Savona
La farinata di ceci esce dal forno a legna su grandi teglie di rame stagnato, sottile come carta, con la superficie screziata da bolle ambrate che scrocchiano sotto le dita. È il gesto più antico della cucina di strada savonese, lo stesso che i fornai del porto ripetevano già nel Cinquecento per sfamare marinai e […]
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La farinata di ceci esce dal forno a legna su grandi teglie di rame stagnato, sottile come carta, con la superficie screziata da bolle ambrate che scrocchiano sotto le dita.
È il gesto più antico della cucina di strada savonese, lo stesso che i fornai del porto ripetevano già nel Cinquecento per sfamare marinai e scaricatori.
Capire cosa vedere a Savona significa partire da questa relazione tra il mare e la città: un centro urbano di 58.194 abitanti affacciato sul Tirreno a soli 4 metri sul livello del mare, dove le torri medievali convivono con le gru del porto commerciale e la brezza salata raggiunge ogni vicolo del centro storico. Una città ligure vera, operosa, stratificata, che non si concede facilmente al turista distratto ma ripaga chi la percorre con attenzione.
Storia e origini di Savona
Il nome Savona ha origini discusse tra gli studiosi. Alcuni lo riconducono alla radice prelatina sav-, che indicherebbe un corso d’acqua o un avvallamento, in riferimento alla posizione della città tra i torrenti Letimbro e Quiliano. Altri linguisti ipotizzano un’origine ligure connessa al termine saba, sabbia, coerente con la natura costiera dell’insediamento.
Tito Livio cita i Liguri Sabazi tra le popolazioni che abitavano quest’area, e il termine latino Savo compare nelle fonti classiche come toponimo del torrente e, per estensione, del centro abitato.
Le prime tracce di frequentazione umana risalgono all’età del ferro, con ritrovamenti ceramici sul Priamàr, il promontorio roccioso che domina il litorale. L’oppidum ligure fu poi acquisito dalla sfera d’influenza romana, anche se Savona non raggiunse mai lo status di colonia come la vicina Vada Sabatia — l’odierna Vado Ligure.
Il periodo medievale segnò l’ascesa di Savona a libero comune marinaro, in competizione diretta con Genova. Nel XII secolo la città disponeva di una propria flotta, batteva moneta e partecipava ai commerci mediterranei con fondaci in Nordafrica e nel Levante. Nel 1191 l’imperatore Enrico VI le confermò ampi privilegi. La rivalità con Genova sfociò in conflitti aperti: dopo alterne vicende, la sconfitta del 1528 risultò definitiva.
Andrea Doria, alleato di Carlo V, impose la demolizione del porto e la costruzione della Fortezza del Priamàr proprio sopra il vecchio quartiere portuale, cancellando fisicamente il cuore commerciale savonese. Fu un atto di sottomissione urbanistica che ancora oggi segna la topografia della città.
Dalla storia di Savona emergono figure di rilievo europeo.
Sisto IV, al secolo Francesco della Rovere, nacque a Celle Ligure nel 1414 ma crebbe nel contado savonese; fu papa dal 1471 al 1484 e commissionò la costruzione della Cappella Sistina. Suo nipote Giuliano della Rovere, anch’egli legato alla città, divenne papa con il nome di Giulio II nel 1503. Nel XIX secolo Savona fu luogo di prigionia di Pio VII, trattenuto da Napoleone nel palazzo vescovile tra il 1809 e il 1812.
La rivoluzione industriale trasformò la città in polo siderurgico e ferroviario: la popolazione, che nel 1861 contava circa 20.000 abitanti, superò i 70.000 negli anni Sessanta del Novecento, per poi assestarsi sugli attuali 58.194 residenti, riflesso di un tessuto economico che oggi bilancia porto, turismo e servizi. Informazioni dettagliate sulla storia del comune sono disponibili sul sito ufficiale del Comune di Savona.
Cosa vedere a Savona: 5 attrazioni imperdibili
1. Fortezza del Priamàr
La Fortezza del Priamàr si erge sul promontorio omonimo, a picco sul porto. Costruita dai genovesi a partire dal 1542 sulle rovine del quartiere medievale savonese, la struttura si sviluppa su più livelli con bastioni in pietra locale, cortili interni e casematte. Al suo interno si trovano il Museo Archeologico — con reperti dall’età del ferro al tardo medioevo — e il Museo Pertini, dedicato al presidente della Repubblica Sandro Pertini, nato a Stella San Giovanni nel 1896. La passeggiata lungo le mura offre una vista diretta sulla darsena e sul centro storico. L’ingresso al complesso è gratuito e rappresenta il punto di partenza ideale per qualsiasi visita alla città.
2. Cappella Sistina di Savona
Pochi sanno che esiste una Cappella Sistina anche fuori da Roma.
Si trova accanto alla Cattedrale dell’Assunta, in piazza del Duomo, e fu commissionata da papa Sisto IV nel 1481 come mausoleo per i genitori. L’edificio, a pianta quadrata con volta a crociera, conserva affreschi tardo-quattrocenteschi e un coro ligneo intarsiato di notevole fattura. La facciata in stile tardo-gotico reca lo stemma dei Della Rovere. Rispetto alla celebre omonima romana, questa cappella ha dimensioni raccolte, ma il suo valore storico è straordinario: documenta il legame diretto tra Savona e il papato rinascimentale, un capitolo spesso trascurato nelle guide generaliste.
3. Torre del Brandale e complesso medievale
La Torre del Brandale, alta circa 50 metri, domina piazza del Brandale nel cuore del centro storico. È la più nota tra le torri medievali sopravvissute — insieme alla Torre del Guarnero e alla Torre Corsi — e fungeva da torre civica del libero comune. La campana, chiamata A Campanassa, risale al 1311 e ancora oggi suona in occasioni pubbliche. La piazza circostante conserva la struttura duecentesca con portici bassi e case-torri. Da qui partivano le deliberazioni del consiglio comunale medievale. Il complesso del Brandale è gestito da un’associazione culturale locale e ospita eventi espositivi, mantenendo viva la funzione di spazio civico che ha ricoperto per oltre sette secoli.
4. Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunta
La Cattedrale sorge in piazza del Duomo, eretta tra il 1589 e il 1605 dopo che la precedente chiesa medievale, situata sul Priamàr, fu demolita per far spazio alla fortezza genovese.
L’interno, a tre navate con cappelle laterali, custodisce un crocifisso ligneo trecentesco, un battistero rinascimentale in marmo e un coro ligneo del XVII secolo. La facciata, completata nell’Ottocento, presenta un portico a tre arcate. Adiacente alla Cattedrale si trova il chiostro dell’antico palazzo vescovile, dove Pio VII trascorse la prigionia napoleonica. Per approfondire le vicende della Cattedrale e del papato savonese, è utile consultare la voce Wikipedia dedicata a Savona.
5. Santuario di Nostra Signora della Misericordia
Ubicato nella frazione di San Bernardo, a circa 7 chilometri dal centro, il Santuario di Nostra Signora della Misericordia è il principale luogo di culto mariano della diocesi e meta di pellegrinaggio regionale. La costruzione risale al XVI-XVII secolo, nel luogo dove, secondo la tradizione, la Vergine apparve al contadino Antonio Botta il 18 marzo 1536. L’edificio, progettato con contributi di Pace Antonio Salmone e Giorgio Magenta, presenta una pianta a croce latina con cupola ottagonale.
All’interno si conservano dipinti di scuola genovese e un apparato decorativo barocco.
La festa patronale del 18 marzo richiama ogni anno fedeli da tutta la Liguria, confermando il ruolo del santuario nella vita della comunità savonese.
Cosa mangiare a Savona: cucina tipica e prodotti locali
La cucina savonese nasce dall’incontro tra la costa e l’immediato entroterra collinare, un paesaggio dove gli orti terrazzati scendono fino quasi alla linea di spiaggia. Le ricette tradizionali riflettono una cultura alimentare contadina e marinara insieme, fondata su pochi ingredienti di qualità: olio d’oliva, erbe aromatiche, verdure di stagione, pesce azzurro. La povertà storica della dieta ligure ha generato piatti dove nulla si spreca e ogni sapore viene estratto con pazienza, dalla lunga cottura delle zuppe alle farciture elaborate delle torte salate, fino all’uso sistematico di mortaio e pestello per creare salse dense e profumate.
Il piatto più rappresentativo è la farinata, una schiacciata sottilissima di farina di ceci, acqua, olio d’oliva e sale, cotta in forno a legna su teglie di rame larghe fino a un metro di diametro. La si mangia calda, pepata, nelle sciamadde — le friggitorie tradizionali con il banco aperto sulla strada. La panissa è un’altra preparazione a base di ceci: una polenta densa che viene fatta raffreddare, tagliata a bastoncini e fritta nell’olio.
Nei mesi freddi si prepara il minestrone alla genovese — diffuso in tutta la Riviera — una zuppa spessa di verdure, fagioli e pasta corta, condita con un cucchiaio di pesto e servita anche a temperatura ambiente d’estate.
La base della cucina ligure è l’olio extravergine di oliva prodotto da cultivar Taggiasca, varietà autoctona delle colline del Ponente.
Il pesto alla genovese, condimento preparato con basilico, aglio, pinoli, pecorino, parmigiano e olio d’oliva, accompagna tradizionalmente le trofie o le trenette. L’oliva Taggiasca viene anche consumata in salamoia, come ingrediente di focacce e condimenti. Lungo la costa savonese si trova pesce azzurro — acciughe e sardine — che viene preparato ripieno al forno, sotto sale o fritto. La focaccia ligure, alta non più di un centimetro, oleosa e cosparsa di sale grosso, è l’alimento da strada per eccellenza, presente in ogni panificio della città fin dalle prime ore del mattino.
Il mercato coperto di Savona, situato in piazza del Popolo, è il luogo dove trovare i prodotti freschi dell’entroterra: basilico, pomodori cuore di bue, zucchine trombetta, carciofi.
Durante i mesi estivi, la zona portuale ospita mercatini alimentari serali con banchi di focacceria e friggitoria. Non esiste una sagra unica dominante, ma il calendario cittadino prevede diverse feste rionali tra giugno e settembre, durante le quali i circoli gastronomici allestiscono cucine all’aperto con piatti della tradizione. Per chi cerca prodotti artigianali, le botteghe alimentari del centro storico — concentrate tra via Pia e via Quarda Superiore — vendono pesto fresco, olive in salamoia e olio locale.
Il Ponente ligure produce vini che meritano attenzione.
La denominazione Riviera Ligure di Ponente DOC copre l’area collinare alle spalle di Savona e include bianchi da uve Vermentino e Pigato — quest’ultimo un vitigno quasi esclusivamente ligure, capace di produrre vini strutturati con note di erbe mediterranee. Tra i rossi si trova il Rossese.
Queste bottiglie, raramente distribuite fuori regione per via delle produzioni limitate, si trovano nelle enoteche del centro e nei ristoranti che propongono abbinamenti con il pesce locale. Come riporta il Touring Club Italiano, il territorio vinicolo savonese resta tra i meno conosciuti della Liguria pur offrendo etichette di notevole carattere.
Quando visitare Savona: il periodo migliore
La posizione costiera garantisce a Savona un clima mite per gran parte dell’anno, con inverni temperati — la media di gennaio si attesta intorno ai 7-8 °C — ed estati calde ma ventilate dalla brezza marina. Il periodo più frequentato va da giugno a settembre, quando la città diventa anche base per le spiagge del litorale tra Albissola Marina e Bergeggi. Agosto porta il picco di presenze turistiche, soprattutto legate al traffico crocieristico del porto.
Chi preferisce visitare i monumenti senza la pressione estiva troverà in aprile-maggio e in ottobre le condizioni ideali: temperature tra 15 e 22 °C, luce lunga e spazi accessibili.
Il calendario degli eventi ruota attorno alla festa patronale del 18 marzo, dedicata a Nostra Signora della Misericordia, con processione solenne dal centro al santuario.
Il Venerdì Santo si svolge una processione storica con casse lignee portate a spalla, tradizione che risale al XVII secolo e coinvolge le confraternite cittadine. In estate, il Festival della Parola e le rassegne musicali nella Fortezza del Priamàr animano le serate. A dicembre, il mercatino natalizio in piazza Sisto IV aggiunge un motivo di visita nei mesi più quieti.
Per chi viaggia con l’obiettivo di combinare cultura e mare, la finestra tra metà maggio e metà giugno offre il miglior equilibrio tra clima, eventi e tranquillità.
Come arrivare a Savona
Savona è collegata alla rete autostradale tramite l’autostrada A6 Torino-Savona — il casello di Savona si trova a circa 2 chilometri dal centro — e l’A10 Genova-Ventimiglia, che corre lungo la costa. Da Torino la percorrenza è di circa 150 chilometri, un’ora e quaranta minuti di viaggio. Da Milano si raggiunge in circa due ore e mezza attraverso la A26 e poi la A10, per un totale di circa 170 chilometri. Da Genova, la distanza è di soli 45 chilometri, percorribili in meno di un’ora.
La stazione ferroviaria di Savona è servita da treni regionali sulla linea Genova-Ventimiglia e da collegamenti Intercity verso Torino e Milano.
Da Genova Brignole il tempo di percorrenza in treno regionale è di circa 50 minuti. L’aeroporto più vicino è il Cristoforo Colombo di Genova, distante 50 chilometri, raggiungibile in auto in circa 45 minuti o in treno con cambio a Genova Piazza Principe. Il porto di Savona-Vado accoglie navi da crociera e traghetti per la Corsica, rendendo la città un nodo logistico che unisce trasporto su gomma, rotaia e via mare. Il trasporto pubblico urbano è gestito da TPL Linea, con autobus che collegano il centro al santuario e alle frazioni collinari.
Altri borghi da scoprire in Liguria
Chi visita Savona ha l’opportunità di esplorare l’entroterra ligure di Ponente, dove nuclei rurali conservano un’identità distinta rispetto alla costa.
A circa 70 chilometri verso sud-ovest, nell’entroterra di Diano Marina, si trova Diano Arentino, un piccolo centro immerso tra gli uliveti della Valle Dianese. Il borgo, posto a circa 300 metri di quota, offre un paesaggio agricolo dove la coltivazione dell’olivo Taggiasco scandisce ancora il ritmo delle stagioni. La visita si completa in una mezza giornata e si combina con una sosta nelle frazioni vicine, dove il silenzio delle colline contrasta nettamente con l’animazione della Riviera.
In direzione opposta, verso l’entroterra genovese, Crocefieschi rappresenta una tappa interessante per chi risale la Valle Scrivia lungo la strada che collega la costa all’Appennino.
Situato a oltre 700 metri di altitudine, questo borgo dell’alta val Vobbia offre un paesaggio montano di faggete e pareti rocciose, con l’imponente Castello della Pietra — incastrato tra due torrioni naturali di puddinga — come elemento di richiamo principale.
Da Savona si raggiunge in circa un’ora e mezza di auto, attraversando il passo del Turchino o l’autostrada A26. L’itinerario Savona-Crocefieschi permette di attraversare in poche decine di chilometri tutte le fasce climatiche e paesaggistiche della Liguria, dalla linea di costa alle creste appenniniche, documentando la varietà di una regione compressa tra mare e montagna come poche altre in Italia.
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