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Mallare
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Cosa vedere a Mallare: guida completa al borgo ligure in provincia di Savona. Chiese storiche, paesaggi della Val Bormida e cucina locale. Scopri come arrivare.

Scopri Mallare

La Val Bormida stringe Mallare da tre lati: colline boscose che salgono decise verso i crinali appenninici, il letto del torrente che segna il confine con il fondovalle, e un nucleo abitato che si compatta attorno alla parrocchiale come se il territorio avesse da sempre suggerito quella forma raccolta.

Il comune conta poco più di mille abitanti, distribuiti tra il capoluogo e le frazioni sparse sui pendii, e il dialetto locale porta ancora il segno di tre culture che si sono sovrapposte: il valbormidese chiama il paese Malleo Molre, il ligure lo conosce come Màllae, il piemontese come Mälre.

Cosa vedere a Mallare è una domanda a cui questo borgo della provincia di Savona risponde con un ventaglio preciso di mete: la chiesa parrocchiale, le tracce medievali del territorio, i sentieri che attraversano il bosco verso i crinali liguri-piemontesi, e una cucina di confine che porta insieme tecniche liguri e suggestioni dell’entroterra padano. Con 1.017 abitanti e una posizione strategica tra la costa savonese e l’Appennino, Mallare funziona sia come destinazione autonoma sia come tappa in un percorso più ampio nella val Bormida ligure.

Storia e origini di Mallare

Il nome del borgo riflette la stratificazione linguistica di una zona dove ligure, piemontese e genovese si sono incrociati per secoli. Le varianti dialettali — Malleo Molre in valbormidese, Màllae in ligure, Mälre in piemontese — indicano una presenza insediativa di lunga durata, in cui ogni cultura che attraversava la val Bormida lasciava il proprio segno nella toponomastica locale. La radice del nome è oggetto di discussione, ma la pluralità di forme testimonia che Mallare era già un punto di riferimento stabile prima che le dominazioni medievali ridisegnassero i confini politici della Liguria interna.

Il territorio di Mallare rientrò nell’orbita del marchesato del Monferrato e successivamente in quella della Repubblica di Genova, come buona parte dei comuni dell’entroterra savonese.

Questa doppia appartenenza — geograficamente appenninica, politicamente genovese — ha condizionato lo sviluppo del borgo: le strade commerciali che risalivano la val Bormida collegavano il porto di Savona con i mercati piemontesi, e Mallare si trovava su uno di questi assi di transito. Il paesaggio costruito del capoluogo porta ancora i segni di un’economia che combinava l’agricoltura di collina con l’artigianato e il piccolo commercio di passo. Un contesto simile, segnato dagli stessi scambi tra costa e retroterra, caratterizza anche Balestrino, altro comune della provincia di Savona dove le tracce della dominazione medievale ligure rimangono leggibili nel tessuto urbano.

Tra il XIX e il XX secolo, Mallare ha seguito la parabola demografica comune a molti comuni dell’Appennino ligure: una contrazione progressiva della popolazione dovuta all’emigrazione verso la costa e i centri industriali, in particolare verso Savona e il suo polo siderurgico. Questa dinamica ha contribuito a fissare l’aspetto del borgo, rallentando le trasformazioni edilizie che altrove hanno cancellato i centri storici. Il risultato è un nucleo antico che mantiene una leggibilità architettonica non comune, dove le case si addossano l’una all’altra seguendo le curve di livello del terreno e le strade seguono logiche pre-industriali di pendenza e orientamento.

Cosa vedere a Mallare: attrazioni principali

Chiesa parrocchiale di Mallare

La parrocchiale di Mallare costituisce il riferimento visivo e simbolico del capoluogo: la facciata si affaccia sullo spazio più aperto del borgo, e il campanile scandisce il profilo dell’abitato contro i boschi di collina.

La struttura conserva elementi architettonici che documentano le fasi di sviluppo della comunità nel corso dei secoli, dal nucleo originario alle successive ampliazioni che hanno adeguato gli spazi alle esigenze della popolazione. All’interno, l’apparato decorativo comprende opere pittoriche e scultoree che riflettono la devozione locale e i legami con le botteghe artistiche attive nell’entroterra ligure tra il XVII e il XVIII secolo. Chi visita Mallare dovrebbe dedicare tempo all’osservazione degli arredi sacri, che spesso conservano manufatti di qualità superiore rispetto a quanto le dimensioni del borgo potrebbero far presupporre. L’accesso alla chiesa segue gli orari delle funzioni religiose; per informazioni aggiornate conviene rivolgersi alla parrocchia o al sito del Comune di Mallare.

Centro storico e nucleo antico

Il centro storico di Mallare si sviluppa su un pianoro collinare che domina il fondovalle della Bormida di Pallare, con quote che si aggirano attorno ai 400 m s.l.m. Le case seguono allineamenti dettati dalla morfologia del terreno: muri in pietra locale a vista, aperture strette, logge e ballatoi in legno che segnalano le tipologie costruttive dell’Appennino ligure-piemontese.

Percorrendo il nucleo antico si leggono almeno tre strati edilizi distinti: le case più antiche, compatte e con aperture ridotte al minimo; le residenze di epoca moderna che hanno introdotto intonaci e infissi standardizzati; e alcuni edifici di rappresentanza, riconoscibili per le cornici in pietra lavorata attorno ai portali. La passeggiata nel centro storico richiede meno di un’ora, ma restituisce una quantità di dettagli costruttivi che meritano attenzione ravvicinata, soprattutto nei portali e negli stipiti scolpiti che sopravvivono in discreto stato di conservazione.

Paesaggio della Val Bormida e sentieristica

Il territorio comunale di Mallare si estende su un rilievo collinare e appenninico che raggiunge quote significative verso il confine con il Piemonte, offrendo una rete di sentieri che attraversano boschi di castagno, faggete e radure aperte sui crinali. La Bormida di Pallare, che scorre nel fondovalle, è il riferimento idrografico dell’intera area: i sentieri che scendono verso il corso d’acqua attraversano ambienti molto diversi da quelli dei crinali, con una vegetazione ripariale densa e tratti di riva accessibili.

La distanza tra il capoluogo di Mallare e il fondovalle varia da poche centinaia di metri a oltre un chilometro a seconda del percorso, con dislivelli che oscillano tra 80 e 150 metri. I sentieri dell’Alta Via dei Monti Liguri, che attraversa l’Appennino savonese, sono raggiungibili in circa 40-60 minuti di cammino dal capoluogo. Prima di avventurarsi sui percorsi meno frequentati, conviene verificare la segnaletica aggiornata e le condizioni del tracciato presso gli uffici locali.

Frazioni e insediamenti rurali del territorio

Il comune di Mallare comprende diverse frazioni distribuite sui versanti collinari, ciascuna con caratteristiche proprie legate alla morfologia del territorio e alla storia degli insediamenti rurali dell’Appennino ligure. Queste frazioni — raggiungibili con strade comunali che si diramano dalla viabilità principale — conservano nuclei abitati di piccole dimensioni con architetture rurali genuine: stalle, fienili, forni comunitari e cappelle votive che documentano un’organizzazione del territorio agricolo rimasta stabile per secoli.

Visitare le frazioni di Mallare significa spostarsi tra quote diverse, con vedute sul fondovalle e sui crinali che cambiano prospettiva a ogni curva della strada. Alcune frazioni si trovano a distanze superiori ai 5 km dal capoluogo, quindi conviene muoversi in auto per coprire l’intero territorio comunale in una sola giornata.

Cappelle votive e architettura religiosa minore

Sparsi lungo le strade comunali e i sentieri del territorio di Mallare, i manufatti dell’architettura religiosa minore — edicole votive, cappelle campestri, oratori di frazione — costituiscono un patrimonio diffuso che documenta la devozione popolare ligure tra il XVII e il XIX secolo. Le edicole sono spesso costruite in pietra arenaria locale, con nicchie che ospitano immagini sacre protette da vetri o griglie in ferro battuto.

Alcune cappelle conservano affreschi o dipinti su tela di piccole dimensioni, attribuibili a pittori locali o a botteghe itineranti che lavoravano nell’entroterra savonese. La mappatura completa di questi manufatti richiede almeno una mezza giornata di esplorazione a piedi o in auto lungo le strade secondarie del comune. Chi si interessa di arte religiosa rurale troverà in questo censimento spontaneo del territorio uno degli aspetti più specifici di cosa vedere a Mallare al di fuori del capoluogo.

Cucina tipica e prodotti di Mallare

La cucina di Mallare si colloca in quella fascia geografica dove la tradizione ligure dell’entroterra incontra le influenze piemontesi che arrivano oltre il crinale appenninico. La val Bormida ha sempre funzionato come corridoio di scambio non solo commerciale ma anche gastronomico: le famiglie che si spostavano tra la costa savonese e il Monferrato portavano con sé tecniche, ingredienti e abitudini alimentari che si mescolavano con quelle locali. Il risultato è una cucina di territorio che usa materie prime del bosco e dell’orto — castagne, funghi, erbe selvatiche, legumi — e le combina con tecniche di cottura lente tipiche della montagna appenninica.

Tra i piatti documentati nella tradizione della val Bormida ligure, la farinata di castagne occupa un posto centrale nella dieta storica dei mesi invernali: preparata con farina di castagne essiccate al fumo nei tradizionali essiccatoi, veniva consumata con latte o con accompagnamenti salati.

Le minestre di legumi con pasta fresca — in particolare con fagioli borlotti coltivati negli orti di fondovalle — rappresentano un altro cardine della cucina locale, dove il brodo viene arricchito con lardo stagionato o cotenna di maiale. La trippa alla ligure, preparata con pomodoro, acciughe sotto sale e maggiorana fresca, testimonia invece il legame con la cucina costiera che risale lungo la val Bormida attraverso gli scambi commerciali storici. I funghi porcini raccolti nei boschi di faggio e castagno del territorio comunale entrano come ingrediente principale in preparazioni sia asciutte sia in umido, spesso abbinati alla polenta di mais.

Non esistono nel territorio di Mallare prodotti con certificazione DOP, IGP o DOC specificamente associati al comune. La produzione locale rientra nelle denominazioni regionali liguri più ampie per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva — sebbene le quote del territorio di Mallare siano al limite della fascia altitudinale favorevole all’olivicoltura — e nelle produzioni non certificate di vino da tavola legate alle tradizioni contadine della val Bormida. Chi cerca prodotti dell’entroterra savonese può orientarsi verso i mercati periodici di Savona o verso le botteghe artigianali dei comuni di fondovalle.

Feste, eventi e tradizioni di Mallare

Il calendario festivo di Mallare ruota attorno alle ricorrenze religiose della parrocchia, con la festa patronale che rappresenta il momento di maggiore aggregazione comunitaria.

Come in molti comuni dell’Appennino ligure, le celebrazioni patronali includono la messa solenne, la processione per le vie del capoluogo con la statua del santo titolare, e il momento conviviale che si prolunga nel corso della giornata. Le date precise delle celebrazioni seguono il calendario liturgico cattolico e possono variare leggermente di anno in anno; per il programma aggiornato conviene consultare il sito del Comune o rivolgersi direttamente alla parrocchia.

Le tradizioni rurali legate al ciclo agricolo — la raccolta delle castagne in autunno, la vendemmia nei vigneti di fondovalle, la mietitura estiva — hanno scandito per secoli il ritmo della vita comunitaria a Mallare e nelle frazioni circostanti. Alcune di queste pratiche sopravvivono in forma ridotta o come momenti di memoria collettiva, in particolare la castagnatura autunnale che ancora oggi porta famiglie e gruppi nei boschi del territorio comunale tra ottobre e novembre. Le sagre gastronomiche organizzate nei comuni vicini della val Bormida durante l’estate offrono un contesto in cui anche la produzione locale di Mallare trova spazio e visibilità.

Quando visitare Mallare e come arrivare

Il periodo più favorevole per visitare Mallare si concentra tra la tarda primavera e l’autunno inoltrato.

Da maggio a giugno la vegetazione è al massimo dello sviluppo e i sentieri sono agibili dopo il disgelo invernale, con temperature che restano gradevoli anche a quote di 400-500 m s.l.m. L’autunno — settembre e ottobre in particolare — offre la combinazione di colori del bosco, funghi nei mercati locali e la raccolta delle castagne, che dà senso concreto a una visita al territorio rurale. I mesi estivi sono frequentati ma non sovraffollati, data la natura dell’entroterra savonese rispetto alla costa. L’inverno è sconsigliato per escursioni sui sentieri meno attrezzati, ma il nucleo storico del capoluogo si visita in qualsiasi stagione.

Per raggiungere Mallare in auto, il collegamento più diretto parte dall’autostrada A6 Torino-Savona, uscita Millesimo, che si trova a circa 15-20 km dal borgo percorrendo la strada statale della val Bormida. Da Savona la distanza è di circa 30 km via strada ordinaria, con un tempo di percorrenza di 35-45 minuti a seconda del traffico.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Millesimo, servita dalla linea Trenitalia Savona-Torino; da lì Mallare è raggiungibile in circa 20 minuti in auto o con servizi di trasporto locale la cui frequenza conviene verificare direttamente. L’aeroporto di riferimento è quello di Genova Cristoforo Colombo, distante circa 80 km con un tempo di percorrenza stimato di 1 ora e 15 minuti in condizioni normali. Chi proviene dal Piemonte può scegliere l’aeroporto di Torino Caselle, a circa 120 km.

Punto di partenza Distanza Tempo stimato
Savona (centro) circa 30 km 35-45 minuti
Casello A6 Millesimo circa 15-20 km 20-25 minuti
Genova (aeroporto) circa 80 km 1 ora e 15 minuti
Torino (centro) circa 130 km 1 ora e 30 minuti

Chi organizza un itinerario più ampio nell’entroterra ligure può combinare la visita a Mallare con quella di altri borghi della provincia di Savona e dell’Appennino genovese. Crocefieschi, nel versante genovese dell’Appennino, condivide con Mallare la stessa collocazione di crinale e la medesima storia di insediamenti rurali medievali, e può costituire una tappa in un percorso che attraversa l’Appennino ligure da ovest a est.

Allo stesso modo, Mezzanego, nella val Graveglia genovese, rappresenta un esempio parallelo di borgo appenninico ligure dove la tradizione rurale e l’architettura storica si conservano in un paesaggio di collina e bosco comparabile a quello della val Bormida. Chi invece preferisce restare in area savonese e desidera approfondire il tema dei borghi storici dell’entroterra può orientarsi verso Caravonica, nel cuore della Liguria di Ponente, dove le dinamiche insediative e le architetture rurali mostrano caratteri affini a quelli documentabili a Mallare.

Foto di copertina: Di Davide Papalini - Opera propria, CC BY-SA 3.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

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