Ordona
Ordona sorge sopra l’antica Herdonia, città daunia e romana lungo la via Traiana. Una guida al parco archeologico, alla cucina del Tavoliere e ai borghi vicini della provincia di Foggia.
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La prima cosa che si nota arrivando è il silenzio della pianura del Tavoliere, rotto soltanto dal vento che piega le spighe di grano fino all’orizzonte. Poi, sulla destra, una sequenza di muri romani affiora dal terreno come ossa di un animale antico. Ordona si presenta così: un paese di 2.805 abitanti che cammina sopra duemila anni di storia sepolta. Capire cosa vedere a Ordona significa scendere sotto la superficie — letteralmente — in un luogo dove ogni aratura restituisce cocci, monete, frammenti di mosaico.
Storia e origini di Ordona
L’insediamento che oggi porta il nome di Ordona corrisponde all’antica Herdonia, città daunia documentata a partire dal IV secolo a.C. e divenuta municipium romano lungo la via Traiana, la strada che collegava Benevento a Brindisi tagliando il Tavoliere delle Puglie. Herdonia fu teatro di due battaglie durante la seconda guerra punica: nel 212 e nel 210 a.C. le legioni romane si scontrarono con l’esercito di Annibale proprio nella piana circostante. La sconfitta del 210 a.C., descritta da Tito Livio, portò alla distruzione quasi totale della città, che Roma ricostruì nei decenni successivi dotandola di un foro, un anfiteatro, una basilica civile e un complesso termale.
Con la caduta dell’Impero, Herdonia subì un progressivo abbandono. Le fonti altomedievali registrano la presenza di un centro fortificato ridotto, più volte saccheggiato. Il borgo attuale prese forma tra il XVII e il XVIII secolo come casale agricolo della Capitanata, legato al sistema della Dogana delle Pecore che regolava la transumanza in tutta la pianura foggiana. Il nome “Ordona” è una contrazione popolare dell’antico toponimo latino, passato attraverso le deformazioni longobarde e normanne. Il santo patrono, san Leone Vescovo, si celebra il 22 gennaio con una processione che attraversa il centro storico.
Nel Novecento, le campagne di scavo condotte dall’Università di Bruxelles sotto la direzione dell’archeologo Joseph Mertens, a partire dagli anni Sessanta, hanno riportato alla luce l’impianto urbano di Herdonia, restituendo una delle aree archeologiche più estese della Puglia. Gli scavi proseguono ancora oggi e ogni campagna aggiunge tasselli a una mappa che non smette di allargarsi.
Cosa vedere a Ordona: 5 attrazioni imperdibili
1. Parco Archeologico di Herdonia
L’area si estende per circa 20 ettari a sud-est dell’abitato. Si cammina tra i resti del foro romano, della basilica paleocristiana e delle tabernae commerciali, leggendo nel disegno delle fondamenta la pianta completa di una città che nel II secolo d.C. contava migliaia di abitanti. I pannelli didattici lungo il percorso ricostruiscono le fasi daunie, sannite, romane e tardoantiche.
2. Anfiteatro romano
Di dimensioni contenute rispetto ai grandi anfiteatri campani, la struttura ellittica di Herdonia conserva le sostruzioni in opus caementicium e parte della cavea inferiore. Si distingue bene il profilo dell’arena, orientata secondo l’asse nord-sud. È uno dei pochi anfiteatri documentati nel Tavoliere e testimonia il rango municipale della città in epoca imperiale.
3. Chiesa Madre di San Leone Vescovo
Costruita nel XVIII secolo al centro del borgo, presenta una facciata sobria in pietra locale e un interno a navata unica con altari laterali in stucco. Custodisce la statua lignea del patrono portata in processione il 22 gennaio. Le proporzioni ridotte dell’edificio riflettono la scala del casale agricolo da cui Ordona moderna ha preso forma.
4. Museo Civico Archeologico
Ospitato in un edificio comunale, raccoglie reperti provenienti dagli scavi di Herdonia: ceramiche daunie a decorazione geometrica, lucerne romane, monete repubblicane e imperiali, frammenti di scultura e di epigrafi. La sezione dedicata alla vita quotidiana — pesi da telaio, aghi in osso, ami da pesca — restituisce la dimensione domestica dell’antica città.
5. Paesaggio del Tavoliere
Non è un monumento, ma è parte essenziale dell’esperienza. Dalla periferia di Ordona, a 120 metri sul livello del mare, lo sguardo abbraccia la più grande pianura del Mezzogiorno: campi di grano duro, oliveti, vigneti di Nero di Troia. In primavera, le cromie cambiano ogni settimana. Le tracce dei villaggi neolitici, visibili nelle fotografie aeree come crop marks, punteggiano il territorio circostante.
Cucina tipica e prodotti locali
La tavola di Ordona è quella della Capitanata cerealicola. Il piatto che definisce il territorio è la ciallèdda, zuppa di pane raffermo bagnato in acqua calda con pomodori crudi, cipolla, origano e un filo d’olio — un piatto di recupero che i braccianti consumavano nei campi durante la mietitura. Le orecchiette si condiscono qui con cime di rapa o con ragù di carne mista di maiale. Il pane di grano duro, cotto nei forni a legna, ha una crosta spessa e scura che conserva l’umidità per giorni.
Il territorio produce olio extravergine da cultivar Ogliarola garganica e Coratina, e vini rossi da uve Nero di Troia e Bombino Nero — vitigni autoctoni della provincia di Foggia. Il caciocavallo podolico, ottenuto dal latte delle vacche che pascolano nella piana, compare sui taglieri insieme a olive celline in salamoia. Le trattorie del centro propongono menu legati alla stagionalità: lampascioni sott’olio in inverno, fave fresche con cicoria selvatica in primavera.
Quando visitare Ordona: il periodo migliore
Il clima del Tavoliere è mediterraneo con estati calde e secche: tra luglio e agosto le temperature superano regolarmente i 35 °C e l’area archeologica, priva di zone d’ombra, diventa faticosa da percorrere. I mesi ideali sono aprile, maggio, settembre e ottobre, quando la luce radente del mattino scolpisce i resti romani e la temperatura si mantiene tra i 15 e i 25 gradi. La festa di san Leone Vescovo, il 22 gennaio, offre l’occasione per osservare una ritualità comunitaria autentica, lontana dai circuiti turistici. In estate, il Comune di Ordona organizza serate culturali e visite guidate serali al parco archeologico — consultare il sito istituzionale per il calendario aggiornato.
Come arrivare a Ordona
Ordona si trova lungo la strada provinciale che collega Foggia a Cerignola, nel cuore del Tavoliere. In auto, dall’autostrada A14 (Bologna-Taranto), si esce al casello di Foggia e si percorrono circa 20 km in direzione sud-ovest. Da Bari la distanza è di circa 130 km (un’ora e mezza di viaggio); da Napoli circa 160 km attraverso l’A16 Napoli-Canosa.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Foggia, servita da treni ad alta velocità (Frecciarossa e Italo) e da linee regionali. Da Foggia si raggiunge Ordona con autobus delle autolinee regionali o con un trasferimento in auto di venti minuti. L’aeroporto di riferimento è il Karol Wojtyła di Bari-Palese, distante circa 140 km. Per chi proviene dal Gargano, la strada statale 16 e poi la provinciale per Ordona attraversano l’intera piana in poco più di un’ora.
Cosa vedere a Ordona e dintorni: altri borghi da scoprire in Puglia
La Puglia è una regione dove la varietà dei paesaggi si misura in poche decine di chilometri. Dalla pianura granaria di Ordona, risalendo verso i Monti Dauni, si raggiunge Celle di San Vito, il comune più piccolo della regione, dove si parla ancora una variante del francoprovenzale portata da coloni angioini nel XIII secolo. È un salto linguistico e altimetrico netto: dalle distese piatte del Tavoliere ai vicoli stretti di un borgo appenninico dove il tempo scorre con un ritmo diverso.
In direzione opposta, verso il mare, il paesaggio cambia ancora. Dal promontorio del Gargano partono i traghetti per le Isole Tremiti, arcipelago di cinque isole nel mare Adriatico dove l’abbazia benedettina di Santa Maria a Mare domina la costa di San Nicola. Due ore di navigazione separano la terraferma da un ecosistema marino protetto, con fondali che raggiungono trasparenze rare lungo le coste italiane. Insieme, Ordona, Celle di San Vito e le Tremiti disegnano tre volti della stessa provincia — pianura, montagna, mare — uniti dalla carta d’identità foggiana.
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È possibile visitare il Parco Archeologico di Herdonia in autonomia o serve una guida?
Il percorso del Parco Archeologico di Herdonia è attrezzato con pannelli didattici che illustrano le diverse fasi storiche del sito, rendendo possibile la visita autonoma. Il Comune di Ordona organizza tuttavia visite guidate serali durante il periodo estivo: il calendario aggiornato è disponibile sul sito istituzionale del comune. Per gruppi scolastici o soggiorni studio legati agli scavi, è consigliabile contattare direttamente l'ufficio comunale.
Quanto tempo occorre per visitare Ordona e l'area archeologica?
Per una visita completa del Parco Archeologico di Herdonia, del Museo Civico Archeologico e della Chiesa Madre, è consigliabile dedicare mezza giornata, circa tre o quattro ore. L'area archeologica si estende su circa 20 ettari e richiede un minimo di 90 minuti per essere percorsa con attenzione. Abbinando la sosta in una trattoria del centro, Ordona si presta agevolmente a una gita giornaliera da Foggia, distante soli 20 km.
Quando si svolge la festa patronale di Ordona e cosa prevede?
Il patrono di Ordona è san Leone Vescovo, celebrato il 22 gennaio. La festa include una processione che attraversa il centro storico del borgo, portando in corteo la statua lignea del santo conservata nella Chiesa Madre. Si tratta di una celebrazione di carattere comunitario e autentico, estranea ai grandi flussi turistici stagionali, che offre al visitatore un'occasione per osservare le tradizioni religiose popolari della Capitanata nel periodo invernale.
Ordona è raggiungibile con i mezzi pubblici da Foggia?
Sì. La stazione di Foggia è servita da treni ad alta velocità Frecciarossa e Italo, oltre che da linee regionali. Da Foggia, Ordona è raggiungibile tramite autobus delle autolinee regionali pugliesi. Il tragitto in auto dalla stazione di Foggia copre circa 20 km in direzione sud-ovest e richiede una ventina di minuti. Chi arriva in aereo può utilizzare lo scalo di Bari-Palese, distante circa 140 km, e proseguire in treno fino a Foggia.
Qual è il periodo dell'anno da evitare per visitare l'area archeologica di Herdonia?
I mesi di luglio e agosto sono i meno indicati per visitare il Parco Archeologico di Herdonia. Il Tavoliere delle Puglie registra temperature che superano regolarmente i 35 °C in piena estate, e l'area di scavo è priva di coperture o zone d'ombra significative. I mesi consigliati sono aprile, maggio, settembre e ottobre, quando la luce mattutina valorizza i resti romani e le temperature si mantengono tra 15 e 25 gradi.
Herdonia fu davvero teatro di scontri con Annibale? Cosa documentano le fonti storiche?
Sì. Lo storico latino Tito Livio descrive due battaglie combattute nei pressi di Herdonia durante la seconda guerra punica: la prima nel 212 a.C. e la seconda nel 210 a.C., quando le legioni romane subirono una sconfitta pesante che portò alla quasi totale distruzione della città. Herdonia fu poi ricostruita da Roma e dotata di infrastrutture tipiche di un municipium: foro, anfiteatro, basilica civile e terme. Gli scavi dell'Università di Bruxelles, avviati negli anni Sessanta sotto Joseph Mertens, hanno confermato e documentato queste fasi storiche.
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