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Alessandria del Carretto
Alessandria del Carretto
Calabria

Alessandria del Carretto

Montagna Montagna
8 min di lettura

A quota 1000 metri sul livello del mare, sul versante orientale del Pollino calabrese, Alessandria del Carretto conta oggi 357 abitanti — dato che la colloca tra i comuni meno popolosi dell’intera provincia di Cosenza. Il suo territorio ricade nel Parco Nazionale del Pollino, e chi si chiede cosa vedere a Alessandria del Carretto deve […]

Scopri Alessandria del Carretto

A quota 1000 metri sul livello del mare, sul versante orientale del Pollino calabrese, Alessandria del Carretto conta oggi 357 abitanti — dato che la colloca tra i comuni meno popolosi dell’intera provincia di Cosenza. Il suo territorio ricade nel Parco Nazionale del Pollino, e chi si chiede cosa vedere a Alessandria del Carretto deve prepararsi a un paesaggio verticale: faggete fitte, affioramenti rocciosi e un centro abitato dove le case in pietra locale si dispongono lungo pendii ripidi, collegati da scalinate strette e irregolari. Il nome stesso del borgo porta con sé la traccia di due storie: quella di un santo papa e quella di un mestiere antico legato al legno.

Storia e origini di Alessandria del Carretto

La fondazione del borgo viene ricondotta dalla tradizione locale a un insediamento di epoca medievale, sviluppatosi probabilmente attorno al X-XI secolo nella zona montuosa dell’alto Jonio cosentino. Il nome “Alessandria” deriva dal patrono, Papa Alessandro I, pontefice del II secolo d.C., la cui devozione si radicò nell’area durante il periodo normanno-svevo. La specificazione “del Carretto” — aggiunta ufficialmente per distinguerla dalle omonime — rimanda all’attività dei carrettieri, artigiani del legno che costruivano carri e ruote sfruttando il faggio e il cerro dei boschi circostanti. Questa lavorazione del legno ha rappresentato per secoli l’economia portante del paese, accanto alla pastorizia di altura.

Il borgo seguì le vicende feudali comuni a gran parte della Calabria settentrionale: passò sotto diversi signori, dai Sanseverino ai principi di Bisignano, restando sempre un centro marginale e difficilmente accessibile per via della posizione montana. Nel catasto onciario del XVIII secolo, Alessandria risultava un piccolo nucleo di pastori e boscaioli. L’isolamento geografico, se da un lato ha contribuito al progressivo spopolamento — il comune superava i 2000 abitanti nel primo Novecento — dall’altro ha conservato intatti riti, strutture e pratiche comunitarie che altrove sono scomparsi da decenni. Per approfondire la storia amministrativa del comune si può consultare la pagina istituzionale del municipio.

Cosa vedere a Alessandria del Carretto: 5 attrazioni principali

1. Chiesa Madre di San Papa Alessandro I

Dedicata al patrono, la chiesa madre si trova nel punto più alto del centro abitato. L’impianto è semplice, con una navata unica e un altare maggiore in stile tardo-barocco. All’interno si conserva la statua lignea del santo, portata in processione durante la festa patronale che si tiene dall’ultima domenica di aprile al 3 maggio. La facciata, sobria, è realizzata in pietra locale non intonacata.

2. Il rito della Pita (Festa dell’Abete)

Il rito della Pita è un evento etno-antropologico tra i più studiati della Calabria interna. Un abete viene tagliato nei boschi del Pollino, trasportato a spalla fino al paese e innalzato nella piazza principale, coronato da un ramo di agrifoglio. La cerimonia, legata ai cicli stagionali e alla festa patronale, è documentata dall’Università della Calabria e richiama ricercatori di tradizioni popolari da tutta Europa.

3. I boschi di faggio del Pollino

Il territorio comunale è attraversato da sentieri che penetrano nelle faggete del Parco Nazionale del Pollino. A quote superiori ai 1200 metri si incontrano esemplari di pino loricato (Pinus heldreichii), specie relitta dell’era terziaria, simbolo del Parco. I percorsi non sono segnalati ovunque: è consigliabile rivolgersi alle guide ufficiali dell’Ente Parco. Maggiori informazioni si trovano sulla pagina Wikipedia dedicata al Parco.

4. Il centro storico in pietra

Le abitazioni del nucleo antico sono costruite interamente in pietra arenaria locale, con portali spesso scolpiti con motivi geometrici semplici. Le scalinate esterne in pietra — elemento ricorrente nell’architettura montana calabrese — fungevano da accesso ai piani superiori, riservati all’abitazione, mentre il piano terra ospitava animali e attrezzi. Diversi edifici mostrano ancora i ganci in ferro dove si appendevano le provviste per l’inverno.

5. Fontane pubbliche e sorgenti

Il territorio di Alessandria del Carretto è ricco di sorgenti naturali, alcune delle quali alimentano fontane pubbliche in pietra distribuite sia nel centro abitato sia lungo le mulattiere che collegano il paese ai pascoli d’altura. La Fontana Vecchia, nella parte bassa del borgo, è un punto di riferimento topografico da generazioni e conserva una vasca monolitica in pietra grezza.

Cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Alessandria del Carretto è quella di un paese di montagna calabrese a 1000 metri di quota: pochi ingredienti, lavorazioni lunghe, forte dipendenza dalle conserve invernali. Il piatto più identificativo sono le lagane e ceci, pasta fresca larga e irregolare condita con ceci lessati, aglio e olio extravergine d’oliva. Si preparano anche i rascatielli, gnocchetti di farina e acqua conditi con sugo di capra o di maiale. Durante il periodo invernale è diffusa la licurdia, una zuppa densa di pane raffermo, cipolle, patate e peperoncino. Il pane si faceva tradizionalmente con farina di grano duro nel forno a legna comunitario, e in alcune case questa pratica resiste ancora. Il Peperoncino di Calabria, presente in quasi ogni preparazione, ha ottenuto il riconoscimento come prodotto PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dalla Regione Calabria.

Il maiale rappresenta storicamente la principale fonte proteica: dalla macellazione invernale si ricavano la soppressata di Calabria DOP, la capocollo di Calabria DOP, la salsiccia di Calabria DOP e la ‘nduja, insaccato spalmabile piccante. I formaggi prodotti nella zona sono il caciocavallo silano DOP, ottenuto da latte vaccino, e varie forme di pecorino fresco e stagionato legate alla pastorizia locale. Tra i prodotti del sottobosco, i funghi porcini raccolti nelle faggete del Pollino vengono essiccati e conservati sott’olio. La Patata della Sila IGP, coltivata anche nelle aree montuose limitrofe, compare spesso nelle zuppe e negli arrosti. Non esiste nel borgo una vera rete di ristorazione strutturata: chi visita Alessandria del Carretto può trovare ospitalità presso agriturismi della zona o nelle case private che, in occasione delle feste, aprono le porte secondo la consuetudine locale. Per dettagli sui prodotti DOP e IGP calabresi si può consultare la sezione dedicata del Touring Club Italiano.

Quando visitare Alessandria del Carretto: il periodo migliore

La festa patronale di San Papa Alessandro I, che si svolge dall’ultima domenica di aprile al 3 maggio, è il momento in cui il borgo si ripopola. Gli emigrati tornano, le case chiuse riaprono, e il rito della Pita trasforma la piazza in un cantiere collettivo. È il periodo dell’anno in cui Alessandria del Carretto mostra la sua struttura comunitaria ancora funzionante. L’estate, da giugno a settembre, offre condizioni favorevoli per le escursioni nel Parco del Pollino: le temperature restano moderate — raramente si superano i 28°C — e le faggete garantiscono copertura anche nelle giornate più calde.

L’inverno è severo. La neve copre il paese da dicembre a marzo, e le strade di accesso possono risultare impraticabili per giorni. Chi è attrezzato e cerca un’esperienza di montagna senza mediazioni turistiche può trovare nel borgo invernale un luogo dove la vita quotidiana segue ancora il ritmo dell’approvvigionamento e della legna da ardere. La primavera, tra aprile e maggio, è il compromesso migliore: neve residua sulle cime, fioriture nei prati sottostanti, e la festa patronale come ragione concreta per organizzare il viaggio.

Come arrivare a Alessandria del Carretto

Alessandria del Carretto si raggiunge esclusivamente su strada. Dall’autostrada A2 del Mediterraneo (ex A3 Salerno-Reggio Calabria), l’uscita più prossima è quella di Frascineto-Castrovillari. Da lì si prosegue per circa 50 km su strade provinciali di montagna, con fondo stradale che richiede attenzione soprattutto nei mesi invernali. Da Cosenza la distanza è di circa 130 km, con un tempo di percorrenza di circa due ore e mezza.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sibari, sulla linea jonica, distante circa 70 km dal borgo. L’aeroporto di riferimento è quello di Lamezia Terme (circa 200 km), mentre lo scalo di Bari Karol Wojtyła, a circa 220 km, può rappresentare un’alternativa per chi proviene dal nord. Non esistono servizi di trasporto pubblico frequenti: un’automobile propria o a noleggio è sostanzialmente indispensabile. È opportuno verificare le condizioni stradali con il Comune prima della partenza nei mesi tra novembre e marzo.

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Chi raggiunge Alessandria del Carretto si trova nel cuore dell’alto Jonio cosentino, un’area dove diversi piccoli centri condividono condizioni simili di altitudine, isolamento e struttura demografica. A nord-est, verso la costa jonica, Albidona sorge a circa 800 metri di quota, affacciata sulla valle del torrente Saraceno. Il borgo conserva un impianto medievale compatto e una posizione che permette, nelle giornate limpide, di scorgere il mare Jonio. Come Alessandria, Albidona ha subìto un forte spopolamento nel secondo Novecento, ma mantiene una rete di sentieri che collega i due paesi attraverso i crinali del Pollino orientale.

Sul versante tirrenico della Calabria, a una distanza considerevole ma all’interno della stessa provincia di Cosenza, Belmonte Calabro offre un contesto completamente diverso: un centro storico disposto su una collina che guarda il Tirreno, con un patrimonio architettonico che include palazzi nobiliari e chiese conventuali. Il confronto tra i due borghi — uno di montagna interna, l’altro di collina costiera — restituisce la varietà estrema del paesaggio calabrese all’interno di una sola provincia. Percorrere entrambi significa attraversare la Calabria nel suo asse più breve e più denso di contrasti geografici.

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Domande frequenti su Alessandria del Carretto

Quando è il periodo migliore per visitare Alessandria del Carretto?

Il momento clou è la festa patronale di San Papa Alessandro I, dall'ultima domenica di aprile al 3 maggio: il borgo si anima, gli emigrati tornano e si celebra il rito della Pita con l'innalzamento dell'abete in piazza. L'estate (giugno-settembre) è ideale per le escursioni nel Parco del Pollino, con temperature che raramente superano i 28°C. La primavera offre il miglior compromesso tra clima mite e paesaggio fiorito. L'inverno è severo, con neve da dicembre a marzo e strade che possono risultare impraticabili: richiede preparazione specifica.

Cosa vedere a Alessandria del Carretto? Monumenti e luoghi principali

La Chiesa Madre dedicata a San Papa Alessandro I, nel punto più alto del centro abitato, conserva la statua lignea del patrono portata in processione durante la festa. Il centro storico in pietra arenaria offre portali scolpiti, scalinate esterne e architetture montane intatte. La Fontana Vecchia, nella parte bassa del borgo, è un riferimento topografico storico con vasca monolitica in pietra grezza. Il rito della Pita — innalzamento di un abete in piazza durante la festa patronale — è un evento etno-antropologico documentato dall'Università della Calabria.

Quali sono le principali attrazioni naturali e paesaggistiche di Alessandria del Carretto?

Il territorio comunale ricade interamente nel Parco Nazionale del Pollino. Sentieri attraversano le faggete che circondano il borgo, raggiungendo quote superiori ai 1200 metri dove si incontrano esemplari di pino loricato (Pinus heldreichii), specie relitta simbolo del Parco. Per i percorsi è consigliabile rivolgersi alle guide ufficiali dell'Ente Parco, poiché la segnalazione non è uniforme su tutto il territorio. Le sorgenti naturali alimentano fontane pubbliche in pietra lungo le mulattiere verso i pascoli d'altura.

Dove scattare le foto più belle a Alessandria del Carretto?

Le scalinate in pietra del centro storico, con le facciate in arenaria locale e i portali scolpiti, offrono scorci di architettura montana autentica. La piazza principale, teatro del rito della Pita durante la festa patronale, è particolarmente fotogenica nel periodo della cerimonia. Le faggete del Pollino circostanti, raggiungibili a piedi dal borgo, restituiscono paesaggi verticali con affioramenti rocciosi e, alle quote più alte, i profili contorti dei pini loricati.

Cosa si può fare a Alessandria del Carretto? Attività ed esperienze

L'attività principale è l'escursionismo nel Parco Nazionale del Pollino, con sentieri che partono dal borgo verso le faggete e le quote più elevate. Durante la festa patronale (ultima domenica di aprile - 3 maggio) è possibile assistere al rito della Pita, evento etno-antropologico unico in Calabria. In autunno, i boschi offrono raccolta di funghi porcini. L'inverno, per chi è attrezzato, propone un'esperienza di montagna autentica lontana dai circuiti turistici. Per escursioni guidate nel Parco è consigliabile contattare le guide ufficiali dell'Ente Parco del Pollino.

Per chi è adatto Alessandria del Carretto? Famiglie, coppie, escursionisti, viaggiatori solitari?

Alessandria del Carretto è destinazione ideale per escursionisti e appassionati di natura che cercano accesso diretto al Parco Nazionale del Pollino senza mediazione turistica. I viaggiatori solitari e le coppie interessate a borghi autentici e spopolati trovano qui un ambiente intatto e silenzioso. Non è adatta a famiglie con bambini piccoli o a chi cerca strutture ricettive e ristorazione organizzata: l'offerta è minima. Chi visita durante la festa patronale può vivere una dimensione comunitaria rara. Richiede autonomia, automobile propria e predisposizione all'essenziale.

Cosa mangiare a Alessandria del Carretto? Prodotti tipici e specialità locali

La cucina locale è montana e povera: i piatti più rappresentativi sono le lagane e ceci (pasta fresca larga con ceci, aglio e olio), i rascatielli (gnocchetti con sugo di capra o maiale) e la licurdia (zuppa invernale di pane, cipolle, patate e peperoncino). Dalla tradizione della macellazione del maiale derivano salumi DOP presenti nella zona: soppressata di Calabria DOP, capocollo di Calabria DOP e 'nduja. Tra i formaggi, il caciocavallo silano DOP e il pecorino locale. I funghi porcini delle faggete del Pollino vengono essiccati o conservati sott'olio.

Come arrivare

📍
Indirizzo

Piazza Municipio, 87070 Alessandria del Carretto (CS)

Borgo

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