Volpiano
15.000 abitanti alle porte di Torino, con radici romane, un abate medievale celebre in tutta Europa e un barocco da scoprire tra i vicoli.
Dove il Canavese incontra la pianura torinese: Volpiano
Il torrente Malone scorre a nord-est, oltre le cascine, e segnala il confine fisico tra il centro abitato e la frazione di Cascine Malone. A ovest, l’altopiano della Vauda chiude il paesaggio con una linea bassa di brughiera. Tra questi due elementi — l’acqua che scorre e la terra piatta che si estende — Volpiano ha costruito nei secoli la propria forma urbana, con il castello al centro e le chiese a scandire i quartieri.
Volpiano borgo in Piemonte si trova a 219 metri sul livello del mare, nella città metropolitana di Torino, e appartiene al Canavese. Con oltre 15.000 abitanti è un centro di dimensioni significative per la pianura a nord del capoluogo piemontese. Chi arriva qui trova una stratificazione insolita: chiese barocche costruite con i materiali del castello demolito, un organo a canne del XIX secolo ancora perfettamente funzionante, e una biblioteca civica che custodisce l’archivio storico del territorio.
Da Vicus Ulpianus all’abbazia di Fruttuaria: mille anni di storia
Il nome del paese porta dentro di sé almeno due storie parallele. Secondo le ricerche del filologo Giandomenico Serra, il toponimo deriva da Vicus Ulpianus, riferimento al gentilizio romano Ulpius, a conferma di un insediamento già attivo in età imperiale. Un’interpretazione alternativa collega invece la prima sillaba alla parola piemontese Vàuda, di origine celtica, che significa “selva”: il nome indicherebbe quindi “il piano della Vauda”. In piemontese il paese si chiama Volpian o Vorpian, a seconda della variante locale.
La romanizzazione lasciò tracce concrete. Attorno alle cascine Germania, Ruffino, Prono e Verdina restano ancora visibili i segni della centuriazione. Il territorio era attraversato dalla strada che collegava Augusta Taurinorum — l’odierna Torino — a Eporedia, l’attuale Ivrea. Durante gli scavi per la linea ferroviaria ad alta velocità, ai confini con Brandizzo, venne portata alla luce una grande villa rustica che confermò la presenza romana stabile nel territorio. La prima menzione documentaria del luogo risale invece al 14 maggio 1014, quando un diploma imperiale di Enrico II cita «Vulpianum cum castellum et capella», inserendo il borgo nel patrimonio dell’abbazia di Fruttuaria fondata poco prima.
È attorno all’anno Mille che Volpiano esprime il personaggio più importante della propria storia. Guglielmo da Volpiano, nato sull’isola di San Giulio durante un assedio militare e battezzato da Ottone I nel 962, divenne monaco a Cluny, poi abate e riformatore di monasteri in Francia e nell’Impero. Fu lui a progettare e far costruire l’abbazia di Fruttuaria sulle proprietà di famiglia, un istituto che raggiunse una fama europea duratura, batteva moneta e manteneva reti di contatto con migliaia di monaci. Volpiano rimase legata all’abbazia per secoli, con il castello che fungeva in certi periodi da residenza degli abati. Nel XVI secolo divenne piazzaforte imperiale durante il conflitto tra francesi e spagnoli; nel 1555 i francesi presero e distrussero il castello. Solo nel 1631, con il trattato di Cherasco, il borgo passò definitivamente sotto il dominio sabaudo con il duca Vittorio Amedeo I.
«Vulpianum cum castellum et capella […] et valva de Vulpiano» — diploma imperiale di Enrico II, 14 maggio 1014
Tre chiese e un organo: i luoghi che raccontano il borgo
Chiesa della Confraternita
Costruita intorno al 1731 su progetto dell’architetto Antonio Maria Lampo, questa chiesa in stile barocco è considerata il monumento più pregevole di Volpiano. Il materiale da costruzione proveniva dalle mura del castello demolito: una continuità materiale tra la struttura militare medievale e l’edificio religioso settecentesco. La pianta è centrale, leggermente ovale, e si apre verso un secondo spazio ovale più piccolo dove si trova l’altare con un coro ligneo lungo la parete di fondo. Sopra l’ingresso è collocato un organo a canne costruito nel 1856 da Felice Bossi e dal figlio Giacomo, giunto fino a noi in condizioni di conservazione eccellenti.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
La chiesa parrocchiale, dedicata ai santi patroni Pietro e Paolo, è probabilmente nata come cappella del castello medievale. Le linee architettoniche richiamano lo stile gotico, ma l’edificio fu ricostruito più volte nel corso dei secoli per successive ristrutturazioni e ampliamenti. Tra il 1875 e il 1879 il vicario monsignor Vaschetti promosse importanti lavori di restauro. Gli interventi più recenti risalgono al 2019. La sua posizione nel tessuto urbano riflette l’origine castrense del borgo: era al centro del sistema difensivo prima ancora di essere al centro della devozione collettiva.
Santuario di Santa Maria delle Grazie
Il santuario attuale fu avviato nel 1744 su progetto del capomastro Carlo Antonio De Stefanis e completato e benedetto il 14 agosto 1746. La facciata e il campanile gli conferiscono una presenza visiva ordinata nel contesto urbano. Durante lavori di rifacimento della pavimentazione nel 2007, vennero alla luce resti di mura romaniche di una costruzione precedente, di cui non si aveva notizia. Altre strutture rinascimentali, e alcune sepolture, testimoniano una stratificazione che risale almeno al XVI secolo. Nel 1804, per decreto del Governo francese, l’area attigua al santuario divenne sede del cimitero comunale.
Chiesa di San Rocco
Nel 1683 la comunità volpianese decise di ricostruire una cappella preesistente dedicata a san Rocco, in seguito a un’epidemia di peste. All’interno si conservano cinque dipinti su tela e un crocifisso che risale al XV secolo. Anche qui è presente un organo a canne, costruito negli anni novanta del Novecento da volontari coordinati da Domenico Reano: 363 canne di stagno e legno d’abete per uno strumento piccolo ma adatto sia all’accompagnamento liturgico sia al repertorio concertistico. La chiesa di San Rocco racconta una devozione popolare nata dalla paura della malattia e consolidata nel tempo come luogo di memoria collettiva.
Il territorio agricolo e i suoi prodotti
Volpiano è definita dalle fonti come centro agricolo e industriale al limite orientale dell’altopiano della Vauda. Il paesaggio che la circonda è quello della pianura canavesana: campi coltivati, cascine storiche, corsi d’acqua minori come il Bendola, il rio San Giovanni e il rio Ritano. La centuriazione romana intorno alle cascine più antiche mostra come questa terra sia stata organizzata e sfruttata in modo razionale da oltre duemila anni. I mercati locali e la rete di cascine del territorio riflettono ancora oggi una vocazione produttiva radicata, legata ai ritmi della pianura torinese piuttosto che a specializzazioni gastronomiche certificate.
Un quadro del pittore Ernesto Rayper, intitolato Brughiera presso Volpiano, è conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova. L’opera testimonia come il paesaggio di questa zona — la brughiera della Vauda, piatta e austera — abbia attirato l’attenzione di artisti al di fuori dei circuiti pittoreschi più consueti. Quella stessa pianura aperta, attraversata da canali e segnata da filari di pioppi, è ancora il contesto visivo dominante che si attraversa arrivando in paese da qualsiasi direzione.
Quando venire e come raggiungere Volpiano
La posizione nella pianura torinese rende Volpiano accessibile in ogni stagione. La primavera e l’autunno offrono le condizioni migliori per visitare le chiese e il centro storico senza le temperature estreme dell’estate padana. Chi arriva per la visita ai borghi della pianura canavesana può organizzare un percorso che tocchi anche i centri vicini, muovendosi comodamente in auto o con i mezzi pubblici.
La stazione ferroviaria di Volpiano è servita dalla Ferrovia Canavesana, che opera sulla linea 1 del Servizio ferroviario metropolitano di Torino. I treni regionali collegano il borgo direttamente con il capoluogo piemontese. Per chi viaggia in auto, Torino dista circa 20 chilometri. Chi proviene da Milano percorre la A4 e poi prosegue verso nord. Chi visita Foglizzo o Barbania, entrambi nel Canavese, può includere Volpiano in un itinerario coerente per territorio e storia.
| Partenza | Distanza | Tempo stimato |
|---|---|---|
| Torino | circa 20 km | circa 25 min in auto |
| Milano | circa 115 km | circa 1 h 15 min in auto |
| Aeroporto di Torino Caselle | circa 10 km | circa 15 min in auto |
L’aeroporto di Torino Caselle si trova a pochi chilometri dal paese, fatto che rende Volpiano uno dei borghi della pianura piemontese più comodi da raggiungere anche per chi arriva da fuori regione. Chi preferisce i trasporti pubblici urbani può utilizzare le autolinee extraurbane gestite da GTT. Per chi vuole allargare il raggio di esplorazione verso i borghi collinari, Casalborgone e Baldissero Torinese si trovano a breve distanza verso est, sul primo crinale collinare del torinese.
Domande frequenti su Volpiano
Come raggiungere Volpiano da Torino?
Volpiano dista circa 20 km da Torino. In auto si percorre la SS460 in direzione nord, oppure si accede tramite l'autostrada A4 Torino-Milano con uscita a Settimo Torinese. In treno la stazione di riferimento è Settimo Torinese, sulla linea Torino-Ivrea, con coincidenza su autobus locale. In autobus, GTT gestisce collegamenti diretti da Torino verso Volpiano con partenze dalla città metropolitana.
Quando si svolge la festa patronale di Volpiano?
Volpiano celebra i Santi Pietro e Paolo, patroni del paese. La ricorrenza liturgica cade il 29 giugno, periodo in cui tradizionalmente si concentrano le celebrazioni religiose locali. L'estate è anche la stagione più adatta per visitare la pianura canavesana, con giornate lunghe e clima favorevole per esplorare il centro storico, le chiese e il paesaggio agricolo circostante.
Quanto tempo occorre per visitare Volpiano?
Una visita completa del centro storico di Volpiano richiede circa mezza giornata. Si consiglia di includere le chiese barocche del nucleo urbano, il sito dove sorgeva il castello medievale e una passeggiata verso il torrente Malone a nord-est. Volpiano si presta bene a una gita di un giorno da Torino, eventualmente abbinata a una visita all'altopiano della Vauda nelle vicinanze.
Esiste un archivio storico consultabile a Volpiano?
Sì. La biblioteca civica di Volpiano custodisce l'archivio storico del territorio, che documenta la storia del comune e delle comunità rurali circostanti, comprese le cascine della pianura canavesana. Per informazioni su orari di apertura e modalità di accesso per la consultazione è consigliabile contattare direttamente il Comune di Volpiano o verificare sul sito istituzionale dell'ente.
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