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Campodenno
Campodenno
Trentino-Alto Adige

Campodenno

Montagna Montagna
6 min di lettura

Campodenno è un comune della Val di Non in provincia di Trento, con origini documentate nel 1273, frazioni storiche, Castel Belasi e un territorio che sale dalle rive del Noce fino alle Dolomiti di Br

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Campodenno è un comune di circa 1516 abitanti della Val di Non, in provincia di Trento, collocato sulla sponda destra del torrente Noce ai piedi delle Dolomiti di Brenta, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta. Il territorio comunale si estende per poco più di 25 chilometri quadrati con un’escursione altimetrica notevole: dal punto più basso in località Cressino, a 534 metri sul livello del mare, fino alla Cima Santa Maria a 534 metri. Al capoluogo si affiancano le frazioni di Dercolo, Lover, Termon, Quetta e Segonzone, ciascuna con una propria chiesa e una propria identità storica.

Campodenno borgo in Trentino-Alto Adige conserva tracce documentate della propria storia a partire dal 1276, anno in cui compare per la prima volta in un atto che coinvolge il nobile Oldarico de Enno e il vescovo di Trento Enrico II. Nei secoli successivi il paese passò attraverso i possedimenti di diverse famiglie nobiliari — i conti Flavon, la casata di Castel Corona, gli Spaur, i Khuen-Belasi — fino a diventare, dopo la riforma degli enti locali del periodo fascista e un referendum popolare del 1951, un comune autonomo sancito per legge nel 1952. La vocazione del territorio è oggi classificata dall’ISTAT come culturale, storica, artistica e paesaggistica.

Campodenno borgo in Trentino-Alto Adige: storia e identità tra feudi, rivolte e memoria moderna

La prima attestazione documentata di Campodenno risale al 1276, quando il nobile Oldarico de Enno cedette al vescovo di Trento Enrico II un servo di nome Bontempo della Palma con tutti i suoi discendenti; da quel momento il paese attraversò secoli di passaggi feudali che videro avvicendarsi i conti Flavon, la famiglia di Castel Corona e infine, nel 1394, Matteo II Spaur, al quale la famiglia di Castel Corona trasferì i propri beni locali. Un documento del 1282, conservato presso l’Archivio Thun di Castel Bragher, testimonia come già allora Campodenno fosse parte di un sistema di diritti condivisi tra potentati nobiliari sulla Val di Non.

Il Novecento portò trasformazioni profonde nell’assetto amministrativo: dopo l’annessione alla Venezia Tridentina seguita alla prima guerra mondiale, la riforma fascista del 1928 aggregò Campodenno al cosiddetto Comune Grande di Denno. La separazione avvenne per via referendaria nel 1951, e la Legge Regionale n. 31 del 23 agosto 1952 sancì la nascita del comune autonomo. Nel novembre del 1944, durante i bombardamenti alleati sull’asse del Brennero, un bombardiere americano Marauder B-26 decollato dalla Corsica fu abbattuto dalla contraerea tedesca e precipitò in località Faé-Grum: le bombe inesplose furono poi collocate presso il monumento ai caduti davanti alla chiesa dei Santi Maurizio e Compagni, dove ancora oggi ricordano quell’episodio.

Chiese, un castello e un biotopo: il patrimonio di Campodenno

A Campodenno si trovano cinque chiese visitabili, Castel Belasi presso la frazione di Segonzone, due palazzi storici nel centro principale e il Biotopo La Rocchetta, area naturale protetta lungo il torrente Noce.

Chiesa dei Santi Maurizio e Compagni

È la parrocchiale del capoluogo dal 1959. All’interno, sull’altare laterale destro, è conservato un dipinto di Domenico Udine Nani che commemora l’epidemia di colera del 1836, dalla quale il paese risultò indenne. Davanti alla facciata si trova il monumento ai caduti, accanto al quale furono collocate le bombe inesplose del bombardiere americano abbattuto nel novembre del 1944 in località Faé-Grum.

Chiesa di San Pancrazio

Sorge sopra il paese di Campodenno. La prima attestazione documentata risale al 1363. A partire dal XVII secolo ospitò eremiti, cui fu infeudato l’eremo dalla famiglia dei signori de Oliva; la presenza eremitica si concluse verso la fine del Settecento.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Edificio sussidiario nella frazione di Segonzone, costruito nel XV secolo. Conserva affreschi datati 1473, opera dei fratelli Giovanni e Battista Baschenis.

Chiesa di Sant’Egidio

Parrocchiale nella frazione di Quetta, ricostruita nel corso del XVI secolo. Al suo interno si trova un altare maggiore ligneo seicentesco attribuito a Simone Lenner. Un rilievo ligneo cinquecentesco raffigurante l’Adorazione dei Magi, già conservato qui, è oggi al Museo diocesano tridentino.

Le altre chiese parrocchiali

Ogni frazione principale ha la propria parrocchiale: la chiesa di Santo Stefano a Dercolo, la chiesa dell’Immacolata a Lover, la chiesa della Natività di San Giovanni Battista a Termon. La cappella dell’Addolorata, eretta nel XIX secolo, si trova a Crescino.

Castel Belasi

Costruito nel tardo Duecento presso Segonzone, il castello passò nella seconda metà del XIV secolo alla famiglia Khuen-Belasi, che lo tenne per diversi secoli. Dal 2000 è proprietà del Comune di Campodenno ed è visitabile nei mesi estivi.

I palazzi della famiglia de Campi

Biotopo La Rocchetta

Istituita nel 1992, l’area naturale protetta si estende per circa 88 ettari lungo il tratto terminale del torrente Noce, in un ambiente fluviale e perifluviale. È raggiungibile anche attraverso il percorso Dolomiti di Brenta Bike, itinerario ad anello che attraversa questo settore della Val di Non.

Sapori della Val di Non e del Trentino a Campodenno

A Campodenno e nella Val di Non la tavola ruota attorno alla Mela Val di Non DOP e alle Mele del Trentino IGP, prodotte nei frutteti che caratterizzano la sponda destra del torrente Noce; accanto ai frutti del territorio, la tradizione gastronomica provinciale offre la Carne Salada del Trentino IGP e il Grana Padano DOP, entrambi radicati nell’arco alpino trentino.

Il contesto provinciale aggiunge altri riferimenti certificati: il Garda DOP per i prodotti olivicoli del versante meridionale e l’Asiago DOP, formaggi che circolano nelle valli alpine di questa parte del Trentino-Alto Adige. Non si tratta di specialità esclusive di Campodenno, ma di produzioni dell’area vasta che si ritrovano sulle tavole locali e nei mercati della Val di Non.

Tra i prodotti tradizionali a carattere regionale e territoriale, citabili con prudenza, figurano distillati e sciroppi artigianali tipici dell’arco alpino trentino: acquaviti di frutta, sciroppo di lampone, di sambuco e di ribes nero, oltre a liquori come l’Amaro Valle di Ledro. Queste preparazioni appartengono a una tradizione montana diffusa, non circoscrivibile al solo comune.

Quando visitare e come arrivare

Campodenno si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.

PartenzaDistanzaTempo
Trentocirca 30 kmcirca 30 min
Cles (centro Val di Non)circa 12 kmcirca 15 min
Albianocirca 20 kmcirca 20 min

Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.

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Domande frequenti su Campodenno

Qual è il periodo migliore per visitare Campodenno?

Campodenno è ideale da visitare in estate e inizio autunno, quando il clima in montagna è mite e i sentieri sono completamente accessibili. Se desideri partecipare alla festa patronale di San Lorenzo, il momento perfetto è il 10 agosto, quando il borgo celebra il suo santo protettore con eventi tradizionali. L'inverno offre paesaggi suggestivi ma richiede attrezzatura adeguata.

Come si raggiunge Campodenno da Trento?

Campodenno si trova in Val di Non, circa 80 km a nord di Trento. In auto: percorri la SS43 in direzione di Dimaro-Folgarida, seguendo le indicazioni per la Val di Non. La durata del viaggio è di circa 1 ora e 30 minuti. È consigliabile informarsi presso le stazioni ferroviarie di Trento o Cles per le opzioni di autobus pubblici che collegano le principali città trentine al borgo.

Quanto tempo è consigliato per visitare Campodenno?

Una visita completa richiede mezza giornata per esplorare le frazioni, le chiese locali e il patrimonio storico. Se desideri includere escursioni a piedi nei sentieri del Parco Adamello Brenta, pianifica almeno una giornata intera o un weekend. L'escursione altimetrica del territorio (dal Cressino a 269 m fino alla Cima Santa Maria a 2.678 m) offre opportunità per escursionisti di diversi livelli.

Campodenno è all'interno di un'area protetta?

Sì, Campodenno si trova all'interno del Parco naturale Adamello Brenta, collocato ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Questa posizione privilegiata garantisce un ambiente naturale ben conservato e offre numerose opportunità per trekking, escursioni e attività outdoor. La presenza del parco lo rende meta ideale per chi ama la montagna e la natura incontaminata del Trentino.

Quali sono le frazioni principali di Campodenno?

Il comune è formato dal capoluogo e dalle frazioni di Dercolo, Lover, Termon, Quetta e Segonzone. Ciascuna possiede una propria chiesa e una propria identità storica, riflettendo l'organizzazione medievale del territorio. Esplorare queste frazioni permette di comprendere meglio la struttura sociale e culturale del borgo e la sua evoluzione attraverso i secoli.

Come arrivare

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