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Modugno
Puglia

Modugno

Nel 1316, il re Roberto d’Angiò confermò a Modugno il privilegio di fiera franca, riconoscendo a questa comunità della piana barese un ruolo commerciale che pochi centri di simili dimensioni potevano vantare. Oggi chi arriva qui per la prima volta trova un nucleo antico compatto, raccolto attorno a chiese romaniche e palazzi nobiliari, circondato dalla […]

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Nel 1316, il re Roberto d’Angiò confermò a Modugno il privilegio di fiera franca, riconoscendo a questa comunità della piana barese un ruolo commerciale che pochi centri di simili dimensioni potevano vantare. Oggi chi arriva qui per la prima volta trova un nucleo antico compatto, raccolto attorno a chiese romaniche e palazzi nobiliari, circondato dalla distesa ordinata degli uliveti che segnano il paesaggio verso l’Adriatico. Con i suoi 36.224 abitanti e un’altitudine di 79 metri sul livello del mare, Modugno si colloca a pochi chilometri da Bari, eppure conserva una fisionomia urbana distinta e leggibile.

Questa guida su cosa vedere a Modugno raccoglie i luoghi, i sapori e le informazioni pratiche per organizzare una visita consapevole.

Storia e origini di Modugno

L’etimologia del nome resta oggetto di discussione tra gli studiosi. L’ipotesi più accreditata lo riconduce al latino Meduneum o Modunium, con possibile radice nel termine preromano che indicava un luogo posto in posizione mediana, forse in riferimento alla collocazione tra la costa adriatica e l’entroterra murgiano. Altre interpretazioni, meno sostenute dalla documentazione, hanno proposto una derivazione dal greco o dal longobardo. Il toponimo compare per la prima volta in forma scritta in un documento normanno dell’XI secolo, periodo in cui il centro era già dotato di una struttura difensiva e di edifici di culto.

La storia documentata di Modugno si intreccia con le vicende del dominio normanno-svevo in Puglia. Nel 1098 un diploma di Ruggero Borsa attesta l’esistenza del casale e della chiesa dedicata a Santa Maria. Sotto Federico II di Svevia, nella prima metà del Duecento, il borgo consolidò la propria struttura urbana. Il citato privilegio angioino del 1316 segnò un punto di svolta economico, trasformando Modugno in un nodo di scambi tra la costa barese e le aree interne. Nel Quattrocento il centro passò sotto il controllo di diverse famiglie feudali — i Del Balzo Orsini, poi i Ferrillo e gli Spinelli — che ne modificarono l’assetto architettonico con la costruzione di palazzi signorili e il restauro delle mura.

Tra le figure legate a Modugno si ricorda Domenico Morea, storico e archivista ottocentesco, autore di importanti studi sulla documentazione monastica pugliese.

La crescita demografica moderna ha trasformato il borgo in un centro urbano popoloso, saldato ormai al tessuto metropolitano di Bari, ma il nucleo antico ha mantenuto l’impianto medievale con i suoi vicoli stretti, gli archi di passaggio e le corti interne. Il centro storico, delimitato ancora in parte dalla cinta muraria, conserva stratificazioni leggibili dal periodo romanico al barocco, offrendo al visitatore un itinerario cronologico attraverso quasi mille anni di storia architettonica pugliese.

Cosa vedere a Modugno: 5 attrazioni imperdibili

1. Chiesa Matrice di Santa Maria Annunziata

Situata nel cuore del centro antico, la Chiesa Matrice rappresenta il principale edificio religioso di Modugno. L’impianto originario risale al XII secolo, ma l’aspetto attuale è il risultato di interventi successivi tra il Cinquecento e il Settecento. La facciata presenta un portale rinascimentale decorato e un rosone che richiama modelli romanici. L’interno a tre navate conserva altari barocchi in pietra locale, tele di scuola napoletana e un fonte battesimale cinquecentesco. Il campanile, visibile da diversi punti del borgo, funziona come riferimento visivo per orientarsi nella rete dei vicoli. È il luogo dove iniziare qualsiasi percorso di visita.

2. Chiesa e Convento di San Francesco d’Assisi

Fondato nel XIV secolo, il complesso francescano si trova nella parte meridionale del nucleo storico. La chiesa presenta una facciata sobria, coerente con l’estetica degli ordini mendicanti, mentre l’interno custodisce un ciclo di affreschi frammentari e un altare maggiore in pietra lavorata. Il chiostro del convento, con il suo porticato ad archi ribassati, offre uno spazio di grande equilibrio proporzionale. L’edificio ha subito restauri nel corso del Seicento, ma mantiene tracce leggibili della struttura gotica originaria. Il convento ha svolto per secoli una funzione sociale e culturale centrale nella vita della comunità modugnese.

3. Palazzo Ferrante

Palazzo Ferrante, affacciato su una delle piazze principali del centro storico, è un esempio significativo di architettura nobiliare pugliese tra Rinascimento e primo Barocco. L’edificio si distingue per il portale bugnato, i balconi con mensole scolpite e un cortile interno con loggiato. La famiglia Ferrante ebbe un ruolo di rilievo nell’amministrazione locale tra il XVI e il XVII secolo. Oggi il palazzo ospita attività culturali e rappresenta un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione del tessuto residenziale aristocratico in un centro di medie dimensioni della Terra di Bari. La luce pomeridiana ne valorizza i dettagli in pietra calcarea.

4. Torre dell’Orologio e cinta muraria

La Torre dell’Orologio, eretta nella sua forma attuale tra il XVIII e il XIX secolo, sorge in corrispondenza di una delle porte di accesso al borgo antico. Funzionava come elemento di regolazione della vita civica e commerciale. Attorno ad essa si leggono ancora tratti della cinta muraria medievale, in parte inglobati nelle abitazioni successive. Percorrere il perimetro delle mura consente di riconoscere i punti dove sorgevano le porte urbiche — almeno tre sono documentate — e di osservare la differenza tra la pietra squadrata delle fasi più antiche e le aggiunte moderne. È un itinerario che richiede circa trenta minuti a piedi.

5. Chiesa della Madonna Addolorata

Questa chiesa, legata a una delle due feste patronali di Modugno — quella del 10 marzo — si trova a breve distanza dalla Chiesa Matrice. Edificata nel XVIII secolo, presenta un interno a navata unica con decorazioni in stucco e una statua lignea dell’Addolorata che è oggetto di forte devozione popolare. Durante la processione del 10 marzo, la statua viene portata lungo le vie del borgo in un rito che coinvolge l’intera comunità. La facciata, semplice ma proporzionata, si apre su un piccolo sagrato che nelle sere estive diventa luogo di ritrovo.

È un edificio da visitare per comprendere il rapporto tra spazio sacro e vita quotidiana a Modugno.

Cosa mangiare a Modugno: cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Modugno si inscrive nella tradizione gastronomica della Terra di Bari, dove l’olio extravergine d’oliva, il grano duro, le verdure spontanee e le carni ovine costituiscono la base di un repertorio consolidato nei secoli. La posizione nella pianura costiera, a pochi chilometri dal mare e dalle prime propaggini dell’altopiano murgiano, ha favorito una cucina capace di combinare ingredienti della costa e dell’entroterra. Le masserie che circondano il centro abitato hanno alimentato un sistema alimentare autosufficiente, basato sulla trasformazione diretta dei prodotti agricoli. L’influenza della vicina Bari si avverte nella preparazione delle paste fresche, in particolare orecchiette e cavatelli, conditi con cime di rapa o ragù di carne.

Tra i piatti più radicati nella consuetudine domestica, l’Acquasale (PAT) occupa un posto di primo piano: si tratta di una preparazione povera a base di pane raffermo bagnato in acqua calda, condito con pomodori freschi, cipolla cruda, origano e olio d’oliva, talvolta completato con un uovo. Era il pasto dei contadini nei campi durante l’estate, quando il calore rendeva impensabile una cottura prolungata. L’agnello al forno rappresenta un’altra preparazione consolidata, legata alle festività pasquali e alle ricorrenze familiari: l’Agnello al forno con patate alla leccese (PAT), benché associato alla tradizione salentina, circola con varianti locali anche nell’area barese, dove le patate vengono disposte a strati con pomodorini e pecorino.

Il territorio pugliese vanta un ampio catalogo di Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) che raggiungono le tavole di Modugno.

Gli Asparagi selvatici (PAT), raccolti nei campi e lungo i muretti a secco tra febbraio e aprile, vengono consumati in frittata, al vapore o conservati sott’olio — la variante Asparagi sott’olio (PAT) è un classico delle dispense familiari pugliesi, preparata con aglio, aceto di vino bianco e olio extravergine. Sul versante dei dolci, gli Africani (PAT) sono piccoli biscotti dal ripieno di pasta di mandorle e cacao, ricoperti di cioccolato fondente, tipici della tradizione dolciaria barese. L’Agnello alla gravinese (PAT), cucinato in umido con verdure e formaggio, rappresenta una preparazione dell’entroterra che si ritrova anche nelle macellerie e nei ristoranti della zona di Modugno.

Per assaggiare queste specialità, il periodo migliore coincide con le feste patronali di settembre, quando il lunedì successivo alla quarta domenica del mese i rioni allestiscono banchi e punti di ristoro lungo le vie del centro storico, in onore di San Nicola da Tolentino e San Rocco. Il mercato settimanale di Modugno offre banchi di prodotti ortofrutticoli locali, formaggi freschi e pane di semola. Le masserie didattiche della zona, raggiungibili in pochi minuti di auto, propongono degustazioni di olio nuovo nel periodo della molitura, tra ottobre e novembre.

Sotto il profilo delle bevande, Modugno rientra nell’areale di produzione del Primitivo di Puglia e dei vini rossi a base di Negroamaro e Nero di Troia, diffusi nella provincia di Bari.

L’Amaro del Gargano (PAT), prodotto con erbe aromatiche della macchia mediterranea garganica, si trova nei locali della zona come digestivo tradizionale. L’Anisetta (PAT), liquore dolce a base di anice, accompagna da generazioni il caffè dopo pranzo nelle case pugliesi. Tra le preparazioni dolci liquide, l’Ambrosia di limone (PAT), crema fredda a base di limoni e zucchero, chiude i pasti estivi.

Quando visitare Modugno: il periodo migliore

La primavera, tra marzo e maggio, è il periodo più indicato per una visita. Le temperature oscillano tra i 12 e i 22 gradi, la campagna è in piena fioritura e il 10 marzo si celebra la festa della Madonna Addolorata, con la processione che attraversa il centro storico. In primavera gli asparagi selvatici sono al culmine della stagione di raccolta, e i ristoranti li propongono in menù. L’estate porta le temperature tipiche della pianura barese — spesso oltre i 30 gradi tra luglio e agosto — ma le sere sono animate da eventi culturali all’aperto, concerti e cinema in piazza.

L’appuntamento centrale del calendario è la festa patronale di San Nicola da Tolentino e San Rocco, che cade il lunedì successivo alla quarta domenica di settembre: il borgo si anima con luminarie, processioni, banda musicale e bancarelle.

Settembre e ottobre, con il calo delle temperature e l’avvio della raccolta delle olive, offrono condizioni ideali per chi vuole esplorare senza la pressione del turismo estivo. L’inverno è mite — raramente si scende sotto i 5 gradi — e il Natale porta presepi viventi e mercatini nelle vie del centro. Per chi cerca tranquillità e prezzi contenuti, i mesi di gennaio e febbraio sono l’opzione meno frequentata.

Come arrivare a Modugno

Modugno si raggiunge comodamente in auto dall’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Bari Nord o Bari Ovest, da cui il centro dista circa 5-8 chilometri lungo la strada provinciale. Da Bari il percorso è di soli 10 km in direzione sud-ovest, percorribili in circa 15 minuti. Da Taranto la distanza è di circa 90 km (poco più di un’ora), da Lecce circa 170 km (un’ora e quaranta minuti), da Foggia circa 140 km (un’ora e trenta). Il collegamento con la tangenziale di Bari rende Modugno un nodo accessibile da tutte le principali direttrici pugliesi.

La stazione ferroviaria di Modugno, servita da Ferrovie del Nord Barese (oggi Ferrotramviaria), collega il centro a Bari in circa 15 minuti con corse frequenti durante la giornata.

L’aeroporto di Bari-Karol Wojtyła dista appena 5 chilometri — una delle distanze aeroporto-centro più brevi della Puglia — ed è raggiungibile in taxi o con bus navetta in meno di 10 minuti. Questa prossimità rende Modugno una base logistica particolarmente funzionale per chi atterra a Bari e intende esplorare la provincia. Il sito ufficiale del Comune di Modugno pubblica informazioni aggiornate su trasporti e viabilità locale.

Altri borghi da scoprire in Puglia

Chi visita Modugno e desidera estendere l’esplorazione verso il nord della Puglia può raggiungere Ordona, nell’alto Tavoliere, a circa 140 km di distanza (un’ora e quaranta in auto). Ordona sorge sul sito dell’antica Herdonia, città romana lungo la via Traiana, e conserva un’area archeologica con resti di un anfiteatro, terme e domus pavimentate a mosaico. Se Modugno rappresenta la Puglia dei borghi medievali a ridosso della costa, Ordona racconta la fase romana e tardo-antica della regione, offrendo un complemento cronologico significativo.

La visita combinata consente di attraversare il paesaggio pugliese dalle distese di ulivi baresi ai campi di grano del Tavoliere.

A una distanza simile, circa 160 km verso nord-ovest, Torremaggiore propone un percorso tra architettura feudale e patrimonio culturale della Capitanata. Il centro è legato alla memoria di Federico II e conserva il castello ducale dei De Sangro, imponente struttura quattrocentesca con torri cilindriche e cortile interno. Unire Modugno, Ordona e Torremaggiore in un itinerario di tre o quattro giorni permette di leggere la Puglia in tutta la sua varietà: dal Romanico della Terra di Bari alle ville rustiche del Tavoliere, fino al sistema feudale della Daunia. Il percorso si sviluppa interamente lungo strade statali e autostrada, con tempi di trasferimento che lasciano ampio spazio alle soste nei borghi intermedi.

Foto di copertina: Di WikiGian, CC BY-SA 2.5Tutti i crediti fotografici →

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