Novalesa
Scopri Novalesa, affascinante borgo medievale del Piemonte tra storia, natura e la celebre abbazia benedettina. Una meta imperdibile in Valle di Susa.
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Nel 726 d.C., il nobile franco Abbone fondò un monastero benedettino ai piedi del Colle del Moncenisio, in quella stretta valle laterale della Val di Susa che i romani percorrevano per raggiungere la Gallia. Quel gesto fondativo ha determinato la forma di tutto ciò che è venuto dopo: un paese di 522 abitanti la cui esistenza è stata per oltre tredici secoli inseparabile dall’abbazia che lo ha preceduto. Chi vuole capire cosa vedere a Novalesa deve partire da qui, da questo rapporto strutturale tra comunità e luogo monastico, tra valle alpina e via di transito continentale.
Storia e origini di Novalesa
Il toponimo Novalesa deriva probabilmente dal latino novalis, termine che indicava un terreno appena dissodato o messo a coltura per la prima volta. La forma piemontese Novalèisa e quella francoprovenzale Nonalésa conservano entrambe questa radice agraria, coerente con la vocazione dei monaci benedettini di trasformare terre incolte in campi coltivabili. L’abbazia benedettina di Novalesa — conosciuta anche come Abbazia della Novalesa o Abbatia Novaliciensis — fu fondata nel 726 da Abbone, un aristocratico franco di alta estrazione, che la dotò di ingenti possedimenti fondiari. Già pochi decenni dopo la sua nascita, il monastero divenne uno dei più importanti centri culturali e religiosi dell’arco alpino occidentale, con uno scriptorium attivo e una biblioteca di rilievo.
La posizione geografica del borgo — in val Cenischia, a controllo dell’accesso al Colle del Moncenisio — ne ha segnato profondamente le vicende storiche. Il valico era uno dei passaggi alpini più frequentati dell’alto medioevo: pellegrini diretti a Roma, eserciti longobardi e franchi, mercanti che collegavano il regno italico con la Francia transalpina transitavano regolarmente per questa valle. L’abbazia esercitava funzioni di ospitalità, assistenza ai viandanti e controllo del territorio. Nel 906, le incursioni dei Saraceni costrinsero i monaci a abbandonare il monastero e a rifugiarsi a Torino, portando con sé i codici e le reliquie più preziose. Questo episodio, documentato nelle cronache monastiche, segnò un lungo periodo di abbandono del sito originario.
Il recupero del monastero avvenne gradualmente a partire dall’XI secolo, quando i monaci tornarono a insediarsi stabilmente in val Cenischia. Nel corso del medioevo, Novalesa rimase sotto l’influenza dei Savoia, che controllavano i principali valichi alpini del Piemonte occidentale. La Certosa e le successive trasformazioni architettoniche dell’abbazia riflettono stratificazioni costruttive che vanno dal periodo carolingio fino all’età moderna. L’intero complesso abbaziale, con le sue quattro cappelle esterne, è oggi oggetto di studi storici e lavori di restauro che proseguono periodicamente. Per approfondire le vicende documentate dell’abbazia, la voce su Wikipedia dedica un’ampia trattazione alla storia dell’Abbazia della Novalesa, con riferimenti alle fonti medievali originali.
Cosa vedere a Novalesa: 5 attrazioni imperdibili
1. Abbazia benedettina di Novalesa
Fondata nel 726, l’abbazia è il nucleo generativo dell’intero insediamento. Il complesso include la chiesa abbaziale, il chiostro e quattro cappelle esterne staccate dal corpo principale. I monaci benedettini vi risiedono ancora oggi, mantenendo la liturgia delle ore e accogliendo ospiti in foresteria. L’architettura sovrappone elementi altomedievali, romanici e barocchi.
2. Cappella di Sant’Eldrado
È la più nota delle quattro cappelle esterne dell’abbazia, databile al periodo romanico. Conserva un ciclo di affreschi medievali che rappresentano episodi della vita di Sant’Eldrado, abate di Novalesa nel IX secolo, e di San Nicola. Gli affreschi, di straordinario interesse iconografico, sono tra le testimonianze pittoriche romaniche più significative del Piemonte alpino.
3. Cappella di San Michele
Posizionata sul versante del colle che sovrasta l’abbazia, la cappella di San Michele è raggiungibile a piedi attraverso un breve sentiero. La dedicazione all’arcangelo Michele è ricorrente sui luoghi alti e di confine nell’Europa altomedievale — un dettaglio che colloca questo edificio in una rete devozionale precisa e storicamente documentata.
4. Val Cenischia e Colle del Moncenisio
La valle stessa costituisce un percorso storico identificabile: la strada che risale verso il Colle del Moncenisio (2.083 m s.l.m.) ricalca un tracciato romano e medievale utilizzato per secoli come principale collegamento transalpino tra la penisola italica e la Francia. Il confine tra Italia e Francia corre lungo la cresta del colle.
5. Il borgo e la sua struttura insediativa
Il nucleo abitato di Novalesa ha una forma lineare, sviluppato lungo l’asse della strada di fondovalle. Le case in pietra locale, a due o tre piani, riflettono la tipologia edilizia alpina della Val di Susa. Alcuni edifici mostrano portali ad arco datati tra XVII e XVIII secolo, leggibili come indicatori della relativa prosperità del borgo nei secoli moderni.
Cucina tipica e prodotti locali
La cucina di Novalesa si inserisce nella tradizione gastronomica della Val di Susa e del Piemonte montano, con piatti che riflettono un’economia di sussistenza basata sull’allevamento, sulle colture cerealicole di quota e sul bosco. La polenta, preparata con farina di mais e servita con intingoli di carne o formaggi fusi, è la preparazione più radicata nell’uso quotidiano storico. Tra i salumi, la zona rientra nell’areale del Salame di Sant’Olcese e dei prodotti norcini piemontesi tradizionali, mentre i formaggi di malga prodotti negli alpeggi della val Cenischia si consumano freschi o stagionati. La toma piemontese DOP è il formaggio a pasta semicotta più rappresentativo dell’area, prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato secondo un disciplinare riconosciuto.
Tra i dolci tradizionali della zona alpina piemontese compaiono le paste di meliga, biscotti a base di farina di mais giallo tipici dell’intero Piemonte, e i krumiri di Casale Monferrato sono invece produzione di altra area, quindi ci si concentra sui dolci secchi di produzione domestica alpina. Nei mesi estivi, lungo la val Cenischia si raccolgono frutti di bosco — mirtilli e lamponi — che entrano nella preparazione di marmellate artigianali. L’olio extravergine non è produzione locale per ragioni climatiche evidenti, ma i vini piemontesi delle zone collinari della provincia di Torino, come il Freisa di Chieri DOC, accompagnano tradizionalmente i pasti anche in questi centri montani. Per chi visita il borgo, i prodotti del territorio si trovano principalmente nei mercati locali della Val di Susa e nelle botteghe dei paesi vicini.
Quando visitare Novalesa: il periodo migliore
Novalesa si trova a un’altitudine che rende i mesi invernali rigidi e nevosi: il Colle del Moncenisio raggiunge i 2.083 metri e la neve può interessare il fondovalle da novembre a marzo. Il periodo più pratico per la visita va da maggio a ottobre: in estate la val Cenischia è percorribile senza difficoltà, i sentieri verso le cappelle dell’abbazia sono accessibili e il complesso monastico è generalmente aperto ai visitatori secondo gli orari stabiliti dalla comunità benedettina. La primavera — tra maggio e giugno — offre la vegetazione ripresa e portate d’acqua consistenti nei torrenti della valle. In autunno, tra settembre e ottobre, il bosco di larici e conifere che riveste i versanti cambia colore in modo progressivo e visibile. Chi viaggia in estate verso il Moncenisio trova in Novalesa un punto di sosta naturale lungo la strada statale che sale al colle, prima del confine francese.
Come arrivare a Novalesa
Novalesa è raggiungibile in automobile percorrendo la A32 Torino–Bardonecchia fino al casello di Susa, da cui si seguono le indicazioni per la Val Cenischia e il Colle del Moncenisio. La distanza da Torino è di circa 70 chilometri, con un tempo di percorrenza stimato tra 50 minuti e un’ora a seconda del traffico sul tratto autostradale. Da Susa, il percorso in valle è interamente su strada statale.
- Da Torino (Porta Nuova): circa 70 km in auto, A32 direzione Bardonecchia, uscita Susa, poi SS25 verso Moncenisio
- Casello autostradale più vicino: Susa (A32)
- Aeroporto di riferimento: Torino Caselle (TRN), a circa 90 km
- Treno: la stazione ferroviaria più vicina è Susa, servita dalla linea Torino–Modane; da Susa è necessario proseguire in autobus o in auto (circa 10 km)
- Bus: servizi GTT e Sadem collegano periodicamente la Val di Susa, con corse ridotte verso la val Cenischia — verificare gli orari aggiornati sul sito del gestore
Per chi proviene dalla Francia, il Colle del Moncenisio è percorribile nei mesi estivi e consente di raggiungere Novalesa scendendo dal valico verso la val Cenischia. Il sito istituzionale della Regione Piemonte fornisce informazioni aggiornate sulla viabilità alpina e sulle condizioni dei valichi stagionali.
Dove dormire a Novalesa
L’offerta ricettiva di Novalesa è contenuta, coerente con le dimensioni di un comune di poco più di 500 abitanti. La struttura più singolare disponibile nel borgo è la foresteria dell’abbazia benedettina, che accoglie ospiti in un contesto di ospitalità monastica — con regole di convivenza legate alla vita comunitaria dei monaci. È una soluzione adatta a chi cerca quiete e distanza dalla logica dell’albergo convenzionale, ma richiede prenotazione anticipata e rispetto delle norme interne della comunità. Oltre alla foresteria, il territorio circostante offre alcune strutture di tipo agriturismo e bed & breakfast nei paesi della Val di Susa, in particolare a Susa e nei comuni limitrofi, che funzionano come base per escursioni nella valle.
Chi preferisce un’offerta più articolata può orientarsi verso Susa, a circa 10 chilometri, dove si trovano hotel tradizionali e strutture di media categoria. In alta stagione estiva — luglio e agosto — e durante i weekend di settembre, quando il traffico verso il Moncenisio è più intenso, è consigliabile prenotare con almeno due settimane di anticipo. Per soggiorni nella foresteria abbaziale, i tempi di prenotazione sono generalmente più lunghi. Sul sito del portale ufficiale del turismo italiano è possibile trovare un elenco aggiornato delle strutture ricettive nella provincia di Torino e nella Val di Susa.
Altri borghi da scoprire in Piemonte
La provincia di Torino offre una varietà di centri minori che si sviluppano lungo profili geografici molto diversi tra loro. Chi da Novalesa scende verso la pianura può orientarsi verso Airasca, comune del pinerolese che si colloca nella transizione tra la collina e la pianura padana, con una struttura insediativa di matrice agricola molto diversa da quella alpina della val Cenischia. In direzione opposta, verso le valli valdesi, Angrogna rappresenta un caso di comunità montana con una storia religiosa distinta e documentata, legata alla presenza valdese in Piemonte fin dal medioevo.
Restando nell’arco alpino torinese, Bardonecchia si trova pochi chilometri a nord lungo l’asse della Val di Susa, ed è il comune italiano più occidentale del Piemonte, al confine con la Francia attraverso il Colle della Scala e il tunnel del Fréjus. Per chi preferisce i rilievi prealpini verso il Canavese, Alpette è un piccolo centro delle Valli di Lanzo con caratteristiche di borgo montano compatto, raggiungibile in giornata da Torino come alternativa alle mete più frequentate della Val di Susa.
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Quando è il periodo migliore per visitare Novalesa?
Il periodo migliore per visitare Novalesa va da maggio a ottobre, quando le condizioni climatiche sono più favorevoli e i sentieri della Val Cenischia e le cappelle dell'abbazia sono accessibili. In estate, Novalesa è un punto di sosta ideale per chi sale al Colle del Moncenisio. L'autunno offre lo spettacolo del foliage, con i boschi che si tingono di colori caldi. Da novembre a marzo, il clima è rigido e nevoso. La festa patronale di Santo Stefano ricorre il 26 dicembre, in pieno inverno, con celebrazioni locali.
Cosa vedere a Novalesa? Monumenti e luoghi principali
A Novalesa, il fulcro della visita è l'Abbazia benedettina, fondata nel 726, con la sua chiesa, il chiostro e le quattro cappelle esterne. Tra queste, spicca la Cappella di Sant'Eldrado con i suoi affreschi romanici medievali. I monaci residenti mantengono la liturgia delle ore e accolgono ospiti; è consigliabile verificare gli orari di visita specifici sul posto. La Cappella di San Michele è raggiungibile con una breve passeggiata a piedi sopra l'abbazia. Non dimenticate di esplorare il borgo stesso con le sue caratteristiche case in pietra e i portali storici del XVII-XVIII secolo.
Quali sono le principali attrazioni naturali o paesaggistiche di Novalesa?
La principale attrazione naturale è la Val Cenischia stessa, che conduce al Colle del Moncenisio (2.083 m s.l.m.), un valico alpino storico e scenografico al confine con la Francia. La valle offre percorsi escursionistici, inclusi i sentieri che portano alle cappelle dell'Abbazia. Nei mesi di maggio e giugno si possono apprezzare le abbondanti portate d'acqua dei torrenti, mentre in autunno il bosco di larici e conifere regala uno spettacolare foliage, rendendo il paesaggio particolarmente suggestivo.
Dove scattare le foto più belle a Novalesa?
Per scattare foto suggestive a Novalesa, i punti migliori includono la Cappella di San Michele, posizionata sul versante del colle che sovrasta l'Abbazia e raggiungibile tramite un sentiero, offrendo una vista panoramica sul complesso monastico e sulla Val Cenischia. Anche lungo il percorso che risale la Val Cenischia verso il Colle del Moncenisio si trovano scorci alpini mozzafiato, specialmente in autunno con il foliage. All'interno del borgo, le vie con le caratteristiche case in pietra e i portali storici offrono spunti fotografici autentici e pittoreschi.
Ci sono musei, chiese o palazzi storici da visitare a Novalesa?
A Novalesa, il principale complesso storico-religioso da visitare è l'Abbazia benedettina, che include la chiesa abbaziale, il chiostro e diverse cappelle esterne, tra cui la Cappella di Sant'Eldrado con i suoi affreschi romanici e la Cappella di San Michele. L'architettura del complesso abbaziale presenta stratificazioni che vanno dal periodo carolingio all'età moderna. I monaci residenti accolgono i visitatori; è consigliabile consultare il sito dell'Abbazia o contattare la comunità per gli orari di apertura e le modalità di visita. Non sono menzionati musei o palazzi storici specifici oltre al complesso abbaziale.
Cosa si può fare a Novalesa? Attività ed esperienze
A Novalesa si possono visitare l'Abbazia benedettina e le sue cappelle, immergendosi nella storia e nell'arte romanica. La Val Cenischia offre opportunità per passeggiate ed escursioni lungo i sentieri che risalgono la valle, anche verso il Colle del Moncenisio, godendo della natura alpina. Per un'esperienza unica, è possibile soggiornare nella foresteria dell'abbazia, vivendo un'ospitalità monastica improntata alla quiete e alla riflessione. La zona permette anche di gustare la cucina tradizionale montana, con prodotti tipici come la Toma piemontese DOP.
Per chi è adatto Novalesa? Famiglie, coppie, escursionisti, viaggiatori solitari?
Novalesa è particolarmente adatta a viaggiatori interessati alla storia, all'arte e alla spiritualità, grazie alla sua millenaria Abbazia benedettina. È ideale per escursionisti e amanti della montagna, che possono esplorare la Val Cenischia e raggiungere il Colle del Moncenisio. Chi cerca quiete e un'esperienza di viaggio autentica, anche spirituale, troverà nella foresteria dell'abbazia una soluzione unica. Le famiglie con bambini più grandi o coppie che apprezzano la natura e la cultura alpina troveranno un ambiente accogliente e ricco di spunti.
Cosa mangiare a Novalesa? Prodotti tipici e specialità locali
La cucina di Novalesa si inserisce nella tradizione montana piemontese. Tra le specialità si annoverano la polenta, spesso servita con intingoli di carne o formaggi fusi, che rappresenta una preparazione radicata nell'uso quotidiano storico. Un prodotto DOP significativo della zona è la Toma piemontese, un formaggio di malga a pasta semicotta. Si possono gustare anche i prodotti norcini tradizionali piemontesi e le Paste di meliga, biscotti a base di farina di mais tipici dell'intero Piemonte. Nei mesi estivi, le marmellate artigianali a base di frutti di bosco locali, come mirtilli e lamponi, sono una delizia.
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