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🌊 Mare
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Due abitati portano il nome Africo nella città metropolitana di Reggio Calabria: Africo Vecchio, abbandonato definitivamente nel 1951 a causa delle frane che resero impossibile la vita in quota, e Africo Nuovo, il comune attuale di 2.655 abitanti ricostruito sul litorale ionico. Questa duplicità — il paese distrutto dall’Aspromonte e quello ricostruito sul mare — […]

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Due abitati portano il nome Africo nella città metropolitana di Reggio Calabria: Africo Vecchio, abbandonato definitivamente nel 1951 a causa delle frane che resero impossibile la vita in quota, e Africo Nuovo, il comune attuale di 2.655 abitanti ricostruito sul litorale ionico. Questa duplicità — il paese distrutto dall’Aspromonte e quello ricostruito sul mare — è il fatto strutturale che determina tutto ciò che vale la pena sapere su cosa vedere a Africo oggi, tra i resti del borgo abbandonato e la realtà del paese costiero.

Storia e origini di Africo

L’origine del toponimo è discussa tra gli studiosi: una corrente lo ricollega al greco Aphrikon, con possibile riferimento a radici lessicali di area mediterranea prelatina, mentre un’altra ipotesi punta a derivazioni dal latino medievale legate alla conformazione del territorio.

La prima attestazione documentata del borgo risale al periodo della dominazione normanna in Calabria, tra XI e XII secolo, quando il controllo della costa ionica e delle vie di comunicazione verso l’entroterra aspromontano aveva un peso strategico rilevante. Africo rientrava nelle dinamiche feudali che caratterizzarono il Mezzogiorno medievale, passando sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari nel corso dei secoli successivi.

La storia moderna del borgo è segnata in modo indelebile dalla catastrofe idrogeologica del Novecento. Africo Vecchio, posto a oltre 900 metri di quota sull’Aspromonte, era già documentato come uno dei comuni più poveri e isolati della Calabria nell’inchiesta parlamentare Zanotti-Bianco dei primi anni del Novecento. L’alluvione del 1951 provocò frane devastanti che resero il paese inabitabile: la popolazione fu evacuata e reinsediata sulla costa ionica, dove sorse Africo Nuovo. Questo trasferimento forzato costituisce uno degli episodi più emblematici dello spopolamento e della fragilità idrogeologica della Calabria interna nel dopoguerra.

Il borgo abbandonato in quota rimase come testimonianza fisica di un modo di vita rurale e pastorale che aveva resistito per secoli.

Africo Vecchio era noto anche per l’estremo isolamento: fino agli anni Quaranta del Novecento mancava una strada carrozzabile che lo collegasse al resto della provincia. La costruzione della nuova Africo sulla costa segnò anche un cambiamento economico radicale: da una comunità basata sulla pastorizia e sull’agricoltura di montagna a un insediamento orientato verso la pesca e i servizi costieri, con tutte le difficoltà di adattamento che tale transizione comportò nel giro di pochi decenni.

Cosa vedere a Africo: le attrazioni principali

Africo Vecchio — il paese abbandonato sull’Aspromonte

Il sito del borgo abbandonato, a circa 900 metri di quota, conserva le strutture murarie delle abitazioni originarie, la chiesa e i vicoli ormai privi di copertura.

Raggiungibile attraverso strade di montagna, rappresenta uno dei casi più documentati di paese fantasma calabrese, abbandonato dopo il 1951 a seguito delle frane.

Chiesa Madre di Africo Nuovo

Costruita nella seconda metà del Novecento contestualmente alla fondazione del nuovo insediamento costiero, la chiesa principale di Africo Nuovo riflette l’architettura religiosa del dopoguerra italiano. Punto di riferimento della comunità trasferita dalla montagna, raccoglie elementi devozionali portati dai residenti dall’abitato originario.

Il lungomare e la costa ionica

Il tratto costiero di Africo Nuovo si affaccia sul Mar Ionio, con un litorale caratterizzato da fondali sabbiosi. La costa in questo settore della Locride è rimasta relativamente poco edificata rispetto ad altri tratti calabresi, con spiagge accessibili direttamente dal centro abitato ricostruito negli anni Cinquanta.

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte — versante orientale

Il territorio comunale di Africo si estende fino alle pendici dell’Aspromonte, rientrando nell’area di influenza del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Il versante orientale, che scende verso il Ionio, offre percorsi escursionistici tra boschi di querce e fiumare, con dislivelli significativi tra la costa e le quote interne.

La Fiumara Amendolea e il sistema delle fiumare aspromontane

Il sistema idrografico che caratterizza il territorio è quello delle fiumare, corsi d’acqua a regime torrentizio tipici della Calabria meridionale. La fiumara che attraversa il territorio africese segue un andamento che dalle quote aspromontane scende fino alla pianura costiera, con un alveo largo e ghiaioso visibile per gran parte dell’anno.

Cucina tipica e prodotti locali

La cucina della zona di Africo appartiene alla tradizione gastronomica della Locride e dell’Aspromonte orientale, un’area in cui la produzione di Bergamotto di Reggio Calabria DOP rappresenta l’eccellenza territoriale più riconoscibile a livello internazionale.

Sebbene la coltivazione del bergamotto sia concentrata prevalentemente nella fascia costiera tra Reggio Calabria e Locri, il suo utilizzo permea la cultura alimentare dell’intera provincia. Tra i salumi, la tradizione locale conosce la ‘nduja nella variante diffusa in tutto il territorio calabrese, e i salumi di maiale lavorati artigianalmente secondo pratiche stagionali. Il pane di casa, cotto in forni a legna, e le verdure selvatiche raccolte sui versanti aspromontani — tra cui il finocchietto selvatico e le erbe amare usate per i minestroni — completano un quadro alimentare ancora legato all’autoproduzione e alla stagionalità.

Tra i piatti della tradizione locale va segnalato il morzello nella sua variante cosentino-reggina, preparato con frattaglie di maiale o di capra condite con peperoncino e spezie. La pasta fatta in casa, nelle forme dei fileja — pasta lunga lavorata a mano attorno a un ferro sottile — è presente nei menu delle famiglie e nelle occasioni festive. I legumi, in particolare le cicerchie e i fagioli di Calabria, entrano nelle zuppe invernali con il contributo del lardo o della cotenna.

La produzione olivicola locale contribuisce alla filiera dell’olio extravergine di oliva Bruzio DOP, denominazione che interessa una parte significativa del territorio calabrese compresa la provincia reggina, con varietà autoctone come la Carolea. Per informazioni sull’offerta gastronomica del territorio è utile consultare il portale ufficiale del turismo italiano dedicato alla Calabria.

Quando visitare Africo: il periodo migliore

La duplice natura di Africo — mare e montagna — determina stagionalità differenti. Per chi intende raggiungere Africo Vecchio e i sentieri dell’Aspromonte, i mesi di maggio, giugno e settembre offrono temperature accettabili in quota, evitando sia il caldo estivo sia le nevicate invernali che possono rendere impraticabili le strade di accesso al borgo abbandonato. Il territorio aspromontano è soggetto a condizioni meteorologiche variabili e a volte severe anche in primavera avanzata, per cui è opportuno verificare le condizioni stradali prima di intraprendere il percorso verso le quote superiori.

Gli appassionati di escursionismo trovano nella un riferimento aggiornato sui tracciati percorribili.

Per chi si ferma ad Africo Nuovo, la stagione balneare va da giugno a settembre, con luglio e agosto come mesi di maggiore frequentazione della costa ionica. Al di fuori dell’estate, il paese costiero torna alle sue dimensioni ordinarie e offre un contatto più diretto con la vita locale. Le festività religiose — in particolare quelle patronali estive — rappresentano i momenti in cui la comunità esprime più visibilmente le proprie tradizioni, con processioni e momenti di aggregazione che coinvolgono anche le famiglie emigrate che rientrano in agosto.

Come arrivare a Africo

Africo Nuovo si trova sulla costa ionica calabrese, nella fascia costiera della Locride, in provincia di Reggio Calabria. I collegamenti principali sono i seguenti:

  • In auto: dall’autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Locri o Bovalino, quindi percorrendo la Strada Statale 106 Jonica in direzione sud verso Africo. La distanza da Reggio Calabria è di circa 100 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 30 minuti.
  • In treno: la linea ferroviaria ionica (Reggio Calabria–Taranto) ha stazioni nei comuni vicini, come Brancaleone e Bovalino. Da queste stazioni è necessario proseguire in auto o con mezzi locali.
  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Reggio Calabria (Aeroporto dello Stretto), a circa 100 chilometri.

    L’aeroporto di Lamezia Terme è un’alternativa con maggiori connessioni, ma comporta circa 200 chilometri di percorso.

  • Per Africo Vecchio: dal centro abitato di Africo Nuovo si risale verso l’interno attraverso strade di montagna; il percorso richiede un’auto con buona trazione e attenzione alle condizioni del manto stradale, particolarmente nelle stagioni di pioggia.

Dove dormire a Africo

L’offerta ricettiva di Africo è contenuta, in linea con le dimensioni del comune. La soluzione più diffusa è quella degli affittacamere e delle case vacanza, concentrate principalmente ad Africo Nuovo, sulla costa. Nelle stagioni estive, la disponibilità di sistemazioni si riduce rapidamente per via della domanda proveniente dai calabresi residenti fuori regione che rientrano in agosto: per soggiorni in luglio e agosto è consigliabile prenotare con almeno due o tre mesi di anticipo. Chi cerca una base per esplorare l’Aspromonte può valutare anche i borghi vicini della Locride, dove l’offerta di agriturismi e strutture rurali è leggermente più articolata.

Per chi intende visitare Africo Vecchio e il territorio montano, pernottare nell’entroterra — eventualmente in agriturismi sui versanti aspromontani — consente di organizzare escursioni mattutine con più agio rispetto a una base costiera. Al di fuori dell’alta stagione, la costa ionica in questo tratto è sostanzialmente tranquilla e offre prezzi inferiori rispetto alle zone più turisticamente sviluppate della Calabria. Il Touring Club Italiano fornisce indicazioni aggiornate sulle strutture ricettive della regione.

Altri borghi da scoprire in Calabria

La Calabria costiera e collinare offre una varietà di situazioni insediative che vale la pena mettere a confronto con l’esperienza di Africo.

Sul versante tirrenico, Amantea, in provincia di Cosenza, è uno dei borghi costieri con un centro storico medievale meglio conservato, con torri aragonesi e un sistema di mura ancora leggibili nel tessuto urbano. Non lontano, Acquappesa rappresenta un caso di borgo termale affacciato sul Tirreno, dove le acque sulfuree hanno storicamente attratto frequentazione anche da fuori regione. Entrambi offrono spunti di confronto utili per chi vuole capire come si è evoluto il rapporto tra insediamento umano e territorio costiero in Calabria.

Nell’entroterra cosentino, Albidona è un comune collinare del Pollino che condivide con Africo Vecchio alcune caratteristiche strutturali: l’isolamento, il territorio accidentato, una storia legata alla pastorizia transumante.

Aiello Calabro, sempre nel cosentino, aggiunge al quadro una stratificazione storica più marcata, con presenze normanne e una tradizione culturale legata alle comunità albanesi della Calabria. Visitare questi borghi in sequenza permette di costruire una lettura più coerente delle dinamiche storiche e demografiche che hanno interessato la regione nel corso dei secoli.

Foto di copertina: Di Antonella Panetta, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →
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Come arrivare

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Indirizzo

Piazza Municipio, 89030 Africo (RC)

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