L’Aquila
L’Aquila è il capoluogo dell’Abruzzo, fondato nel 1254 nella conca aquilana a 721 metri di quota, tra storia medievale, monumenti romanici e la Perdonanza Celestiniana patrimonio UNESCO.
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L’Aquila è il comune capoluogo della provincia omonima e della regione Abruzzo, con circa 70425 abitanti, situato nella conca aquilana a 714 metri sul livello del mare, nella media valle del fiume Aterno, circondato dal massiccio del Gran Sasso e dalla catena del Sirente-Velino. Secondo comune più popoloso dell’Abruzzo dopo Pescara, è anche uno dei capoluoghi di provincia più elevati d’Italia per altitudine, con un territorio che raggiunge i 2635 m s. l. m. al Pizzo d’Intemesoli e per più della metà si estende al di sopra dei 1000 m s. l. m..
L’Aquila borgo in Abruzzo è un’espressione che restituisce solo in parte la complessità di questa città: nata ufficialmente nel 1254 per volere dell’imperatore Corrado IV di Svevia, plasmata da terremoti, ricostruzioni e secoli di storia tra il Regno di Napoli e il dominio asburgico, L’Aquila custodisce monumenti come la basilica di Santa Maria di Collemaggio e la Fontana delle 99 cannelle, porta i segni del sisma del 2009 e celebra ogni anno la Perdonanza Celestiniana, riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2019.
L’Aquila borgo in Abruzzo: dalle origini medievali al terremoto del 2009
L’Aquila nacque ufficialmente il 20 maggio 1254, quando l’imperatore Corrado IV di Svevia autorizzò la costruzione di una nuova città nella conca aquilana, su un territorio già abitato da Sabini e Vestini prima della conquista romana del III secolo a.C. e sede, in età romana, della fiorente Amiternum — patria di Sallustio — e di Forconium. Prima ancora, nel 1229, gli abitanti dei castelli locali avevano tentato di ottenere la fondazione rivolgendosi a papa Gregorio IX, ma quell’iniziativa non si concretizzò.
Nei primi decenni di vita la città conobbe vicende violente: nel 1257 papa Alessandro IV vi trasferì la sede vescovile da Forcona, rafforzandone il prestigio religioso, ma già nel 1259 Manfredi di Sicilia la rase al suolo per punirne la fedeltà alla Chiesa. La ricostruzione avvenne nel 1266 su autorizzazione di Carlo I d’Angiò. Nel 1288 l’eremita Pietro da Morrone fece edificare la basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove il 29 agosto 1294 fu incoronato papa con il nome di Celestino V; in quell’occasione emanò la bolla pontificia che istituì la Perdonanza Celestiniana, anticipando di sei anni l’introduzione dell’anno santo voluta da Bonifacio VIII nel 1300.
Nel XV secolo L’Aquila raggiunse il vertice della sua influenza, diventando la seconda città del Regno di Napoli per importanza. Sotto il dominio asburgico, tra il XVI e il XVII secolo, attraversò una stagione di crescita economica discontinua, interrotta bruscamente dal terremoto catastrofico del 1703, che riportò la città in una prolungata decadenza. Un nuovo sviluppo economico e culturale si manifestò soltanto nel corso dell’Ottocento. Il sisma del 2009 ha segnato l’avvio del più recente — e ancora in corso — processo di ricostruzione.
Dalla basilica di Collemaggio alla Fontana delle 99 cannelle: i luoghi che raccontano L’Aquila
A L’Aquila i luoghi che vale la pena conoscere sono la basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Fontana delle 99 cannelle nel Borgo Rivera, la torre civica e la cinta muraria medievale, ai quali si aggiungono i resti dell’antica città romana di Amiternum nella località di San Vittorino.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
La basilica fu voluta dall’eremita Pietro da Morrone, che nel 1288 decise di farla edificare. È il monumento simbolo della città. Fu proprio qui, il 29 agosto 1294, che Pietro da Morrone venne incoronato papa con il nome di Celestino V. Ogni anno, tra le sere del 28 e del 29 agosto, la basilica è al centro della Perdonanza Celestiniana: i fedeli varcano la soglia della Porta santa per ottenere l’indulgenza plenaria istituita da Celestino V con la bolla pontificia Inter sanctorum solemnia.
Fontana delle 99 cannelle
Si trova nel Borgo Rivera, che corrisponde all’antico sito chiamato Acculi. La fontana è considerata il primo grande monumento della città e rimanda direttamente alla sua origine: L’Aquila nacque dalla federazione di 99 castelli, e la fontana ne celebra la memoria.
Torre civica
La campana della torre civica batte ogni giorno 99 rintocchi, ripetendo ogni volta il richiamo ai 99 castelli che diedero vita alla città.
Cinta muraria
Le mura medievali sono uno dei principali elementi del patrimonio storico della città. Nonostante i terremoti del 1315, del 1349, del 1461, del 1703 e del 2009, la cinta ha conservato la sua funzione di testimonianza dello strato medievale della città.
Amiternum
Nella località di San Vittorino, a poca distanza dal centro cittadino, si trovano i resti dell’antica Amiternum. Di questa città romana rimangono un teatro e un anfiteatro. Fu sede episcopale e diede i natali allo storico latino Sallustio.
Prodotti della conca aquilana e della media valle dell’Aterno
Le fonti disponibili su L’Aquila non descrivono specialità gastronomiche certificate o prodotti tipici locali con denominazione d’origine, ma il territorio offre indicazioni indirette sulla sua natura: un altopiano a oltre 714 metri di quota, con più della metà della superficie comunale sopra i 714 metri, circondato dal Gran Sasso e dalla catena del Sirente-Velino, con un clima rigido (68 giorni di gelo all’anno, temperatura media annua di 9,2 °C) e una forte vocazione agro-pastorale. Nel territorio comunale sono presenti anche alberi di mandorlo, che testimoniano la varietà colturale di questa zona appenninica.
La produzione locale si inserisce in un contesto provinciale e regionale abruzzese che tradizionalmente valorizza i prodotti dell’allevamento e dell’agricoltura di montagna. I borghi vicini come Barete e Barisciano, entrambi nel territorio della provincia aquilana, condividono questo stesso paesaggio agro-pastorale d’alta quota.
Quando visitare e come arrivare
L’Aquila si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Roma | circa 120 km | circa 1 h 30 min (A24) |
| Pescara | circa 70 km | circa 1 h (A25) |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su L’Aquila
Come raggiungere L'Aquila in auto da Roma e quali sono i principali caselli autostradali?
Da Roma, percorrere l'A24 in direzione L'Aquila per circa 180 km (2 ore e mezza). I caselli principali sono Castel de' Sangro e L'Aquila. La città si trova nella conca aquilana, a 721 metri di altitudine, nella media valle del fiume Aterno. In alternativa, è possibile arrivare da Pescara (circa 140 km) attraverso la strada statale.
Qual è il periodo migliore per visitare L'Aquila?
Primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre) sono ideali per il clima temperato e la visibilità sui monti circostanti. Estate può essere affollata ma gradevole. Inverno richiede cautela per la quota (714 m). La Perdonanza Celestiniana si celebra annualmente (solitamente ad agosto), evento UNESCO di grande richiamo.
Quanto tempo occorre per visitare L'Aquila e quali sono i principali monumenti?
Una giornata intera (6-8 ore) permette di esplorare il centro storico. Imprescindibili: la basilica di Santa Maria di Collemaggio (patrimonio artistico medievale), la Fontana delle 99 cannelle (simbolo della città), e il centro storico in ricostruzione dopo il sisma 2009. Si consiglia visita guidata per comprendere la stratificazione storica e i lavori di restauro.
Quali sentieri e percorsi outdoor sono disponibili attorno a L'Aquila?
L'Aquila è circondata dal Gran Sasso e dalla catena Sirente-Velino, con il territorio che supera 2.600 metri (Pizzo D'Intemesoli). Sono disponibili sentieri CAI per escursionismo. La posizione privilegiata offre accesso a percorsi montani documentati, ideali per trekking. Si consiglia consultare le mappe CAI e la Pro Loco locale per itinerari sicuri e stagionali.
Qual è la festa patronale di L'Aquila e quando si celebra?
Il patrono è San Massimo d'Aveia. L'evento più celebre è la Perdonanza Celestiniana, riconosciuta patrimonio culturale immateriale UNESCO nel 2019. Si svolge annualmente e attira pellegrini da tutta Italia. Rappresenta una tradizione millenaria legata alla storia religiosa e culturale della città, combinando spiritualità e identità storica aquilana.
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