Certaldo
Giovanni Boccaccio visse e morì qui, a 67 metri sul livello del mare, in una Valdelsa che il XIII secolo aveva già imparato a tenere stretta tra castelli e torri di mattone rosso. La parte alta del paese — Certaldo Alta — si raggiunge ancora oggi con una funicolare che sale ripida tra le case […]
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Giovanni Boccaccio visse e morì qui, a 67 metri sul livello del mare, in una Valdelsa che il XIII secolo aveva già imparato a tenere stretta tra castelli e torri di mattone rosso.
La parte alta del paese — Certaldo Alta — si raggiunge ancora oggi con una funicolare che sale ripida tra le case di cotto, e bastano pochi passi sul selciato per capire che questo non è un fondale scenografico ma un abitato che ha continuato a funzionare, secolo dopo secolo, senza mai smettere di essere abitato.
Cosa vedere a Certaldo è una domanda con risposte concrete e verificabili: il Palazzo Pretorio con le sue ceramiche araldiche, la casa-museo dedicata all’autore del Decameron, la chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, le mura trecentesche ancora percorribili.
Il comune conta 16.006 abitanti ed è collocato in provincia di Firenze, lungo la via Francigena che attraversa la Valdelsa.
Chi arriva qui trova un centro storico medievale compatto, raggiungibile a piedi in meno di venti minuti, e una pianura sottostante che conserva la sua struttura agricola tradizionale.
Storia e origini di Certaldo
Le prime attestazioni documentarie del nome Certaldo risalgono all’VIII secolo, quando il territorio era già organizzato attorno a insediamenti rurali di origine longobarda.
Il toponimo deriva con ogni probabilità dal latino Certaldi, riferimento a un possedimento fondiario identificato col nome del proprietario.
Nel corso dell’XI e del XII secolo il borgo crebbe attorno alla rocca che i conti Alberti — potente famiglia feudale toscana — controllavano sulla sommità della collina, trasformandola in uno dei punti di presidio militare più rilevanti dell’intera Valdelsa.
Nel 1184 Certaldo passò sotto la giurisdizione del Comune di Firenze, avviando una lunga stagione di integrazione politica e amministrativa con la città dominante.
Fu in questo contesto che il borgo conobbe la sua fase di maggiore espansione urbanistica: le mura trecentesche, il Palazzo Pretorio e buona parte degli edifici pubblici che ancora oggi definiscono il profilo di Certaldo Alta furono costruiti o ampliati tra il XIII e il XIV secolo.
La famiglia Boccaccio si stabilì qui nel pieno di questo periodo, e fu in questo borgo che Giovanni Boccaccio — nato a Certaldo o a Firenze nel 1313, secondo le fonti — trascorse gli ultimi anni della sua vita e fu sepolto nel 1375.
Nei secoli successivi Certaldo mantenne il suo ruolo di centro agricolo e commerciale della media Valdelsa, senza subire le devastazioni che colpirono altri borghi toscani durante le guerre tra città-stato.
Il nucleo medievale di Certaldo Alta sopravvisse sostanzialmente intatto, mentre ai piedi della collina si sviluppò il paese moderno — Certaldo Basso — con la stazione ferroviaria e i servizi contemporanei.
Questo sdoppiamento verticale tra la parte storica e quella moderna è ancora oggi la caratteristica più leggibile del territorio, e spiega perché chi visita Siena o altri centri della Toscana medievale trovi a Certaldo un esempio particolarmente ben conservato di borgo d’altura.
Cosa vedere a Certaldo: attrazioni principali
Palazzo Pretorio
Le facciate del Palazzo Pretorio sono ricoperte da stemmi in ceramica smaltata e in pietra, ciascuno corrispondente a un podestà o vicario fiorentino che governò Certaldo tra il XIII e il XVIII secolo: si tratta di uno dei cicli araldici più completi e meglio conservati della Toscana medievale.
L’edificio, che oggi ospita il museo civico del comune, fu costruito nel XII secolo e ampliato nei secoli successivi fino ad assumere l’aspetto attuale, con la torre merlata che domina la piazza principale di Certaldo Alta.
All’interno si trovano affreschi databili tra il XIV e il XV secolo, una sala delle udienze con soffitto a cassettoni e una serie di ambienti che documentano la struttura amministrativa del borgo durante la dominazione fiorentina.
Per orari e biglietti aggiornati, si raccomanda di consultare il sito ufficiale del Comune di Certaldo, dove vengono pubblicati i calendari stagionali di apertura.
Casa di Giovanni Boccaccio
La struttura in mattoni rossi che la tradizione indica come abitazione di Giovanni Boccaccio si trova nel cuore di Certaldo Alta, a pochi metri dalla chiesa dei Santi Jacopo e Filippo dove lo scrittore fu sepolto.
L’edificio fu restaurato nel XX secolo dopo i danni riportati durante la seconda guerra mondiale e oggi funziona come casa-museo, con una ricostruzione degli ambienti medievali e una raccolta di edizioni antiche del Decameron provenienti da biblioteche italiane ed europee.
Boccaccio morì a Certaldo nel 1375, dopo aver trascorso qui gli ultimi anni della sua vita lontano da Firenze, e la sua tomba si trova nella chiesa adiacente, segnalata da una lapide che riporta versi latini composti dallo stesso autore.
La visita alla casa permette di leggere il borgo attraverso la biografia del suo abitante più celebre, con pannelli che contestualizzano la produzione letteraria nel paesaggio fisico della Valdelsa.
Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo
La chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, edificata nell’XI secolo e modificata più volte nei secoli successivi, conserva all’interno il monumento funebre di Giovanni Boccaccio, realizzato nel XV secolo su iniziativa del Comune di Certaldo.
La facciata in laterizio a vista si apre su una piazza stretta che amplifica i suoni e costringe a guardare verso l’alto, dove il campanile romanico raggiunge un’altezza considerevole rispetto alla scala del borgo circostante.
All’interno, la navata unica custodisce affreschi di scuola fiorentina databili tra il XIV e il XV secolo, oltre al tabernacolo dei giustiziati, un’opera in terracotta invetriata attribuita alla bottega dei Della Robbia.
L’edificio è uno dei pochi esempi di architettura religiosa romanico-gotica ancora funzionante nella media Valdelsa, e la sua posizione nel punto più alto di Certaldo Alta lo rende visibile da buona parte della pianura sottostante.
Certaldo Alta e le mura medievali
Le mura che cingono Certaldo Alta furono costruite principalmente nel XIV secolo, quando il Comune di Firenze decise di rafforzare le difese dei borghi della Valdelsa in risposta alle tensioni militari con Siena e le famiglie ghibelline.
Il perimetro murario è ancora percorribile in larga parte, e consente di camminare lungo il ciglio della collina con il panorama della pianura che si apre verso sud-ovest, in direzione di San Gimignano, la cui torre più alta è visibile nelle giornate con buona visibilità.
La funicolare che collega Certaldo Basso a Certaldo Alta fu realizzata nel XX secolo e copre un dislivello di circa 50 metri in meno di due minuti, con una pendenza che rende evidente la natura difensiva della posizione originaria del borgo.
Chi percorre le mura nelle ore del tardo pomeriggio può osservare il profilo del paesaggio collinare della Valdelsa, con le vigne e i campi a seminativo che definiscono la struttura del territorio agricolo circostante, rimasto riconoscibile nonostante la pressione delle infrastrutture moderne.
Museo del Chiodo e spazi espositivi di Certaldo Alta
Nel tessuto di Certaldo Alta sono presenti diversi spazi espositivi ricavati da edifici medievali restaurati, tra cui il Museo del Chiodo, che documenta la storia dell’artigianato del ferro nella Valdelsa attraverso una collezione di strumenti e manufatti databili tra il XIV e il XIX secolo.
L’esposizione occupa i locali di un’antica bottega artigiana e permette di leggere la struttura produttiva del borgo medievale attraverso oggetti d’uso quotidiano — chiodi, graffe, cerniere, attrezzi agricoli — che raramente compaiono nelle collezioni dei grandi musei civici.
Il contesto architettonico degli spazi espositivi è parte integrante della visita: i soffitti a volta in laterizio, le pareti con tracce di intonaco medievale e i pavimenti in cotto originale costituiscono un documento materiale di come vivevano e lavoravano gli abitanti di Certaldo tra il Medioevo e l’età moderna.
Per chi visita cosa vedere a Certaldo con attenzione alla storia artigianale locale, questo spazio offre una prospettiva diversa rispetto ai circuiti più frequentati.
Cucina tipica e prodotti di Certaldo
La cucina del territorio di Certaldo affonda le radici nella tradizione contadina della Valdelsa, un’area agricola che per secoli ha prodotto grano, legumi, olio e prodotti ortofrutticoli destinati sia al consumo locale sia ai mercati di Firenze.
La posizione del borgo lungo la via Francigena favorì nei secoli medievali gli scambi con pellegrini e mercanti provenienti da tutta Europa, introducendo nel repertorio culinario locale ingredienti e tecniche che si sovrapposero alle tradizioni agricole preesistenti.
Il risultato è una cucina che privilegia la materia prima locale, la cottura lenta e l’uso degli ortaggi freschi di stagione come elementi strutturali del pasto, non come contorni.
Tra i prodotti più direttamente associati al territorio di Certaldo, la cipolla di Certaldo occupa un posto di rilievo documentato già in fonti medievali: si tratta di una varietà locale dalla forma tondeggiante e dal sapore dolce e persistente, coltivata nei terreni argillosi della pianura sottostante al borgo.
La sua presenza nella cultura gastronomica locale è attestata da fonti storiche che la citano come prodotto caratteristico della zona fin dal XIV secolo, e ancora oggi viene impiegata nelle preparazioni tradizionali come base per zuppe, soffritti e conserve.
Accanto alla cipolla, la cucina locale utilizza la ribollita — zuppa di pane raffermo, cavolo nero, fagioli e verdure di stagione, cotta due volte secondo la tecnica che le dà il nome — e la pappa al pomodoro, preparazione estiva a base di pane toscano sciocco, pomodori freschi, basilico e olio extravergine d’oliva.
Entrambi i piatti appartengono al repertorio più ampio della cucina povera toscana, ma a Certaldo trovano espressione in trattorie e osterie che utilizzano ingredienti prodotti nel raggio di pochi chilometri.
Chi visita Certaldo nei mesi estivi può trovare la cipolla locale nei mercati agricoli del paese basso e in alcune botteghe del borgo alto.
La stagione di raccolta si concentra tra luglio e settembre, periodo in cui il prodotto è disponibile fresco e viene venduto in trecce intrecciate a mano secondo la tecnica tradizionale.
Alcune aziende agricole del territorio organizzano visite e vendita diretta, ma per informazioni aggiornate sulle strutture partecipanti si consiglia di rivolgersi alla Pro Loco locale o di consultare il sito del comune.
Feste, eventi e tradizioni di Certaldo
Il santo patrono di Certaldo è san Tommaso apostolo, la cui festa si celebra il 3 luglio con una serie di iniziative che coinvolgono l’intera comunità.
I festeggiamenti si svolgono tradizionalmente nel centro storico di Certaldo Alta con una processione religiosa, la messa solenne nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo e momenti di aggregazione pubblica nella piazza principale del borgo.
La data del 3 luglio coincide spesso con il periodo di maggiore affluenza turistica estiva, e i festeggiamenti rappresentano un’occasione per osservare la vita civica del borgo al di fuori dei circuiti museali.
Certaldo ospita ogni anno il Mercantia, festival internazionale del teatro di strada che si svolge nel mese di luglio e trasforma le vie e le piazze di Certaldo Alta in palcoscenico per compagnie provenienti da tutto il mondo.
L’evento, tra i più longevi del suo genere in Italia, richiama ogni anno decine di migliaia di spettatori e occupa l’intero borgo medievale con spettacoli, installazioni e performance serali.
La scelta di Certaldo come sede permanente del festival non è casuale: la struttura urbana compatta, con le sue piazze di dimensioni contenute e i vicoli che convogliano naturalmente il pubblico, si presta alla drammaturgia di strada meglio di molti altri centri storici toscani.
Per chi pianifica cosa vedere a Certaldo in estate, verificare le date esatte del Mercantia sul programma ufficiale è un passaggio utile prima di prenotare il soggiorno.
Quando visitare Certaldo e come arrivare
Il periodo compreso tra aprile e ottobre offre le condizioni più favorevoli per visitare Certaldo: le temperature sono miti, il borgo alto è pienamente accessibile e gli spazi espositivi mantengono orari estesi. Luglio è il mese più animato per la presenza del Mercantia, mentre maggio e settembre combinano clima piacevole, folla ridotta e luce favorevole per percorrere le mura e osservare il paesaggio della Valdelsa.
I mesi invernali — da novembre a marzo — sono adatti a chi preferisce il borgo senza turisti, ma alcuni musei riducono gli orari o chiudono nei giorni feriali: verificare prima della partenza è indispensabile.
In auto, Certaldo si raggiunge dall’autostrada A1 uscendo al casello di Certaldo-Poggibonsi, a circa 4 km dal centro.
La strada statale 429 collega il borgo direttamente a Empoli a est e a Poggibonsi a sud.
In treno, la stazione di Certaldo si trova sulla linea Empoli-Siena, con collegamenti diretti da Firenze con cambio a Empoli; il percorso da Firenze richiede circa un’ora complessiva. L’aeroporto di riferimento è il Aeroporto di Firenze-Peretola, a circa 40 km di distanza, raggiungibile in auto in circa 40 minuti in condizioni di traffico normale.
Chi arriva in treno trova la funicolare che sale a Certaldo Alta a pochi minuti a piedi dall’uscita della stazione. Chi pianifica un itinerario più ampio nella Valdelsa può considerare una tappa a Fivizzano, altro comune toscano con un centro storico compatto e una storia medievale ben documentata.
| Punto di partenza | Distanza | Tempo stimato |
|---|---|---|
| Firenze (in auto) | circa 40 km | 40-50 minuti |
| Siena (in auto) | circa 45 km | 45-55 minuti |
| Firenze (in treno, con cambio a Empoli) | linea Empoli-Siena | circa 60 minuti |
| Aeroporto di Firenze-Peretola | circa 40 km | circa 40 minuti |
Dove dormire a Certaldo
Certaldo offre diverse tipologie di alloggio concentrate principalmente nel borgo basso e nelle campagne circostanti.
Agriturismi e case vacanze si distribuiscono lungo la pianura della Valdelsa, a pochi minuti di auto dal centro storico, e si rivolgono a chi cerca la dimensione rurale senza rinunciare alla vicinanza ai servizi.
Nel borgo alto alcuni edifici storici restaurati ospitano strutture ricettive di piccole dimensioni, che consentono di pernottare direttamente all’interno delle mura medievali.
Per un quadro aggiornato delle strutture disponibili, con prezzi e disponibilità, si consiglia di consultare il .
Chi visita la Toscana centrale e include Certaldo nel proprio itinerario può valutare anche soggiorni nelle città vicine: Arezzo, a circa 70 km verso est, offre una più ampia scelta di strutture alberghiere e si presta come base per escursioni nell’entroterra toscano, mentre Prato, a nord lungo la direttrice fiorentina, costituisce un’alternativa urbana ben collegata sia a Certaldo sia a Firenze dalla rete ferroviaria regionale.
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