Accettura
Cosa vedere a Accettura, borgo della Basilicata sede del Parco di Gallipoli Cognato: la Festa del Maggio, i boschi di cerro, la storia feudale e la cucina locale.
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Accettura conta circa 1.568 abitanti ed è sede del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, una delle aree protette più estese della Basilicata interna. Il comune si trova nella provincia di Matera, a un’altitudine che supera i 700 metri sul livello del mare, nel cuore dell’Appennino lucano. Sapere cosa vedere a Accettura significa confrontarsi con un territorio dove la foresta e il borgo dialogano da secoli attraverso riti, architetture e pratiche agropastorali ancora vive.
Storia e origini di Accettura
Il toponimo “Accettura” è ricondotto dagli studiosi al termine latino accetura o a derivati del longobardo, con riferimento a una zona boschiva destinata al taglio della legna — un dato che collega il nome del paese alla sua principale risorsa storica: la foresta. La prima attestazione documentata del centro risale al periodo normanno-svevo, quando il territorio della Basilicata interna fu organizzato in feudi dipendenti dalle grandi signorie del Mezzogiorno. In quest’epoca Accettura rientrò nella rete insediativa che gravitava intorno ai centri di controllo appenninico, svolgendo una funzione di presidio rurale.
Nel corso del Medioevo e dell’età moderna, Accettura passò sotto il controllo di diverse famiglie feudali, come accadde alla maggior parte dei casali lucani. Il regime feudale, che si protrasse fino all’eversione della feudalità nel 1806 sotto il governo napoleonico di Giuseppe Bonaparte, lasciò un’impronta profonda sull’organizzazione fondiaria del territorio: i boschi di cerro e roverella che circondano il paese erano in larga misura proprietà baronale, e l’accesso alle risorse forestali fu oggetto di conflitti ricorrenti tra comunità locali e feudatari. La legge eversiva del 1806 aprì una lunga stagione di vertenze per la quotizzazione dei demani, che segnò la vita economica del paese per tutto l’Ottocento.
Tra Ottocento e primo Novecento, Accettura subì il fenomeno dell’emigrazione transoceanica che colpì l’intera Basilicata: flussi consistenti di popolazione si diressero verso le Americhe, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Argentina, riducendo sensibilmente il numero degli abitanti rispetto ai picchi demografici del XIX secolo. Il paese mantenne tuttavia la sua vocazione agropastorale, con un’economia basata sulla lavorazione del legno, sull’allevamento ovino e sulla cerealicoltura. Nel secondo dopoguerra Accettura fu inclusa nell’area del Parco Regionale, riconoscimento che ha contribuito a orientare l’economia locale verso la gestione del territorio naturale.
Cosa vedere a Accettura: 5 attrazioni imperdibili
1. Il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane
Istituito con legge regionale della Basilicata, il parco si estende per oltre 27.000 ettari tra le province di Matera e Potenza. Il settore di Gallipoli Cognato comprende foreste di cerro tra le più integre dell’Appennino meridionale, con alberi che raggiungono altezze notevoli e un sottobosco ricco di fauna selvatica. Accettura ne è la sede amministrativa principale.
2. La Festa del Maggio
Ogni anno, tra maggio e giugno, Accettura ospita una delle celebrazioni arboree più documentate del Mezzogiorno: il “Maggio di Accettura”. Un cerro giovane — il “maggio” — viene abbattuto in foresta, trascinato a braccia fino al paese e innestato con una cima di agrifoglio. Il rito, di probabile origine pre-cristiana, è stato riconosciuto come patrimonio culturale immateriale.
3. La Chiesa Madre di San Giuliano
Dedicata a San Giuliano, patrono del paese, la chiesa rappresenta il fulcro religioso e architettonico del centro storico. L’edificio, nelle forme attuali riconducibile all’età moderna, conserva opere d’arte sacra e arredi lignei di fattura locale. La facciata si affaccia sulla piazza principale del paese, punto di riferimento della vita comunitaria.
4. Il Centro Storico e il Tessuto Urbano Medievale
Il nucleo antico di Accettura conserva un impianto urbanistico su più livelli, con case in pietra locale costruite lungo pendii irregolari. Alcuni edifici mostrano portali in pietra lavorata databili tra il XVI e il XVIII secolo. La fitta trama di vicoli stretti e corti comuni è tipica dell’insediamento rupestre-collinare lucano.
5. I Boschi di Cerro e i Sentieri del Parco
Il territorio comunale è attraversato da una rete di sentieri tracciati all’interno del Parco Regionale, che consentono di raggiungere formazioni rocciose di origine calcarea — le cosiddette “Piccole Dolomiti Lucane” — e di osservare specie arboree autoctone come il cerro (Quercus cerris) e il faggio nelle quote più elevate. Alcuni percorsi sono segnalati dal CAI.
Cucina tipica e prodotti locali
La tavola di Accettura riflette l’economia agropastorale della Basilicata interna. Tra i piatti della tradizione locale figurano i lagane e ceci, pasta larga e corta cotta con legumi secchi condita con olio extravergine di oliva e peperoncino — una ricetta documentata nell’alimentazione contadina lucana già in epoca moderna. Altrettanto radicata è la preparazione dei crapiata, minestra di grano e legumi misti (fagioli, ceci, fave, lenticchie, cicerchie) tipica del primo agosto, legata al calendario agricolo del raccolto. La carne ovina, derivata dall’allevamento locale, si prepara alla brace o in umido con erbe aromatiche di bosco, mentre il maiale fornisce la base per insaccati come la pezzenta, salsiccia povera con frattaglie e peperoncino, e la soppressata di Basilicata, prodotto PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole.
Il territorio della provincia di Matera produce il Pecorino di Filiano DOP, formaggio a pasta dura ottenuto da latte ovino intero di pecore di razza Gentile di Puglia e Basilicata, stagionato almeno 180 giorni, tutelato da un disciplinare europeo. Nella stessa area è presente il Caciocavallo Podolico della Basilicata, prodotto con latte di vacche Podoliche allevate al pascolo brado, dalla forma a pera con testina e crosta liscia color paglierino scuro. L’olio extravergine di oliva prodotto nella zona rientra nella tradizione olearia lucana, con cultivar locali come la Majatica di Ferrandina. Per chi vuole conoscere il profilo gastronomico completo della Basilicata, le risorse dell’ente nazionale del turismo offrono un quadro aggiornato delle denominazioni e dei prodotti certificati della regione.
Quando visitare Accettura: il periodo migliore
Il momento più significativo per visitare Accettura coincide con la Festa del Maggio, che si svolge a Pentecoste — quindi tra fine maggio e inizio giugno secondo il calendario liturgico. In quei giorni il paese accoglie osservatori, fotografi e studiosi di antropologia culturale da tutta Italia: la cerimonia dell’innesto tra il tronco di cerro e la cima di agrifoglio, eseguita da specialisti con tecniche tramandate oralmente, è uno spettacolo raro nel panorama delle feste arboree europee. La primavera è anche la stagione migliore per percorrere i sentieri del parco, quando la fioritura del sottobosco è al massimo e le temperature rimangono tra i 10 e i 20 gradi. L’estate, con temperature più elevate rispetto alla costa ma mai torride a queste altitudini, è adatta alle escursioni mattutine. L’autunno offre la colorazione delle foreste di cerro, particolarmente intensa tra ottobre e novembre. L’inverno è freddo e i sentieri possono essere percorribili solo con attrezzatura adeguata.
Come arrivare a Accettura
Accettura non è servita da ferrovia diretta. Il collegamento su rotaia più vicino è la stazione di Potenza Centrale, capoluogo di regione, a circa 70 km in linea d’aria. Da Potenza si raggiunge Accettura in auto percorrendo la Strada Statale 7 Appia in direzione Matera, con deviazione verso l’interno. Da Matera, capoluogo di provincia, la distanza è di circa 60 km via strada provinciale. Gli aeroporti di riferimento sono:
- Aeroporto di Bari “Karol Wojtyła” — circa 130 km, raggiungibile in circa 1h 45min in auto tramite la SS7
- Aeroporto di Napoli “Capodichino” — circa 250 km, circa 3h in auto
In auto dall’autostrada, il casello più vicino è Sicignano degli Alburni sull’A2 Autostrada del Mediterraneo, da cui si prosegue verso est su strade statali e provinciali per circa 100 km. Non esistono collegamenti diretti in autobus extraurbano frequenti: si raccomanda l’uso di un veicolo proprio, indispensabile anche per raggiungere i sentieri del parco.
Dove dormire a Accettura
L’offerta ricettiva di Accettura è dimensionata sulla scala di un piccolo comune appenninico: si trovano principalmente bed & breakfast, affittacamere e qualche agriturismo nelle aree rurali circostanti, spesso a conduzione familiare. Non esistono grandi strutture alberghiere. Chi preferisce una base più attrezzata può soggiornare a Matera o nelle strutture ricettive dei centri vicini, optando per Accettura come meta di una giornata. Per i periodi della Festa del Maggio è opportuno prenotare con largo anticipo — anche diversi mesi prima — perché la disponibilità di camere nel paese si esaurisce rapidamente in corrispondenza dell’evento. Gli agriturismi della zona offrono spesso la pensione completa con cucina locale, il che li rende particolarmente indicati per un soggiorno di più giorni dedicato all’esplorazione del parco.
Altri borghi da scoprire in Basilicata
La Basilicata interna propone una rete di centri storici che condividono con Accettura l’impronta feudale e la collocazione appenninica. Anzi, nella provincia di Potenza, è un esempio di borgo d’altura con un tessuto urbanistico ben conservato e un territorio boschivo di notevole interesse naturalistico. Più a sud, Tursi rappresenta uno dei casi più interessanti di stratificazione insediativa della Basilicata: il nucleo antico del Rabatana, di impianto arabo-normanno, offre un confronto diretto con le dinamiche di colonizzazione medievale che coinvolsero l’intera regione.
Spostandosi verso il nord della Basilicata, Banzi conserva le tracce di un insediamento romano di rilievo — la colonia latina di Bantia — e un’abbazia medievale che ne documenta la continuità d’uso in epoca normanna. In direzione opposta, nella parte meridionale della regione, Castelluccio Superiore offre uno dei panorami più netti sul lago artificiale del Sirino, con un impianto urbano compatto che riflette le logiche difensive dell’insediamento collinare lucano. Questi centri, visitabili in combinazione con Accettura, restituiscono la complessità storica e paesaggistica di una regione che ha mantenuto una bassa densità insediativa rispetto al resto del Mezzogiorno.
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