Mola di Bari
Nel 1278, Carlo I d’Angiò ordinò la costruzione di un castello sulla costa adriatica a sud di Bari, in un punto dove i pescatori tiravano a riva le barche da generazioni. Quel castello esiste ancora, e segna il centro esatto di Mola di Bari, città di 24.416 abitanti distesa a soli 15 metri sul livello […]
Scopri Mola di Bari
Nel 1278, Carlo I d’Angiò ordinò la costruzione di un castello sulla costa adriatica a sud di Bari, in un punto dove i pescatori tiravano a riva le barche da generazioni. Quel castello esiste ancora, e segna il centro esatto di Mola di Bari, città di 24.416 abitanti distesa a soli 15 metri sul livello del mare. Chi si chiede cosa vedere a Mola di Bari trova la risposta camminando lungo il porto vecchio: da un lato le mura del fortilizio angioino, dall’altro le reti stese ad asciugare sui moli e le lampare ormeggiate che ogni sera prendono il largo verso il buio dell’Adriatico. Questa è una città che vive ancora del suo mare, e che da quel mare ha ricavato identità, economia e tavola.
Storia e origini di Mola di Bari
Il nome “Mola” ha generato un lungo dibattito tra gli storici.
L’ipotesi più accreditata lo ricollega al latino moles, termine che indica una costruzione massiccia o una diga portuale — un riferimento diretto alle strutture di approdo che caratterizzavano questo tratto di costa già in epoca romana. Altre letture, meno condivise, hanno proposto una derivazione dal termine mola, la macina da grano, legata alla presenza di mulini nell’entroterra. Documenti altomedievali attestano la forma “Mola” già nel X secolo, quando il territorio rientrava nell’orbita del catepanato bizantino d’Italia. La posizione costiera — a metà strada tra Bari e le terre del sud-est barese — rese il sito strategico per il controllo delle rotte commerciali adriatiche.
Il periodo decisivo per la configurazione urbana di Mola coincide con la dominazione angioina. Fu Carlo I d’Angiò, nel 1278, a volere la costruzione del castello che ancora oggi domina il lungomare, trasformando un insediamento di pescatori in un centro fortificato. Nel corso del XIV e XV secolo la città passò attraverso diverse signorie feudali: i Del Balzo, gli Orsini, i Toraldo. Nel 1525, durante le guerre d’Italia, Mola subì un violento saccheggio da parte delle truppe francesi guidate dal Maresciallo Lautrec, evento che lasciò segni profondi nella memoria collettiva e nella struttura edilizia del borgo antico.
La ricostruzione che seguì ridisegnò parte del tessuto urbano secondo criteri più regolari.
Tra il Settecento e l’Ottocento, Mola di Bari conobbe una fase di espansione legata alla pesca e all’agricoltura — in particolare alla coltivazione dell’olivo. La popolazione crebbe progressivamente: dai circa 8.000 abitanti di inizio XIX secolo si arrivò ai 15.000 del primo dopoguerra, fino ai 24.416 attuali. Il porto, ampliato più volte nel corso del Novecento, mantenne il suo ruolo di motore economico. Tra i molesi illustri si ricorda Niccolò van Westerhout (1857-1898), compositore di opere liriche che ottenne riconoscimenti nei teatri italiani ed europei. A lui è intitolato il teatro comunale, uno dei più importanti della provincia di Bari, attivo fin dal 1888 e tuttora sede di stagioni musicali e teatrali.
Cosa vedere a Mola di Bari: 5 attrazioni imperdibili
1. Castello Angioino
Edificato per volontà di Carlo I d’Angiò a partire dal 1278, il castello si erge direttamente sul mare, all’estremità orientale del porto vecchio. La pianta è un poligono irregolare con quattro torri cilindriche agli angoli, aggiunte in epoche successive durante le ristrutturazioni aragonesi del XV secolo. Il portale d’ingresso, rivolto verso il centro abitato, conserva lo stemma angioino scolpito nella pietra calcarea locale. All’interno si aprono ambienti voltati a botte che ospitano periodicamente mostre ed eventi culturali. Il camminamento di ronda offre una visuale completa sul porto, sulle barche dei pescatori e sulla linea costiera che si estende verso sud-est fino a Polignano a Mare.
2. Chiesa Matrice di San Nicola
La chiesa matrice, dedicata a San Nicola, sorge nel cuore del borgo antico, a poche decine di metri dal castello. L’edificio attuale risale in gran parte al XVI secolo, ricostruito dopo i danni subiti durante il saccheggio del 1525. La facciata, sobria e lineare, è realizzata in pietra locale con un rosone centrale. L’interno a tre navate custodisce altari barocchi in marmi policromi e un pregevole coro ligneo del Settecento. Di particolare interesse è la cripta sottostante, che conserva tracce di strutture murarie più antiche — probabilmente resti della chiesa originaria del XII secolo — e alcuni frammenti di affreschi di scuola bizantina.
3. Lungomare Dalmazia e Porto Vecchio
Il lungomare di Mola di Bari si sviluppa per oltre un chilometro lungo la costa, dal porto vecchio fino alla zona della stazione ferroviaria. Il porto vecchio è il nucleo più autentico: qui le lampare — le tipiche imbarcazioni da pesca notturna con lampade a bordo — sono ormeggiate a ridosso delle mura del castello. Nelle ore del tardo pomeriggio i pescatori scaricano il pescato direttamente sulle banchine, dove viene venduto fresco. Il molo foraneo, costruito in blocchi di pietra calcarea, è il punto migliore per osservare la costa verso nord e, nelle giornate limpide, scorgere la sagoma urbana di Bari a circa venti chilometri di distanza.
4. Chiesa dell’Addolorata
Dedicata a Maria SS. Addolorata, patrona di Mola di Bari insieme a San Michele Arcangelo, questa chiesa settecentesca si trova nella parte alta del centro storico. La facciata, ornata da un timpano triangolare e da lesene in stile tardo-barocco, introduce un interno a navata unica con decorazioni a stucco e tele seicentesche. La statua lignea dell’Addolorata, custodita all’interno, è il fulcro della processione che si svolge durante la seconda domenica di settembre, quando viene portata in spalla lungo le strade del borgo antico fino al porto. È uno degli edifici religiosi più frequentati dalla comunità molese, punto di riferimento devozionale per l’intera città.
5. Teatro Niccolò van Westerhout
Inaugurato nel 1888 e intitolato al compositore molese Niccolò van Westerhout, il teatro è uno dei pochi teatri ottocenteschi della provincia di Bari ancora in attività. La sala, strutturata all’italiana con platea, palchi e loggione, può accogliere circa 280 spettatori. L’interno conserva decorazioni pittoriche originali sulle pareti del proscenio e sul soffitto della sala. Dopo un restauro concluso nei primi anni Duemila, il teatro ospita una stagione annuale che comprende prosa, concerti e rappresentazioni liriche. Si trova in via De Gasperi, nel centro della città moderna, ed è raggiungibile a piedi dalla zona del castello in meno di dieci minuti.
Cosa mangiare a Mola di Bari: cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Mola di Bari è costruita su due pilastri: il pesce dell’Adriatico e i prodotti dell’entroterra pugliese.
La posizione costiera ha determinato una tradizione gastronomica in cui il crudo di mare — ricci, polpo, gamberi — convive con piatti di terra legati alla civiltà contadina del sud-est barese. L’olio extravergine d’oliva, prodotto dalle cultivar Cima di Mola e Ogliarola, è il grasso di cottura e condimento dominante in ogni preparazione. La semplicità degli ingredienti e la velocità di esecuzione — molti piatti nascono dall’esigenza dei pescatori di mangiare tra un’uscita in mare e l’altra — caratterizzano un repertorio essenziale e diretto.
Tra i piatti che definiscono la tavola molese, l’Acquasale (PAT) occupa un posto centrale. Si tratta di una zuppa contadina preparata con pane raffermo bagnato in acqua calda, condito con pomodori freschi, cipolla cruda, olive, origano e un filo abbondante di olio extravergine. In alcune versioni si aggiungono capperi o peperoni. È un piatto estivo, nato come colazione dei braccianti agricoli prima dell’alba, e ancora oggi servito nelle trattorie della zona durante i mesi caldi. La semplicità della preparazione — nessuna cottura, solo assemblaggio — lo rende un documento gastronomico della cultura alimentare pugliese più essenziale.
Tra i prodotti riconosciuti come PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Puglia e presenti nella tradizione locale, figurano gli Africani, dolci dalla pasta morbida a base di mandorle e cacao, ricoperti di glassa fondente, diffusi in tutta la provincia di Bari e venduti nelle pasticcerie di Mola soprattutto durante le festività.
L’Agnello al forno con patate (PAT), preparazione classica delle domeniche e delle ricorrenze pasquali, prevede una cottura lenta in forno con patate tagliate a pezzi grossi, pomodorini, lampascioni e pecorino grattugiato. Meritano menzione anche gli Asparagi selvatici (PAT), raccolti nelle campagne circostanti tra marzo e aprile, consumati in frittata o saltati in padella con aglio e olio, e gli Asparagi sott’olio (PAT), conserva tradizionale che permette di prolungarne il consumo fino all’autunno.
La seconda domenica di settembre, in occasione della festa patronale, le strade del centro si riempiono di bancarelle alimentari dove si trovano focacce farcite, pesce fritto e dolci locali. Durante l’estate, il porto vecchio ospita eventi gastronomici dedicati al pesce — in particolare al polpo, preparato in insalata, alla brace o in umido con il pomodoro. Il mercato ittico di Mola, attivo ogni mattina presso la banchina del porto, è il luogo più diretto per acquistare pesce fresco dell’Adriatico: seppioline, triglie, merluzzi, gamberi rosa.
Per i prodotti agricoli, i mercati rionali del mercoledì e del sabato offrono olio locale, ortaggi di stagione e conserve artigianali.
La zona costiera a sud di Bari rientra nell’areale di produzione del Primitivo di Gioia del Colle DOC e del Castel del Monte DOC, vini rossi strutturati che accompagnano i piatti di carne. Per il pesce, la tradizione locale preferisce bianchi freschi come il Fiano pugliese o il Minutolo, vitigno autoctono riscoperto negli ultimi vent’anni. L’Anisetta (PAT), liquore a base di anice diffuso in tutta la Puglia, chiude tradizionalmente il pasto nelle occasioni conviviali — servita fredda d’estate o a temperatura ambiente durante i mesi invernali. L’Amaro del Gargano (PAT), a base di erbe e agrumi, è un altro digestivo presente nelle dispense locali.
Quando visitare Mola di Bari: il periodo migliore
La posizione costiera garantisce a Mola di Bari inverni miti — la temperatura media di gennaio si attesta intorno agli 8-9 °C — e estati calde ma ventilate dalla brezza adriatica. Il periodo da maggio a ottobre è il più indicato per chi vuole combinare la visita al centro storico con il mare: le spiagge e le calette a sud del porto, in direzione di Cozze e San Vito, sono accessibili e poco affollate fino a metà giugno e dopo la prima settimana di settembre. La seconda domenica di settembre coincide con la festa patronale in onore di Maria SS.
Addolorata e San Michele Arcangelo: tre giorni di processioni, luminarie, concerti bandistici e fuochi d’artificio sul mare che richiamano visitatori da tutta la provincia.
Chi preferisce evitare la calca estiva troverà nei mesi di aprile e maggio le condizioni ideali: temperature tra i 15 e i 22 °C, giornate lunghe e campagne in piena fioritura — è il periodo della raccolta degli asparagi selvatici. Anche ottobre offre un buon compromesso, con il mare ancora tiepido e l’inizio della stagione olearia che anima le campagne circostanti. I mesi invernali, da dicembre a febbraio, sono adatti a chi cerca tranquillità e vuole concentrarsi sulla visita del borgo, del castello e del teatro van Westerhout senza la pressione dei flussi turistici. Il periodo natalizio porta con sé mercatini e presepi allestiti nel centro storico.
Come arrivare a Mola di Bari
Mola di Bari è raggiungibile in auto dall’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Bari Sud, proseguendo sulla strada statale 16 Adriatica in direzione sud per circa 20 chilometri. Da Bari centro la distanza è di 25 km, percorribili in 30 minuti. Da Taranto si percorrono circa 80 km sulla SS 100 e poi sulla SS 16, in poco più di un’ora. La città dispone di una propria stazione ferroviaria sulla linea Ferrovie del Sud-Est (FSE), che collega Bari a Lecce passando per la costa. I treni regionali da Bari Centrale impiegano circa 25-30 minuti, con frequenza di uno ogni ora nelle ore di punta.
L’aeroporto di Bari-Karol Wojtyła dista 35 chilometri da Mola e si raggiunge in circa 40 minuti di auto tramite la tangenziale di Bari.
Dall’aeroporto è possibile prendere la navetta Amtab fino alla stazione centrale di Bari e da lì un treno FSE per Mola. In alternativa, le autolinee regionali SITA collegano Mola con Bari e con i centri costieri limitrofi. Per chi arriva via mare, il porto turistico può accogliere imbarcazioni da diporto di piccole e medie dimensioni, sebbene non sia ancora dotato di un servizio passeggeri di linea.
Altri borghi da scoprire in Puglia
A venti chilometri verso nord, Bari è il capoluogo di provincia e il naturale complemento di una visita a Mola. La città vecchia — con la basilica di San Nicola, il castello normanno-svevo e il dedalo di vicoli dove le signore preparano le orecchiette sui tavolini in strada — richiede almeno mezza giornata di esplorazione. Il collegamento diretto in treno rende possibile combinare le due mete senza auto. Da Mola, Bari offre anche l’accesso ai servizi di trasporto a lunga percorrenza — treni ad alta velocità, aeroporto, porto per la Grecia — utili per chi pianifica un itinerario più ampio in Puglia.
In direzione opposta, verso il Tavoliere delle Puglie, Orta Nova rappresenta un’altra faccia della regione: una città agricola della provincia di Foggia, distante circa 150 km da Mola, immersa nella pianura cerealicola più vasta del Mezzogiorno.
Visitarla dopo Mola di Bari significa attraversare la Puglia da costa a entroterra, passando dal paesaggio marino e olivicolo del Barese a quello pianeggiante e granario della Capitanata. Per approfondire la geografia e la storia di Mola di Bari, la pagina dedicata su Wikipedia offre un quadro dettagliato delle fonti documentarie. Chi programma un viaggio più lungo può consultare anche le schede del Touring Club Italiano per le indicazioni sulle strutture ricettive e i percorsi nella provincia.
Nelle vicinanze Borghi vicini a Mola di Bari
In Puglia Altri borghi da scoprire
Polignano a Mare
Venticinque metri di roccia calcarea separano le case dal mare. Il fronte di scogliera su cui si regge il centro storico di Polignano a Mare non è un fondale scenografico, ma la struttura geologica che ha determinato la forma dell’abitato, la posizione delle chiese, il tracciato delle strade, persino il carattere economico di questa comunità […]
Casalvecchio di Puglia
Casalvecchio di Puglia è un borgo arbëreshë dei Monti Dauni, a 465 metri di quota in provincia di Foggia. Cinque secoli di lingua e cultura albanese sopravvivono tra le sue strade in tufo.
Conversano
Nel 1054 il conte normanno Goffredo d’Altavilla ricevette la contea di Conversano, trasformando una cittadina già fortificata in uno dei centri di potere più influenti di Terra di Bari. Quel castello, che ancora domina la piazza principale con le sue torri cilindriche e il profilo massiccio, è il punto di partenza naturale per chiunque voglia […]
📝 Informazioni errate o aggiornamenti?
Aiutaci a mantenere la scheda di Mola di Bari accurata e aggiornata.