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Renon
Renon
Trentino-South Tyrol

Renon

Montagna Montagna
7 min di lettura

A 1154 metri sul livello del mare, Renon è un altopiano della provincia di Bolzano dove storia medievale, ferrovia a scartamento ridotto e piramidi di terra rossastre convivono a pochi minuti dalla città.

L'altopiano sopra Bolzano dove passavano gli imperatori

La funivia sale da Bolzano in pochi minuti e deposita il viaggiatore su un pianoro largo, aperto, dove le case delle frazioni sono distanziate da prati e boschi di conifere. A quella quota il cielo sembra più vicino e l’aria cambia registro: più asciutta, più ferma. Sotto, la città rimane visibile come una mappa, stretta tra le valli. Qui sopra, il territorio si allarga.

Renon si estende a 1154 metri sul livello del mare sull’altopiano che sovrasta Bolzano a nord-est, delimitato a est dalla val d’Isarco e a ovest dalla val Sarentino. Il comune conta circa 8.200 abitanti distribuiti in quindici frazioni, con sede comunale a Collalbo. Chi arriva trova due elementi difficili da dimenticare: le piramidi di terra rossastre che emergono dai versanti e una ferrovia a scartamento ridotto che ancora collega le frazioni dell’altopiano.

L’altopiano sopra Bolzano dove passavano gli imperatori

Il nome del territorio ha radici antiche e documentate. La forma Ritano appare già nell’871-875, poi Ritena nel 1027, Ritine nel 1160 e infine Rithen nel 1179. Gli studiosi ricondducono queste attestazioni al latino volgare retinone, a sua volta di probabile origine preromana. Non è un toponimo geograficamente descrittivo, ma un nome che porta con sé strati linguistici anteriori alla romanizzazione.

Nel medioevo centrale l’altopiano aveva un ruolo strategico preciso. La stretta della val d’Isarco era difficilmente percorribile, e il Renon funzionava come tratta intermedia sulla via del Brennero che metteva in comunicazione la Germania con l’Italia. Il cosiddetto Kaiserweg, la via imperiale, scendeva da Colma, attraversava Longomoso e ridiscendeva verso Rencio, quartiere di Bolzano. Il nome derivava dal fatto che numerosi re germanici e imperatori del Sacro Romano Impero la percorsero: tra loro Corrado II e Federico I, che nel 1179 concesse un importante privilegio di mercato a Longostagno. La frequentazione imperiale della via portò anche all’istituzione, nel primo Duecento, di un centro dell’Ordine teutonico sul Renon.

Quando nel primo Trecento fu costruita la Kuntersweg nella val d’Isarco, ad opera dell’imprenditore bolzanino Heinrich Kunter, la funzione di collegamento dell’altopiano si ridimensionò. Il Renon non scomparve dalla storia, ma cambiò carattere: da corridoio di transito divenne territorio di comunità agricole e alpestri, con secoli di dispute documentate sui diritti di alpeggio contesi fra le comunità del Renon e di Villandro sull’altipiano di Villandro. A governare il villaggio fino al 1531 furono i Signori di Zwingenstein, il cui castello dà ancora il nome a una delle frazioni.

Il toponimo è documentato già nell’871-875 nella forma Ritano, e nel 1179, anno in cui Federico I concesse un privilegio di mercato a Lengenstaine in monte Rithen, l’attuale Longostagno, compare nella forma Rithen.

Piramidi, castelli e ferrovia: i segni del territorio

Le piramidi di terra del Renon

Nei pressi di Soprabolzano e a Longostagno, i versanti mostrano pinnacoli di terra rossastra sormontati da massi che li proteggono dall’erosione. L’acqua e la neve scavano il terreno attorno a questi blocchi, lasciando emergere colonne sempre più sottili. Quando il masso cade, la piramide scompare. Le più visibili si trovano nella valle del rio Rivellone e sono osservabili già dal percorso della funivia durante la salita da Bolzano. Non sono sculture né rovine: sono il risultato di un processo geologico continuo che si rinnova lentamente a ogni stagione.

Castel Zwingenstein e Castel Stein

Dell’antico castello degli Zwingenstein, in località Auna di Sotto, rimangono solo rovine raggiungibili a piedi con una passeggiata comoda dall’abitato. Castel Stein si trova invece nella frazione di Collalbo, in località Siffiano. Entrambi i siti sono legati alla storia amministrativa del Renon: i Signori di Zwingenstein tennero il controllo del villaggio fino al 1531, e le loro insegne sono alla base dello stemma comunale, formalmente concesso con decreto del presidente della Provincia Autonoma nel 1967. Castel Vanga è un edificio privato nella frazione omonima.

La ferrovia del Renon

Aperta nel 1907, la ferrovia del Renon collegava Bolzano all’altopiano con un tracciato che affrontava i dislivelli del versante. Il tratto inferiore è stato sostituito nel 1966 dalla funivia, completamente rinnovata nel 2009. Resta però in funzione la tratta a scartamento ridotto che collega le frazioni di Maria Assunta e Collalbo passando da Soprabolzano, dal lago di Costalovara e da Stella di Renon. Non è un museo: il trenino funziona come mezzo di collegamento tra le frazioni dell’altopiano, e percorrerlo significa attraversare il territorio ad altezza di prato.

Le chiese delle frazioni

Il comune sparso di Renon conta numerose chiese parrocchiali distribuite nelle frazioni. A Longomoso la chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta, a Longostagno a Santa Ottilia, a Vanga a San Pietro Apostolo, a Campodazzo a San Giuseppe, ad Auna di Sopra a San Leonardo. Sul Monte San Giovanni si trova la chiesa di San Giovanni Battista, mentre in località Rotwand quella di Santa Verena. La distribuzione capillare di questi edifici religiosi riflette la struttura del comune: non un centro unico, ma una costellazione di nuclei abitati con propria identità.

La passeggiata Freud e il turismo di villeggiatura

Già a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento il Renon era meta estiva dell’aristocrazia e della borghesia bolzanina, attratte dalla temperatura più fresca rispetto al fondovalle. Il fenomeno della Sommerfrische, la frescura d’estate, si propagò in tutta l’area germanofona anche grazie a scrittori come Ludwig Steub e Beda Weber. Tra i frequentatori dell’altopiano figura Sigmund Freud, che vi trascorse parte delle sue vacanze per molti anni. In suo ricordo, una delle passeggiate dell’altopiano porta il suo nome: parte da Collalbo, località Schönblick, e arriva a Soprabolzano.

Prodotti e sapori dell’altopiano

Il territorio del Renon ospita alcune imprese note anche oltre i confini regionali. Ad Auna di Sotto, a circa 900 metri sul livello del mare lungo la strada che collega Collalbo con Bolzano, hanno sede la Loacker, la Finstral e la Daunenstep. La presenza industriale a quella quota, in un contesto di altopiano, è un dato che distingue Renon da altri comuni montani: l’economia non è solo turistica o agricola, ma ha una componente produttiva consolidata. D’inverno, sul lago ghiacciato di Costalovara, la vita all’aperto continua in forme diverse.

Quando andare e come arrivare sull’altopiano

Renon funziona su due stagioni distinte. L’estate porta escursionisti e ciclisti sull’altopiano, con temperature sensibilmente più basse rispetto a Bolzano. L’inverno attiva impianti di risalita per lo sci verso il Corno del Renon, che raggiunge i 2.260 metri, e il ghiaccio del lago di Costalovara per il pattinaggio. A Collalbo, l’Arena Ritten ospita la squadra di hockey su ghiaccio Ritten Sport, con partite nell’Alps Hockey League, e l’Ice Rink Ritten, dove si svolgono anche gare internazionali di pattinaggio di velocità.

Il modo più diretto per raggiungere l’altopiano è la funivia del Renon, che sale a Soprabolzano. Da lì il trenino a scartamento ridotto collega le frazioni principali dell’altopiano. Chi preferisce la strada può percorrere la strada provinciale. L’aeroporto di riferimento è quello di Bolzano, con connessioni verso le principali città italiane; in alternativa si utilizza l’aeroporto di Innsbruck. La stazione ferroviaria di Bolzano è il punto di arrivo naturale per chi viene in treno lungo la direttissima del Brennero.

Partenza Distanza Tempo stimato
Bolzano (centro) circa 12 km 20 min in auto / 12 min in funivia
Trento circa 60 km 55 min in auto
Innsbruck circa 90 km 1 h 10 min in auto
Verona circa 165 km 1 h 45 min in auto

La popolazione del Renon è in maggioranza di madrelingua tedesca, e questa doppia identità linguistica — italiana e tedesca — si sente nella toponomastica, nei cartelli, nei nomi delle frazioni. Ritten è il nome tedesco dell’altopiano, usato correntemente quanto Renon. Chi arriva da fuori trova un territorio che non ha mai smesso di essere bilingue, e dove la convivenza delle due forme non è un compromesso ma una condizione storica. Il comune è gemellato con Kirchheimbolanden dal 1966, legame che riflette proprio questa dimensione germanofona radicata nella storia dell’altopiano.

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Domande frequenti su Renon

Come si arriva a Renon da Bolzano?

Il modo più caratteristico è la funivia del Renon, che parte dal centro di Bolzano (via Renon) e raggiunge Soprabolzano in circa 12 minuti, con vista sul fondovalle atesino. Da lì, la storica ferrovia a scartamento ridotto del Renon collega Soprabolzano a Collalbo, attraversando l'altopiano. In auto si percorre la SS12 e poi si sale verso l'altopiano; da Bolzano sono circa 20 km. Il casello autostradale più vicino è Bolzano Nord (A22).

Quando è il momento migliore per visitare Renon?

L'altopiano si presta a visite in tutte le stagioni. L'estate (giugno-settembre) è ideale per escursioni e per osservare le piramidi di terra, con temperature fresche grazie ai 1.154 metri di quota. L'autunno offre paesaggi cromatici intensi sui prati. L'inverno trasforma l'altopiano in zona per sci di fondo e passeggiate sulla neve. La primavera è adatta per chi cerca tranquillità fuori dai flussi turistici principali.

Cosa sono le piramidi di terra del Renon?

Sono formazioni geologiche rare, dette anche 'piramidi di erosione', situate nella valle del rio Rivellone. Si formano quando un masso protegge il terreno sottostante dall'erosione della pioggia, creando pinnacoli di terra rossastra anche di diversi metri di altezza. Quando il masso cade, la piramide si consuma e scompare. È possibile osservarle lungo un sentiero attrezzato che parte da Collalbo o da Soprabolzano, percorribile in circa un'ora.

Quanto tempo occorre per visitare Renon?

Per una visita completa si consiglia almeno una giornata intera. Il tempo minimo per vedere le piramidi di terra, fare un tratto della ferrovia storica e passeggiare tra le frazioni principali è di 4-5 ore. Renon si presta anche come gita giornaliera da Bolzano, distante pochi minuti con la funivia, oppure come base per soggiorni più lunghi dedicati all'escursionismo verso il Corno del Renon (2.260 m).

Come arrivare

Borgo

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