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Sassari
Sardegna

Sassari

📍 Borghi di Collina

Sassari è la seconda città della Sardegna per popolazione, con 125.672 abitanti, e si colloca a 225 metri sul livello del mare nel nord dell’isola. Chi si chiede cosa vedere a Sassari si trova davanti a una realtà urbana densa di stratificazioni storiche, dalla dominazione giudicale al periodo aragonese, fino all’età moderna. Il centro storico […]

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Sassari è la seconda città della Sardegna per popolazione, con 125.672 abitanti, e si colloca a 225 metri sul livello del mare nel nord dell’isola. Chi si chiede cosa vedere a Sassari si trova davanti a una realtà urbana densa di stratificazioni storiche, dalla dominazione giudicale al periodo aragonese, fino all’età moderna.

Il centro storico conserva una cattedrale di rilievo nazionale, un museo tra i più importanti della Sardegna e un tessuto urbanistico che documenta secoli di trasformazioni politiche e culturali.

La città è capoluogo dell’omonima provincia e punto di riferimento per un territorio vasto che include borghi, paesaggi costieri e aree interne di notevole interesse.

Storia e origini di Sassari

Le origini di Sassari sono legate alla progressiva decadenza del porto romano di Turris Libisonis, l’attuale Porto Torres, avvenuta nell’alto medioevo.

Con il deterioramento delle strutture portuali e l’insicurezza delle coste, la popolazione si spostò gradualmente verso l’interno, dando vita a un insediamento più protetto. Il nome “Sassari” compare nelle fonti documentarie a partire dal XII secolo, in forme latinizzate come Sassari o Saxari, probabilmente derivate dal termine sardo riferito a un terreno sassoso o alla natura rocciosa del suolo su cui sorse l’abitato.

Nel corso del XIII secolo Sassari acquisì una fisionomia comunale autonoma, dotandosi di propri statuti.

Gli Statuti Sassaresi, redatti in volgare logudorese intorno al 1316, costituiscono uno dei documenti giuridici medievali più antichi e significativi della Sardegna, testimoniando un livello di organizzazione civica avanzato per l’epoca. La città fu contesa tra le repubbliche marinare di Pisa e Genova, che vi esercitarono alternativamente la propria influenza nel corso del Duecento e del Trecento.

I Genovesi, in particolare attraverso la famiglia Doria, mantennero un controllo rilevante sulla città prima dell’arrivo della Corona d’Aragona.

Con la conquista aragonese, avviata nel 1323 e consolidata nel corso del XIV e XV secolo, Sassari entrò nell’orbita della Corona spagnola, che ne plasmò profondamente l’assetto urbano, religioso e culturale.

Nel 1562 fu fondata l’Università di Sassari, una delle più antiche d’Italia, per volontà dei Gesuiti e con il sostegno delle autorità locali.

Questa istituzione segnò il definitivo affermarsi della città come polo intellettuale del nord Sardegna. Nei secoli successivi Sassari attraversò il dominio sabaudo, l’unificazione italiana e il Novecento, emergendo come centro amministrativo, culturale e commerciale di primaria importanza per l’intera isola. Un percorso storico che accomuna, per certi aspetti, le dinamiche di altri centri sardi del nord come Aggius, anch’esso segnato dalle dominazioni medievali e dalla forte identità logudorese.

Cosa vedere a Sassari: attrazioni principali

Cattedrale di San Nicola

La Cattedrale di San Nicola è il principale monumento religioso di Sassari e si trova nel cuore del centro storico, in piazza del Duomo.

La sua facciata in stile barocco spagnolo, completata nel XVIII secolo, è considerata uno degli esempi più elaborati di questo linguaggio architettonico in Sardegna: la superficie è interamente ricoperta da decorazioni scultoree che includono statue, bassorilievi e motivi floreali.

L’impianto strutturale originario risale invece al XIII-XIV secolo, quando fu edificata in forme romanico-gotiche. All’interno si conservano opere pittoriche e arredi di pregio.

La cattedrale è dedicata a San Nicola di Bari, patrono della città, la cui festa si celebra il 6 dicembre.

Museo Nazionale Sanna

Il Museo Nazionale Giovanni Antonio Sanna è il più importante museo della Sardegna settentrionale e uno dei maggiori dell’isola.

Fondato alla fine dell’Ottocento e intitolato al senatore Giovanni Antonio Sanna, che donò la propria collezione allo Stato, il museo raccoglie reperti che coprono un arco cronologico molto ampio: dalla preistoria nuragica all’età fenicio-punica, romana, medievale e moderna. Particolarmente rilevante è la sezione nuragica, con bronzetti, armi e ceramiche. Il museo ospita anche una pinacoteca e una sezione etnografica dedicata ai costumi tradizionali sardi.

Si trova in via Roma, in un edificio di impianto ottocentesco.

Piazza d’Italia

Piazza d’Italia è il salotto civile di Sassari, realizzata nella seconda metà dell’Ottocento come parte del piano di espansione urbana della città nell’era postunitaria. Al centro campeggia la statua di Vittorio Emanuele II, opera in bronzo inaugurata nel 1899. La piazza è circondata da edifici di architettura neoclassica e umbertina, tra cui il Palazzo della Provincia.

Costituisce il punto di raccordo tra la città storica e i quartieri di espansione ottocentesca. Chi visita Sassari troverà in questa piazza il luogo più rappresentativo dell’identità civica moderna della città, nonché il punto di partenza naturale per esplorare il centro.

Fontana di Rosello

La Fontana di Rosello è il simbolo più riconoscibile di Sassari e uno dei monumenti più fotografati della città.

Costruita in marmo bianco e nero nel 1606 in stile rinascimentale tardivo, con influenze spagnole e genovesi, si trova nei pressi del quartiere di Rosello, fuori dalle mura medievali.

La struttura è a più livelli: nella parte inferiore si aprono dodici cannelle che rappresentano i mesi dell’anno, mentre nella parte superiore è collocata la statua di San Gavino, martire sardo. La fontana era in origine la principale fonte d’acqua pubblica della città e riveste ancora oggi un forte valore identitario per i sassaresi.

Chiesa di Santa Maria di Betlem

La Chiesa di Santa Maria di Betlem è uno degli edifici religiosi più antichi di Sassari, con un impianto originario che risale al XIII secolo.

Si trova nella piazza omonima, nel quartiere popolare di Betlem. La facciata romanico-gotica conserva elementi architettonici di grande interesse, nonostante i rifacimenti successivi.

All’interno si custodiscono i Candelieri, le grandi strutture votive in legno portate in processione durante la celebrazione della Faradda de li Candareri, la discesa dei Candelieri, che si tiene ogni anno il 14 agosto.

Questa festa è iscritta nel patrimonio UNESCO e rende la chiesa un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia capire cosa vedere a Sassari nel contesto delle sue tradizioni vive.

Cucina tipica e prodotti di Sassari

La cucina di Sassari riflette la posizione geografica della città, al crocevia tra le influenze dell’entroterra agropastorale sardo e le tradizioni costiere del nord dell’isola.

La vicinanza con Porto Torres e la Nurra ha portato in tavola prodotti ittici, mentre i contatti storici con la Corsica e con le città marinare di Genova e Pisa hanno lasciato tracce nei preparati da forno e nella lavorazione dei legumi.

La cucina sassarese si distingue da quella cagliaritana per un lessico gastronomico in parte differente, con denominazioni in sassarese, un dialetto romanzo autonomo rispetto al sardo logudorese.

Tra i piatti più documentati della tradizione locale figura la farinata, chiamata in dialetto fainè sassarese: si tratta di una torta salata a base di farina di ceci, acqua, olio d’oliva e sale, cotta in forno su teglie di rame. La sua presenza a Sassari è attestata almeno dal XIX secolo e rimanda all’influenza genovese sulla città. Un altro piatto radicato nella tradizione è la zuppa gallurese, diffusa nel nord Sardegna, a base di pane raffermo, brodo di carne e formaggio pecorino stagionato, gratinata in forno.

Le seadas, o sebadas, dolci fritti ripieni di formaggio fresco leggermente acidulo e ricoperti di miele, sono presenti anche nella pasticceria sassarese, pur essendo diffuse in tutta la Sardegna.

Il territorio provinciale produce formaggi ovini di diversa stagionatura, tra cui il pecorino sardo nelle sue varianti fresche e stagionate, lavorato secondo metodi tradizionali documentati in tutta l’isola.

L’olio d’oliva extravergine sardo è un altro prodotto largamente presente nella cucina locale, utilizzato tanto nei secondi piatti quanto nella preparazione della fainè.

Non si registrano nel database consultato certificazioni DOP o IGP specifiche attribuite esclusivamente al territorio comunale di Sassari, pertanto si rimanda alla produzione agropastorale provinciale nei suoi termini generali.

Chi vuole conoscere produzioni locali simili può considerare anche una visita a Benetutti, nell’entroterra del Sassarese, dove la tradizione casearia è ben documentata.

La città ospita un mercato civico storico, il Mercato Civico di Sassari, dove è possibile trovare prodotti freschi del territorio: ortaggi, formaggi, pane tipico come il civraxiu e la spianata sarda, insaccati e dolci locali.

Il mercato rappresenta un osservatorio diretto sulle abitudini alimentari della città e della provincia. In autunno, con la stagione delle feste e delle sagre nei comuni circostanti, l’offerta gastronomica si arricchisce ulteriormente, con manifestazioni dedicate ai funghi, ai legumi e ai vini dell’entroterra sassarese.

Feste, eventi e tradizioni di Sassari

La festa più celebre di Sassari è la Faradda de li Candareri, la discesa dei Candelieri, che si tiene ogni anno il 14 agosto. La manifestazione è di origine medievale: la tradizione fa risalire il voto dei gremi artigiani alla Madonna dell’Assunta a un episodio di pestilenza nel XVI secolo.

Durante la sfilata, i rappresentanti delle corporazioni di arti e mestieri portano a spalla enormi candelieri di legno — strutture alte diversi metri e pesanti fino a quattro quintali — percorrendo le vie del centro storico fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem.

La Faradda de li Candareri è iscritta nel 2013 nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, insieme ad altre manifestazioni simili presenti in altri comuni sardi.

La festa patronale dedicata a San Nicola di Bari si celebra invece il 6 dicembre, con funzioni religiose nella cattedrale, e nella ultima domenica di maggio si svolge un’ulteriore celebrazione in onore del patrono, con processione e partecipazione della comunità cittadina.

Sassari ospita anche la Cavalcata Sarda, una delle più grandi sfilate di costumi tradizionali della Sardegna, che si tiene solitamente nella seconda domenica di maggio. La manifestazione riunisce gruppi folkloristici provenienti da decine di comuni dell’isola, che sfilano in abiti tradizionali attraverso le vie del centro.

La Cavalcata Sarda è documentata dal XIX secolo e costituisce un evento di riferimento per la valorizzazione del patrimonio etnografico sardo.

Sul fronte culturale, la città organizza durante l’anno rassegne teatrali, eventi universitari e festival legati alla produzione musicale e letteraria sarda, confermando il ruolo di Sassari come polo culturale del nord dell’isola.

Quando visitare Sassari e come arrivare

Il periodo più indicato per visitare Sassari va dalla primavera all’inizio dell’autunno.

La primavera, tra aprile e giugno, offre temperature miti e una città ancora non congestionata dai flussi estivi, con la Cavalcata Sarda come evento di richiamo a maggio. L’estate, pur calda, concentra la maggior parte degli eventi culturali, con il culmine della Faradda de li Candareri a metà agosto. Chi preferisce evitare la calura può scegliere settembre e ottobre, mesi in cui le temperature scendono a livelli più confortevoli e l’offerta gastronomica nei dintorni raggiunge la massima varietà con la stagione delle sagre autunnali.

L’inverno è mite rispetto ai parametri continentali, ma alcune strutture e attività ridimensionano la propria operatività.

Sassari è ben collegata alle principali vie di comunicazione della Sardegna.

In auto, si raggiunge percorrendo la strada statale 131 Carlo Felice, l’asse viario principale dell’isola che collega Cagliari a Porto Torres passando per Sassari. Da Cagliari la distanza è di circa 210 km. L’aeroporto più vicino è quello di Alghero-Fertilia (Aeroporto Riviera del Corallo), distante circa 30 km dalla città, con collegamenti nazionali e internazionali.

A circa 130 km si trova invece l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. Per chi viaggia in treno, la stazione di Sassari è servita dalla rete Trenitalia con collegamenti verso Cagliari, Porto Torres e Olbia. Ulteriori informazioni istituzionali sulla città sono disponibili sul sito ufficiale del Comune di Sassari.

Chi intende esplorare l’area circostante troverà nei dintorni di Sassari una serie di mete interessanti.

Il borgo di Banari, nel Meilogu, si trova a breve distanza e conserva un paesaggio rurale ben diverso dall’ambiente urbano sassarese, con la sua chiesa campestre e il territorio collinare.

Più a est, Alà dei Sardi rappresenta un’ulteriore tappa per chi vuole approfondire la conoscenza dell’entroterra sardo, con un territorio ricco di testimonianze nuragiche e una tradizione artigianale documentata.

Foto di copertina: Di Banco di Sardegna, CC0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

Borgo

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