Skip to content
Cerca

POSIZIONE

🎯
COSA
📍
DOVE Dove vuoi andare
Abruzzo Valle d'Aosta Puglia Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Sardegna Sicilia Trentino-Alto Adige Toscana Umbria Veneto

← Clicca una regione sulla mappa

Licata
Licata
Sicily

Licata

Montagna Montagna
7 min di lettura

Con 34.000 abitanti e 24 km di litorale, Licata unisce un centro storico Liberty a una costa che alterna spiagge sabbiose e scogliere sul Golfo di Gela.

Dove il fiume Salso incontra il Mediterraneo: Licata

Il fiume Salso entra in mare quasi in silenzio, tagliando in due la città con un estuario largo e piatto che si vede bene dalla collina chiamata la Montagna, il monte Sant’Angelo. Da lassù, il golfo si apre verso est in una curva lunga e uniforme, mentre a ovest la costa si fa più irregolare, con promontori bassi che alternano roccia e sabbia. La pianura alle spalle — quella che i licatesi chiamano semplicemente la Piana — è piatta fino all’orizzonte, trattenuta tra il mare e i primi rilievi dell’entroterra agrigentino.

Licata borgo in Sicilia si trova a soli 8 metri sul livello del mare, nella parte meridionale dell’isola, nel libero consorzio di Agrigento, con poco più di 34.000 abitanti. Chi arriva qui trova un centro storico dove i palazzi Liberty si mescolano alle chiese barocche, e una costa che si sviluppa per circa 24 chilometri con morfologie continuamente diverse. Il porto, la foce del Salso, le architetture di inizio Novecento: ogni elemento racconta una città abituata da secoli a guardare il mare come una risorsa, non come uno sfondo.

Da Falaride ai Borboni: strati di storia su una pianura alluvionale

Le tracce di insediamento nel territorio di Licata risalgono a epoche remote, dal neolitico fino all’età del bronzo. I Fenici vi commerciavano tra il XII e l’VIII secolo avanti Cristo, mentre i Geloi — gli abitanti dell’antica Gela — vi edificarono una stazione fortificata a guardia della foce del Salso. Falaride, tiranno di Agrigento, vi costruì poi un avamposto difensivo nella prima metà del VI secolo avanti Cristo, il cui perimetro è ancora oggi identificabile nell’area archeologica del phrourion.

Il nome stesso della città porta addosso secoli di stratificazioni linguistiche. Il documento più antico che cita la città è un atto di donazione di Ruggiero d’Altavilla al vescovo di Agrigento, dove il nome appare nella forma Limpiadum, accanto alla denominazione colta di Olimpiada. In età normanna compare poi nella forma Leocata o Licata. Le ipotesi sull’origine del termine sono numerose: dalla radice greca Leucada all’arabo al-Kalata, che significa rupe fortificata. Nel 1234 Federico II di Svevia le assegnò il titolo di Dilectissima, riconoscimento riservato alle città demaniali più fedeli alla corona sveva.

Nei secoli successivi Licata visse fasi di espansione alternata a brusche interruzioni. Nel luglio del 1553 la città fu saccheggiata dall’ammiraglio ottomano Dragut e rimase devastata per anni. La ripresa arrivò tra Seicento e Settecento, quando il porto diventò un caricatore regio per il commercio del grano e velieri di tutto il Mediterraneo attraccavano alla sua banchina. Fu poi nell’Ottocento che la città conobbe la sua stagione più vivace: l’apertura delle strade verso le miniere di zolfo dell’entroterra, il collegamento ferroviario con Canicattì e la costruzione di numerosi palazzi e ville Liberty trasformarono Licata in una città borghese e cosmopolita. Tra queste architetture spicca il Palazzo di Città, riferimento dell’architettura Liberty siciliana. L’11 luglio 1943, sulla spiaggia di Mollarella, sbarcò la 3ª divisione di fanteria statunitense guidata dal generale Lucian King Truscott, nel quadro delle operazioni alleate in Sicilia.

Il centro storico e i luoghi che definiscono la città

Monte Sant’Angelo e il Castel Sant’Angelo

La collina che sovrasta il centro abitato — chiamata la Montagna — è il punto di riferimento visivo di tutta Licata. Sulla sua sommità si trova il Castel Sant’Angelo, un forte di avvistamento di epoca spagnola risalente alla fine del XVI secolo, dal quale si domina gran parte del litorale e della Piana. La struttura è militare nell’impianto, sobria nei materiali, ma regala una lettura immediata del territorio: il mare a sud, la pianura alluvionale del Salso verso nord, la costa che si divide in due morfologie opposte ai lati della città.

Chiesa di San Domenico

Nel tessuto del centro storico, la chiesa di San Domenico conserva due tele di Filippo Paladini: Sant’Antonio Abate in cattedra, del 1603, e Santissima Trinità e i Santi, del 1611. L’edificio barocco appartiene al complesso dell’antico convento dell’Ordine dei Predicatori, oggi destinato a uso scolastico. Le due opere di Paladini sono tra i pochi esempi documentati di pittura di alta qualità presenti a Licata, e valgono una sosta anche per chi non è particolarmente interessato all’arte sacra.

Chiesa del Carmine

Il complesso del Carmine ha origini medievali ma fu riedificato nel Settecento su disegno di Giovanni Biagio Amico. La chiesa e il convento dell’Ordine carmelitano si trovano nel tessuto denso del centro storico, lungo l’asse del vecchio Cassaro. L’architettura rispecchia le trasformazioni urbanistiche che Licata subì tra il XVII e il XVIII secolo, quando la città si espanse all’interno della cinta muraria e si dotò di nuove architetture religiose e civili.

Palazzo di Città e il Liberty licatese

Il Palazzo di Città è l’espressione più compiuta della stagione Liberty che trasformò Licata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Alcune ville dello stesso periodo, costruite sulla collina come residenze delle famiglie più facoltose, furono affrescate da Salvatore Gregorietti. Questo insieme di architetture racconta una città che, grazie al commercio dello zolfo e all’apertura verso il Mediterraneo, aveva sviluppato gusti e risorse da centro urbano di rango.

Il parco archeologico di Finziade

Nell’area che corrisponde all’antica Phintias — uno dei nomi con cui Licata era conosciuta nell’antichità — si trovano i resti del parco archeologico di Finziade. Il sito documenta la lunga frequentazione greca del territorio. Nelle vicinanze sono stati individuati altri contesti: l’ipogeo Stagnone Pontillo, la necropoli a grotte artificiali di monte Petrulla e i resti della Grangela, un’opera idraulica di epoca preellenistica. Il Museo archeologico della Badia raccoglie reperti che coprono un arco cronologico molto ampio, dal neolitico all’età moderna.

Il mare, la Piana e quello che si porta in tavola

La posizione di Licata, alla foce di un fiume in una pianura alluvionale fertile, ha determinato per secoli una doppia economia: il mare da un lato, la terra dall’altro. L’agricoltura della Piana ha prodotto cereali — il grano era già la merce principale del porto medievale — mentre le praterie di Posidonia oceanica che si estendono lungo il litorale garantiscono acque pulite e ricche di pesce. In tavola, la tradizione marinara si riflette in preparazioni semplici legate al pescato locale, mentre i prodotti della pianura entrano nella cucina quotidiana con la stessa familiarità con cui il Salso entra in mare.

Il territorio agricolo si estende verso nord, verso le colline dell’entroterra che collegano Licata alle aree zolfifere storiche. Chi percorre questa zona in direzione di Agrigento o verso l’interno, in direzione di Caltanissetta, attraversa paesaggi di seminativo aperti, con colori che cambiano stagione per stagione. La costa meridionale della Sicilia, da Acate verso ovest fino a Licata, mantiene una continuità paesaggistica fatta di dune, scogliere basse e piani coltivati che arrivano quasi fino al mare.

Come raggiungere Licata e quando andarci

La stagione balneare concentra i visitatori tra giugno e settembre, quando le spiagge di Mollarella, Pisciotto, San Nicola e Torre di Gaffe sono pienamente accessibili e le acque del golfo sono al massimo della temperatura. Chi preferisce visitare il centro storico e il parco archeologico trova invece nella primavera e nell’autunno condizioni più favorevoli: temperature moderate, meno affollamento, luce diversa sulle architetture Liberty del Cassaro. L’inverno è mite per via dell’altitudine bassissima — 8 metri sul livello del mare — e permette escursioni lungo la costa anche nei mesi più freddi.

In auto, da Palermo si può seguire la SS189 attraverso l’entroterra, passando per Acquaviva Platani e le strade collinari della Sicilia centrale, oppure la SS640 in direzione Agrigento e infine la SS115 verso Licata. La stazione ferroviaria di Licata è raggiungibile dalla linea che collega Canicattì alla costa. L’aeroporto di riferimento è quello di Catania Fontanarossa. Da Enna, snodo viario dell’isola, si raggiunge Licata in meno di un’ora e mezza percorrendo la SS117 bis e la SS626.

Partenza Distanza Tempo
Agrigento 45 km 45 minuti
Caltanissetta 70 km 1 ora
Catania (aeroporto) 130 km 1 ora e 30 minuti
Palermo 165 km 2 ore
Enna 90 km 1 ora e 20 minuti
📍 Ogni giorno un nuovo borgo Seguici per scoprire borghi autentici d'Italia

Domande frequenti su Licata

Come si raggiunge Licata in auto o con i mezzi pubblici?

In auto, Licata è raggiungibile percorrendo la SS115 che collega Agrigento (circa 45 km a ovest) e Gela (circa 40 km a est). Il casello autostradale più vicino è quello di Agrigento sull'A19. In treno, la stazione di Licata è servita dalla linea Agrigento-Siracusa, con corse Trenitalia. In autobus, le compagnie SAIS e Autolinee Federico collegano Licata ad Agrigento e ad altri centri della Sicilia meridionale.

Quando si festeggia il patrono Sant'Angelo e cosa prevede la festa?

Licata celebra il suo patrono Sant'Angelo il 5 maggio. La festa è tra le più sentite della città e include processioni religiose, eventi in piazza e manifestazioni folkloristiche. Sant'Angelo Martire è venerato con grande devozione dalla comunità licatese. Il periodo primaverile attorno a questa ricorrenza è particolarmente animato, rendendo maggio uno dei mesi più interessanti per visitare il borgo.

Quali sono le spiagge principali nei pressi di Licata?

Licata dispone di circa 24 chilometri di costa con morfologie diverse: tratti sabbiosi, arenili liberi e lidi attrezzati. Tra le spiagge più frequentate si trovano la Playa, ampia spiaggia sabbiosa, e le aree nei pressi della foce del fiume Salso. La costa alterna spazi liberi a stabilimenti balneari, rendendola adatta a diversi tipi di vacanza. La stagione balneare va da giugno a settembre.

Quanto tempo è necessario per visitare Licata e da quale città è comoda come gita?

Per una visita del centro storico, con i principali palazzi Liberty, le chiese barocche e il porto, sono sufficienti una mezza giornata o un'intera giornata. Licata è comodamente raggiungibile come gita da Agrigento (circa 45 km), da dove è possibile combinare la visita alla Valle dei Templi. Anche da Gela o Caltanissetta è accessibile in poco più di un'ora, rendendola una meta versatile per escursioni dalla Sicilia centro-meridionale.

Come arrivare

Borgo

🏡 Conosci Licata meglio di noi?
Se sei del posto o ci sei stato, la tua conoscenza vale: aggiungi quello che manca o correggi un dato della scheda.

✍️ Contribuisci alla scheda