Barbarano Romano
Lazio

Barbarano Romano

🌄 Collina

Le ruote sul selciato annunciano l’arrivo prima ancora che lo sguardo riesca a decifrare il profilo delle case. Poi, oltre una curva, il tufo si apre come un sipario: sotto il borgo, centinaia di tombe etrusche scavate nella roccia dormono tra felci e muschio. Chi si chiede cosa vedere a Barbarano Romano deve sapere che […]

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Le ruote sul selciato annunciano l’arrivo prima ancora che lo sguardo riesca a decifrare il profilo delle case. Poi, oltre una curva, il tufo si apre come un sipario: sotto il borgo, centinaia di tombe etrusche scavate nella roccia dormono tra felci e muschio. Chi si chiede cosa vedere a Barbarano Romano deve sapere che qui il confine tra il paese dei vivi e la città dei morti è uno stretto sentiero nel bosco. Millequattro abitanti, provincia di Viterbo, un silenzio che sa di pietra vulcanica e foglie di cerro.

Storia e origini di Barbarano Romano

Il nome compare per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, quando il fundus Barbaranus risulta tra i possedimenti della Chiesa. L’etimologia più accreditata lo riconduce a un prediale romano — un Barbaranus, proprietario terriero di età tardo-imperiale — ma il territorio era abitato molto prima. Le necropoli etrusche di San Giuliano, a poche centinaia di metri dal centro, documentano una frequentazione ininterrotta dal VII secolo a.C., con tombe a dado, a tumulo e a camera che costituiscono uno dei complessi funerari più estesi dell’Etruria meridionale.

Nel Medioevo il borgo passò sotto il controllo della famiglia Di Vico, prefetti di Roma, che ne fecero un avamposto strategico nella rete di castelli tra i Monti della Tolfa e il lago di Vico. Nel 1454 il papa Niccolò V ne confiscò i beni ai Di Vico, affidandoli alla Camera Apostolica. Da quel momento Barbarano seguì le sorti dello Stato Pontificio, mantenendo una vocazione agricola e silvopastorale che ancora oggi definisce il paesaggio circostante. La patrona del borgo è Santa Barbara, celebrata il 4 dicembre con una processione che attraversa il centro storico fino alla chiesa parrocchiale.

Un capitolo decisivo nella storia recente è l’istituzione, nel 1984, del Parco regionale Marturanum, che tutela oltre 1.200 ettari di forre tufacee, boschi misti e praterie intorno al borgo, trasformando l’antico paesaggio agro-pastorale in un laboratorio di conservazione ambientale e ricerca archeologica.

Cosa vedere a Barbarano Romano: 5 attrazioni imperdibili

1. Necropoli etrusche di San Giuliano

Un percorso di circa tre chilometri nel bosco conduce a centinaia di tombe scavate nel tufo tra il VII e il V secolo a.C. Le più imponenti — la Tomba della Regina, con facciata a colonne, e il Tumulo del Caiolo — restituiscono un’architettura funeraria che replica fedelmente le abitazioni dei vivi. L’accesso è libero, dal versante sud del Parco Marturanum.

2. Parco regionale Marturanum

Oltre 1.200 ettari di forre — gole profonde scavate dall’acqua nel tufo — dove crescono cerri, carpini e agrifogli in un microclima umido e costante. I sentieri segnati collegano il borgo alle necropoli e alla cosiddetta “via cava”, trincea viaria di origine etrusca. Il centro visite, nel paese, fornisce mappe e informazioni sulla fauna locale, che include il biancone e l’istrice.

3. Chiesa di Santa Maria del Carmine

Costruita nel XII secolo e rimaneggiata nel Cinquecento, conserva all’interno un ciclo di affreschi tardo-medievali attribuiti a maestranze locali influenzate dalla scuola viterbese. La facciata, in blocchi di tufo squadrato, si affaccia sulla piazza principale con un portale a tutto sesto. Notevole il campanile quadrangolare visibile da ogni punto del borgo.

4. Palazzo Baronale

Edificio cinquecentesco che domina il margine orientale del pianoro tufaceo su cui sorge Barbarano. La struttura, con torrione angolare e cortile interno, fu residenza dei governatori pontifici dopo la caduta dei Di Vico. Oggi ospita spazi comunali. Dalle finestre del primo piano si abbraccia la valle sottostante fino ai Monti Cimini.

5. Le vie cave

Percorsi scavati nel tufo per una profondità che raggiunge i dieci metri, utilizzati dagli Etruschi come vie di collegamento tra i pianori abitati e le valli sottostanti. Le pareti verticali, coperte di muschio e capelvenere, creano corridoi d’ombra percorribili a piedi. Le meglio conservate si trovano lungo il sentiero che collega il borgo alla necropoli del Caiolo.

Cucina tipica e prodotti locali

La tavola di Barbarano Romano è quella della Tuscia contadina: acquacotta — zuppa povera di pane raffermo, cicoria selvatica, pomodoro e uovo — e pasta fatta in casa, soprattutto lombrichelli (grossi spaghetti irregolari tirati a mano) conditi con sugo di cinghiale o funghi porcini raccolti nei boschi del Parco Marturanum. L’olio extravergine d’oliva della cultivar Canino, prodotto nella fascia collinare circostante, rientra nella DOP Canino e ha un amaro marcato che si sposa con le zuppe di legumi. Le nocciole dei Monti Cimini, tutelate dalla DOP Nocciola Romana, compaiono nei dolci secchi e nelle creme.

In paese le opzioni di ristorazione sono limitate a poche trattorie e agriturismi che lavorano con ingredienti del territorio. Il mercato settimanale e le sagre stagionali — la castagna in autunno, la bruschetta con l’olio nuovo a novembre — sono occasioni per assaggiare i prodotti senza filtri. Chi visita a dicembre, durante la festa di Santa Barbara, trova bancarelle con porchetta viterbese e ciambelle al mosto.

Quando visitare Barbarano Romano: il periodo migliore

La primavera — da metà marzo a fine maggio — è la stagione ideale: le forre sono al massimo della fioritura, i sentieri asciutti, la luce radente del mattino entra nelle tombe etrusche illuminando dettagli architettonici invisibili nelle ore centrali. L’autunno, da ottobre a novembre, offre un secondo picco: il bosco vira verso l’ocra e il rosso, i funghi porcini compaiono sotto i cerri, e la festa di Santa Barbara (4 dicembre) chiude la stagione con la processione nel centro storico.

L’estate può essere calda — siamo a circa 340 metri di altitudine — ma le forre tufacee mantengono temperature inferiori di cinque-sei gradi rispetto al pianoro, rendendo le escursioni praticabili anche in luglio. L’inverno è umido e silenzioso: pochi visitatori, nebbie basse che avvolgono le necropoli. Per chi cerca solitudine, è il momento giusto. Il sito ufficiale del Comune pubblica aggiornamenti su eventi e accessibilità dei sentieri.

Come arrivare a Barbarano Romano

Da Roma (circa 80 km): autostrada A12 Roma-Civitavecchia, uscita Civitavecchia, poi SP Braccianese Claudia in direzione Tolfa-Veiano-Barbarano Romano. Il percorso da Civitavecchia al borgo richiede circa 40 minuti su strada provinciale. Da Viterbo (circa 40 km): SS Cassia fino a Vetralla, quindi deviazione per Barbarano lungo la SP 45.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Barbarano Romano-Vejano, sulla linea regionale Roma-Capranica-Viterbo, con corse limitate (verificare orari su Trenitalia). L’aeroporto di riferimento è Roma Fiumicino (circa 90 km). Non esistono servizi di trasporto pubblico urbano: l’auto è il mezzo più pratico. Il parcheggio gratuito si trova all’ingresso del paese, a pochi passi dal centro storico.

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La Tuscia è un arcipelago di borghi su speroni di tufo, e Barbarano Romano ne è un nodo centrale. A circa trenta chilometri verso nord-ovest si raggiunge Blera, dove un ponte medievale a tre arcate scavalca il torrente Biedano e le necropoli rupestri della Casetta e di Pian del Vescovo documentano la stessa civiltà funeraria etrusca visibile a San Giuliano. Le forre che collegano i due borghi fanno parte dello stesso sistema geologico e condividono flora e fauna.

Verso est, in direzione dei Monti Cimini, merita una deviazione Vejano, borgo di impianto medievale con un castello Anguillara del XV secolo ancora leggibile nella sua struttura difensiva. Insieme, Barbarano, Blera e Vejano compongono un trittico che racconta tre declinazioni dello stesso paesaggio tufaceo: la città dei morti, il ponte sul torrente, la rocca sul crinale. Un itinerario di due giorni permette di attraversarli tutti senza fretta, dormendo in uno degli agriturismi sparsi nella campagna intermedia.

Foto di copertina: Di Croberto68, CC BY-SA 3.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

📍
Indirizzo

01010

Borgo

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