Arsiè
Arsiè è un comune della provincia di Belluno, in Veneto, incastrato tra il Lago del Corlo e le pendici del Monte Grappa, con radici documentate dall’alto medioevo e un paesaggio che unisce acqua e mon
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Arsiè è un comune della provincia di Belluno, in Veneto, con circa 2168 abitanti distribuiti su una superficie di quasi 65 chilometri quadrati, a 314 metri di quota, in una piana circondata da rilievi che degradano verso il Lago del Corlo a sud e risalgono fino alle pendici del Monte Grappa. Il territorio comprende le frazioni di Fastro, Incino, Mellame, Rivai, Rocca e San Vito, oltre ad altri centri minori, e deve la sua fisionomia attuale tanto alla morfologia montana quanto a una storia lunga e stratificata, segnata da eventi che vanno dall’alto medioevo alle guerre del Novecento.
Arsiè borgo in Veneto si distingue per la compresenza di paesaggio lacustre e alpino: il lago artificiale del Corlo, formato dallo sbarramento del torrente Cismon completato nel 1954, ha ridisegnato la geografia del fondovalle e alimenta oggi un turismo estivo che si affianca all’allevamento bovino e alle tradizioni delle malghe d’alta quota. Il clima, nonostante la quota contenuta del centro, rimane rigido in inverno con nevicate abbondanti, mentre in estate i monti circostanti mitigano le temperature, rendendo il territorio frequentato anche da chi cerca frescura lontano dalla pianura.
Arsiè borgo in Veneto: storia e identità tra medioevo, guerre e comunità
Arsiè è un comune della provincia di Belluno con radici documentate almeno all’alto medioevo: scavi condotti nel 1982 durante il rifacimento del pavimento della chiesa parrocchiale hanno riportato alla luce i resti di un edificio databile tra il V e il VI secolo e di un tempio a tre absidi risalente intorno al X secolo, testimonianze di un insediamento continuo e stratificato nel tempo. Nel 1488 il vescovo Pietro Barozzi, in visita pastorale, descriveva la chiesa come grande e pregevole, ricca di arredi e suppellettili; la struttura fu poi distrutta dall’esercito imperiale durante la guerra della Lega di Cambrai e ricostruita in un cantiere che si prolungò a lungo, concludendosi sotto il parroco don Giovanni Dal Castello, in carica dal 1680 al 1702.
Nel corso del Novecento il territorio fu attraversato da eventi bellici di portata nazionale. Durante la Prima guerra mondiale Arsiè si trovava nei pressi del vecchio confine di Stato: dopo la rotta di Caporetto divenne zona di retrovie austriache fino al termine del conflitto. Per difendere quel confine erano stati eretti diversi forti: il Forte Cima Lan fu fatto esplodere dalle stesse truppe italiane per impedirne la cattura, mentre il Forte di Cima Campo — detto anche Forte Leone — non fu mai utilizzato né distrutto; il suo comandante fece sostituire le bocche da fuoco con tronchi di legno dipinti di nero per ingannare eventuali ricognizioni aeree nemiche. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 il Bellunese fu annesso alla Operationszone Alpenvorland, la zona di operazioni delle Prealpi affidata da Hitler a Franz Hofer, e la provincia di Belluno tornò formalmente all’Italia soltanto il 1° gennaio 1946. Dal maggio del 1945, intanto, gli americani avevano stabilito un quartier generale ad Arsiè nella villa in stile Liberty di via Primo Maggio.
Parallelamente alle vicende militari, il paese fu segnato dall’emigrazione: avviatasi nell’Ottocento verso il Brasile e l’Argentina, si orientò in seguito verso gli Stati Uniti, la Francia e il Belgio, per poi dirigersi negli anni Sessanta verso i grandi centri industriali della pianura padana come Milano e Torino. Questa mobilità storica ha inciso profondamente sull’assetto demografico attuale. Sul versante della vita comunitaria, la Festa delle Anime — ufficializzata con bolla di papa Alessandro VII il 15 ottobre 1666 su iniziativa del parroco don Sartorio — si trasformò nel tempo in occasione di scambi e compravendite, dando origine alla Fiera delle Anime, che ancora oggi si tiene ogni terza domenica di ottobre.
Chiese, forti e lago: i luoghi concreti di Arsiè
Ad Arsiè si possono visitare la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con le sue testimonianze stratificate, il Forte di Cima Campo ancora accessibile, il Lago del Corlo e il Castello del Covolo, oltre a diverse chiese nelle frazioni del territorio comunale.
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
L’edificio ha origini antiche: durante il rifacimento del pavimento nel 1982 vennero alla luce resti di una struttura risalente al V-VI secolo e di un tempio a tre absidi databile al X secolo. La chiesa è a una navata con quattro cappelle per lato. Nel corso dei secoli ha subito distruzioni e ricostruzioni: fu danneggiata durante la guerra della Lega di Cambrai e i lavori di ripristino si conclusero sotto la guida del parroco don Giovanni Dal Castello, in carica tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. La facciata fu rifatta tra il 1734 e il 1736; nel 1816 seguì una riconsacrazione al termine di un ulteriore restauro. L’ultimo intervento fu benedetto il 24 agosto 2008. Nel 2008 il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre, a cui appartiene Arsiè, era Andrea Spada. All’interno si conservano due tele attribuite a Giovanni Battista Volpato: la Natività e la Sacra Famiglia con i santi Sebastiano e Rocco.
Forte di Cima Campo (Forte Leone)
Costruito sul rilievo di Cima Campo, questo forte non fu mai impiegato durante il primo conflitto mondiale. Per evitare che un sorvolo nemico rivelasse il suo disarmo, il comandante fece sostituire le bocche da fuoco con tronchi di legno dipinti di nero. A differenza del Forte Cima Lan, fatto esplodere dalle truppe italiane per impedirne la cattura, il Forte Leone non fu demolito e oggi è visitabile nella località omonima.
Forte Cima Lan e Forte Tagliata della Scala
Il Forte Cima Lan fu anch’esso costruito a difesa del confine ma non venne mai utilizzato: quando le truppe italiane si ritirarono dopo la rotta di Caporetto, lo fecero saltare per impedire che cadesse in mano austriaca. Il Forte Tagliata della Scala si trovava invece a metà delle Scale di Primolano ed è ricordato come il punto attorno al quale si concentrò la pressione delle truppe austroungariche nell’avanzata del 1917.
Lago del Corlo
A sud del centro abitato si estende il Lago del Corlo, bacino artificiale realizzato intorno alla metà del Novecento tramite lo sbarramento del torrente Cismon a scopo idroelettrico. Le sue sponde sono frequentate durante la stagione estiva.
Castello del Covolo
Il Castello del Covolo è l’unico castello nominabile nel territorio comunale. Le fonti disponibili non forniscono ulteriori dettagli sulla sua storia o sul suo stato attuale.
Chiese nel territorio
Nel comune e nelle sue frazioni si trovano altre chiese: la chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, la chiesa della Beata Vergine Maria, la chiesa dei Santi Ippolito, Cassiano e Antonio da Padova, la chiesa di Sant’Antonio da Padova e la cappella del cimitero.
Villa Liberty di via Primo Maggio
Nell’abitato è presente una villa in stile Liberty lungo via Primo Maggio. Dal maggio del 1945, dopo la fine delle ostilità, gli americani vi stabilirono un proprio quartier generale, che rimase attivo fino alla restituzione della provincia di Belluno all’amministrazione italiana, avvenuta il 1° gennaio 1946.
Sapori della provincia di Belluno e del territorio di Arsiè
Nel territorio intorno ad Arsiè e nella provincia di Belluno, il prodotto più rappresentativo è il Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP, affiancato dal Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP e dal formaggio Piave DOP, tutti e tre legati direttamente all’arco alpino bellunese. A questi si aggiunge il Montasio DOP, denominazione che abbraccia un’area più ampia tra Veneto e Friuli.
L’economia agricola del comune ruota principalmente intorno all’allevamento bovino, attività che storicamente ha caratterizzato le malghe di alta quota sul Monte Novegno, a Cima di Lan e a Cima Campo. Le stesse malghe, raggiungibili in estate, offrono un contatto diretto con questa tradizione pastorale.
Sul fronte enologico, il territorio rientra nell’area di produzione della DOC Vigneti della Serenissima — denominazione veneta che copre un’ampia fascia della regione. Sebbene altre DOCG venete come Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Amarone della Valpolicella siano prodotte in zone geografiche diverse della regione e distribuite su tutto il territorio, non possono essere considerate denominazioni di riferimento per il territorio di Arsiè, poiché strettamente legate a loro zone di produzione specifiche secondo i disciplinari delle DOCG. Vanno invece menzionati con cautela i prodotti PAT del Veneto come il liquore del Cansiglio o il caffè espresso secondo tradizione veneta: appartengono al repertorio regionale, non a una specialità esclusiva di Arsiè.
Tra le tradizioni del borgo, la Fiera delle Anime — che si tiene ogni terza domenica di ottobre — nasce storicamente come momento di scambio e compravendita di prodotti agricoli e animali, e conserva ancora oggi questa vocazione di mercato locale.
Quando visitare e come arrivare
Arsiè si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Belluno | circa 40 km | circa 50 min |
| Bassano del Grappa | circa 35 km | circa 40 min |
| Trento | circa 70 km | circa 70 min |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su Arsiè
Come si raggiunge Arsiè da Belluno?
Arsiè dista circa 30 km da Belluno e si raggiunge facilmente in auto seguendo la strada provinciale in direzione sud verso la Valle del Cismon. Per chi arriva da nord, si consiglia l'uscita dal casello autostradale più vicino (A27) e poi proseguire verso la provincia di Belluno. Non esiste una stazione ferroviaria diretta nel comune, ma le stazioni più vicine sono a Belluno e Feltre.
Qual è il periodo migliore per visitare Arsiè?
Estate e inizio autunno sono ideali per il lago del Corlo e le attività montane. L'estate mitiga le temperature grazie ai monti circostanti, perfetta per chi cerca fresco. Il 15 agosto, festa di Maria SS. Assunta (patrona), è ricco di eventi tradizionali. Inverno: nevicate abbondanti rendono il paesaggio suggestivo ma richiedono cautela stradale.
Cosa offre il Lago del Corlo per i turisti?
Il lago artificiale, creato dallo sbarramento del torrente Cismon nel 1954, è il cuore del turismo estivo di Arsiè. Circondata da paesaggi tra alpino e lacustre, l'area consente passeggiate, pic-nic e relax. Il lago alimenta anche attività legate alle tradizioni montane e alle malghe d'alta quota nei dintorni.
Quali frazioni e borghi fanno parte di Arsiè?
Il comune comprende le frazioni principali di Fastro, Incino, Mellame, Rivai, Rocca e San Vito, oltre a diversi centri minori distribuiti sui quasi 65 chilometri quadrati di territorio. Ogni frazione conserva caratteri tipici della comunità montana veneta e della storia locale stratificata.
In quanto tempo si può visitare il centro di Arsiè?
Una visita al centro storico e ai principali luoghi di interesse richiede mezza giornata (3-4 ore). Per un'esperienza più completa che includa escursioni al lago e nelle frazioni, consigliamo almeno una giornata intera o un fine settimana, specialmente se si intendono percorrere sentieri montani.
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