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Avigliana
Piemonte

Avigliana

📍 Borghi di Collina

Nel 1092, una carta di donazione della contessa Adelaide di Susa menziona per la prima volta il castrum Avillianae, un nucleo fortificato sulla collina che domina due bacini lacustri di origine morenica nella bassa Valle di Susa. Chi oggi si chiede cosa vedere a Avigliana trova davanti a sé un tessuto urbano che conserva stratificazioni […]

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Nel 1092, una carta di donazione della contessa Adelaide di Susa menziona per la prima volta il castrum Avillianae, un nucleo fortificato sulla collina che domina due bacini lacustri di origine morenica nella bassa Valle di Susa. Chi oggi si chiede cosa vedere a Avigliana trova davanti a sé un tessuto urbano che conserva stratificazioni precise: torri duecentesche, facciate gotiche in cotto, una cinta muraria ancora leggibile nel tracciato delle vie. Con i suoi 12.262 abitanti e una quota di 383 metri sul livello del mare, Avigliana è una delle porte d’accesso alla valle alpina più trafficata d’Europa, eppure mantiene una struttura urbanistica che la ricerca storica ha documentato con continuità dal Medioevo a oggi.

Storia e origini di Avigliana

Il toponimo Avigliana è stato oggetto di diverse ipotesi etimologiche. La più accreditata lo ricollega a un prediale romano, Avillius o Avilius, con il suffisso -ana che indica proprietà fondiaria: la zona sarebbe dunque stata parte di un fondo agricolo in epoca tardo-imperiale. Un’altra ipotesi, meno condivisa nella letteratura accademica ma presente nelle fonti locali, lega il nome alla parola latina aquiliana, riferita alle aquile che nidificavano sulle rupi circostanti. Documenti dell’XI secolo attestano l’esistenza di un presidio militare sulla collina, voluto dai marchesi di Torino per controllare la strada che conduceva ai valichi alpini del Moncenisio e del Monginevro. La posizione strategica — all’imbocco della valle, tra due laghi naturali e un rilievo facilmente difendibile — fece di Avigliana un punto nevralgico nelle reti di potere dell’Italia nord-occidentale medievale.

La fase di maggiore espansione coincise con il dominio dei Savoia, che nel 1173 acquisirono il controllo del borgo e vi costruirono un castello sulla sommità della collina. Umberto III di Savoia vi soggiornò più volte, e il suo successore Tommaso I vi tenne corte nel XIII secolo, periodo durante il quale Avigliana ricevette uno statuto comunale e si dotò di mura difensive con quattro porte d’accesso. La struttura urbanistica che ancora oggi si può percorrere — con le due piazze principali, la via centrale che segue il crinale e le strade laterali a pettine — risale in larga parte a questa fase. Nel 1330 il borgo contava già una popolazione significativa, con attività commerciali legate ai traffici transalpini e una fiera annuale documentata nelle carte sabaude. La chiesa di San Giovanni, legata al culto del patrono san Giovanni Battista, venne ampliata nel corso del Trecento con strutture gotiche ancora visibili.

Il declino militare di Avigliana iniziò nel 1691, quando le truppe francesi del generale Catinat occuparono il borgo durante la guerra della Lega di Augusta e danneggiarono gravemente il castello. L’edificio non venne più ricostruito e le sue rovine divennero progressivamente parte del paesaggio collinare. Nel XVIII e XIX secolo Avigliana si trasformò in centro agricolo e manifatturiero, con filande e piccole industrie legate alla lavorazione del cotone. L’apertura della ferrovia Torino-Modane nel 1871 collegò il borgo alla rete nazionale, favorendo nuovi scambi commerciali. Nel Novecento, la crescita dell’area metropolitana torinese ha portato un aumento demografico, ma il centro storico ha conservato la sua impronta medievale grazie a interventi di restauro documentati a partire dagli anni Settanta. Tra i personaggi legati ad Avigliana si ricorda il beato Umberto III di Savoia, nato nel castello nel 1136, figura centrale nella storia della dinastia sabauda e beatificato nel 1838 da papa Gregorio XVI.

Cosa vedere a Avigliana: 5 attrazioni imperdibili

1. Il Castello dei Conti di Savoia

Le rovine del castello occupano la sommità della collina a 460 metri di quota, raggiungibili attraverso un sentiero che parte da piazza Conte Rosso. La struttura, edificata nel XII secolo e ampliata fino al XV, conserva tratti di mura perimetrali, la base del mastio e i resti di una cappella. Il punto più alto offre una vista a 360 gradi sui laghi, sulla pianura torinese fino alla collina di Superga e, nelle giornate limpide, sull’arco alpino dal Monviso al Monte Rosa. L’accesso è libero e percorribile tutto l’anno, con cautela nei mesi invernali per il terreno che può risultare scivoloso.

2. I Laghi di Avigliana

I due laghi di Avigliana — il Lago Grande e il Lago Piccolo — sono bacini di origine morenica glaciale, formatisi al termine dell’ultima glaciazione würmiana circa 12.000 anni fa. Il Lago Grande ha una superficie di circa 90 ettari e una profondità massima di 26 metri; il Lago Piccolo, più contenuto, è circondato da una fascia di canneto tutelata come zona umida. Dal 1980 entrambi rientrano nel Parco naturale dei Laghi di Avigliana, gestito dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie. Si possono percorrere sentieri perilacuali ben segnalati, adatti anche a famiglie con bambini.

3. Il Centro storico medievale

Il nucleo antico si sviluppa lungo il crinale della collina tra due piazze: piazza Conte Rosso, nella parte alta, e piazza Santa Maria, più in basso. Le facciate delle case presentano elementi gotici in cotto rosso — bifore, archetti pensili, portali ogivali — databili tra il XIII e il XV secolo. Particolarmente significativa è la Casa del Beato Umberto, edificio trecentesco con affreschi frammentari sulla facciata. Il percorso tra le due piazze, lungo circa 400 metri, attraversa vicoli con pavimentazione in pietra e passa sotto archi di collegamento tra gli edifici, testimoniando la compattezza dell’impianto difensivo medievale.

4. Chiesa di San Giovanni

Situata nella parte alta del borgo, la chiesa di San Giovanni è dedicata al patrono di Avigliana e la sua costruzione risale al XII secolo, con ampliamenti gotici del XIV e XV secolo. L’interno, a tre navate, conserva affreschi votivi del Quattrocento e un polittico attribuito a Defendente Ferrari, pittore piemontese attivo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Il campanile romanico in pietra è uno degli elementi architettonici più antichi dell’intero complesso. La festa patronale si celebra il 24 giugno con la processione per le vie del centro e il tradizionale falò di San Giovanni.

5. Chiesa di Santa Maria Maggiore

Nella parte bassa del centro storico, affacciata sull’omonima piazza, la chiesa di Santa Maria Maggiore rappresenta l’esempio più compiuto di architettura gotica ad Avigliana. La facciata in cotto con il rosone e il portale strombato risale al XIV secolo. All’interno si trovano cappelle laterali affrescate e un gruppo scultoreo in terracotta policroma del XV secolo raffigurante la Deposizione, composto da nove figure a grandezza naturale, considerato uno dei più importanti del Piemonte occidentale. La chiesa è generalmente aperta durante le ore diurne e visitabile gratuitamente.

Cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Avigliana riflette la posizione di cerniera tra pianura e montagna, con una tradizione che combina ingredienti dell’agricoltura pedemontana e prodotti dell’allevamento alpino. Il piatto più rappresentativo della zona è la zuppa di castagne e porri, preparata con castagne secche ammollate, porri della piana valsusina, patate e brodo di carne, cotta a lungo in pentola di coccio. Nei mesi autunnali è facile trovarla nei menù delle trattorie del centro. Un’altra preparazione diffusa è la polenta concia, servita con Toma piemontese DOP, formaggio a pasta semidura prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato secondo il disciplinare della denominazione, e burro fuso con aglio. La bagna cauda, piatto piemontese per eccellenza a base di acciughe sotto sale, aglio e olio d’oliva, è presente nelle tavole aviglianaesi soprattutto tra novembre e marzo, accompagnata da verdure crude e cotte come cardi gobbi, peperoni e topinambur.

Tra i prodotti locali riconosciuti si segnalano il Grignolino del Piemonte, vino rosso leggero che accompagna i piatti della tradizione, e la Focaccia di Susa, preparazione da forno diffusa nella bassa valle, a base di farina, burro, zucchero e uova, dalla consistenza friabile. Nei mercati settimanali si trovano i torcetti, biscotti tipici piemontesi a forma di bastoncino ritorto, ottenuti da un impasto dolce con burro e zucchero, inseriti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Piemonte. Un altro prodotto presente nelle botteghe locali è il miele di castagno delle valli circostanti, dal colore scuro e dal gusto amaro e persistente.

L’appuntamento gastronomico più noto è la Sagra del Pesce, organizzata in estate sulle rive del Lago Grande, durante la quale si preparano fritture di pesce d’acqua dolce — tinche, persici, cavedani — accompagnate da polenta. In autunno, la festa della castagna richiama produttori da tutta la bassa Valle di Susa. Il mercato settimanale del sabato mattina, in piazza del Popolo, è il luogo dove trovare formaggi d’alpeggio, salumi artigianali e ortaggi di stagione coltivati nelle campagne tra Avigliana e il vicino comune di Trana. Per chi cerca una ristorazione legata alla tradizione locale, il sito ufficiale del Comune pubblica periodicamente una guida aggiornata dei ristoranti e delle attività ricettive del territorio.

Quando visitare Avigliana: il periodo migliore

La primavera, tra aprile e giugno, è la stagione più favorevole per chi vuole esplorare cosa vedere a Avigliana combinando il centro storico con le passeggiate lacustri. Le temperature oscillano tra i 12 e i 22 gradi, la vegetazione lungo le sponde dei laghi è al massimo della fioritura e le giornate sono sufficientemente lunghe per coprire sia la parte alta del borgo sia il perimetro del Lago Grande in un’unica uscita. Il 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, è la data più significativa del calendario locale: il falò serale sulla collina del castello attira residenti e visitatori, e per l’occasione il centro storico ospita bancarelle e spettacoli. L’estate offre la possibilità di balneazione al Lago Grande, dove è presente una spiaggia attrezzata con accesso a pagamento, operativa generalmente da metà giugno a inizio settembre.

L’autunno — in particolare ottobre e novembre — è il periodo delle castagne, dei funghi e delle prime nebbie che avvolgono i laghi creando paesaggi di grande intensità visiva. Le sagre gastronomiche si concentrano tra settembre e novembre. L’inverno è il periodo meno frequentato: le temperature scendono sotto lo zero nelle notti di gennaio, i laghi possono gelare parzialmente nelle annate più rigide e alcuni sentieri risultano impraticabili. Tuttavia, le giornate di sole invernale — frequenti in Piemonte tra dicembre e febbraio — permettono di visitare le chiese e il centro storico con una luce radente che esalta i dettagli del cotto medievale. Il periodo natalizio propone un mercatino nel centro storico, con prodotti artigianali e gastronomia locale.

Come arrivare a Avigliana

Avigliana si raggiunge in auto dalla A32 Torino-Bardonecchia, con uscita diretta ad Avigliana Est o Avigliana Ovest, a seconda della provenienza. Da Torino centro la distanza è di circa 25 chilometri, percorribili in 25-30 minuti lungo la tangenziale e l’autostrada. Da Milano, la distanza è di circa 170 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa un’ora e quaranta minuti via A4 e A32. La Strada Statale 25 del Moncenisio attraversa il territorio comunale e rappresenta un’alternativa all’autostrada per chi proviene dalla pianura torinese.

La stazione ferroviaria di Avigliana si trova sulla linea Torino Porta Nuova-Bardonecchia-Modane, servita da treni regionali con frequenza di circa un treno ogni 30-40 minuti nelle ore di punta. Il tempo di percorrenza da Torino Porta Nuova è di circa 30 minuti. L’aeroporto di Torino-Caselle dista circa 40 chilometri, raggiungibili in 35-45 minuti in auto via tangenziale nord e A32. La stazione ferroviaria è situata a circa 800 metri dal centro storico, collegata da un percorso pedonale pianeggiante lungo via Umberto I. Parcheggi gratuiti sono disponibili in piazza del Popolo e lungo via IV Novembre.

Altri borghi da scoprire in Piemonte

Chi visita Avigliana e intende proseguire alla scoperta del Piemonte collinare può considerare una deviazione verso la collina torinese orientale, dove si trova Andezeno, piccolo centro del Monferrato astigiano a una quarantina di chilometri da Avigliana. Andezeno offre un paesaggio completamente diverso — vigneti a perdita d’occhio, cascine in tufo, una chiesa parrocchiale settecentesca — e consente di osservare come la stessa regione produca, a distanza di pochi chilometri, tessuti urbani e paesaggi radicalmente differenti. Il percorso tra Avigliana e Andezeno attraversa la cintura sud di Torino e può essere coperto in circa 50 minuti d’auto, offrendo un itinerario che mette a confronto la cultura della bassa valle alpina con quella delle colline viticole.

Un’altra possibilità è dirigersi verso nord, in direzione della Serra morenica d’Ivrea, per raggiungere Albiano d’Ivrea, nel Canavese. Albiano condivide con Avigliana la matrice morenica del paesaggio — qui sono i depositi glaciali dell’anfiteatro morenico d’Ivrea a modellare il territorio — ma presenta un’architettura rurale più compatta, con nuclei in pietra e un rapporto stretto con le colture frutticole della zona. Un itinerario di due o tre giorni che includa Avigliana, Andezeno e Albiano d’Ivrea permette di attraversare tre microregioni piemontesi distinte per geologia, economia agricola e tradizioni architettoniche, componendo un ritratto sfaccettato della varietà di questa regione.

Foto di copertina: Di warste, CC BY-SA 3.0Tutti i crediti fotografici →

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