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Montà
Montà
Piemonte

Montà

Collina Collina
7 min di lettura

A 316 metri sul Roero, Montà conta 4.672 abitanti e un centro storico che cresce intorno a un castello costruito nel 1263. La Valdiana e il Santuario dei Piloni completano il paesaggio.

Montà d'Alba: dove il Roero sale verso il castello

A 316 metri sul livello del mare, il profilo di Montà si legge già dalla pianura: una cresta collinare con in cima una torre, e sotto un tessuto di case che scende a gradoni verso le vigne del Roero. Il nome del paese porta ancora il segno di quella salita faticosa verso il castello — Montata Fangi, “salita del fango”, dicevano i medievali che percorrevano il tratto più disagevole. Niente di poetico, tutto di concreto: una salita di terra battuta che nel fango invernale metteva alla prova uomini e animali.

Montà appartiene alla provincia di Cuneo e occupa una posizione particolare all’interno del Roero, quella fascia collinare che si affaccia verso il Tanaro. Con i suoi 4.672 abitanti è un centro vivo, servito da collegamenti verso Alba e Torino, abitato tutto l’anno da famiglie che lavorano nell’industria e nell’agricoltura. Chi arriva aspettandosi un villaggio silenzioso trova invece un paese con una polisportiva attiva, sagre che durano giorni interi e un calendario di eventi che scandisce ogni stagione.

Dal primo nucleo intorno all’anno Mille al centro storico attuale

La parte più alta del paese è anche la più antica. Intorno all’anno 1000 sorse qui il primo insediamento, sul punto elevato che avrebbe poi accolto il castello, eretto solo nel 1263. Il resto del centro storico, che oggi si percorre a piedi lungo strade che collegano cortili e portici, si formò nei secoli successivi, a partire dal 1200. Due momenti distinti di crescita urbana, leggibili ancora oggi nella differenza di quota e di densità tra il nucleo sommitale e le fasce più basse dell’abitato.

Il territorio di Montà comprendeva un tempo villaggi minori: Turriglie, che corrispondeva all’attuale San Vito, Desaja ai confini con Santo Stefano Roero, Morinaldo verso Canale, e Tuerdo sotto Ghioni. La sconfitta dei conti di Biadrate, avvenuta nel 1254, segnò la fine di questi centri abitati: distrutti, spinsero i loro abitanti a raccogliersi attorno al punto elevato dove, nel 1263, sarebbe stato eretto il castello, intorno al quale nacquero nuovi nuclei separati e chiusi. Fu in quella stessa fase che vennero erette la torre civica e la chiesa sul bricco di San Michele. Nei secoli successivi gli spazi vuoti tra i nuclei vennero lentamente colmati, fino a formare il continuum urbano che costituisce oggi il centro storico.

Lo stemma di Montà racconta l’identità del paese con una sintesi quasi asciutta: campo d’argento con una M maiuscola d’azzurro, su gonfalone azzurro. Il decreto del presidente della Repubblica che lo ha concesso è datato 28 gennaio 1975. Un’iniziale che rimanda al movimento verso l’alto che ha dato forma al paese. Non lontano dal territorio montatese, altri borghi del Piemonte meridionale condividono questa stratificazione storica: chi vuole allargare la prospettiva verso la provincia può esplorare il capoluogo Cuneo, con la sua pianta geometrica e la tradizione di mercati storici.

Il castello, il Santuario e i segni del paesaggio collinare

Il Castello di Montà

Costruito nel 1263 dalla famiglia Roero, il castello occupa il punto più elevato del paese. Fu in seguito completamente rifatto dagli Isnardi. La sua storia è segnata da due episodi di violenza a distanza di quasi un secolo e mezzo: nel 1544 le truppe del Vasto lo saccheggiarono, e nel 1691 cinquemila soldati francesi ne incendiarono una parte. Nonostante questo, la struttura ha conservato la propria torre, e all’interno resistono ancora affreschi e celle carcerarie. Oggi l’edificio è di proprietà privata e non è visitabile come museo, ma la sua sagoma domina visivamente ogni angolo del paese.

Santuario dei Piloni

Poco fuori dall’abitato, in direzione di Santo Stefano Roero, il Santuario dei Piloni si raggiunge attraverso un percorso nel bosco che è già, di per sé, il motivo della visita. Tredici cappelle — i “piloni” — ornate da statue in gesso si distribuiscono lungo il tracciato, formando una Via Crucis che sale fino alla cappella del Santo Sepolcro, nel punto più alto dell’altura. Il disegno paesaggistico richiama la tipologia dei Sacri Monti diffusa in Piemonte. Il santuario sorge su un’area che la tradizione locale collega a un luogo di culto di epoca romana dedicato alla dea Diana: da qui viene il nome della valle sottostante, la Valdiana.

La torre civica e il bricco di San Michele

Dal bricco di San Michele la visuale si apre sul Roero e, nelle giornate limpide, raggiunge le Langhe oltre il Tanaro. Non è un belvedere attrezzato, ma un punto del centro storico da raggiungere a piedi percorrendo le strade più ripide del paese.

La rete sentieristica dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero

Oltre 35 chilometri di sentieri gestiti dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero attraversano il territorio di Montà con gradi di difficoltà variabili. Parte del tracciato è percorribile anche in mountain bike. A questo si aggiunge un centro attrezzato con pump track e servizi per il lavaggio delle biciclette. Il paesaggio che si attraversa combina boschi, vigneti e le formazioni geologiche tipiche del Roero, con pareti di sabbia e argilla che caratterizzano le cosiddette “rocche”. Per chi cerca borghi con un diverso rapporto con il paesaggio montano, Ostana, sulle Alpi cuneesi, offre un confronto interessante.

Vigne, sagre e il calendario delle feste montatesi

Il Roero è territorio di vigneti, e Montà non fa eccezione. L’evento Roero Wine Not, organizzato dalla Pro Loco nell’ultimo weekend di maggio, è interamente dedicato al vino, con attenzione particolare al Roero Arneis DOCG e al Roero DOCG: due denominazioni che identificano bianchi e rossi di questa sponda del Tanaro. La Porté Disné, l’ultima domenica di maggio, è invece una passeggiata enogastronomica di circa 8 chilometri che collega Montà a Canale, il centro principale del Roero. Otto chilometri in piano o quasi, tra filari e cascine, che si percorrono con una sosta gastronomica ogni tanto.

Il calendario delle feste è fitto e distribuito lungo tutto l’anno: dalla Festa ‘d Magg della prima domenica di maggio alla Sagra di Settembre, che nella prima e seconda settimana porta in piazza il Premio letterario Carlo Cocito, la Notte Bianca, le locande dei borghi e lo spettacolo della Masca Fiorina. In estate, la frazione San Rocco ospita una festa di quattro giorni con stand enogastronomico, mentre la frazione San Vito accoglie i festeggiamenti per la Madonna del Carmine a luglio. Asti, capoluogo dell’altra grande zona vitivinicola piemontese, è facilmente raggiungibile per chi vuole allargare l’itinerario enologico.

Arrivare a Montà: stagioni, strade e distanze

Montà si raggiunge comodamente in auto tramite la rete viaria locale attraverso il Roero. La città di Alba, centro di riferimento commerciale e culturale della zona, dista pochi chilometri verso sud. Il servizio di autobus GTT sulla linea Torino-Alba ferma a Montà, con corse aggiuntive al mattino per gli studenti diretti alle scuole superiori di Alba. Non esiste una stazione ferroviaria nel comune.

La stagione migliore per visitare il paese coincide con la primavera e l’autunno. In maggio il calendario degli eventi è già fitto, le vigne sono verdi e i sentieri delle Rocche sono percorribili senza il caldo estivo. In settembre e ottobre le uve maturano, i colori del paesaggio collinare cambiano e la Sagra porta in strada musica e cucina locale. L’estate è la stagione degli eventi nelle frazioni, mentre l’inverno offre il paese nella sua versione più quotidiana, senza eventi, ma con il profilo del castello che si staglia con più nitidezza contro il cielo sgombro. Chi arriva da altre province piemontesi può considerare un itinerario che includa anche San Benedetto Belbo nelle Langhe o, per un contrasto paesaggistico netto, Acceglio in val Maira.

Montà è il secondo comune più a nord della provincia di Cuneo, dopo Ceresole d’Alba: un dettaglio geografico che la posiziona come porta settentrionale di una provincia che arriva fino alle Alpi.
Partenza Distanza Tempo stimato
Alba circa 15 km 20 minuti
Asti circa 35 km 35 minuti
Torino circa 65 km 55 minuti
Cuneo circa 60 km 50 minuti
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Domande frequenti su Montà

Come si arriva a Montà in auto o con i mezzi pubblici?

In auto, Montà si raggiunge facilmente dall'autostrada A6 Torino-Savona (uscita Marene) o dall'A33 Asti-Cuneo. La cittadina si trova a circa 20 km da Alba e a meno di 60 km da Torino. Per chi viaggia senza auto, esiste un collegamento tramite autobus di linea verso Alba, principale hub della zona, servita anche dalla ferrovia Torino-Savona.

Quando si festeggia il patrono di Montà e quando conviene visitare il paese?

Il patrono è Sant'Antonio Abate, la cui festa ricorre il 17 gennaio. In questa occasione è tradizione benedire gli animali domestici e da lavoro, rito ancora sentito nelle comunità rurali piemontesi. Per vivere il paese nella sua atmosfera più autentica, la primavera e l'autunno sono le stagioni ideali: le colline del Roero sono spettacolari durante la fioritura e la vendemmia, e il calendario locale propone sagre e manifestazioni lungo tutto l'anno.

Quanto tempo occorre per visitare Montà e i suoi dintorni?

Una mezza giornata è sufficiente per esplorare il centro storico di Montà, la parte alta con la torre medievale e il Santuario. Se si vuole abbinare una passeggiata tra i vigneti del Roero o visitare borghi vicini come Canale o Vezza d'Alba, è consigliabile riservare una giornata intera. Montà si presta bene come tappa in un itinerario più ampio tra le Langhe e il Roero, distretto enogastronomico di rilevanza internazionale.

Cosa rende il Roero diverso dalle Langhe per il visitatore?

Il Roero, di cui Montà fa parte, è la sponda occidentale del Tanaro, meno celebrata delle Langhe ma ricca di paesaggi originali: colline sabbiose erose in forme irregolari dette 'rocche', boschi di noccioli alternati ai vigneti e una rete di cantine meno affollate rispetto all'Albese. I vini tipici della zona includono il Roero DOCG (Arneis bianco e Nebbiolo rosso), riconosciuti insieme alle Langhe come Patrimonio UNESCO dal 2014.

Come arrivare

Borgo

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