Grottammare
Con 15.924 abitanti e un borgo medievale intatto affacciato sull’Adriatico, Grottammare custodisce tracce neolitiche, chiese cinquecentesche e il luogo natale di papa Sisto V.
Grottammare Marche: guida completa al borgo medievale e al mare
Il 12 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II ricevette a Palazzo Laureati una delegazione di notabili partenopei che gli offriva formalmente il Regno delle Due Sicilie. Grottammare era il palcoscenico di un passaggio decisivo per la storia unitaria italiana, un borgo di collina con il mare sotto e i vicoli del Medioevo ancora intatti sopra. Pochi luoghi sulla costa adriatica portano nel nome e nelle pietre un peso storico così preciso e così stratificato.
Grottammare Marche conta oggi circa 15.924 abitanti e si distende lungo la costa della provincia di Ascoli Piceno, con il borgo antico che si arrampica sulle colline fino a 275 metri di altitudine mentre il lungomare si apre sull’Adriatico. Il viaggiatore trova qui due realtà distinte e complementari: la cittadina balneare della Riviera delle Palme in basso, con spiagge e passeggiata, e il nucleo medievale in alto, riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, con mura cinquecentesche, chiese affrescate e il silenzio dei vicoli lastricati.
Storia e origini di Grottammare
Le radici di Grottammare affondano nel Neolitico. Sul territorio comunale sono state rinvenute tracce antropiche di epoca preistorica e, in seguito, una necropoli picena databile tra il VII e il V secolo avanti Cristo, testimonianza di una frequentazione intensa e continuativa di questa fascia costiera prima ancora che i Romani organizzassero il loro sistema di strade e insediamenti. L’impianto urbanistico del centro storico riprende del resto proprio lo schema romano, con un asse nord-sud corrispondente alle attuali vie Marconi e Cairoli e un asse est-ovest lungo corso Mazzini, con la piazza Pericle Fazzini nel punto d’incrocio che ricalca la funzione dell’antico foro.
Nel Medioevo il borgo passò sotto il controllo dell’Abbazia di Farfa, potente istituzione monastica benedettina. Nel 1214 Aldobrandino I d’Este cedette il territorio a Fermo, aprendo una stagione di lunghe contese tra Fermo e Ascoli Piceno che durarono dal XIII al XVI secolo. Proprio a quel periodo di scontri violenti e di attacchi pirateschi risale l’attuale cinta di mura fortificate, costruita per difendere il borgo da aggressioni che arrivavano tanto dall’entroterra quanto dal mare. La posizione sul 43º parallelo, lungo una delle rotte adriatiche più frequentate, rendeva la costa vulnerabile ma anche strategicamente preziosa.
Nel 1779 papa Pio VI finanziò la pianificazione urbanistica della zona costiera, affidata all’architetto lombardo Pietro Augustoni: fu quell’intervento a dare forma alla marina che oggi conosciamo. Ottant’anni più tardi, nel 1860, Palazzo Laureati ospitò l’incontro tra Vittorio Emanuele II e i delegati napoletani. Nel 1863 arrivò la ferrovia, collegando Grottammare con Ancona e con l’Abruzzo e accelerando la crescita economica. Il Novecento portò anche le ferite della guerra: il 23 giugno 1916 due cacciatorpediniere austro-ungariche cannoneggiarono la cittadina, messe in fuga da un treno armato della Regia Marina, e durante il secondo conflitto mondiale gli Alleati bombardarono più volte la costa.
Cosa vedere a Grottammare Marche: le attrazioni principali
La Chiesa di Santa Lucia e il luogo natale di Sisto V
Il 13 dicembre 1521, giorno di Santa Lucia, nacque in questo punto del borgo Felice Peretti, destinato a diventare papa con il nome di Sisto V. La chiesa voluta in suo onore fu progettata dall’architetto pontificio Domenico Fontana, e la prima pietra fu posata il 17 aprile 1590. Sisto V morì il 27 agosto dello stesso anno, dopo soli cinque anni di pontificato, e il cantiere si interruppe. Furono la sorella Camilla Peretti e la sua determinazione a far riprendere i lavori. L’edificio che si vede oggi si discosta dal progetto originale del Fontana, che prevedeva una chiesa inferiore a croce greca e una superiore a croce latina con accesso da Porta Castello. La facciata in laterizio è sormontata da un campanile a vela e ornata da elementi in travertino; all’interno, a pianta quadrata con croce greca inscritta, si conserva un organo costruito nel 1752 da Francesco Fedeli della Rocchetta di Camerino, tra i più preziosi della provincia di Ascoli Piceno.
La Chiesa di San Martino
Fuori dal perimetro del borgo antico, in località San Martino, sorge la chiesa fondata dai monaci benedettini dell’Abbazia di Farfa, probabilmente tra l’VIII e il IX secolo, su ciò che restava di un tempio dedicato alla dea Cupra. La struttura è romanica e conserva un affresco del XII-XIII secolo raffigurante la Madonna del Latte, oltre a un affresco staccato databile tra il XV e il XVI secolo con una crocifissione, e a un crocifisso su tavola del Seicento. Ogni qualvolta il 1° luglio cade di domenica, qui si celebra la Sacra Giubilare, una solennità che affonda le radici in una leggenda del 1175: papa Alessandro III, costretto da un temporale a rifugiarsi nel porto di Grottammare durante un viaggio da Venezia, rimase colpito dalla devozione dei fedeli e concesse con bolla papale l’Indulgenza Plenaria per chi visitasse la chiesa in quella ricorrenza. Il privilegio fu riconfermato da Pio VII nel 1803.
La Chiesa di Sant’Agostino
Lungo la ripida strada che collega la marina al borgo antico si incontra la chiesa di Sant’Agostino, di origine cinquecentesca. La facciata in mattoni giallo ocra ingloba materiale di recupero: pietre incise, lapidi con iscrizioni frammentarie e, sopra il portone, i resti di bacili cinquecenteschi in maiolica disposti a croce. Un mattone inciso con la data 1517 indica l’anno di costruzione del monastero annesso. All’interno si conserva un affresco di Vincenzo Pagani, la Madonna della Misericordia, e alcune tavole di scuola crivellesca databili tra il XV e il XVI secolo. Sul lato sud si apre un chiostro quadrangolare con arcate a tutto sesto su pilastri rettangolari, accessibile dalla chiesa o da via Sant’Agostino. La tradizione locale vuole che il campanile sia stato mozzato perché nel convento soggiornò il monaco agostiniano Martin Lutero durante il suo viaggio verso Roma, prima dello scisma.
La Chiesa di Santa Maria ai Monti e l’Oasi
A circa 400 metri a ovest del borgo antico, sulla sommità della collina, si trova la Chiesa di Santa Maria ai Monti, nucleo di un complesso conventuale oggi conosciuto come Oasi di Grottammare. Il convento fu edificato agli inizi del Seicento per volontà di padre Nicola da Monteprandone, dell’ordine dei Frati Minori Riformati, che prese possesso del sito il 14 luglio 1614, dove già dalla fine del Trecento esisteva un piccolo santuario mariano eretto contro la peste. Un incendio distrusse gran parte dell’affresco originale, ma l’immagine della Madonna col Bambino si salvò ed è tuttora visibile nell’abside sopra l’altare maggiore, restaurata nel 2014 in occasione del quarto centenario di presenza francescana. Il complesso ospita oggi attività di ritiro e accoglienza spirituale in un contesto di verde collinare con vista sul mare.
Piazza Peretti e il Museo Sistino
Il cuore pulsante del borgo antico è piazza Peretti, su cui si affaccia la facciata della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, progettata dall’architetto Pietro Maggi. La piazza prende il nome dalla famiglia del papa Sisto V ed è il punto di arrivo naturale di chi risale a piedi i vicoli del centro storico. Nella vicina chiesa di San Giovanni è ospitato il Museo Sistino, che conserva tra i suoi pezzi più significativi la medaglia bronzea con il progetto originario della chiesa di Santa Lucia, dove si riconosce l’edificio pensato dal Fontana con la grande scalinata e la facciata su due piani. Il museo documenta il legame diretto tra Grottammare e uno dei papati più attivi del Cinquecento italiano, quello che trasformò Roma con acquedotti, obelischi e strade.
Nel 1860, da Grottammare, Vittorio Emanuele II accettò formalmente il Regno delle Due Sicilie: un borgo adriatico fu per un giorno il centro geografico della nuova Italia.
Cucina tipica e prodotti di Grottammare
La cucina di Grottammare porta i segni di due vocazioni storiche: la pesca e l’agricoltura collinare. Il mare Adriatico ha sempre rifornito le cucine del borgo di seppie, mazzancolle, vongole e pesce azzurro, mentre l’entroterra piceno ha contribuito con olive, legumi, carni e formaggi di pecora. La combinazione di questi due mondi produce una tavola di grande concretezza, dove i sapori sono diretti e le preparazioni tradizionali si trasmettono con poche variazioni da generazione a generazione.
Il piatto più rappresentativo della costa è il brodetto all’anconetana, declinato qui con le varianti locali che prevedono l’uso dell’aceto e del pomodoro per bilanciare il fondo del brodo di pesce. Non meno importante è la frittura di paranza, che nelle trattorie del lungomare arriva in tavola ancora sfrigolante, con pesci di piccola taglia pescati nelle acque davanti alla costa. Chi preferisce i molluschi trova nelle vongole al vapore o gratinate una preparazione semplice e radicata nella cultura marinara del territorio.
Dall’entroterra arrivano le olive ascolane, presidio gastronomico della provincia, farcite di carne e fritte nella pastella dorata secondo una ricetta che risale all’Ottocento. Il vino di riferimento è il Falerio dei Colli Ascolani DOC, bianco secco prodotto con uve Trebbiano e Passerina coltivate sulle colline che si vedono dall’alto del borgo medievale. Tra i borghi vicini con tradizioni gastronomiche affini vale la pena citare Acquaviva Picena, dove la tradizione dei salumi e dei formaggi pecorini si intreccia con quella enologica del Rosso Piceno.
Il calendario gastronomico locale ruota attorno alle feste religiose e alle sagre estive, che portano in piazza le ricette più antiche. La Sacra Giubilare di San Martino, celebrata quando il 1° luglio cade di domenica, è anche occasione per degustare i prodotti del territorio in un contesto di festa popolare autentica. Chi visita Grottammare in autunno, fuori stagione balneare, trova mercati e botteghe con prodotti freschi a prezzi locali, lontano dalla pressione turistica estiva.
Quando visitare Grottammare Marche e come arrivare
La stagione balneare concentra la maggior parte dei visitatori tra giugno e settembre, quando il lungomare si anima e i servizi balneari sono pienamente attivi. Per esplorare il borgo medievale con calma, però, i mesi migliori sono aprile, maggio e settembre: le temperature sono miti, i vicoli sono meno affollati e la luce radente del mattino valorizza i colori della pietra e del laterizio. L’inverno è tranquillo e ventoso, con le trattorie aperte e il mare di un blu cupo che si vede bene dalla piazza Peretti.
Se arrivi in auto dall’autostrada A14, l’uscita più comoda è quella di San Benedetto del Tronto, a circa 3 chilometri dal centro di Grottammare. La stazione ferroviaria di Grottammare si trova lungo la linea Bologna-Lecce, con collegamenti frequenti verso nord e verso sud: dal 1863, anno in cui fu inaugurato il tratto, il treno è rimasto il mezzo più diretto per raggiungere la cittadina. Chi proviene da Roma può salire a Termini e scendere direttamente a Grottammare in circa tre ore con i treni regionali veloci. Per chi arriva in aereo, lo scalo più vicino è quello di Pescara, a circa 70 chilometri verso sud, seguito dall’aeroporto delle Marche di Falconara Marittima, a circa 90 chilometri verso nord.
| Partenza | Distanza | Tempo stimato |
|---|---|---|
| Roma (A24-A14) | circa 280 km | circa 3 h in auto |
| Bologna (A14) | circa 290 km | circa 2 h 45 min in auto |
| Aeroporto di Pescara | circa 70 km | circa 50 min in auto |
| Aeroporto di Falconara | circa 90 km | circa 1 h in auto |
| Ascoli Piceno | circa 35 km | circa 35 min in auto |
Chi vuole costruire un itinerario più ampio nel Piceno può abbinare Grottammare a tappe nell’entroterra: Ascoli Piceno dista appena 35 chilometri e offre uno dei centri storici in travertino più integri d’Italia. Per chi ama i borghi collinari di piccole dimensioni, Appignano del Tronto e Altidona rappresentano deviazioni brevi ma ricche di architetture medievali e panorami sulla vallata. Chi invece sceglie le terme come completamento del viaggio trova a Acquasanta Terme acque sulfuree e un paesaggio di gole e calanchi del tutto diverso dalla costa.
Domande frequenti su Grottammare
Come si raggiunge Grottammare in auto o in treno?
In auto, l'uscita autostradale di riferimento è Grottammare sull'A14 Adriatica (Bologna-Taranto). In treno, la stazione di Grottammare-San Benedetto del Tronto è servita dalla linea adriatica con collegamenti frequenti da Ancona (circa 1 ora), Pescara (circa 1 ora) e Bologna (circa 2,5 ore). Dal casello autostradale al centro balneare si percorrono pochi minuti, mentre il borgo antico è raggiungibile in auto o con navette locali.
Quanto tempo serve per visitare Grottammare e come organizzare la giornata?
Una visita completa richiede almeno una giornata intera. Si consiglia di dedicare la mattina al borgo medievale in collina — vicoli, mura cinquecentesche e chiese affrescate — e il pomeriggio al lungomare e alle spiagge della Riviera delle Palme. Chi arriva da Ancona o Pescara può organizzare una gita di un giorno, ma per godere appieno sia del mare sia del centro storico è preferibile pernottare almeno una notte.
Quando si festeggia il patrono di Grottammare e quali sono gli eventi estivi principali?
Il patrono di Grottammare è San Paterniano. Durante l'estate il borgo ospita eventi culturali e rievocazioni storiche legati alla sua identità medievale e alla storia risorgimentale, con manifestazioni concentrate tra giugno e agosto. Per date aggiornate di sagre, concerti e spettacoli è consigliabile consultare il sito ufficiale del Comune di Grottammare o la Pro Loco locale, poiché il calendario varia ogni anno.
Grottammare è davvero tra i Borghi più belli d'Italia?
Sì. Grottammare è inclusa nel circuito ufficiale de «I Borghi più belli d'Italia», associazione che seleziona i centri storici italiani di particolare pregio paesaggistico e culturale. Il riconoscimento riguarda il nucleo medievale collinare, distinto dalla zona balneare sottostante, e ne certifica la qualità architettonica e ambientale. L'iscrizione è verificabile sul portale ufficiale borghipiubelliditalia.it.
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