa che completa la visita culturale della città.

Tra i piatti simbolo della gastronomia ravennate e romagnola spiccano senza dubbio le paste fresche, preparate a mano con uova e farina. I Cappelletti, piccoli scrigni di pasta ripieni di carni e formaggio, sono un piatto tradizionale delle feste, serviti rigorosamente in brodo di carne.

Altrettanto rinomati sono i Passatelli, realizzati con pangrattato, uova, Parmigiano Reggiano e noce moscata, anch’essi tipicamente serviti in brodo, ma apprezzati anche asciutti con condimenti più elaborati.

Non possono mancare le Tagliatelle al ragù, un classico intramontabile della cucina emiliano-romagnola, dove il sugo di carne a cottura lenta esalta la ruvidità della pasta fatta in casa.

La Piadina Romagnola, un pane piatto non lievitato, è un altro elemento distintivo della cucina locale, perfetto per accompagnare salumi, formaggi molli come lo Squacquerone o verdure gratinate. Questi piatti rappresentano l’essenza della convivialità e del buon cibo che caratterizzano la tavola ravennate.

Per quanto riguarda i prodotti tipici, sebbene il database non elenchi prodotti certificati specifici per Ravenna con denominazioni DOP, IGP o PAT, la città beneficia della vasta produzione agroalimentare della Romagna e dell’Emilia. La zona è nota per la qualità delle sue carni suine, da cui si ricavano salumi come il prosciutto e il salame, sebbene non con una denominazione esclusiva di Ravenna.

Anche i formaggi della regione, come il Parmigiano Reggiano e lo Squacquerone di Romagna, sono ampiamente consumati e apprezzati.

La fertile pianura circostante produce cereali, ortaggi e frutta di eccellente qualità, che sono alla base di molte ricette locali.

I vini della Romagna, in particolare il Sangiovese di Romagna e l’Albana di Romagna, sono ottimi accompagnamenti per i pasti, e la loro produzione è una parte integrante del paesaggio agricolo e della tradizione enogastronomica della zona. Questi prodotti, pur non essendo esclusivi di Ravenna, ne definiscono l’offerta culinaria, evidenziando il legame con il territorio circostante.

Le opportunità per assaporare la cucina locale non mancano. I ristoranti e le trattorie del centro storico di Ravenna offrono menu che celebrano queste tradizioni. Inoltre, i mercati cittadini, come il Mercato Coperto, sono luoghi ideali dove acquistare prodotti freschi e specialità locali, permettendo ai visitatori di portare a casa un pezzo della gastronomia romagnola.

Durante l’anno, non mancano sagre e fiere dedicate a prodotti specifici o alla cucina in generale, soprattutto nei mesi estivi e autunnali, che offrono l’occasione di gustare piatti tipici in un’atmosfera festosa e conviviale.

Si consiglia di consultare il sito ufficiale del Comune di Ravenna per un calendario aggiornato degli eventi.

Feste, eventi e tradizioni di Ravenna

Ravenna è una città che, oltre al suo straordinario patrimonio artistico, vive di tradizioni e celebrazioni che animano il calendario annuale.

Il 23 luglio, la città festeggia il suo santo patrono, Sant’Apollinare di Ravenna. Questa ricorrenza è un momento di profonda devozione e di festa per la comunità, che si manifesta attraverso celebrazioni religiose, processioni e momenti di aggregazione civile.

Sebbene le modalità possano variare di anno in anno, la festa patronale è un’occasione per riscoprire le radici spirituali e culturali della città, partecipando a riti che affondano le proprie origini in secoli di storia.

Oltre alla festa patronale, Ravenna ospita eventi di risonanza internazionale che ne arricchiscono l’offerta culturale. Tra questi, spicca il Ravenna Festival, una manifestazione estiva di musica, danza e teatro che attira artisti e pubblico da tutto il mondo. Il festival, che si svolge in diverse location storiche della città, comprese le basiliche e i chiostri, offre un programma eclettico e di alto livello, consolidando la reputazione di Ravenna come centro di eccellenza artistica.

Un altro evento significativo è la Biennale di Mosaico Contemporaneo, che celebra la tradizione artistica più identitaria della città attraverso opere di artisti moderni, dimostrando come l’antica arte del mosaico sia ancora viva e in continua evoluzione.

Queste manifestazioni, insieme alle commemorazioni dantesche che si svolgono annualmente in onore di Dante Alighieri, rendono Ravenna una città vibrante e culturalmente attiva, capace di offrire esperienze significative in ogni periodo dell’anno.

Un altro borgo che mantiene vive le sue tradizioni e offre eventi culturali rilevanti nel contesto della pianura è Castel di Casio, sebbene con un’identità e un calendario di eventi distinti, dimostrando la ricchezza culturale diffusa nell’Emilia-Romagna.

Quando visitare Ravenna e come arrivare

Il periodo migliore per visitare Ravenna dipende dalle preferenze personali e dal tipo di esperienza che si desidera vivere. La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono generalmente considerati i mesi ideali, grazie a temperature miti e una minore affluenza turistica rispetto all’alta stagione estiva.

In questi periodi, è possibile godere appieno della bellezza dei monumenti e delle passeggiate nel centro storico senza il caldo intenso dell’estate.

L’estate (giugno-agosto) è vivace, con il Ravenna Festival e numerosi eventi culturali che animano la città, ma le temperature possono essere elevate e i siti turistici più affollati.

L’inverno offre un’atmosfera più intima e contemplativa, ideale per chi cerca una visita più tranquilla e focalizzata sull’arte, sebbene alcune attrazioni possano avere orari ridotti. Chi cerca un’esperienza più legata alla natura e al relax, magari in un contesto collinare, potrebbe anche considerare un itinerario che includa Morfasso, che offre un paesaggio differente ma con la stessa autenticità dell’Emilia-Romagna.

Arrivare a Ravenna è relativamente semplice grazie alla sua posizione e ai buoni collegamenti stradali e ferroviari. Se viaggi in auto, la città è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A14 (Bologna-Taranto), con l’uscita specifica per Ravenna. Altre vie importanti includono la SS16 Adriatica. Per chi preferisce il treno, la stazione ferroviaria di Ravenna è ben collegata con le principali città italiane, in particolare con Bologna, da cui partono numerosi treni regionali e intercity.

Il viaggio da Bologna a Ravenna dura circa un’ora e trenta minuti.

Per verificare gli orari e acquistare i biglietti, è consigliabile consultare il sito di Trenitalia. Per chi arriva in aereo, l’aeroporto più vicino e meglio collegato è l’Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna (BLQ), che dista circa 80 km da Ravenna e offre collegamenti con navette e treni. Un’alternativa è l’Aeroporto “Luigi Ridolfi” di Forlì (FRL), a circa 30 km, sebbene con un numero inferiore di voli. Da entrambi gli aeroporti sono disponibili servizi di taxi e noleggio auto per raggiungere la città. Si consiglia di verificare

Foto di copertina: Di u0427u0438u0433u043eu0442, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →

Domande frequenti su Ravenna

Come posso raggiungere Ravenna in auto?

Ravenna è facilmente raggiungibile in auto tramite l'autostrada A14: per chi viene da nord, l'uscita consigliata è Ravenna Bagnacavallo, mentre da sud si esce a Cesena Nord e si prosegue sulla E45. Da Bologna, Ravenna dista circa 80 km, con un tempo di percorrenza di circa un'ora e venti minuti.

Qual è il periodo migliore dell'anno per visitare Ravenna?

Il periodo ideale per visitare Ravenna è primavera e inizio estate, quando il clima è mite e si svolgono diversi eventi culturali. Inoltre, il 23 luglio si celebra la festa patronale di San Apollinare, un'occasione speciale per scoprire tradizioni locali ed eventi festivi.

Esistono percorsi ciclabili da esplorare a Ravenna?

Ravenna offre molte opportunità per i ciclisti, con percorsi che esplorano la pianura circostante fino alla costa adriatica. Un esempio è l'itinerario che collega Ravenna alla Riserva Naturale del Delta del Po, ideale per chi ama la natura e il birdwatching.

Come arrivare

Borgo

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