Aulla
Nel 884 d.C. il marchese Adalberto di Toscana fondò sulla confluenza tra il Magra e l’Aulella un’abbazia dedicata a San Caprasio, trasformando un modesto insediamento di fondovalle in un punto di sosta obbligato sulla Via Francigena. Oggi chi si chiede cosa vedere a Aulla trova un borgo di pianura a 64 metri sul livello del […]
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Nel 884 d.C. il marchese Adalberto di Toscana fondò sulla confluenza tra il Magra e l’Aulella un’abbazia dedicata a San Caprasio, trasformando un modesto insediamento di fondovalle in un punto di sosta obbligato sulla Via Francigena. Oggi chi si chiede cosa vedere a Aulla trova un borgo di pianura a 64 metri sul livello del mare, con 11.274 abitanti, che conserva nella struttura urbana le tracce precise di quel passaggio tra Liguria e Toscana — una funzione di crocevia che non ha mai smesso di svolgere, nemmeno dopo l’alluvione del 2011 che ne ridisegnò il volto.
Storia e origini di Aulla
Il nome Aulla deriva con ogni probabilità dal torrente Aulella, che confluisce nel fiume Magra proprio in corrispondenza dell’abitato. La prima menzione documentata risale a un diploma dell’imperatore Ludovico III dell’anno 900, che confermava i possedimenti dell’abbazia fondata dai marchesi Obertenghi. La posizione geografica — nel punto esatto in cui la valle del Magra si allarga verso il mare — rese il borgo un nodo strategico per il controllo dei transiti tra la pianura padana e la costa tirrenica. L’arcivescovo Sigerico di Canterbury, nel 990, annotò Aulla come tappa numero XXVIII del suo viaggio di ritorno da Roma, registrandola nel celebre itinerario che oggi ricostruiamo come Via Francigena.
Nel corso del Medioevo, il controllo del territorio passò dai vescovi di Luni ai Malaspina, la potente famiglia feudale che dominò la Lunigiana per secoli. I Malaspina edificarono la Fortezza della Brunella tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, posizionandola su uno sperone roccioso che domina la confluenza dei due corsi d’acqua. Nel 1543 il feudo passò ai Centurione, banchieri genovesi, e successivamente fu acquisito dai Granduchi di Toscana. L’annessione definitiva al Granducato avvenne nel XVIII secolo, e da quel momento Aulla seguì le vicende politiche della Toscana fino all’Unità d’Italia.
Il 25 gennaio 2011 un’esondazione del Magra devastò il centro abitato, danneggiando gravemente il patrimonio edilizio e l’abbazia di San Caprasio. La ricostruzione, durata anni, ha portato alla luce durante i restauri dell’abbazia reperti archeologici di rilievo, tra cui una cassetta reliquiaria attribuita a San Caprasio, oggi esposta nel museo annesso alla chiesa. Questo ritrovamento, avvenuto nel 2001 durante precedenti lavori di scavo, ha confermato l’importanza del sito come stazione di pellegrinaggio lungo la Francigena.
Cosa vedere a Aulla: 5 attrazioni principali
1. Abbazia di San Caprasio
Fondata nell’884, l’abbazia conserva stratificazioni architettoniche che vanno dal IX al XV secolo. Gli scavi condotti dal 2001 hanno restituito la cassetta reliquiaria in pietra con resti attribuiti al santo patrono Caprasio di Lérins, monaco del V secolo. L’annesso museo raccoglie i reperti e documenta le fasi costruttive dell’edificio.
2. Fortezza della Brunella
Costruita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, la fortezza sorge su un blocco di arenaria che controlla la confluenza tra Magra e Aulella. La pianta quadrangolare con bastioni angolari riflette i principi dell’architettura militare rinascimentale. Dal 1975 ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana, con collezioni di fauna, flora e mineralogia del territorio.
3. Via Francigena — Tappa di Aulla
Aulla corrisponde alla tappa XXVIII dell’itinerario di Sigerico. Il percorso ufficiale attraversa l’abitato e prosegue verso Pontremoli a nord e Sarzana a sud. I cippi segnavia e le indicazioni lungo il tracciato permettono di percorrere a piedi i tratti che collegano il fondovalle ai crinali circostanti, dove si cammina su sentieri sterrati tra boschi di castagno e querceti.
4. Chiesa di San Martino di Caprigliola
Nella frazione di Caprigliola, a circa 4 chilometri dal centro, la chiesa di San Martino risale al XII secolo. Il borgo stesso — posto su un’altura a dominio della valle — conserva un impianto urbano medievale con porte d’accesso ancora visibili. L’edificio religioso presenta elementi romanici nella facciata e un campanile a base quadrata.
5. Museo di Storia Naturale della Lunigiana
Allestito nei saloni della Brunella, il museo documenta la geologia, la botanica e la zoologia della Lunigiana con campioni raccolti sul territorio. Le sezioni dedicate ai minerali delle Alpi Apuane e alla fauna del bacino del Magra costituiscono un riferimento per la conoscenza naturalistica dell’area. La posizione all’interno della fortezza offre anche una visione diretta della struttura architettonica cinquecentesca.
Cucina locale e prodotti del territorio
La cucina di Aulla è quella della Lunigiana, un sistema alimentare costruito su castagne, farro e erbe spontanee. I testaroli — dischi di pasta cotti su testi di ghisa arroventati e poi conditi con pesto alla genovese o olio extravergine — sono il piatto identificativo del territorio: qui si preparano ancora secondo il procedimento originale, versando una pastella liquida di farina e acqua sul testo rovente. I panigacci, simili per tecnica ma più sottili e croccanti, si servono con stracchino e salumi locali. La focaccetta di Aulla, fritta o cotta su pietra, si trova nelle botteghe del centro. Tra i primi piatti, le lasagne bastarde — impastate con farina di grano e farina di castagne — rappresentano un formato esclusivo della vallata. La torta d’erbi, preparata con bietole, borragine e parmigiano tra due strati di pasta tirata sottile, è presente su ogni tavola familiare. Il miele della Lunigiana DOP, prodotto nelle aree boschive circostanti, è certificato nelle varietà di acacia e castagno.
Tra i salumi, la spalla cotta di Filattiera e il lardo lavorato secondo la tradizione locale compaiono nei taglieri. L’olio extravergine d’oliva Toscano IGP, nella menzione geografica Lunigiana, proviene da cultivar autoctone. La farina di castagne della Lunigiana, che ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta nel 2015, si ricava da castagneti coltivati tra i 200 e gli 800 metri di quota e viene essiccata in metati — le tradizionali strutture in pietra a due piani. Con questa farina si preparano il castagnaccio, i necci farciti con ricotta e la pattona, una polenta densa di castagne. Nel periodo autunnale, la sagra dei testaroli e le fiere della castagna animano le frazioni del comune. Il vino dei Colli di Luni DOC, prodotto nella zona a cavallo tra Liguria e Toscana, accompagna i piatti del territorio con il Vermentino bianco e il rosso a base Sangiovese.
Quando visitare Aulla: il periodo migliore
Il clima di fondovalle rende Aulla percorribile tutto l’anno, ma le stagioni più adatte sono la primavera e l’autunno. Da aprile a giugno le temperature oscillano tra i 15 e i 25 gradi, il livello dei fiumi è regolare e i sentieri della Francigena sono praticabili senza difficoltà. Il 1° giugno si celebra la festa del patrono San Caprasio, con funzioni religiose nell’abbazia e manifestazioni nel centro storico. L’autunno — da settembre a novembre — porta le fiere legate alla castagna e ai prodotti del bosco, con mercati nelle frazioni collinari del comune.
L’estate può risultare calda e umida nel fondovalle, con temperature che superano i 30 gradi in luglio e agosto. L’inverno è mite rispetto al versante padano, grazie alla protezione offerta dall’Appennino, ma le piogge sono frequenti tra novembre e febbraio — in un territorio dove la piovosità annua supera spesso i 1.200 millimetri. Chi percorre la Via Francigena a piedi trova ad Aulla strutture di accoglienza per pellegrini, ostelli e alberghi convenzionati.
Come arrivare a Aulla
Aulla è servita dall’autostrada A15 Parma-La Spezia, con uscita dedicata ad Aulla. Da Milano la distanza è di circa 200 chilometri (2 ore e 30 minuti); da Firenze 170 chilometri (2 ore) percorrendo la A11 e poi la A15; da La Spezia 35 chilometri (30 minuti). La stazione ferroviaria di Aulla Lunigiana si trova sulla linea Pontremolese (Parma–La Spezia), con treni regionali frequenti verso entrambe le direzioni. L’aeroporto più vicino è quello di Pisa-Galileo Galilei, a circa 100 chilometri, collegato all’autostrada A12 e poi alla A15. L’aeroporto di Parma dista 95 chilometri. Per chi arriva dalla Liguria, la A12 Genova-Livorno incrocia la A15 al nodo di Santo Stefano di Magra, a 15 chilometri da Aulla.
Cosa vedere a Aulla e nei borghi vicini della Toscana
La Lunigiana è un territorio dove in pochi chilometri il paesaggio cambia radicalmente: dal fondovalle di Aulla si sale verso comunità montane che hanno conservato un rapporto diretto con il bosco e la pietra. Casola in Lunigiana, a 15 chilometri verso nord-est, occupa un versante della valle del torrente Tassonaro ed è nota per la lavorazione della farina di castagne e per il Museo del Territorio dell’Alta Valle Aulella. Il collegamento stradale attraverso la SP20 segue il corso dell’Aulella, lo stesso torrente che dà il nome ad Aulla.
Più distante, ma raggiungibile attraverso la Garfagnana, Careggine si trova a circa 50 chilometri a sud-est, sul versante opposto delle Alpi Apuane, a 873 metri di altitudine. Il borgo è noto per la vicinanza al lago artificiale di Vagli, sotto il cui livello giace il paese sommerso di Fabbriche di Careggine, visibile solo durante i rari svuotamenti del bacino. Da Aulla il percorso attraversa il Passo dei Carpinelli e scende in Garfagnana — un itinerario di circa un’ora che collega due versanti geologicamente e culturalmente distinti della Toscana settentrionale.
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