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Monfumo
Monfumo
Veneto

Monfumo

Collina Collina
7 min di lettura

1.292 abitanti e 227 metri di quota: Monfumo custodisce secoli di storia feudale e un paesaggio collinare segnato da vigneti e frutteti.

Tra i Colli Asolani: identità e paesaggio di Monfumo

Le colline si sollevano graduali, interrotte da filari di vite e da piccoli appezzamenti dove il terreno in pendio ha sempre reso faticosa ogni lavorazione. Al centro del colle, dove un tempo sorgeva il fortilizio dei Maltraversi, oggi si staglia la parrocchiale: pietra al posto di pietra, funzione mutata ma posizione identica. Questo è uno dei pochi luoghi del Trevigiano in cui la continuità tra il potere medievale e la vita religiosa moderna si legge ancora nella topografia del paese.

Monfumo borgo in Veneto si trova a 227 metri di quota, nella provincia di Treviso, con poco più di 1.290 abitanti e un territorio interamente collinare. Chi arriva qui trova un paesaggio agricolo che sta lentamente cambiando, la quiete di frazioni raccolte e le tracce visibili di una storia feudale che affonda le radici nel Medioevo. I borghi vicini — da Marostica ad Alano di Piave — segnano i confini di un territorio che merita di essere percorso con lentezza.

Feudi, casate e la lunga ombra della Serenissima

Il nome stesso del borgo porta con sé una storia incerta e affascinante. L’ipotesi più solida riconduce il toponimo alla formazione di nubi attorno alle cime dei colli circostanti: mons fumi, il monte del fumo, quello che si vede da lontano avvolto nella foschia. Esiste anche una lettura alternativa, legata alla collocazione di Monfumo lungo la frontiera del regno longobardo, che associa il nome all’uso di segnali di fumo a scopo difensivo. Questa seconda spiegazione è però considerata assai meno convincente dagli studiosi del territorio.

All’inizio del XII secolo il territorio era organizzato in feudi distinti: a Monfumo si insediò la casata dei Maltraversi, nota anche come da Monfumo, mentre la frazione di Castelli era controllata dall’omonima famiglia. Entrambe le casate risiedevano in fortilizi che dovevano occupare esattamente i luoghi dove oggi sorgono le rispettive chiese parrocchiali. La loro posizione politica fu netta: entrambe appartennero alla fazione ghibellina e nel corso del XIII secolo si schierarono con gli Scaligeri, opponendosi ai guelfi rappresentati dai Caminesi e dai vescovi di Feltre e Treviso.

La definitiva sconfitta delle famiglie locali giunse con l’espansione della Repubblica di Venezia, che abolì i feudi e incorporò il territorio nella podesteria di Asolo, governata da rettori veneziani. Da quel momento Monfumo smise di essere un centro autonomo di potere. L’attuale comune fu ricostituito nel 1810, durante la dominazione napoleonica, separando il suo territorio da quello di Asolo. Soppresso nel 1928 e riaggregato ad Asolo, tornò autonomo definitivamente nel 1945: una storia amministrativa fatta di scissioni e riunificazioni che riflette le vicende più ampie del Veneto moderno. Il gonfalone del comune è un drappo di azzurro.

Il paesaggio e i luoghi che definiscono Monfumo

Il colle e il tessuto delle frazioni

Monfumo è un comune interamente collinare: non esiste, nel suo territorio, una pianura di riferimento. Questa morfologia ha condizionato ogni aspetto della vita locale, dall’agricoltura all’urbanistica. Le frazioni — tra cui Castelli, che conserva nel nome il ricordo della casata medievale — si distribuiscono sui versanti in modo discontinuo, collegate da strade che seguono i crinali o scendono ripide verso i fondovalle. Chi percorre queste strade in ottobre, quando i vigneti virano al rosso e i frutteti sono ancora carichi, capisce perché il paesaggio di questo angolo del Trevigiano continui ad attrarre visitatori legati alla campagna veneta.

Le chiese parrocchiali sui siti dei fortilizi

Le due parrocchiali di Monfumo e di Castelli occupano, secondo la documentazione storica, gli stessi spazi dove in epoca medievale sorgevano i fortilizi delle due casate signorili. È una sovrapposizione che si ritrova in molti borghi del Veneto, ma che qui è documentata con una certa precisione dalle fonti sull’organizzazione feudale del XII secolo. Le chiese diventano così un doppio riferimento: luoghi di culto attivi e punti di osservazione privilegiati sul territorio circostante, data la loro collocazione sulle alture. Il santo patrono del comune è San Nicolò.

Il territorio agricolo collinare

Per generazioni l’economia di Monfumo ha riposato su due pilastri: l’allevamento di vacche da latte e la coltivazione di vigneti. La conformazione del terreno, però, ha sempre penalizzato la meccanizzazione, rendendo ogni intervento più costoso e faticoso rispetto alla pianura. Negli ultimi decenni questa difficoltà strutturale ha accelerato il declino dell’attività agricola. Oggi chi attraversa le campagne di Monfumo vede un paesaggio in transizione: campi ancora coltivati si alternano a terreni abbandonati, in un equilibrio fragile che diverse iniziative locali cercano di invertire. Per chi arriva da Belluno o dalla pedemontana, il contrasto con la pianura è immediato e visivo.

Il settore edilizio come specializzazione produttiva

Un dato economico distingue Monfumo nel panorama provinciale: il settore delle costruzioni concentra una quota di addetti sproporzionata rispetto alla dimensione del comune, con 23 unità locali e 55 addetti che rappresentano circa un terzo dell’occupazione locale. A questo si affianca una piccola produzione di laterizi — mattoni e tegole — che integra in modo coerente la filiera edile. Non si tratta di un polo industriale, ma di una specializzazione artigianale che si è consolidata nel tempo e che racconta qualcosa della relazione tra questo territorio e il costruire: colline che forniscono materiali, mani che li lavorano.

Castagne, mele antiche e prodotti del colle

Il territorio di Monfumo produce ciò che le colline consentono: castagne, vino, formaggi, mele, miele, funghi. Non è un’offerta elaborata, ma riflette fedelmente la struttura agricola di un comune che per secoli ha vissuto di ciò che cresceva sui propri versanti. Alla fine di settembre il borgo organizza la festa della mela, una mostra mercato che abbina la vendita di prodotti a base di mele all’artigianato locale e che richiama visitatori interessati al mondo rurale.

Vale la pena segnalare un progetto avviato nel 2009, quando l’associazione Slow Food del Montello e Colli Asolani, in collaborazione con l’Istituto agrario Parolini di Bassano del Grappa e con Veneto Agricoltura, ha avviato il recupero di 18 varietà antiche di mela, affidate a produttori locali per la reintroduzione in campo. Un’iniziativa concreta, nata dal riconoscimento che alcune varietà rischiano di scomparire con la crisi dell’agricoltura collinare. Il progetto lega Monfumo a una rete più ampia di custodi del patrimonio frutticolo veneto.

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti a Monfumo erano 31, pari al 2,4% della popolazione: la percentuale più bassa dell’intera provincia di Treviso.

Quando andare e come raggiungere Monfumo

La stagione migliore per visitare Monfumo è l’autunno, tra settembre e novembre, quando la festa della mela anima il borgo e i colori dei vigneti e dei boschi trasformano le strade collinari in percorsi di rara bellezza cromatica. La primavera offre invece il paesaggio più verde e le giornate più lunghe, ideali per chi vuole percorrere a piedi o in bicicletta le strade di crinale. L’estate è calda ma mai afosa come in pianura, grazie all’altitudine; l’inverno può portare nebbia nei fondovalle, mentre le cime restano spesso sgombre.

Se arrivi in auto, l’uscita consigliata è Montebelluna sull’autostrada A27, da cui Monfumo dista circa 15 chilometri verso nord-ovest, seguendo le indicazioni per i Colli Asolani. In alternativa, chi viene da ovest può percorrere la A31 Valdastico fino al suo termine e proseguire verso Bassano del Grappa, raggiungendo poi il borgo attraverso la pedemontana. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Montebelluna, servita dalla linea Venezia-Belluno. Da lì è necessario un mezzo privato o un servizio di autobus locale per coprire gli ultimi chilometri verso il colle. L’aeroporto di riferimento è il Marco Polo di Venezia, a circa 70 chilometri.

Chi preferisce scoprire la zona collegando più borghi può costruire un itinerario che tocca Vittorio Veneto a nord e scende verso la pianura trevigiana, oppure si spinge verso ovest fino a Marostica. Monfumo funziona bene come tappa intermedia in questi percorsi collinari, con la sua quiete e la sua scala umana che offrono un contrasto netto rispetto ai centri più frequentati della pedemontana veneta.

Partenza Distanza Tempo stimato
Venezia (aeroporto Marco Polo) circa 70 km circa 1 h 10 min
Treviso circa 35 km circa 45 min
Montebelluna (stazione FS) circa 15 km circa 25 min
Bassano del Grappa circa 20 km circa 30 min
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Domande frequenti su Monfumo

Come si raggiunge Monfumo in auto?

Monfumo si raggiunge comodamente in auto dall'autostrada A27 Venezia-Belluno, uscita Conegliano oppure dall'A4, uscita Paese-Treviso Nord, proseguendo verso Asolo e poi in direzione Monfumo. Da Treviso il percorso è di circa 40 km, da Bassano del Grappa circa 20 km. Le strade provinciali collinari richiedono attenzione ma offrono scorci sul paesaggio viticolo tipico del Trevigiano.

Quando si svolge la festa del patrono San Nicolò a Monfumo?

Il patrono di Monfumo è San Nicolò, la cui festa liturgica ricorre il 6 dicembre. Come in molti borghi veneti, i festeggiamenti si concentrano nel weekend più vicino a quella data e coinvolgono la parrocchiale del paese, edificata proprio nel sito dove un tempo sorgeva il fortilizio medievale dei Maltraversi. Per il programma aggiornato è consigliabile consultare il sito del Comune o la parrocchia locale.

Quanto tempo serve per visitare Monfumo e i dintorni?

Monfumo è un borgo piccolo, con poco più di 1.200 abitanti, che si esplora a piedi in mezza giornata. Vale la pena abbinare la visita ai borghi vicini: Asolo dista circa 10 km, Marostica una ventina, Alano di Piave altrettanto. Una giornata intera permette di combinare il centro di Monfumo con una passeggiata tra i colli e una tappa enogastronomica nella zona, rinomata per castagne e produzioni agricole locali.

Ci sono sentieri escursionistici nei dintorni di Monfumo?

Il territorio collinare di Monfumo, a 227 metri di quota, si presta a escursioni a piedi e in bicicletta lungo le strade rurali e i sentieri che attraversano vigneti e castagneti. La zona rientra nell'area pedemontana trevigiana percorsa da itinerari CAI che collegano i colli tra Asolo e le Prealpi bellunesi. Per mappe aggiornate dei sentieri certificati è consigliabile consultare la sezione CAI di Treviso o i portali escursionistici della Regione Veneto.

Come arrivare

Borgo

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