Borgofranco d’Ivrea
Borgofranco d’Ivrea conta poco più di 3.400 abitanti e sorge nella città metropolitana di Torino, lungo il margine occidentale della Serra d’Ivrea, la morena morenica più lunga d’Europa. Il suo nome custodisce già una precisa dichiarazione d’intenti: “franco” rimanda ai privilegi fiscali e giuridici concessi ai primi abitanti per incentivare l’insediamento. Chi vuole capire cosa […]
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Borgofranco d’Ivrea conta poco più di 3.400 abitanti e sorge nella città metropolitana di Torino, lungo il margine occidentale della Serra d’Ivrea, la morena morenica più lunga d’Europa. Il suo nome custodisce già una precisa dichiarazione d’intenti: “franco” rimanda ai privilegi fiscali e giuridici concessi ai primi abitanti per incentivare l’insediamento. Chi vuole capire cosa vedere a Borgofranco d’Ivrea deve partire proprio da questa identità fondativa — un borgo nato per decreto, con una pianta regolare e una vocazione commerciale impressa nella pietra ancora prima che le case fossero finite.
Storia e origini di Borgofranco d’Ivrea
La fondazione di Borgofranco d’Ivrea risale al 1247, per volontà del comune di Ivrea, che intendeva creare un insediamento pianificato a controllo del territorio circostante e delle vie di comunicazione verso la Valle d’Aosta. Il modello adottato era quello del borgo nuovo medievale, diffuso in Piemonte tra XII e XIV secolo: impianto ortogonale, lotti regolari assegnati ai coloni, esenzioni fiscali temporanee — le “franchigie” — che giustificano ancora oggi il toponimo. Questa pratica urbanistica non era un’eccezione locale ma parte di una politica territoriale precisa, applicata dai comuni padani per consolidare i propri confini.
Il territorio gravitava storicamente nell’orbita del Vescovado di Ivrea, che esercitava influenza tanto religiosa quanto temporale sulla zona canavesana. Nel corso del Medioevo, il borgo passò sotto il controllo dei Savoia, integrandosi nel lungo processo di espansione che portò la dinastia a controllare progressivamente tutto il Piemonte. Questa appartenenza politica stabilizzò l’insediamento, che non conobbe le drammatiche vicende militari di altri centri canavesani più contesi. La struttura viaria originaria, con la sua direttrice principale ancora riconoscibile nell’impianto urbanistico attuale, testimonia la continuità di quel progetto medievale.
Nei secoli successivi, Borgofranco sviluppò una discreta attività agricola e artigianale legata al contesto canavesano, territorio tradizionalmente vocato alla lavorazione del ferro grazie alla vicinanza con le miniere della Serra e dei rilievi circostanti. Il Canavese fu, tra Otto e Novecento, uno dei distretti industriali più significativi del Piemonte prealpino: la presenza di risorse idriche e minerarie attirò manifatture e successivamente industrie, modificando il paesaggio economico e sociale di tutta la zona, incluso il tessuto di piccoli comuni come Borgofranco. L’identità del borgo rimase tuttavia legata alla sua scala umana, distinta rispetto ai centri industriali maggiori della regione.
Cosa vedere a Borgofranco d’Ivrea: 5 attrazioni imperdibili
1. L’impianto urbanistico medievale
La struttura ortogonale del borgo, progettata nel 1247, è ancora leggibile nel tracciato delle strade principali. I lotti regolari, assegnati ai primi coloni con precisi vincoli edilizi, definiscono un reticolo che distingue Borgofranco dai centri cresciuti organicamente. Camminare nel nucleo storico significa osservare un documento urbanistico medievale rimasto funzionante.
2. La Chiesa Parrocchiale di San Grato
L’edificio religioso principale del borgo è dedicato a San Grato, vescovo di Aosta nel V secolo e patrono venerato in tutto il Canavese e la Valle d’Aosta. La chiesa conserva elementi architettonici stratificati nel tempo, con interventi che vanno dal nucleo medievale alle trasformazioni barocche, riflettendo la continuità della comunità parrocchiale nel corso dei secoli.
3. La Serra d’Ivrea
Il dosso morenico che affianca il borgo a est è la morena laterale più lunga d’Europa: circa 25 chilometri di lunghezza, depositata dall’antico ghiacciaio balteo durante l’ultima glaciazione. Dal crinale si domina visivamente l’intera pianura canavesana verso Ivrea e Torino. Sentieri percorribili a piedi o in mountain bike risalgono il fianco boscoso della Serra.
4. Il Lago Sirio e i laghi morenici
A poca distanza dal centro, i laghi morenici dell’Eporediese — tra cui il Lago Sirio, il più esteso della zona con una superficie di circa 42 ettari — costituiscono un sistema naturale direttamente collegato alla geomorfologia della Serra. D’estate fungono da polo balneare per residenti e visitatori della provincia; d’inverno la loro superficie si svuota di turisti e restituisce un paesaggio più austero.
5. Il Forte di Bard (in prossimità)
Pur trovandosi tecnicamente in Valle d’Aosta, il Forte di Bard dista pochi chilometri da Borgofranco ed è il riferimento monumentale più imponente di questo tratto di confine. Costruito nella prima metà dell’Ottocento su ordine dei Savoia, ospita oggi musei permanenti sulle Alpi e sulla fotografia. Chi visita Borgofranco raramente omette questa tappa.
Cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Borgofranco d’Ivrea si inserisce nel quadro gastronomico canavesano, che ha nella Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino uno dei prodotti ittici d’acqua dolce più identificativi del Piemonte orientale, sebbene il suo areale sia più meridionale. Nel contesto diretto, la tradizione locale attinge alla cucina contadina piemontese: la bagna caöda — intingolo caldo a base di acciughe, aglio e olio, servito con verdure crude e cotte — è il piatto collettivo per eccellenza del Piemonte, praticato anche nel Canavese con varianti che prevedono o escludono l’aglio a seconda della famiglia. I tajarin, pasta all’uovo tirata sottile con fino a quaranta tuorli per chilo di farina nelle versioni più ricche, compaiono spesso nei menù delle trattorie locali conditi con ragù di carne o burro e salvia.
Il territorio canavesano produce Erbaluce di Caluso DOCG, vitigno autoctono piemontese coltivato sulle colline moreniche a poca distanza da Borgofranco: nelle versioni secche accompagna antipasti e primi piatti, nella versione passita — il Caluso Passito DOCG — raggiunge concentrazioni zuccherine e aromatiche significative, risultato dell’appassimento prolungato delle uve. Entrambe le denominazioni sono riconosciute e tutelate dal Consorzio di tutela competente. Nelle stagioni giuste, i mercati locali propongono toma canavesana, formaggio a pasta semidura prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato, e miele di acacia proveniente dagli alvea collocati lungo i boschi della Serra. Le sagre primaverili ed estive nella zona offrono occasioni per incontrare questi prodotti in contesti informali, lontano dalla distribuzione organizzata.
Quando visitare Borgofranco d’Ivrea: il periodo migliore
La primavera — da aprile a giugno — è la stagione più equilibrata per visitare Borgofranco d’Ivrea e il comprensorio morenico. Le temperature si mantengono tra i 15 e i 22 gradi, la Serra è percorribile senza difficoltà e i laghi cominciano a scaldarsi senza ancora attrarre la concentrazione estiva di turisti. È anche il periodo in cui le colline dell’Erbaluce mostrano la ripresa vegetativa dei vigneti, offrendo un paesaggio agrario in movimento. L’estate porta calore — le massime superano spesso i 30 gradi nella piana canavesana — e un afflusso sostenuto verso i laghi morenici, con conseguente maggiore frequentazione delle strutture ricettive della zona.
Chi pianifica la visita in febbraio deve considerare la vicinanza con Ivrea, sede dello Storico Carnevale di Ivrea, riconosciuto tra i più antichi d’Italia e noto per la celebre Battaglia delle Arance, che richiama decine di migliaia di visitatori ogni anno. Borgofranco si trova a pochi chilometri dal centro della festa e può rappresentare una base più tranquilla rispetto alla città in quei giorni. L’autunno, con la vendemmia dell’Erbaluce e le prime nebbie sulla pianura, offre invece un ritmo più lento, adatto a chi privilegia il paesaggio sulla presenza di eventi.
Come arrivare a Borgofranco d’Ivrea
Borgofranco d’Ivrea si raggiunge agevolmente dall’autostrada A5 Torino–Aosta, uscendo al casello di Ivrea, distante circa 5 chilometri dal centro del borgo. Da Torino il percorso autostradale copre circa 50 chilometri, con un tempo di guida di 35-45 minuti a seconda del traffico. Da Milano si percorre la A4 fino a Santhià, poi si prosegue verso Ivrea sulla statale, per un totale di circa 100 chilometri.
- In treno: la stazione più vicina è Ivrea, servita dalla linea Torino Porta Nuova–Aosta con corse frequenti. Da Ivrea, Borgofranco è raggiungibile in auto o con servizi di trasporto locale in meno di 10 minuti.
- In aereo: l’aeroporto di riferimento è Torino Caselle (TRN), a circa 55 chilometri. Da lì si può proseguire in auto sull’autostrada A5 o prendere un treno per Torino Porta Nuova e cambiare sulla linea per Ivrea.
- Da Torino centro: circa 50 km via A5, oppure via ferrovia con cambio a Chivasso o collegamento diretto sulla linea Torino–Aosta.
- Da Aosta: circa 70 km verso sud sull’A5, con uscita Ivrea.
Dove dormire a Borgofranco d’Ivrea
L’offerta ricettiva di Borgofranco d’Ivrea è contenuta, coerente con le dimensioni del paese. Si trovano principalmente B&B, affittacameri e qualche agriturismo nei dintorni, spesso a gestione familiare. Chi cerca una gamma più ampia di soluzioni — hotel di categoria media, strutture con ristorante interno, ostelli — si orienta naturalmente su Ivrea, distante pochi minuti, dove la disponibilità è sensibilmente maggiore e i prezzi rimangono nella media provinciale. La zona dei laghi morenici, come il Lago Sirio, concentra alcune strutture stagionali particolarmente attive nei mesi estivi: prenotare con anticipo tra giugno e agosto è consigliabile, soprattutto nei fine settimana.
Per soggiorni più lunghi orientati all’esplorazione del Canavese, conviene valutare sistemazioni che permettano l’uso dell’auto: le distanze tra i diversi punti di interesse della Serra, dei laghi e delle colline dell’Erbaluce si coprono più facilmente con un mezzo proprio. Le piattaforme di prenotazione online coprono discretamente l’area, ma per agriturismi e affittacamere locali il contatto diretto — spesso reperibile attraverso il sito del Comune di Borgofranco d’Ivrea o i portali dell’ente turistico regionale — fornisce talvolta disponibilità non indicizzate altrove.
Altri borghi da scoprire in Piemonte
Il Piemonte orientale e il Canavese offrono un sistema di piccoli centri che merita di essere esplorato con continuità, senza fermarsi a una sola tappa. A poca distanza dalla Serra d’Ivrea si trova Brosso, piccolo comune arrampicato sui rilievi canavesani, con una storia legata all’estrazione mineraria che ha segnato profondamente il paesaggio della zona. Sempre nel Canavese, Foglizzo rappresenta un esempio di centro agricolo con caratteristiche architettoniche tipiche della pianura torinese, diverso per morfologia e vocazione rispetto ai borghi collinari.
Chi allarga il raggio di esplorazione verso il Piemonte meridionale può considerare Campiglione Fenile, nella pianura torinese verso il Pinerolese, o spingersi fino alle province orientali della regione dove Novara offre un tessuto urbano stratificato con tracce romane, medievali e barocche di scala ben diversa rispetto ai borghi minori. Costruire un itinerario che colleghi questi centri significa attraversare trasversalmente il Piemonte, scoprendone la varietà morfologica — dalla pianura risicola alle morene glaciali, dalle valli alpine ai colli del vino — in modo sistematico anziché episodico.
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Via Mombarone, 10013 Borgofranco d'Ivrea (TO)
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