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Marostica
Marostica
Veneto

Marostica

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10 min di lettura

Marostica conta 14.052 abitanti e ospita ogni due anni la celebre partita a scacchi con personaggi viventi nella piazza medievale. Le mura scaligere del 1372 la rendono una delle città murate meglio conservate del Veneto.

Cosa vedere a Marostica Veneto: guida completa alla città degli scacchi

Nel settembre degli anni pari, la piazza di Marostica si trasforma in una scacchiera a cielo aperto. Figuranti in costume quattrocentesco prendono posizione sui riquadri bianchi e neri tracciati sul selciato, mentre dagli spalti del castello Inferiore scende il silenzio prima della prima mossa. La tradizione risale ufficialmente al 1923, ma vuole ispirarsi a un episodio del 1454, quando due nobili si sarebbero contesi la mano di una fanciulla proprio in questa piazza. Le fonti storiche su quell’evento quattrocentesco non esistono, eppure lo spettacolo che ne è nato ha reso celebre la città in tutto il mondo.

Marostica Veneto si trova in provincia di Vicenza, a 103 metri sul livello del mare, ai piedi dell’Altopiano di Asiago. Con poco più di 14.000 abitanti, è un centro di medie dimensioni che il visitatore riconosce immediatamente da due elementi: le mura medievali che salgono dal fondovalle fino al castello Superiore sul colle, e i mercati della Ciliegia IGP che ogni primavera occupano le strade del centro storico. Il Touring Club Italiano le ha assegnato la Bandiera arancione, riconoscimento riservato ai borghi di qualità turistico-ambientale.

Storia e origini di Marostica

Il nome stesso della città ha diviso gli studiosi per secoli. Le interpretazioni più fantasiose lo ricollevano a un accampamento di Gaio Mario durante la guerra civile contro Silla, ma la toponomastica moderna non accetta questa lettura. Il toponomasta Dante Olivieri ha proposto ipotesi più solide: se il toponimo fosse preromano o romano, deriverebbe da un nome personale come Marosto o Maroste, con aggiunta del suffisso latino -ĭca. Un’altra teoria recente legge il nome come fusione di marra, accumulo di detriti rocciosi, e ostica, in riferimento alle colline di origine sedimentaria visibili a nord del comune, verso Valle San Floriano e Vallonara.

La presenza umana nell’area risale alla preistoria. Reperti paleoveneti si concentrano sul colle Pauso e si collegano alla necropoli di Angarano, datata al cosiddetto periodo Este I, tra il XIII e il VII secolo avanti Cristo. Dopo la caduta dell’impero romano, il territorio attraversò le dominazioni ostrogota, bizantina e longobarda, e un documento del 753 attesta già l’esistenza di un castello sul monte Pauso. Nell’anno 917, l’imperatore Berengario donò al vescovo Sibicone di Padova l’intero territorio compreso tra l’Astico e il Brenta, con l’obbligo di costruire difese contro le incursioni ungare che avevano sconfitto le truppe regie sulle rive del Brenta nel 899.

L’assetto urbano che ancora oggi si vede è in larga parte di origine scaligera. Nel 1311 Cangrande della Scala prese il controllo della città e avviò la costruzione del castello articolato in due corpi, quello inferiore e quello superiore. Suo discendente Cansignorio della Scala iniziò nel 1372 la cinta muraria che corre ancora intatta dai fondovalle fino alla vetta del colle. Tra il 1387 e il 1404 seguì il breve dominio dei Visconti, poi la Repubblica di Venezia incorporò Marostica nella propria terraferma. Sotto la Serenissima il Quattrocento portò un’intensa stagione di rinnovamento: sorsero nuove chiese, conventi e sedi istituzionali. La guerra della Lega di Cambrai interruppe bruscamente questo sviluppo: dopo la sconfitta di Agnadello nel 1509, le truppe di Massimiliano d’Asburgo occuparono più volte la città. Napoleone vi transitò nel 1797 e fece rimuovere le insegne veneziane; il Veneto divenne definitivamente austriaco con il congresso di Vienna del 1815 e tornò italiano solo nel 1866, al termine della terza guerra d’indipendenza. Per chi vuole approfondire il contesto veneto più ampio, la provincia di Vicenza offre un sistema di centri storici fortemente interconnessi tra loro per storia e architettura.

Cosa vedere a Marostica Veneto: le attrazioni principali

La Piazza degli Scacchi e la Partita a Scacchi con Personaggi Viventi

La piazza centrale di Marostica è pavimentata con riquadri bianchi e rossi che riproducono fedelmente una scacchiera. Le misure sono quelle necessarie a ospitare figuranti umani al posto dei pezzi, e ogni due anni, nel secondo fine settimana di settembre degli anni pari, questa configurazione prende vita. La manifestazione fu istituita nel 1923 e si ispira a una vicenda del 1454 — sebbene priva di riscontri documentali — nella quale due nobili avrebbero sfidato a scacchi per conquistare la mano di Lionora, figlia del signore della città. Lo spettacolo coinvolge centinaia di figuranti in costume e si svolge in forma serale con accompagnamento sonoro e luci. Per chi non può essere presente negli anni della partita, la scacchiera rimane visibile tutto l’anno sul selciato della piazza.

Il Castello Inferiore

Costruito per volontà degli Scaligeri nel XIV secolo, il castello Inferiore occupa il lato meridionale della piazza principale ed è la struttura difensiva più accessibile al visitatore. Funzionò per secoli come sede del governo veneziano: ospitò la podesteria, e nel Seicento il podestà Marino Nadal rinnovò la cappella interna, oggi convertita in sala consiliare del comune. Nel gennaio 1944 il cortile del castello fu teatro di uno degli episodi più dolorosi della storia locale: quattro giovani partigiani, catturati sull’altopiano, vi furono fucilati. Il restauro delle strutture fu completato nel 1936, durante il Ventennio. Oggi il castello ospita eventi pubblici e, in occasione della partita a scacchi, funge da tribune per il pubblico.

Il Castello Superiore e le Mura Scaligere

Dal castello Inferiore, un camminamento murato risale il colle per circa 800 metri fino al castello Superiore, che domina la città dall’alto. La cinta muraria fu avviata da Cansignorio della Scala nel 1372 e costituisce uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medievale nel Veneto nord-orientale. Il percorso a piedi lungo le mura offre una prospettiva sulla pianura verso Bassano del Grappa e, in giornate limpide, sul Monte Grappa. Il castello Superiore, meno restaurato di quello inferiore, conserva un aspetto più rurale: è circondato da vigneti e oliveti che appartengono al paesaggio collinare del comune. Chi arriva da Alano di Piave percorrendo la valle del Brenta riconosce subito questo profilo collinare da lontano.

Il Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo

All’interno del centro storico si trova il Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo, che le fonti indicano come il primo e unico museo degli scacchi in Italia. La collezione raccoglie scacchiere, pezzi e documenti provenienti da culture e periodi storici diversi, con un percorso che intreccia la storia del gioco alla vicenda specifica di Marostica. Il museo prende il nome da Giovanni Longo, figura a cui è dedicato l’istituto. La visita richiede mediamente meno di un’ora ed è adatta anche ai visitatori più giovani, data la natura concreta e manipolabile dei materiali esposti. Il museo rappresenta un riferimento per appassionati di scacchi che raggiungono la città anche fuori dalla stagione della partita.

Il Palazzo del Doglione

Sul lato settentrionale della piazza si affaccia il Palazzo del Doglione, la cui origine risale almeno al 1218, anno in cui è citato nel documento con cui Ezzelino il Monaco cedette Marostica al comune di Vicenza. In origine era una struttura con funzioni di casello daziario, posizionata strategicamente sulla via che collegava Bassano a Vicenza. In epoca veneziana divenne sede della cancelleria, del Monte di Pietà e dell’armeria. Il palazzo e la torre annessa furono radicalmente ricostruiti negli anni Trenta del Novecento, in quanto pericolanti. Per decenni ha ospitato la Banca Popolare di Marostica; dopo la fusione di quest’ultima con la Banca Popolare dell’Alto Adige/Volksbank, ospita una filiale di quest’ultima e la Fondazione Banca Popolare di Marostica/Volksbank.

Cucina tipica e prodotti di Marostica

La gastronomia del territorio ruota attorno a un prodotto di eccellenza che porta il nome della città stessa: la Ciliegia di Marostica, fregiatasi del marchio IGP — Indicazione Geografica Protetta — e coltivata sulle colline che circondano il centro storico. La raccolta avviene tra la fine di maggio e i primi di giugno, periodo in cui i mercati cittadini si animano di bancarelle e l’aria porta l’odore dolciastro della frutta matura. Le varietà locali includono la durona, dalla polpa soda e il colore rosso scuro, e altre cultivar tradizionali che i produttori locali mantengono in produzione da generazioni. La stagione della ciliegia coincide con uno dei momenti di maggiore afflusso turistico nell’area.

La cucina della zona appartiene alla tradizione vicentina, che ha nella carne il suo asse portante. Il piatto più rappresentativo dell’intera provincia è il baccalà alla vicentina, preparato con stoccafisso ammollato, cipolla, acciughe, latte e olio extravergine, cotto a fuoco lentissimo per molte ore. A Marostica e nei dintorni lo si trova nei ristoranti del centro storico spesso accompagnato dalla polenta, impasto di farina di mais cotto nella tradizionale pignatta di rame. La polenta rimane un elemento fisso della tavola locale, servita morbida o abbrustolita a seconda del piatto con cui si accompagna.

Tra i prodotti di territorio meritano attenzione i formaggi dell’Altopiano di Asiago, la cui zona di produzione a denominazione di origine protetta confina con i comuni più settentrionali del marosticense. L’Asiago DOP si trova nelle due versioni principali — fresco e stagionato — e nelle varianti allevo a media e lunga stagionatura. I salumi della tradizione veneta, come la sopressa e il lardo aromatizzato alle erbe di montagna, completano un quadro gastronomico in cui materie prime locali e tecniche tramandate per via familiare convivono senza fratture. Chi visita la zona in autunno trova anche funghi porcini, castagne e selvaggina che compaiono nei menu stagionali delle trattorie del centro e delle frazioni collinari.

La produzione vinicola nei dintorni di Marostica si inserisce nel contesto dei Colli Berici e delle zone DOC vicentine. I vini bianchi della zona si abbinano naturalmente al pesce d’acqua dolce e ai piatti di verdure, mentre i rossi strutturati accompagnano le carni e i formaggi stagionati. Per chi vuole esplorare produzioni enogastronomiche analoghe in un contesto termale e collinare, Abano Terme offre un percorso complementare nel cuore della pianura padovana.

Quando visitare Marostica e come arrivare

La stagione migliore per visitare Marostica dipende dagli interessi del viaggiatore. Chi vuole assistere alla partita a scacchi con personaggi viventi deve programmare la visita nel secondo fine settimana di settembre degli anni pari: i posti sulle tribune si esauriscono con mesi di anticipo ed è indispensabile acquistare il biglietto per tempo. Per la stagione delle ciliegie, il periodo va dalla fine di maggio ai primi di giugno, con i mercati che animano il centro quasi ogni fine settimana. L’estate garantisce condizioni meteo stabili per percorrere le mura e il camminamento verso il castello Superiore, mentre l’autunno regala colori sulle colline e temperature miti. L’inverno può essere nevoso, con precipitazioni concentrate soprattutto tra novembre e febbraio.

In auto, Marostica si raggiunge facilmente dall’autostrada A31 Valdastico: il casello di Breganze si trova a meno di 10 chilometri dal centro. Chi arriva da Padova percorre la SR53 attraverso Cittadella e Bassano. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Bassano del Grappa, distante circa 7 chilometri, collegata da autobus di linea al centro di Marostica. L’aeroporto di riferimento è il Marco Polo di Venezia, a circa 80 chilometri. Per chi proviene da Padova, il percorso in auto attraverso la pianura veneta richiede circa 50 minuti in condizioni normali di traffico. Chi viaggia da Selva di Progno e dalla Lessinia percorre invece la Vallagarina verso nord prima di immettersi sulle statali vicentine.

Partenza Distanza Tempo stimato
Vicenza circa 28 km 30 minuti
Bassano del Grappa circa 7 km 10 minuti
Padova circa 55 km 50 minuti
Venezia Marco Polo circa 80 km 70 minuti
Verona circa 75 km 65 minuti
Tra il 917 e il 921, l’imperatore Berengario donò al vescovo Sibicone di Padova l’intero territorio tra l’Astico e il Brenta con l’obbligo esplicito di costruire castelli e opere di difesa contro le incursioni ungare: Marostica nasce, in sostanza, come avamposto militare voluto da un imperatore che aveva già perso una battaglia.

Il parcheggio in centro è limitato nei fine settimana di alta stagione, specialmente durante la partita a scacchi e i mercati della ciliegia. La soluzione più pratica consiste nel lasciare l’auto nelle aree di sosta esterne alle mura e percorrere a piedi le porte di accesso alla città murata. Le due porte principali, quella di Bassano a nord e quella di Vicenza a sud, introducono direttamente nel centro storico in pochi minuti. Il centro è interamente percorribile a piedi e le principali attrazioni distano al massimo 15 minuti l’una dall’altra.

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Domande frequenti su Marostica

Come si raggiunge Marostica in auto o in treno?

In auto, Marostica si raggiunge dall'autostrada A31 (Valdastico), uscita Dueville o Breganze, oppure dalla A4 uscita Vicenza Est, proseguendo verso nord sulla SR248 Pedemontana Veneta. In treno la stazione più vicina è Bassano del Grappa, servita da Trenitalia sulla linea Vicenza–Bassano, distante circa 7 km; da lì si prosegue in autobus con le linee FTV/SVT. Da Vicenza il percorso è di circa 28 km.

Quanto tempo occorre per visitare Marostica e dove si parcheggia?

Una visita completa del centro storico, con le mura medievali, Piazza Castello e i due castelli, richiede circa 2-3 ore. Per chi arriva in auto, i principali parcheggi pubblici si trovano lungo Viale dei Tigli e nelle aree limitrofe alle mura, generalmente gratuiti o a basso costo. Il borgo è facilmente percorribile a piedi; le dimensioni contenute lo rendono ideale come tappa di mezza giornata partendo da Vicenza, Bassano o dall'Altopiano di Asiago.

Quando si svolge la Partita a Scacchi con Personaggi Viventi e come si acquistano i biglietti?

La Partita a Scacchi si tiene a settembre negli anni pari, nella seconda settimana del mese, in Piazza Castello. Le rappresentazioni sono più di una nell'arco della manifestazione. I biglietti si acquistano tramite il sito ufficiale della Pro Loco di Marostica o presso la biglietteria locale; è fortemente consigliato prenotare con largo anticipo, poiché gli spalti esauriscono rapidamente. Per edizioni e date aggiornate si consulti il sito prolocomarostica.it.

Qual è il periodo migliore per visitare Marostica se non si è presenti alla Partita a Scacchi?

La primavera, tra aprile e giugno, è il momento ideale: il territorio è animato dai mercati e dalle sagre dedicate alla Ciliegia di Marostica IGP, il prodotto tipico più celebre del borgo. Le temperature miti favoriscono le passeggiate lungo le mura e verso il Castello Superiore. L'autunno è ugualmente gradevole per il clima e per l'enogastronomia locale. L'estate può essere calda, ma la vicinanza all'Altopiano di Asiago offre una valida alternativa per escursioni nella natura.

Come arrivare

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