Licciana Nardi
Il territorio di Licciana Nardi conta sei castelli distribuiti tra il fondovalle e le pendici appenniniche, una concentrazione difensiva che documenta il ruolo strategico di questo tratto della Lunigiana nel controllo delle vie tra la pianura padana e il Tirreno. Con i suoi 4.894 abitanti distribuiti su 55 chilometri quadrati a 210 metri di altitudine, […]
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Il territorio di Licciana Nardi conta sei castelli distribuiti tra il fondovalle e le pendici appenniniche, una concentrazione difensiva che documenta il ruolo strategico di questo tratto della Lunigiana nel controllo delle vie tra la pianura padana e il Tirreno. Con i suoi 4.894 abitanti distribuiti su 55 chilometri quadrati a 210 metri di altitudine, il comune si estende lungo il corso del torrente Taverone, affluente del Magra. Capire cosa vedere a Licciana Nardi significa attraversare un paesaggio dove le strutture feudali dei Malaspina segnano ancora oggi il profilo delle frazioni, tra Monti e Bastia, Panicale e Terrarossa.
Storia e origini di Licciana Nardi
Il nome “Licciana” compare per la prima volta in un documento del 1077 legato alle proprietà dei marchesi Malaspina, la dinastia che ha governato gran parte della Lunigiana per oltre quattro secoli. L’aggiunta “Nardi” risale al 1933, quando il comune fu intitolato ad Anacarsi Nardi, patriota risorgimentale nato nella frazione di Panicale nel 1800 e fucilato a Cosenza nel 1844 dopo il tentativo insurrezionale dei fratelli Bandiera. La figura di Nardi è documentata negli atti del processo borbonico e nella storiografia del Risorgimento meridionale.
Il territorio ha seguito le vicende politiche del marchesato Malaspina dello Spino Secco, ramo della famiglia che dal XIII secolo controllava la media e alta val di Magra. Nel 1221, la divisione ereditaria tra i Malaspina — formalizzata con l’arbitrato di Parma — assegnò questa porzione della Lunigiana al ramo guidato da Corrado l’Antico. I castelli di Bastia, Monti e della stessa Licciana risalgono a quel periodo di frammentazione feudale, quando ogni nucleo abitato necessitava di una propria struttura difensiva. Nel XV secolo, parte del territorio passò sotto il controllo di Firenze e successivamente del Granducato di Toscana.
Durante il secondo conflitto mondiale, le colline intorno a Licciana Nardi furono teatro di operazioni partigiane lungo la Linea Gotica. Il paese subì bombardamenti e rastrellamenti tra il 1944 e il 1945. La ricostruzione postbellica ha modificato l’assetto del fondovalle, mentre le frazioni più alte conservano l’impianto medievale con maggiore evidenza.
Cosa vedere a Licciana Nardi: 5 attrazioni imperdibili
1. Castello di Bastia
Costruito dai Malaspina nel XIII secolo sulla riva destra del Taverone, il castello di Bastia presenta una pianta quadrangolare con torre centrale e cortile interno. Le murature in arenaria locale mostrano le stratificazioni di diversi interventi tra il Trecento e il Cinquecento. La struttura, parzialmente restaurata, è visibile dall’esterno e domina la confluenza tra due valli.
2. Castello di Monti
Nella frazione di Monti, a circa 400 metri di quota, il castello conserva il circuito murario e una torre cilindrica che lo distingue dagli altri fortilizi della zona. Documentato dal XIV secolo, il complesso ha funzionato come presidio sul crinale tra la val di Taverone e la val di Magra. Il nucleo abitato conserva la disposizione concentrica intorno alla fortificazione.
3. Chiesa di San Giacomo Maggiore
La chiesa parrocchiale, dedicata al patrono festeggiato il 25 luglio, sorge nel centro di Licciana. L’edificio attuale è frutto di rifacimenti settecenteschi su una struttura precedente. All’interno si trovano altari in marmo e un organo restaurato. La facciata in pietra locale presenta un portale con architrave scolpito.
4. Apella e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano
La frazione di Apella, situata nella parte alta del territorio comunale, rappresenta uno degli accessi al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Da qui partono sentieri verso il Monte Matto (1.837 m) e il Passo del Lagastrello. Il borgo di Apella mantiene l’architettura rurale in pietra con tetti in lastre di arenaria, detta localmente “piagna”.
5. Castello di Terrarossa
Posto lungo la strada che collega Aulla a Licciana, il castello di Terrarossa prende il nome dal colore della roccia su cui è edificato. La struttura, di impianto quattrocentesco, ha funzionato come punto di controllo doganale tra i diversi feudi Malaspina. Oggi ospita eventi e mostre. La posizione di fondovalle lo rende facilmente accessibile rispetto ai castelli di quota.
Cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Licciana Nardi è quella della Lunigiana interna, legata alla farina di castagne e alla lavorazione della farina di grano. I testaroli, considerati la pasta più antica d’Italia, vengono cotti nei testi di ghisa arroventati sul fuoco e conditi con pesto alla genovese o con olio extravergine e pecorino. La torta d’erbi — involucro di pasta sottile ripieno di verdure selvatiche, in particolare bietole, porri e borragine — si cuoce nei testi seguendo lo stesso principio. Le focaccette di Aulla, piccoli dischi di farina di grano fritti o cotti nei testi, accompagnano salumi e formaggi locali. La farina di castagne della Lunigiana DOP, ottenuta da varietà come la Carpinese e la Bresciana essiccate nei tradizionali “gradili” (essiccatoi), entra nella preparazione della pattona — una polenta dolce — e del castagnaccio, arricchito con pinoli, noci e rosmarino. Il miele della Lunigiana DOP, sia nella variante di acacia sia in quella di castagno, è l’altro prodotto a denominazione di questo territorio.
Tra i salumi, la spalla cotta di Filattiera e il lardo di Colonnata IGP, prodotto nelle cave di marmo delle vicine Alpi Apuane, compaiono frequentemente nelle trattorie della zona. I funghi porcini raccolti nei boschi di castagno e faggio tra settembre e novembre costituiscono un elemento centrale della gastronomia locale, preparati fritti, trifolati o conservati sott’olio. In autunno la Sagra della Castagna e i mercati di prodotti del bosco animano le frazioni. Da segnalare anche il Panigaccio, disco di pasta non lievitata cotto in piatti di terracotta sovrapposti, diffuso in tutta la Lunigiana e servito con stracchino, pesto o affettati. Il vino prodotto nelle colline circostanti rientra nella denominazione IGT Toscana, con prevalenza di uve Vermentino e Ciliegiolo.
Cosa vedere a Licciana Nardi e dintorni: il periodo migliore per visitare
La festa di San Giacomo Maggiore, il 25 luglio, rappresenta il momento di maggiore aggregazione nel centro di Licciana. L’estate, tra giugno e settembre, consente di combinare la visita ai castelli con escursioni nel Parco Nazionale: i sentieri verso il Passo del Lagastrello sono percorribili senza neve da maggio a ottobre. L’autunno — ottobre e novembre — è la stagione della raccolta delle castagne, quando i “gradili” fumano nei boschi sopra Apella e Panicale, e le sagre di prodotti del sottobosco si susseguono nelle frazioni.
L’inverno porta temperature rigide nelle frazioni più alte, con possibili nevicate sopra i 600 metri. La primavera, da aprile in poi, offre condizioni favorevoli per chi preferisce percorsi a piedi senza il caldo estivo: la fioritura dei prati lungo il Taverone e nei castagneti rende il paesaggio visivamente diverso dal resto dell’anno. Il sito del Comune pubblica il calendario aggiornato degli eventi.
Come arrivare a Licciana Nardi
In auto, Licciana Nardi si raggiunge dall’autostrada A15 Parma-La Spezia, uscita Aulla. Da lì, la strada provinciale risale la val di Taverone per circa 8 chilometri. Da Parma la distanza è di circa 100 km (un’ora e venti minuti); da La Spezia circa 50 km (quarantacinque minuti); da Firenze circa 170 km seguendo l’A11 e poi l’A15.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Aulla-Lunigiana, sulla linea Pontremolese (Parma–La Spezia), servita da treni regionali. Da Aulla, autobus locali collegano Licciana Nardi e le frazioni principali. L’aeroporto più prossimo è quello di Pisa-Galileo Galilei, distante circa 120 km. L’aeroporto di Parma-Giuseppe Verdi si trova a circa 110 km. Per chi arriva dal nord, il valico del Passo del Lagastrello — aperto in estate — offre un collegamento diretto con l’Emilia attraverso una strada panoramica di montagna.
Altri borghi da scoprire in Toscana
A pochi chilometri verso nord-ovest, risalendo la val di Magra, Casola in Lunigiana condivide con Licciana Nardi la stessa matrice Malaspina ma presenta un paesaggio diverso, più stretto tra le pareti calcaree della valle del Lucido. Il borgo è noto per la lavorazione della farina di castagne e per il suo centro storico compatto, dove la pietra grigia locale sostituisce l’arenaria rossastra di Terrarossa.
Verso sud, sempre lungo il corso del Magra, Bagnone offre un confronto diretto con Licciana Nardi per struttura territoriale: anche qui un castello Malaspina domina un borgo di fondovalle, ma il torrente che lo attraversa — il Bagnone, appunto — crea un sistema di ponti e mulini che caratterizza l’impianto urbano in modo specifico. Le due località distano meno di venti minuti d’auto e si prestano a un itinerario combinato attraverso la Lunigiana dei feudi.
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