Fosdinovo
Il Castello Malaspina di Fosdinovo domina da oltre settecento anni il crinale che separa la Val di Magra dalla costa apuana, con i suoi quattro torrioni circolari e il camminamento di ronda ancora percorribile. A 500 metri di altitudine, questo centro della provincia di Massa e Carrara conta 4.982 abitanti e conserva un impianto urbanistico […]
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Il Castello Malaspina di Fosdinovo domina da oltre settecento anni il crinale che separa la Val di Magra dalla costa apuana, con i suoi quattro torrioni circolari e il camminamento di ronda ancora percorribile. A 500 metri di altitudine, questo centro della provincia di Massa e Carrara conta 4.982 abitanti e conserva un impianto urbanistico medievale definito da mura, porte e vicoli disposti secondo la logica difensiva del feudo. Capire cosa vedere a Fosdinovo significa leggere la stratificazione di un potere signorile che ha governato la Lunigiana per secoli, lasciando segni evidenti nella pietra arenaria e nei documenti d’archivio.
Storia e origini di Fosdinovo
Il nome Fosdinovo compare per la prima volta in un documento del 1084, nella forma Fosdenova, probabilmente derivato dal latino fossa e nova, con riferimento a un fossato difensivo di nuova costruzione. Il borgo entrò nell’orbita dei Malaspina nel XIII secolo, quando la famiglia guelfa dello Spino Fiorito consolidò il controllo su gran parte della Lunigiana orientale. Nel 1340 Spinetta Malaspina il Grande ottenne il feudo, che da quel momento seguì le sorti del ramo marchionale per oltre quattrocento anni. Il marchesato di Fosdinovo fu tra gli ultimi a cadere: venne annesso al Granducato di Toscana solo nel 1797, con l’arrivo delle truppe napoleoniche.
La tradizione locale lega Fosdinovo al nome di Dante Alighieri, che secondo diverse fonti soggiornò presso i Malaspina durante l’esilio. Un documento del 1306 — la cosiddetta Pace di Castelnuovo — attesta la presenza del poeta in Lunigiana come procuratore del marchese Franceschino Malaspina. Una lapide nel castello ricorda questo passaggio, e alcuni studiosi hanno ipotizzato che versi del Purgatorio (Canto VIII, vv. 121-132) alludano proprio all’ospitalità ricevuta in questi luoghi. Il borgo mantenne rilevanza strategica anche nei secoli successivi: durante la Seconda Guerra Mondiale, la Linea Gotica passava pochi chilometri a nord, e Fosdinovo fu teatro di operazioni partigiane documentate dall’Istituto Storico della Resistenza apuana.
Cosa vedere a Fosdinovo: le 5 attrazioni principali
1. Castello Malaspina
Costruito a partire dal XII secolo e ampliato nel Trecento, il castello conserva sale affrescate, un cortile d’onore con loggiato, la cappella gentilizia e un sistema di camminamenti sotterranei. Le quattro torri angolari circolari, aggiunte nel XV secolo per resistere alle armi da fuoco, sono ancora intatte. L’edificio è visitabile con guida e ospita un percorso museale sulla famiglia Malaspina.
2. Chiesa di San Remigio
La pieve, dedicata al patrono Remigio di Reims festeggiato il 1º ottobre, risale al XIII secolo nella struttura attuale, con facciata in arenaria e portale ogivale. All’interno si trovano un fonte battesimale in marmo bianco di Carrara del XV secolo e un crocifisso ligneo datato al Trecento. L’impianto a tre navate riflette il modello delle pievi lunigianesi.
3. Oratorio dei Bianchi
Sede della Confraternita dei Disciplinati, questo piccolo edificio seicentesco conserva un altare in marmo policromo e decorazioni a stucco di scuola genovese. La struttura, addossata alle mura meridionali del borgo, documenta la rete confraternale attiva in Lunigiana tra XVI e XVIII secolo e la circolazione di maestranze liguri nell’entroterra apuano.
4. Le mura e le porte medievali
La cinta muraria di Fosdinovo, in gran parte conservata, si sviluppa per circa seicento metri con tre porte d’accesso. Porta Nord e Porta di Sotto mantengono gli archi a sesto acuto originari. Il percorso lungo le mura offre una vista diretta sulle Alpi Apuane a est e sul Golfo della Spezia a ovest, con le isole di Palmaria e Tino visibili nelle giornate limpide.
5. Via Dantesca e sentiero CAI 39
Il sentiero CAI numero 39, noto anche come Via Dantesca, collega Fosdinovo a Castelnuovo Magra lungo un tracciato di circa 8 chilometri tra castagneti e uliveti. Il percorso segue il crinale che domina la bassa Val di Magra e attraversa nuclei rurali come Caprognano e Ponzanello, con tratti su selciato originale e dislivelli contenuti adatti alla percorrenza in giornata.
Cucina e prodotti locali
La cucina di Fosdinovo è quella della Lunigiana interna, fondata su farina di castagne, olio d’oliva e ortaggi. I testaroli, dischi di pastella di farina e acqua cotti su testi di ghisa arroventati e poi conditi con pesto alla genovese o olio nuovo, rappresentano il piatto più identificativo dell’area. La torta d’erbi — involucro di pasta sottilissima ripieno di bietole, borragine e pecorino — si prepara ancora nelle versioni salate e, durante Pasqua, nella variante dolce con riso. Le focaccette di Aulla, fritte nello strutto e farcite con salumi o stracchino, si trovano nelle fiere del circondario. Il Miele della Lunigiana DOP, sia nella tipologia acacia sia castagno, è prodotto in quota nei castagneti sopra il borgo. L’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP, nella menzione geografica Lunigiana, proviene da cultivar locali come la razzola e la frantoio, con frangitura a freddo nei frantoi di fondovalle.
La farina di castagne della Lunigiana è tutelata dal marchio PAT della Regione Toscana e viene macinata nei mulini ad acqua ancora attivi nella zona di Comano e Fivizzano. Con questa farina si preparano i necci, crêpe sottili farcite con ricotta fresca, e il castagnaccio, arricchito con pinoli, rosmarino e uvetta. Il Candia dei Colli Apuani DOC, vino bianco prodotto sui versanti tra Massa e la bassa Lunigiana da uve vermentino e albarola, accompagna i piatti di pesce risaliti dalla costa. La Sagra del Cinghiale, che si tiene nel periodo autunnale, propone pappardelle al ragù di selvaggina e grigliate, mentre la festa patronale del 1° ottobre prevede un mercato alimentare con produttori locali. Il Comune di Fosdinovo pubblica il calendario aggiornato degli eventi gastronomici sul proprio sito istituzionale.
Quando visitare Fosdinovo: il periodo migliore
La posizione a 500 metri di altitudine garantisce estati meno afose rispetto alla costa versiliese, con temperature medie di luglio intorno ai 24 °C. La primavera, da aprile a giugno, è il periodo più indicato per percorrere i sentieri CAI e la Via Dantesca, quando i castagneti sono in piena vegetazione e gli uliveti in fioritura. L’autunno porta la raccolta delle castagne e la frangitura delle olive, con sagre concentrate tra ottobre e novembre. L’inverno può riservare giornate fredde e nebbiose, ma offre la visibilità migliore sulle Apuane innevate dalla terrazza del castello.
Il 1° ottobre, festa di San Remigio, il borgo ospita la processione e il mercato tradizionale. Durante l’estate, il castello Malaspina diventa sede di rassegne teatrali e musicali organizzate dal comune. Chi preferisce evitare i flussi della Versilia estiva troverà a Fosdinovo una frequentazione contenuta anche in agosto, con i servizi di ristorazione e visita regolarmente operativi.
Come arrivare a Fosdinovo
In auto, dall’autostrada A12 Genova-Livorno si esce a Sarzana e si segue la SP57 per circa 14 chilometri in direzione nord-est, con un tempo di percorrenza di venti minuti. Dall’autostrada A15 della Cisa, l’uscita più comoda è Aulla, da cui Fosdinovo dista 18 chilometri lungo la SP32. La stazione ferroviaria più vicina è Sarzana, sulla linea Genova-Pisa, collegata al borgo da autobus di Autolinee Toscane con circa quattro corse giornaliere nei giorni feriali. L’aeroporto di Pisa Galileo Galilei si trova a 100 chilometri, raggiungibili in circa un’ora e venti minuti via A12. L’aeroporto di Genova dista 130 chilometri. Da Firenze la percorrenza è di circa due ore, seguendo la A11 fino a Lucca e poi la A12 fino a Sarzana.
Altri borghi da scoprire in Toscana
La Lunigiana e la Garfagnana offrono una rete di centri minori che condividono con Fosdinovo la stessa matrice geologica e culturale, tra arenaria, castagno e antiche giurisdizioni feudali. Comano, nella valle del Taverone a sud-est, conserva un castello dei Malaspina del ramo dello Spino Secco e mulini ad acqua dove si macina ancora la farina di castagne. Il suo territorio segna il confine tra l’influenza lunigianese e quella garfagnina, con un dialetto e una cucina che riflettono questa posizione di cerniera.
Più a sud, lungo il versante garfagnino delle Apuane, Careggine si trova a 865 metri di altitudine ai margini del lago artificiale di Vagli, noto per il paese sommerso di Fabbriche di Careggine, visibile nei rari svuotamenti del bacino. La vicinanza con il Parco Regionale delle Alpi Apuane rende entrambi i borghi punti d’accesso per escursioni in quota, dal Monte Pisanino al Pizzo d’Uccello, cime che da Fosdinovo si distinguono nettamente guardando verso est nelle mattine d’inverno.
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