Grottole
Grottole è un comune collinare della provincia di Matera, in Basilicata, con oltre duemila anni di storia stratificata, un ricco patrimonio architettonico e un territorio in parte protetto dalla Riser
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Grottole è un comune di circa 1958 abitanti nella provincia di Matera, in Basilicata, collocato a 482 metri di quota su un rilievo collinare tra il fiume Basento e il fiume Bradano, a circa 32 chilometri da Matera e 13 da Miglionico. Il territorio, esteso su oltre 11.000 ettari, conserva tracce di frequentazione che risalgono alla preistoria, all’epoca magno-greca e alla presenza romana, e il suo profilo urbano porta ancora i segni di una stratificazione feudale plurisecolare che ha visto succedersi Normanni, Angioini, Aragonesi e grandi famiglie del Mezzogiorno.
Grottole borgo in Basilicata si distingue per la compresenza di un patrimonio storico-architettonico articolato — dai resti del Castello Sichinulfo sulla collinetta della Motta alle chiese che scandiscono il centro abitato — e di un paesaggio naturale in parte tutelato dalla Riserva regionale San Giuliano, che occupa una porzione del territorio comunale lungo il versante del Bradano. La comunità dei grottolesi mantiene vive alcune tradizioni legate al culto di Sant’Antonio Abate, con pellegrinaggi che si svolgono il 17 gennaio e nei giorni attorno alla Pentecoste, e conserva una radicata consuetudine artigianale nella lavorazione dell’argilla, della ceramica e della terracotta.
Grottole borgo in Basilicata: storia e identità feudale
Grottole è uno dei centri più antichi della Basilicata, con tracce di insediamenti preistorici, greci e romani nel suo territorio: in epoca magno-greca faceva parte della VII regione metapontina, colonizzata dai Greci a partire dall’VIII secolo a.C., e nei secoli successivi passò sotto il controllo longobardo, dal quale riuscì a sottrarsi intorno all’anno 1000.
L’epoca normanna segnò un punto di svolta: nel 1042 il feudo entrò nella sfera di Guglielmo Braccio di Ferro, per poi passare a Roberto il Guiscardo e quindi ai conti Loffredo di Matera. Con l’avvento degli Angioini, Carlo I D’Angiò assegnò il territorio a Ruggero di Lauro, conte di Tricarico, dal quale il feudo transitò ai Monteforte e poi agli Orsini Del Balzo. Agli inizi del Cinquecento era possedimento della famiglia Gaetani Dell’Aquila d’Aragona, finché nel 1534 i marchesi Sanchez De Luna d’Aragona, tesorieri del Regno di Napoli, ne assunsero il controllo.
Nel corso del Seicento si alternarono i Caracciolo e gli Spinelli di San Giorgio, mentre nel 1738 il feudo passò per via matrimoniale ai Sanseverino di Bisignano. Dopo il 1806, con la legge eversiva della feudalità, i beni furono ripartiti tra i discendenti dei Sanseverino e D. Rosa Miracco, figlia naturale di Luigi Sanseverino, 13º Principe di Bisignano. Solo nel 1874 Grottole si affrancò dall’ultimo feudatario della casata Sanseverino.
Chiese, castelli e riserva: il patrimonio costruito e naturale di Grottole
A Grottole si trovano quattro chiese storiche, due strutture castellane, i ruderi del borgo medievale scomparso di Altojanni e la riserva regionale San Giuliano, che occupa parte del territorio comunale tra il Basento e il Bradano.
Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore
È l’edificio religioso principale del paese, affiancato dall’ex convento dei frati domenicani. All’interno conserva altari lignei, una cantoria e un coro del Settecento, oltre a tele, statue e una scultura in pietra raffigurante una Madonna con Bambino di scuola lucana.
Chiesa di San Rocco
Già nota come Santa Maria la Grotta, l’edificio si articola in tre navate. Nella navata maggiore è conservato un polittico di grandi dimensioni realizzato dall’artista Pietro Antonio Ferro nel XVII secolo, dedicato alle Sette opere di misericordia corporale. La navata sinistra, decorata con stucchi, ospita l’altare di San Rocco e quello della Madonna dell’Assunta. Il culto di San Rocco si diffuse a Grottole dopo la peste del 1655.
Santuario di Sant’Antonio Abate
Costruito alla fine del Trecento per volere della regina Giovanna, il santuario sorge sulla sommità dell’altopiano di Altojanni. Nei pressi si trovano i resti dell’antico centro abitato scomparso, dove sono ancora visibili i ruderi di una struttura difensiva, di una chiesa e di fosse per la conservazione delle derrate alimentari. Il borgo di Altojanni cessò di esistere, per cause non accertate, probabilmente già nel corso del XV secolo. Al santuario si svolge un pellegrinaggio il 17 gennaio e nella settimana di Pentecoste.
Castello Sichinulfo
Posto sulla collinetta della Motta, separata dal centro abitato, la struttura presenta una torre centrale a base quadrata e diversi ambienti che compongono il corpo principale del palazzo. Tra gli elementi interni si segnala un grande camino ornato di stucchi, collocato in prossimità della torre.
Castello di Altojanni e Torre
A circa 12 km dal paese, nelle vicinanze del santuario, si trovano i ruderi della Torre di Altojanni, parte del complesso del borgo medievale abbandonato.
Chiese dei Santi Luca e Giuliano e dei frati Cappuccini
La chiesa dei Santi Luca e Giuliano, chiamata anche Chiesa Diruta, e la chiesa dei frati Cappuccini completano il quadro degli edifici religiosi del centro. Le fonti disponibili non forniscono ulteriori dettagli sulla loro struttura o contenuto.
Riserva regionale San Giuliano
Una porzione del territorio comunale rientra nella riserva regionale San Giuliano. Sul versante che si affaccia sulla valle del Bradano si estende inoltre il bosco Le Coste.
Prodotti e sapori del territorio di Grottole e della provincia di Matera
Nella zona di Grottole e nella provincia di Matera si trovano formaggi a denominazione protetta come il Caciocavallo Silano DOP e il Canestrato di Moliterno IGP, oli certificati come l’Olio Lucano IGP, e specialità del pane come il Pane di Matera IGP; tutti prodotti che appartengono all’area provinciale e regionale, non esclusivi del comune.
Il territorio lucano offre anche la Mozzarella di Gioia del Colle DOP e la Lenticchia di Altamura IGP, entrambe legate a un’area più ampia che comprende la provincia materana. Tra i prodotti tradizionali regionali degni di nota figurano il capocollo, la carne podolica lucana e il capretto in fricassea, preparazioni radicate nella cultura gastronomica della Basilicata.
Sul fronte dei vini, il territorio si colloca nell’areale della DOC Matera e dell’IGT Basilicata. L’Aglianico del Vulture, disponibile sia in versione DOC sia nella denominazione DOCG, è il rosso di riferimento dell’intera regione. Completano il quadro enologico la DOC Grottino di Roccanova e la DOC Terre dell’Alta Val d’Agri.
Grottole porta con sé una tradizione secolare nella lavorazione dell’argilla, con un artigianato che abbraccia ceramica, porcellana e terracotta: una vocazione del territorio che si intreccia con la storia stessa del borgo.
Quando visitare e come arrivare
Grottole si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Matera | 32 km | circa 35 min |
| Ferrandina | 23 km | circa 25 min |
| Grassano | 12 km | circa 15 min |
| Miglionico | 13 km | circa 15 min |
| Irsina | 31 km | circa 35 min |
| Tricarico | 29 km | circa 30 min |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su Grottole
Come si raggiunge Grottole da Matera?
Grottole dista circa 32 chilometri da Matera ed è raggiungibile in auto in circa 40 minuti seguendo la strada provinciale. È consigliato utilizzare un'auto privata o noleggiarne una, poiché i collegamenti pubblici sono limitati. La provincia di Matera offre servizi di autobus locale gestiti da aziende regionali, ma verificare orari e frequenze direttamente con il sito della Provincia di Matera.
Qual è il periodo migliore per visitare Grottole?
Il periodo ideale è maggio-giugno e settembre-ottobre, quando il clima è temperato e il paesaggio collinare risulta particolarmente suggestivo. La festa patronale di San Rocco si celebra il 16 agosto, momento di grande animazione con eventi tradizionali. L'estate è calda in Basilicata, mentre l'inverno può essere umido a causa della vicinanza ai fiumi Basento e Bradano.
Quali sono le principali attrazioni storico-architettoniche di Grottole?
Il Castello Sichinulfo sulla collinetta della Motta rappresenta il monumento più significativo, testimonianza della stratificazione feudale normanna, angioina e aragonese. Il centro abitato è caratterizzato da numerose chiese che scandiscono il tessuto urbano e raccontano l'evoluzione religiosa del borgo. La Riserva regionale San Giuliano tutela una porzione del territorio lungo il versante del Bradano.
Quali tradizioni culturali sono ancora vive a Grottole?
La comunità mantiene vive tradizioni legate al culto di Sant'Antonio Abate con pellegrinaggi il 17 gennaio e nei giorni attorno alla Pentecoste. Una consuetudine artigianale radicata riguarda la lavorazione dell'argilla, della ceramica e della terracotta, patrimonio culturale immateriale che rappresenta l'identità produttiva storica del territorio.
Quanto tempo occorre per visitare Grottole?
Una visita completa del borgo e dei suoi principali monumenti richiede 4-5 ore. Se si include l'escursione nella Riserva regionale San Giuliano e si desidera approfondire la tradizione ceramica locale, è consigliabile dedicare una giornata intera. Per chi arriva da Matera o Miglionico, Grottole rappresenta una tappa ideale in una gita di mezza o intera giornata.
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