Colletorto
Colletorto Γ¨ un comune della provincia di Campobasso, in Molise, con una storia documentata fin dal 1241 e un centro storico dominato dalla Torre Angioina.
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Colletorto Γ¨ un comune di circa 1629 abitanti situato nella provincia di Campobasso, in Molise, a 515 metri di quota su una collina della parte sud-orientale della regione, tra la vallata del Fortore β che segna il confine con la Puglia β e il Monte Crocella, che raggiunge i 515 metri. Il territorio comunale tocca il Lago di Occhito e conserva oliveti secolari, boschi di querce e ampie coltivazioni di cereali e foraggere.
Colletorto borgo in Molise porta con sΓ© una stratificazione storica che parte dal 1241, anno in cui Federico II di Svevia lo citΓ² come Collis Tortis nello “Statuto di riparazione dei castelli”, e si sviluppa attraverso secoli di dominazioni feudali, architetture religiose e civili, fino alle tradizioni ancora vive oggi. Il suo profilo Γ¨ segnato dalla Torre Angioina cilindrica che si leva su Largo Angioino, dal Palazzo Marchesale che la circonda, dalla Chiesa madre di San Giovanni Battista in Campo dei Fiori e dal Monastero di Sant’Alfonso, eretto nel Settecento a spese del marchese Bartolomeo Rota. Ogni anno il corso principale si anima con un corteo in costumi d’epoca che rievoca la figura della regina Giovanna I, con sbandieratori, dame di corte, nobili e popolani che sfilano fino alla torre.
Colletorto borgo in Molise: storia e identitΓ
Colletorto compare per la prima volta nelle fonti scritte nel 1241, quando Federico II di Svevia lo cita come Collis Tortis nello “Statuto di riparazione dei castelli”; l’insediamento risulta quindi giΓ consolidato secoli prima che la dinastia angioina lasciasse tracce sul territorio, e torna menzionato nel 1273 nei registri della Cancelleria Angioina e poi ancora nel 1320, con la variante Collis Tortus.
La Torre Angioina β cilindrica, alta 515 metri, con beccatelli e merlature β Γ¨ il monumento piΓΉ emblematico del paese. La sua costruzione Γ¨ tradizionalmente attribuita al periodo del regno di Giovanna I di Napoli (1343β1382), sulla base di un documento regio che attesta l’attenzione della sovrana verso alcuni villaggi del circondario, devastati dalle incursioni di Luigi d’Ungheria d’AngiΓ²; nessun atto, tuttavia, ne certifica direttamente la committenza. Lucio Santoro, studioso delle fortificazioni angioine, ha osservato che la torre condivide con le altre strutture del medesimo periodo soltanto le mensole del coronamento. Dopo aver cambiato diversi feudatari, nel 1959 l’edificio fu ceduto al Comune dalla famiglia D’Antini. I danni subiti dal terremoto del 2002 portarono a un restauro che rinnovΓ², tra l’altro, le merlature.
Tra fine Seicento e primo Settecento il paese visse una stagione di intenso rinnovamento religioso e architettonico. Nel 1607 papa Paolo V autorizzΓ² la confraternita laicale del Santissimo Sacramento e delle anime del Purgatorio, che ottenne il riconoscimento giuridico con Decreto Reale di Ferdinando IV nel 1776. Intorno al 1730 il vescovo Tria ordinΓ² la ricostruzione della Chiesa di San Giovanni Battista, conservando il solo campanile preesistente; nello stesso periodo il marchese Bartolomeo Rota finanziΓ² la costruzione del Monastero di Sant’Alfonso, completato entro il 1744 e affidato ai PP. Riformati di San Francesco. Soppresso nel 1810 e passato al Demanio, il convento fu riaperto circa un decennio dopo dal vescovo Raffaele Lupoli, che lo assegnΓ² alle Suore del SS. Redentore.
Torre Angioina, Palazzo Marchesale e chiese: il centro storico di Colletorto
A Colletorto i principali luoghi da visitare si concentrano nell’area di Campo dei Fiori e nel Largo Angioino: la Torre Angioina cilindrica alta 515 metri, il Palazzo Marchesale che la circonda, la Chiesa madre di San Giovanni Battista e il Monastero di Sant’Alfonso.
Torre Angioina
La torre domina il Largo Angioino ed Γ¨ il simbolo del paese. Ha pianta cilindrica, misura 515 metri in altezza e presenta in sommitΓ beccatelli e merlature, rifatti in seguito ai danni causati dal terremoto del 2002. La sua costruzione Γ¨ tradizionalmente attribuita al periodo del regno di Giovanna I di Napoli (tra il 1343 e il 1382), ma non esistono documenti che confermino questa tesi. Lucio Santoro, studioso delle fortificazioni angioine e autore del volume Castelli Angioini e Aragonesi nel Regno di Napoli, rileva che la torre condivide con le altre strutture angioine soltanto le mensole del coronamento. L’interno Γ¨ articolato su piΓΉ piani ed Γ¨ dotato di un camino; Γ¨ presente inoltre una botola a trabocchetto. Rimasta a lungo in mani private, la torre fu ceduta al Comune dalla famiglia D’Antini nel 1959.
Palazzo Marchesale
Chiesa madre di San Giovanni Battista
La chiesa si trova in Campo dei Fiori. Il campanile Γ¨ quello della fabbrica originaria, rimasto in piedi quando, a partire dal 1730 per volontΓ del vescovo Tria, fu avviata la ricostruzione dell’edificio. La navata Γ¨ unica; una porta laterale Γ¨ detta “dei Morti”. Tra le opere conservate al suo interno figura una tela del 1751 di Paolo Gamba raffigurante La Sacra Famiglia, e un dipinto su tavola attribuito ad Antonio Solaro detto il Zingaro, raffigurante la Madonna delle PuritΓ . Nel 1779 giunsero in chiesa le reliquie di san Teodoro.
Monastero di Sant’Alfonso
Il cantiere fu aperto nel 1730 su iniziativa del marchese Bartolomeo Rota, che ne sostenne le spese. I lavori si conclusero entro il 1744. Nel refettorio Γ¨ conservato un affresco datato 1737 di Paolo Brunetti, ispirato all’Ultima Cena. Tra le opere presenti nel complesso figurano anche statue di Paolo Saverio di Zinno e dipinti di Placido Flaxis. Dopo la soppressione della congregazione dei Padri Riformati di San Francesco nel 1810, il convento passΓ² al Demanio. Successivamente il vescovo Raffaele Lupoli lo riaprΓ¬ e lo affidΓ² alle Suore del Santissimo Redentore. Dal 1953 vi subentrarono le Figlie di Maria; dal 1959 al 1992 ospitΓ² un Istituto Magistrale Parificato.
Chiesa del Purgatorio
Sconsacrata, si trova alla fine del corso principale, nella zona corrispondente all’antica cinta muraria del paese. Fu edificata tra il 1700 e il 1726, anno in cui i confratelli del Santissimo Sacramento ne presero possesso ufficiale. Nel 1909 subΓ¬ un incendio.
Sapori del territorio tra il Fortore e l’Appennino molisano
A Colletorto e nel suo territorio provinciale si trovano prodotti a denominazione riconosciuta come il Caciocavallo Silano DOP, la Mozzarella di Bufala Campana DOP e i Salamini italiani alla cacciatora DOP, insieme alle carni certificate Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP; i vini della zona appartengono alle denominazioni Biferno DOC e Tintilia del Molise DOC, oltre all’IGT Osco / Terre degli Osci.
Il Caciocavallo Silano, stagionato o fresco, Γ¨ uno dei formaggi piΓΉ radicati nella tradizione casearia dell’area appenninica molisana. La Tintilia del Molise, vitigno autoctono a bacca rossa, produce vini dalla struttura tannica decisa, spesso abbinati ai salumi del territorio. Il Biferno DOC copre invece sia rossi e rosati sia bianchi, riflettendo la varietΓ delle coltivazioni viticole della provincia di Campobasso.
Nell’area molisana si producono tradizionalmente anche liquori e distillati come il Nocino e l’Amaro molisano, oltre a preparazioni di salumeria quali capocollo e coppa, citabili come espressioni del patrimonio agroalimentare regionale senza attribuirle esclusivamente al comune.
Raggiungere Colletorto e organizzare la visita
Colletorto si raggiunge comodamente in automobile dalla provincia di Campobasso, con circa 50 km dal capoluogo percorribili in meno di un’ora; la posizione collinare a circa 515 metri di quota, nella parte sud-orientale del Molise al confine con la Puglia lungo il fiume Fortore, la rende accessibile anche da Foggia in circa 60 km. La primavera e l’inizio dell’autunno sono le stagioni piΓΉ adatte, con temperature miti e il paesaggio di ulivi e querce nel pieno del suo carattere.
Il centro storico si sviluppa tra il quartiere del Colle e la zona della Terra, con il Corso Vittorio Emanuele che conduce fino a Campo dei Fiori. Le principali emergenze architettoniche β la Torre Angioina, il Palazzo Marchesale e la Chiesa madre di San Giovanni Battista β sono tutte concentrare in quest’area e raggiungibili a piedi in breve tempo. Chi vuole esplorare il territorio circostante puΓ² spingersi fino al Lago di Occhito, sul confine con la Puglia, o visitare i borghi vicini come Casacalenda, Bonefro e Santa Croce di Magliano, tutti nel medio Molise orientale.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Campobasso | circa 50 km | circa 55 min |
| Foggia | circa 60 km | circa 60 min |
| Termoli | circa 60 km | circa 55 min |
Non esiste una stazione ferroviaria nel comune; il mezzo privato resta la soluzione piΓΉ pratica. In estate, in occasione della rievocazione storica in onore della Regina Giovanna β con corteo in costume d’epoca, sbandieratori e dame di corte lungo il corso principale fino alla Torre Angioina β il borgo registra una presenza di visitatori piΓΉ sostenuta rispetto al resto dell’anno.
Domande frequenti su Colletorto
Quando si celebra la festa patronale di Colletorto e cosa caratterizza l'evento?
La festa di San Giovanni, patrono di Colletorto, si celebra il 29 agosto. L'evento principale Γ¨ un corteo in costumi d'epoca che rievoca la regina Giovanna I, con sbandieratori, dame di corte, nobili e popolani che sfilano lungo il corso principale fino alla Torre Angioina. Γ un'occasione unica per immergersi nella storia medievale del borgo.
Qual Γ¨ il periodo migliore per visitare Colletorto?
Il periodo ideale Γ¨ agosto, in particolare attorno al 29 agosto per assistere alla festa patronale. La primavera e l'autunno offrano clima gradevole per esplorare il centro storico e il territorio circostante. L'estate consente di apprezzare i paesaggi collinari e le coltivazioni tipiche della zona.
Qual Γ¨ la distanza di Colletorto da Campobasso e come raggiungerlo?
Colletorto si trova nella provincia di Campobasso, in Molise. Il comune Γ¨ situato a 515 metri di altitudine su una collina nella parte sud-orientale della regione. Per informazioni precise su distanze chilometriche, caselli autostradali e collegamenti via bus o auto, si consiglia di contattare l'Ufficio Turistico comunale o consultare i siti ufficiali della Regione Molise e di italia.it.
Cosa vedere nel centro storico di Colletorto oltre la Torre Angioina?
Il centro storico conserva il Palazzo Marchesale che circonda la Torre Angioina cilindrica, la Chiesa madre di San Giovanni Battista in Campo dei Fiori e il Monastero di Sant'Alfonso, capolavoro del Settecento eretto dal marchese Bartolomeo Rota. Questi edifici testimoniano la ricca stratificazione storica del borgo dal 1241 ad oggi.
Quali risorse naturali caratterizzano il territorio di Colletorto?
Il territorio di Colletorto tocca il Lago di Occhito e conserva oliveti secolari, boschi di querce e ampie coltivazioni di cereali e foraggere. Il comune si estende tra la vallata del Fortore (che segna il confine con la Puglia) e il Monte Crocella (776 m), offrendo paesaggi naturali e agricoli di grande interesse.
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