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Pecorara
Pecorara
Emilia-Romagna

Pecorara

Collina Collina
6 min di lettura

Pecorara è un borgo dell’Appennino piacentino, a 481 m s.l.m., con radici preistoriche e una ricca eredità medievale nella Val Tidone.

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Pecorara è un comune dell’Appennino piacentino, in Emilia-Romagna, che si estende su circa 53 kmq a 589 metri di quota e conta poco meno di 780 abitanti. Il territorio, organizzato intorno a un centro di dimensioni contenute, appartiene alla provincia di Piacenza e celebra il proprio patrono, san Giorgio, il 23 aprile.

Pecorara borgo in Emilia-Romagna porta con sé una stratificazione storica che affonda le radici in età preistorica, testimoniata da tracce di insediamento a Cicogni, e che si è poi dispiegata attraverso secoli di signorie feudali — dai Malaspina ai Visconti, dai Dal Verme agli Scotti — fino all’ingresso nel ducato di Parma e Piacenza dopo il Congresso di Vienna. A questo passato si intreccia una tradizione enogastronomica condivisa con l’intera area piacentina, che comprende salumi a denominazione protetta come la Coppa Piacentina DOP e la Pancetta Piacentina DOP, oltre ai vini dei Colli Piacentini DOC e del Gutturnio DOC.

Pecorara borgo in Emilia-Romagna: storia e identità

Pecorara è un borgo dell’Appennino piacentino con radici che risalgono alla Preistoria, documentate da tracce di insediamenti rinvenuti presso la frazione di Cicogni, e che attraverso domini longobardi, carolingi, feudali e ducali è giunto fino all’età contemporanea, quando nel 2018 si è fuso con i comuni di Caminata e Nibbiano per formare il nuovo comune di Alta Val Tidone.

Nel corso del medioevo il territorio entrò nell’orbita della Marca Obertenga e, intorno alla metà del XII secolo, Federico Barbarossa lo assegnò alla famiglia nobiliare dei Malaspina. Fu in quel periodo che vennero eretti diversi castelli, tra cui quello del capoluogo, nella zona poi nota come Pecorara Vecchia, a presidio della via che collegava la val Tidone a Bobbio attraverso il colle della Crocetta. Successivamente i Malaspina cedettero i propri possedimenti e si affermò la famiglia Da Pecorara, da cui provenne il cardinale Jacopo da Pecorara — indicato dalla fonte come vissuto nel XII secolo —, originario secondo alcune tradizioni proprio di Cicogni, che ricoprì incarichi di rilievo nella Chiesa come vescovo di Palestrina e legato pontificio.

Nei secoli successivi il borgo conobbe una serie di passaggi feudali: prima sotto i Visconti, poi ceduto da Gian Galeazzo Visconti a Jacopo Dal Verme verso la fine del XIV secolo, quindi nelle mani delle famiglie Scotti e Fulgosi, prima di tornare ai Dal Verme e infine di nuovo agli Scotti. Dopo il Congresso di Vienna del 1815 il territorio pecorarese fu incorporato nel Ducato di Parma e Piacenza.

Durante la seconda guerra mondiale il territorio fu teatro di scontri legati alla resistenza partigiana: le brigate di Giustizia e Libertà vi stabilirono una base operativa e alla fine del 1944, nella località Aie di Busseto, tredici partigiani provenienti da diverse parti d’Italia persero la vita per mano delle truppe nazifasciste.

Chiesa di San Giorgio e il Castello di Montemartino: i due poli monumentali di Pecorara

A Pecorara i riferimenti architettonici principali sono due: la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, costruita tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, e il Castello di Montemartino.

Chiesa di San Giorgio Martire

L’edificio fu realizzato tra il 1792 e il 1797 su progetto di Pietro Speltini. La facciata, tripartita a capanna, è articolata da lesene agli angoli; un portale unico consente l’accesso dopo una breve scalinata di cinque gradini. Al di sopra del portale si trovano una targa marmorea, una finestra a lunetta e una nicchia con la statua di San Giorgio, opera dello scultore Paolo Perotti. L’interno si sviluppa su pianta basilicale a navata unica, scandita da lesene di ordine dorico in quattro campate con volta a botte. Nelle prime tre campate si aprono cappelle laterali di pianta rettangolare. Il presbiterio, sopraelevato rispetto alla navata, presenta anch’esso una volta a botte. Il sagrato antistante è pavimentato in pietra.

Castello di Montemartino

Le fonti disponibili segnalano la presenza del Castello di Montemartino tra le architetture militari del territorio. Ulteriori dettagli non sono al momento documentati nelle fonti consultate.

A tavola nella Val Tidoncello: salumi e vini dei Colli Piacentini

Nell’area di Pecorara e nella più ampia provincia di Piacenza si trovano tre salumi a Denominazione di Origine Protetta — la Coppa Piacentina, la Pancetta Piacentina e il Salame Piacentino — insieme a specialità certificate come il Grana Padano DOP e il Provolone Valpadana DOP, mentre i vini di riferimento per questo territorio sono i Colli Piacentini DOC, il Gutturnio DOC e l’Ortrugo DOC.

I salumi piacentini rappresentano una tradizione consolidata nell’intera Val Tidone e nelle valli circostanti, dove la lavorazione delle carni suine è pratica radicata da generazioni. Va precisato che si tratta di produzioni dell’area provinciale nel suo complesso, non di specialità esclusive del borgo di Pecorara.

Sul fronte enologico, il territorio rientra nella zona dei Colli Piacentini, con i rossi Gutturnio DOC — ottenuto prevalentemente da uve Barbera e Croatina — e i bianchi Ortrugo DOC tra le etichette più rappresentative. La denominazione Terre di Veleja IGT completa il quadro dei vini localmente citabili. Tra le preparazioni tradizionali regionali, il Foglio-Fatti segnala alcune produzioni PAT come il Bargnolino (liquore di prugnole) e il macerato di pere in grappa, espressioni della tradizione liquoristica appenninica da collocare in un contesto territoriale più ampio.

Raggiungere Pecorara: accesso dalla Val Tidone e stagioni consigliate

Pecorara si raggiunge più comodamente in automobile percorrendo la Val Tidone dalla pianura piacentina, salendo poi nella val Tidoncello fino ai 481 m s.l.m. del borgo; la stagione più favorevole per una visita è la primavera — con la festa patronale di San Giorgio il 23 aprile — e l’autunno, quando il paesaggio appenninico offre i colori più intensi.

Il borgo occupa una posizione di confine nella parte sud-occidentale della provincia di Piacenza, al limite con l’Oltrepò Pavese. La strada che risaliva la val Tidoncello verso il colle della Crocetta collegava storicamente Pecorara a Bobbio, centro di riferimento culturale della val Trebbia, raggiungibile attraverso i valichi appenninici. Chi percorre la Val Tidone può includere nel proprio itinerario anche Caminata, oggi comune unificato con Pecorara nell’ente di Alta Val Tidone, e spingersi verso Piozzano, altro borgo della stessa vallata.

PartenzaDistanzaTempo
Piacenzacirca 45 kmcirca 50 min
Bobbiocirca 35-40 kmcirca 35 min
Milanocirca 100 kmcirca 1 h 30 min

Il territorio comunale si estende tra i 244 e oltre i 1000 m di quota, con i monti Pietra Corva e Mosso a segnare lo spartiacque con la val Trebbia. La conformazione prevalentemente montuosa rende il percorso di accesso panoramico ma tortuoso: si consiglia di evitare i mesi invernali in caso di neve sui valichi.

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Domande frequenti su Pecorara

Come si arriva a Pecorara in auto?

Pecorara si raggiunge comodamente in auto. Da Piacenza si percorre la SP 654R (Via Emilia) in direzione sud verso la Val Tidone, poi si seguono le indicazioni per Borgonovo Val Tidone e successivamente per Nibbiano e Pecorara. Il percorso da Piacenza è di circa 40 km. L'autostrada di riferimento è l'A21 Torino-Brescia-Piacenza, con uscita a Piacenza Sud, seguita dalla viabilità provinciale verso l'Appennino piacentino.

Quando è la festa patronale di Pecorara e cosa comporta?

Pecorara celebra il proprio patrono san Giorgio il 23 aprile. La ricorrenza è il momento identitario più sentito dalla comunità locale e rappresenta un'occasione privilegiata per visitare il borgo durante un evento tradizionale. La primavera è anche il periodo in cui il paesaggio collinare appenninico è particolarmente verde e fiorito, rendendo la visita doppiamente consigliata.

Quanto tempo occorre per visitare Pecorara?

Pecorara è un borgo di dimensioni contenute, con circa 780 abitanti su un territorio di 53 kmq. Una visita al centro storico, alla chiesa di San Giorgio e al castello richiede indicativamente una mezza giornata. Aggiungendo una sosta enogastronomica per degustare i salumi DOP piacentini e i vini dei Colli Piacentini DOC, si può comodamente organizzare una gita giornaliera da Piacenza.

Pecorara è adatta per escursioni nella natura?

Il territorio di Pecorara, posto a 589 metri sull'Appennino piacentino e caratterizzato da un paesaggio collinare, offre possibilità di escursionismo lungo i sentieri della rete CAI dell'Appennino piacentino. L'area della Val Tidoncello è percorribile a piedi e in mountain bike lungo tracciati immersi nei boschi e nei pascoli tipici dell'entroterra piacentino. Si consiglia di consultare le sezioni CAI locali per le mappe aggiornate dei percorsi.

Come arrivare

Borgo

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