Pochi sanno che su un promontorio che si protende nel mare Adriatico, a pochi chilometri da Trani, sorge uno dei luoghi sacri più affascinanti e dimenticati della Puglia: il monastero di Santa Maria di Colonna. Fondato nel XII secolo dai monaci basiliani, questo eremo rupestre nasconde secoli di storia, devozione e bellezza selvaggia, sospeso tra la roccia calcarea e il mare aperto. Un luogo che non trovi nelle guide turistiche mainstream, ma che chi lo conosce non riesce a dimenticare.
Storia e origini del monastero di Santa Maria di Colonna

Il complesso monastico di Santa Maria di Colonna affonda le sue radici nell’alto Medioevo, quando i monaci di rito greco-orientale — i basiliani — sceglievano luoghi impervi e isolati per la contemplazione e la preghiera. La tradizione vuole che il sito fosse già frequentato in epoca romana, probabilmente legato a un culto pagano preesistente poi cristianizzato.
Il nome «di Colonna» deriverebbe, secondo le fonti locali, da una colonna votiva o da un’antica struttura architettonica che segnava il luogo. Il monastero viene menzionato in documenti del XII secolo, periodo in cui la Puglia normanna era un crocevia di culture, lingue e spiritualità diverse.
Con il passare dei secoli, il complesso cambiò più volte destinazione d’uso: da monastero attivo a luogo di rifugio durante le incursioni saracene, fino all’abbandono parziale nel periodo moderno. Ciò che resta oggi è un insieme suggestivo di strutture scavate nella roccia, cappelle affrescate e cisterne antiche.
Gli affreschi conservati all’interno del monastero mostrano chiari influssi della tradizione pittorica bizantina, un raro esempio di sincretismo culturale tra Oriente e Occidente che fiorì in Puglia durante l’epoca normanna. Alcuni di essi risalirebbero al XIII secolo, rendendoli tra i più antichi della zona costiera.
Architettura rupestre: come è fatto il monastero di Santa Maria di Colonna

Avvicinarsi al complesso è già di per sé un’esperienza visiva intensa. Il monastero di Santa Maria di Colonna è in gran parte scavato direttamente nella roccia calcarea della costa pugliese, secondo una tradizione costruttiva tipica dei monasteri rupestri diffusi in tutta la Murgia e nelle Gravine di Taranto.
Gli elementi architettonici principali che si possono osservare includono:
- Una chiesa rupestre con abside scolpita nella roccia e tracce di affreschi medievali
- Celle monastiche ricavate dalla pietra, con piccole aperture verso il mare
- Un sistema di cisterne sotterranee per la raccolta dell’acqua piovana
- Un portico esterno con archi che si affacciano direttamente sulla scogliera
- Resti di strutture murarie successive, in pietra leccese e tufo
Il paesaggio circostante è rimasto quasi intatto: la macchia mediterranea cresce spontanea attorno alle mura, e il suono del mare accompagna ogni visita con una colonna sonora naturale e ipnotica.
Perché vale la pena visitare questo antico santuario costiero
La risposta breve è: per la rarità assoluta dell’esperienza. In un territorio come quello pugliese, ricchissimo di patrimonio religioso e storico, il monastero di Santa Maria di Colonna si distingue per la sua autenticità non musealizzata. Non ci sono file all’ingresso, non ci sono negozi di souvenir, non ci sono pannelli luminosi. C’è solo la storia.
Visitarlo significa immergersi in un tempo diverso. Le pareti della chiesa rupestre conservano ancora i segni delle candele accese per secoli dai fedeli locali. Alcune famiglie di Trani tramandano di generazione in generazione l’abitudine di recarsi qui nel periodo pasquale, a testimonianza di una devozione popolare mai interrotta.
Per chi ama la fotografia, i punti di vista sul mare Adriatico da questo promontorio sono straordinari, specialmente nelle ore del tramonto, quando la luce radente esalta le texture della roccia calcarea e fa risaltare i colori degli affreschi superstiti.
Il tratto di costa che ospita il monastero fa parte di un corridoio naturale frequentato da specie di uccelli migratori. In primavera e autunno è possibile avvistare rapaci e passeriformi in transito verso l’Africa o il Nord Europa, rendendo il sito interessante anche per il birdwatching.
Come arrivare e cosa fare nei dintorni di Trani
Il monastero si trova a circa 4-5 chilometri dal centro di Trani, lungo la costa verso nord in direzione Bisceglie. È raggiungibile in auto percorrendo la litoranea costiera, con possibilità di parcheggio nelle vicinanze. Chi preferisce muoversi in bicicletta troverà il percorso pianeggiante e scenografico, con il mare sempre a portata di sguardo.
Per organizzare al meglio la visita, ecco alcune indicazioni pratiche:
- Partite dalla cattedrale di Trani (una delle più belle di Puglia) e percorrete la costa verso nord
- Fermatevi al castello svevo per una sosta storica
- Proseguite fino al monastero, idealmente nelle prime ore del mattino per evitare il caldo estivo
- Al ritorno, esplorate il porto antico di Trani e i vicoli del centro medievale
Nei dintorni meritano una visita anche le masserie storiche disseminate nell’entroterra, molte delle quali offrono degustazioni di olio extravergine DOP e vini locali come il Nero di Troia e il Moscato di Trani.
Accesso: L’area esterna è generalmente visitabile liberamente. Per accedere agli spazi interni è consigliabile contattare la parrocchia locale o l’ufficio turistico di Trani per verificare eventuali aperture guidate. Periodo migliore: Primavera e autunno, quando le temperature sono miti e la luce è favorevole alla fotografia. Come arrivare: In auto dalla SS16 Adriatica, uscita Trani; in treno fino alla stazione di Trani (linea Bari-Foggia), poi taxi o bicicletta. Per ulteriori informazioni, consulta il sito ufficiale del Comune di Trani.
Il contesto culturale: Trani medievale e la sua eredità spirituale
Per comprendere appieno il significato del monastero, è necessario inquadrarlo nel contesto più ampio della città che lo ospita. Trani fu, nel Medioevo, uno dei porti più importanti del Mezzogiorno: un crocevia dove si incontravano pellegrini diretti in Terra Santa, mercanti arabi ed ebrei, cavalieri normanni e monaci orientali.
Questa straordinaria mescolanza di popoli e culture lasciò tracce profonde nel paesaggio urbano e spirituale della città. Accanto alla celebre cattedrale dedicata a San Nicola Pellegrino, l’area metropolitana di Trani conserva numerosi luoghi di culto minori, molti dei quali attendono ancora di essere valorizzati adeguatamente.
Il monastero di Santa Maria di Colonna è forse l’esempio più eloquente di questa stratificazione storica: un luogo dove il sacro pagano si fuse con quello cristiano, dove il rito orientale coesistette con quello latino, dove la pietra e il mare divennero insieme scenografia di una lunga storia di fede.
Per approfondire la storia artistica di questa zona, il Fondo Ambiente Italiano (FAI) offre risorse e itinerari dedicati al patrimonio rupestre pugliese.
Domande frequenti
Il monastero di Santa Maria di Colonna è aperto al pubblico tutto l’anno?
L’area esterna del complesso è generalmente accessibile, ma gli spazi interni possono essere visitati solo in occasione di eventi religiosi o visite guidate organizzate. Si consiglia di contattare in anticipo l’ufficio turistico di Trani per conoscere il calendario delle aperture stagionali.
Quanto tempo occorre per visitare il sito?
Una visita completa del monastero e dei dintorni immediati richiede circa 1-2 ore. Se si desidera abbinare la visita a una passeggiata sulla costa e a un pranzo in zona, è opportuno pianificare mezza giornata.
Il sito è adatto alle famiglie con bambini?
Il percorso di avvicinamento al monastero è abbastanza agevole e adatto a tutta la famiglia. Alcune aree rupestri potrebbero richiedere attenzione con bambini molto piccoli, ma nel complesso la visita è accessibile e ricca di stimoli per tutte le età.
Ci sono altri monasteri rupestri simili nella zona di Trani?
Sì, la Puglia è ricca di siti rupestri medievali. Tra i più vicini si segnalano le chiese rupestri della Murgia matesina e il complesso di Castel del Monte, raggiungibile in meno di un’ora da Trani. Anche Matera, a circa due ore di auto, offre un patrimonio rupestre eccezionale riconosciuto dall’UNESCO.
Tornare a casa dopo una visita al monastero di Santa Maria di Colonna significa portare con sé qualcosa di raro: la sensazione di aver toccato un pezzo di storia autentica, lontano dai circuiti del turismo di massa. Questo luogo sospeso tra roccia e Adriatico racconta di una Puglia antica e spirituale, capace ancora di sorprendere chi ha la pazienza di cercarla. Se ami i viaggi che lasciano traccia nell’anima, aggiungi questo santuario costiero al tuo prossimo itinerario pugliese: non te ne pentirai.


