Grumento Nova
Grumento Nova sorge a 746 metri nella Val d’Agri, in Basilicata, ed è uno dei centri più ricchi di storia della provincia di Potenza, dalle radici romane di Grumentum fino al borgo medievale di Sapona
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Grumento Nova è un comune della Basilicata, in provincia di Potenza, che sorge a 780 m s. l. m. nella Val d’Agri, con una popolazione di circa 1529 abitanti distribuiti su un territorio di oltre 66 chilometri quadrati. Il paese porta questo nome dal 3 novembre 1932, quando un regio decreto sostituì la precedente denominazione di Saponaria di Grumento, risalente al 1863, e prima ancora quella originaria di Saponaria, attribuita dai fondatori in omaggio alla città romana di Grumentum da cui provenivano.
Grumento Nova borgo in Basilicata affonda le proprie radici in un atto di rifondazione avvenuto intorno al 954 d.C., quando gli abitanti superstiti di Grumentum — abbandonata definitivamente attorno al 1031 — si insediarono sul colle vicino per sfuggire alle incursioni saracene dell’878. Nei secoli successivi il borgo fu segnato da dominazioni normanne, sveve e angioine, dalla lunga presenza della famiglia Sanseverino e da eventi drammatici come il terremoto del 1857, che distrusse gran parte del tessuto edilizio; tutto ciò ha lasciato stratificazioni storiche oggi leggibili nel paesaggio urbano, nel Castello Sanseverino e nell’imponente patrimonio archeologico conservato nel Parco di Grumentum e nel Museo nazionale dell’Alta Val d’Agri.
Grumento Nova borgo in Basilicata: storia e origini medievali
Grumento Nova nasce intorno al 954 d.C. con il nome di Saponaria, fondata da abitanti fuggiti dalla vicina città romana di Grumentum a causa delle incursioni saracene dell’878, e conserva questo nome — con la variante Saponaria di Grumento dal 1863 — fino al 3 novembre 1932, quando un regio decreto le attribuisce la denominazione attuale. La città romana di Grumentum fu definitivamente distrutta nell’anno 1031.
Il primo signore documentato del borgo fu Roberto d’Altavilla, attestato come Conte di Montecaveoso nel 1055, il quale fece erigere sulla cima del colle un castello attorno al quale si sviluppò il nucleo abitato. Alla sua morte il feudo passò al figlio Guglielmo. Nei decenni successivi Saponaria rientrò nei domini di Federico II di Svevia, e nel 1246 il suo signore Tommaso prese parte alla Congiura di Capaccio, capeggiata da Pandolfo di Fasanella contro l’imperatore. Nel 1254 il feudo passò ai Sanseverino, che tuttavia subirono il saccheggio della città per volere di Manfredi, figlio di Federico II; nel 1267 Carlo I d’Angiò restituì Saponaria al conte Ruggero Sanseverino, la cui famiglia la tenne fino al 1806.
In età moderna il borgo partecipò attivamente alle stagioni risorgimentali: Gherardo Ceramelli fu tra i protagonisti dei moti del 1820-1821, Antonio De Cilla di quelli del 1848, Giulio Cesare Giliberti dell’attività mazziniana del 1853. Il 16 dicembre 1857 un violento terremoto rase al suolo gran parte del paese, provocando oltre duemila vittime e distruggendo edifici storici come la Chiesa Matrice, poi ricostruita. Nell’immediato periodo post-unitario il territorio fu segnato dal fenomeno del brigantaggio, con figure come Donato “Caronza” Toscano e Diego “Lineo” Di Rago.
Tra Grumentum e il castello: il patrimonio costruito di Grumento Nova
A Grumento Nova i luoghi da non perdere sono il Parco Archeologico di Grumentum, il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri e il Castello Sanseverino, ai quali si affiancano diverse chiese storiche distribuite nel borgo.
Parco Archeologico di Grumentum
Nei pressi del comune moderno si conservano i resti di una delle principali città romane della Regio III — Lucania et Bruttii. Grumentum era già insediata agli inizi del III secolo a.C. come centro lucano alleato di Roma; durante la seconda guerra punica fu attraversata da Annibale, passò dalla parte cartaginese e fu teatro di una battaglia descritta da Livio. Nel tempo seguì un processo di romanizzazione che comportò assegnazioni agrarie tramite il sistema della centuriazione e la progressiva monumentalizzazione del centro urbano. La città fu definitivamente distrutta nell’anno 1031. L’area archeologica è oggi visitabile in un contesto paesaggistico di notevole suggestione.

Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri
Il museo illustra le forme di popolamento e la storia del territorio dell’alta Val d’Agri dall’antichità, con particolare attenzione alla città di Grumentum. Una prima sezione dedicata alla preistoria presenta resti di elephas antiquus e altri fossili pleistocenici risalenti a circa 120.000 anni fa, epoca in cui la vallata era occupata da un grande bacino lacustre. Le vetrine sulla protostoria documentano la civiltà appenninica del Bronzo Medio attraverso materiali provenienti da Murgia Sant’Angelo di Moliterno e da Civita di Paterno.
Castello Sanseverino
Edificato nella seconda metà dell’XI secolo dai Conti di Montescaglioso, primi feudatari di Saponaria, il castello sorse attorno alla residenza del Conte Roberto sul colle centrale del borgo, poi cinto da mura con sette porte. Con il consolidarsi del dominio dei Sanseverino subì numerosi ampliamenti. Intorno al 1700 il principe Carlo Maria Sanseverino lo ristrutturò integralmente, portandolo alla sua massima estensione: la struttura arrivò a comprendere dodici appartamenti, un ampio salone di corte, una scuderia capace di oltre cento cavalli e un teatro dedicato ai drammi musicali, del quale il principe fu anche autore — vi fece rappresentare una propria commedia musicale in occasione del matrimonio della figlia Aurora. Del complesso è oggi rimasto in piedi il solo salone di corte. Il castello si sviluppava dall’attuale Largo Umberto I fino a Piazza Municipio.
Chiesa Madre di Sant’Antonino Vescovo e Martire
Posta nella parte settentrionale del colle, la chiesa fu costruita nel 1118 su una struttura preesistente. Nel corso dei secoli subì diversi interventi: una prima ristrutturazione nel 1561 a opera dell’arciprete Bernardino Giliberti, la costruzione nel 1604 di una cappella dedicata al SS. Crocefisso per volere della famiglia Cotino, il completamento nel 1609 del campanile a tre piani — nel quale l’arciprete Bernardino Cioffi, primo arciprete mitrato di Saponaria, fece collocare una grande campana — e nel 1635 l’ampliamento del braccio destro con tre nuove cappelle, promosso dall’arciprete Giovanni Francesco Danio. Il terremoto del 1857 la rase al suolo; fu successivamente ricostruita.
Altre chiese del borgo
Nel tessuto del paese si segnalano inoltre la chiesa di Santa Caterina e la chiesa di Santa Maria Assunta, oltre alla chiesa di San Giuseppe — distrutta anch’essa dal terremoto del 1857 e ricostruita nel 1860 da Andrea Giliberti, oggi nota come Cappella Giliberti.


Palazzo Giliberti e la biblioteca
Dal 2018 la biblioteca comunale è ospitata nello storico palazzo Giliberti. La raccolta ha origini lontane, risalenti intorno al XVII secolo.

I sapori dell’Alta Val d’Agri intorno a Grumento Nova
Nel territorio dell’Alta Val d’Agri e nella provincia di Potenza si producono formaggi a denominazione come il Caciocavallo Silano DOP e il Canestrato di Moliterno IGP, salumi certificati come la Lucanica di Picerno IGP, e legumi di pregio quali il Fagiolo di Sarconi IGP e i Fagioli Bianchi di Rotonda DOP — una concentrazione di prodotti certificati che riflette la vocazione agropastorale dell’intera area interna lucana.
I formaggi esprimono la tradizione casearia montana: il Caciocavallo Silano, a pasta filata stagionata, e il Canestrato di Moliterno, ottenuto da latte misto ovino e caprino, sono entrambi radicati nelle pratiche zootecniche dell’Appennino Lucano. La Lucanica di Picerno IGP porta il nome di un insaccato che affonda le radici nella cultura suinicola regionale, mentre i fagioli di Sarconi — coltivati a pochi chilometri da Grumento Nova — appartengono allo stesso bacino geografico della Val d’Agri.
Tra i vini della zona figurano il Terre dell’Alta Val d’Agri DOC, denominazione che prende il nome proprio da questo territorio, e l’Aglianico del Vulture DOCG, il rosso di riferimento della Basilicata. Completano il quadro il Grottino di Roccanova DOC e l’IGT Basilicata.
Nella tradizione locale si ritrovano anche preparazioni del patrimonio agroalimentare regionale — tra cui il Capocollo, il Capretto in fricassea e la Carne Podolica lucana — da intendere come espressioni del contesto territoriale appenninico piuttosto che come specialità esclusive del comune.
Quando visitare e come arrivare
Grumento Nova si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Potenza | circa 65 km | circa 1 h |
| Viggiano | 14 km | circa 20 min |
| Sarconi | 7 km | circa 10 min |
| Tramutola | 13 km | circa 20 min |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su Grumento Nova
Quando si festeggia il patrono a Grumento Nova?
La festa patronale della Madonna del Monserrato si celebra il martedì dopo la Pasqua. È un evento religioso tradizionale che rappresenta uno dei momenti più importanti dell'anno per la comunità locale, con celebrazioni e processioni nel borgo.
Perché Grumento Nova si chiama così?
Il nome attuale risale al 3 novembre 1932, quando un regio decreto sostituì la denominazione di 'Saponaria di Grumento' (dal 1863). Il nome 'Grumento' trae origine dalla città romana di Grumentum, da cui provenivano i fondatori che si insediarono sul colle intorno al 954 d.C. per sfuggire alle incursioni saracene.
Qual è l'estensione del territorio di Grumento Nova?
Grumento Nova copre un territorio di oltre 66 chilometri quadrati nella Val d'Agri, in provincia di Potenza, a un'altitudine di 771 metri. Con una popolazione di circa 1.529 abitanti, rappresenta un piccolo comune montano della Basilicata.
Cosa rimane della città romana di Grumentum?
Il patrimonio archeologico di Grumentum è conservato nel Parco di Grumentum e nel Museo nazionale dell'Alta Val d'Agri. Questi siti documentano i resti della città romana che fu abbandonata definitivamente intorno al 1031, quando gli abitanti superstiti si trasferirono sul colle vicino.
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