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Portofino conta oggi 355 abitanti distribuiti su un promontorio che scende fino al livello del mare: è uno dei comuni più piccoli d’Italia per popolazione, eppure il suo porto naturale è riconoscibile in quasi ogni manuale di storia della riviera ligure. Chi cerca cosa vedere a Portofino si trova davanti a un insieme compatto di […]

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Portofino conta oggi 355 abitanti distribuiti su un promontorio che scende fino al livello del mare: è uno dei comuni più piccoli d’Italia per popolazione, eppure il suo porto naturale è riconoscibile in quasi ogni manuale di storia della riviera ligure. Chi cerca cosa vedere a Portofino si trova davanti a un insieme compatto di architetture, percorsi naturali e fondali marini che si sviluppa su pochi ettari, rendendo possibile una lettura del luogo a piedi, senza dispersioni. Il comune fa capo alla provincia di Genova e il suo patrono, san Giorgio, viene festeggiato la prima domenica di aprile.

Storia e origini di Portofino

Il nome Portofino deriva dal latino Portus Delphini, attestato già in epoca romana: la baia era utilizzata come approdo naturale e la sua conformazione — un’insenatura chiusa su tre lati dal promontorio — la rendeva un rifugio affidabile per le imbarcazioni che percorrevano la rotta tirrenica. La denominazione medievale contratta in “Portofino” compare nei documenti genovesi a partire dall’Alto Medioevo. Come ricostruisce anche la voce enciclopedica dedicata al borgo, il sito era già frequentato in epoca preromana, ma è con la dominazione genovese che assume un ruolo stabile nella rete commerciale del Tirreno.

Nel corso del Medioevo Portofino fu sotto il controllo della Repubblica di Genova, che ne valorizzò la posizione strategica. Il castello Brown — struttura difensiva ancora visibile sul promontorio — ha radici che risalgono al periodo medievale genovese, anche se l’edificio fu trasformato e ampliato nei secoli successivi. Nel XVI secolo la Liguria era contesa tra le grandi potenze europee, e il sistema di torri e fortezze di cui il castello faceva parte serviva a sorvegliare i movimenti navali nel Golfo del Tigullio. L’intera area del promontorio, oggi protetta come Area Marina Protetta di Portofino, era allora sfruttata per la pesca e per le attività silvo-pastorali sui versanti collinari.

Il cambiamento più radicale nella storia di Portofino avviene nell’Ottocento, quando il borgo comincia ad attirare viaggiatori britannici e aristocrazia europea. È in questo periodo che il castello viene acquistato e ristrutturato da Montague Yeats Brown, diplomatico inglese, che lo trasforma in residenza privata — da qui il nome “Castello Brown” con cui è ancora conosciuto. L’arrivo del turismo d’élite tra fine Ottocento e inizio Novecento ridisegna l’economia locale, spostando il baricentro dalla pesca e dall’agricoltura verso i servizi e l’ospitalità. Per ulteriori informazioni amministrative e istituzionali è possibile consultare il sito ufficiale del Comune di Portofino.

Cosa vedere a Portofino: 5 attrazioni imperdibili

Piazzetta di Portofino

Il fulcro del borgo è la piccola piazza sul porto, chiusa su tre lati da edifici dipinti in giallo ocra, rosso terra e verde salvia secondo la tradizione cromatica ligure. Nata come spazio funzionale al mercato e all’attracco dei pescatori, oggi ospita tavolini di caffè e ristoranti. Le facciate affrescate dei palazzi risalgono a restauri ottocenteschi, ma il tracciato della piazza è medievale.

Castello Brown

Costruzione difensiva medievale genovese riconvertita nel XIX secolo in residenza privata dal diplomatico britannico Montague Yeats Brown. Posizionato sul costone che sovrasta il porto, offre una visuale diretta sull’imboccatura della baia. Oggi è aperto al pubblico come museo e spazio espositivo, con giardino terrazzato che conserva piante mediterranee e alcune specie esotiche introdotte dai proprietari inglesi.

Chiesa di San Giorgio

Dedicata al patrono del borgo, la chiesa sorge su un belvedere naturale sopra la piazzetta. La struttura attuale è frutto di rifacimenti settecenteschi, ma la tradizione vuole che ospiti alcune reliquie di san Giorgio portate a Portofino dai crociati di ritorno dalla Terra Santa. L’interno è a navata unica con decorazioni in stile barocco ligure.

Faro di Portofino

Situato all’estremità del promontorio, il faro segnala l’ingresso al Golfo del Tigullio ed è raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che attraversa la vegetazione del parco. La struttura attuale risale al tardo Ottocento. Il percorso di avvicinamento — circa 3 chilometri dalla piazzetta — attraversa macchia mediterranea densa, con tratti che costeggiamo scogliere a picco.

Area Marina Protetta di Portofino

Istituita nel 1999, è una delle aree marine protette più antiche d’Italia. Tutela i fondali del promontorio, che includono praterie di Posidonia oceanica, secche rocciose e coralli. L’area è frequentata da subacquei per la visibilità delle acque e per la presenza di specie protette come il cervo volante marino e la nacchera. Le immersioni sono regolamentate e richiedono permessi specifici.

Cucina tipica e prodotti locali

La cucina di Portofino riflette quella dell’intera Liguria orientale, con un’impronta fortemente marinara che si interseca con la tradizione contadina dei versanti collinari del promontorio. Il piatto più rappresentativo della zona è il brandacujun, una preparazione a base di stoccafisso dissalato, patate, olio extravergine di oliva ligure e aglio, lavorata a lungo fino a ottenere una consistenza cremosa e uniforme. È un piatto di origine povera, nato sulle imbarcazioni dei pescatori liguri, che sopravvive nei menù dei ristoranti locali come punto di riferimento identitario della tavola regionale. Altrettanto presente è il pesto genovese, la cui versione autentica — riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano — prevede basilico genovese DOP, aglio di Vessalico, pinoli italiani, Parmigiano Reggiano DOP o Grana Padano DOP, Pecorino sardo e olio extravergine di oliva ligure DOP. L’abbinamento con le trofie, pasta fresca tipica della Liguria, è la combinazione più diffusa nel territorio del Golfo del Tigullio.

Tra i prodotti locali merita attenzione l’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP, ottenuto prevalentemente dalla cultivar Taggiasca nei versanti occidentali e da olive locali nelle zone del levante, con una resa bassa ma un profilo organolettico delicato e poco amaro. La focaccia genovese, tecnicamente chiamata fugassa, è presente in ogni forno del borgo e della riviera circostante: la ricetta tradizionale prevede una pasta lievitata a lungo, abbondante olio ligure in superficie e una caratteristica texture con fossette regolari. Nei periodi festivi compare la farinata di ceci, cotta in teglie di rame in forno a legna, che rappresenta uno degli impasti più antichi della gastronomia ligure. Sul fronte ittico, la acciughe del Mar Ligure — lavorate sotto sale e poi conservate sott’olio — sono presenti nei buffet locali sia come antipasto sia come condimento.

Quando visitare Portofino: il periodo migliore

Portofino riceve il maggior numero di visitatori tra giugno e agosto, quando le imbarcazioni private affollano la baia e i sentieri del promontorio sono percorsi da mattina a sera. In questo periodo i prezzi dei servizi locali raggiungono i valori più elevati dell’anno e la disponibilità di posti nelle strutture ricettive va esaurita con largo anticipo. I mesi di maggio e settembre offrono condizioni climatiche favorevoli — temperature tra i 18 e i 25 gradi, mare praticabile per le immersioni e per la navigazione — con una presenza turistica sensibilmente più contenuta. La prima domenica di aprile, in occasione della festa patronale di san Giorgio, il borgo si anima con celebrazioni locali che coinvolgono la comunità residente. L’inverno, da novembre a marzo, è la stagione in cui Portofino torna alla sua dimensione effettiva: 355 abitanti, molti esercizi commerciali chiusi, ma i sentieri del parco percorribili in condizioni di tranquillità e con una vegetazione che rivela la struttura geologica del promontorio. Come documenta anche il Touring Club Italiano nelle sue guide alla Liguria, il levante genovese in primavera è tra le mete più apprezzate per l’escursionismo costiero.

Come arrivare a Portofino

Portofino si raggiunge da più direzioni, ma va tenuto presente che l’accesso in automobile è regolamentato: i veicoli non residenti non possono accedere al centro del borgo in determinati orari e stagioni, e i parcheggi disponibili si trovano a Santa Margherita Ligure o a Rapallo, con servizio di battello o bus navetta per coprire gli ultimi chilometri.

  • In auto: dall’autostrada A26/A7 (Genova), si imbocca la A12 Genova-Sestri Levante e si esce al casello di Rapallo o Santa Margherita Ligure. Da Santa Margherita Ligure sono circa 5 chilometri lungo la strada costiera.
  • In treno: la stazione ferroviaria più vicina è Santa Margherita Ligure-Portofino, sulla linea Genova-La Spezia. Da Genova Brignole il tempo di percorrenza è di circa 40 minuti. Dalla stazione, bus di linea o taxi raggiungono il borgo.
  • In battello: servizi regolari di traghetto collegano Portofino con Santa Margherita Ligure, Rapallo, Camogli e Genova durante la stagione estiva.
  • Dall’aeroporto: l’aeroporto più vicino è Genova Cristoforo Colombo (GOA), a circa 35 chilometri. Da lì si raggiunge Genova Brignole in bus o taxi, poi treno fino a Santa Margherita Ligure.

Dove dormire a Portofino

L’offerta ricettiva all’interno del comune di Portofino è limitata per definizione: le dimensioni del borgo — 355 abitanti, una superficie comunale ridotta — non consentono una concentrazione di strutture paragonabile a quella delle località rivierasche limitrofe. Le strutture disponibili nel centro del borgo sono prevalentemente hotel di fascia alta e alcune unità abitative in affitto breve. Chi cerca soluzioni più accessibili trova a Santa Margherita Ligure, a 5 chilometri, un’offerta molto più ampia e diversificata: hotel, B&B, affittacamere e case vacanza che coprono tutte le fasce di prezzo, con collegamenti frequenti verso Portofino via bus e battello.

In alta stagione — luglio e agosto in particolare — è necessario prenotare con almeno due o tre mesi di anticipo, sia per le strutture nel borgo sia per quelle nei comuni limitrofi. Chi sceglie di soggiornare a Rapallo ha a disposizione un’offerta ancora più ampia e la possibilità di raggiungere Portofino in battello o in treno fino a Santa Margherita. Per i visitatori interessati ai sentieri del promontorio, pernottare a Camogli è un’alternativa concreta: il paese si trova sul versante occidentale del promontorio e i percorsi del Parco Naturale Regionale di Portofino sono raggiungibili direttamente a piedi.

Altri borghi da scoprire in Liguria

La Liguria offre una varietà di paesaggi interni che si distacca nettamente dall’immagine costiera con cui la regione è più spesso identificata. Nell’entroterra della provincia di La Spezia, Calice al Cornoviglio rappresenta un esempio di borgo appenninico ligure con struttura medievale ben conservata, mentre Rocchetta di Vara, nella Val di Vara, è inserita nel circuito dei borghi più belli d’Italia e conserva un tessuto edilizio storico che riflette l’architettura rurale dell’entroterra spezzino. Entrambi i borghi si trovano in una zona geograficamente lontana dalla riviera, immersa nei boschi dell’Appennino ligure-emiliano.

Spostandosi verso la provincia di Genova, Crocefieschi si colloca nell’Alta Val Scrivia, in un contesto montano che offre un contrasto netto rispetto alla costa. Nel ponente ligure, invece, Diano San Pietro, nell’entroterra di Imperia, conserva le caratteristiche architettoniche dei borghi dell’olivicoltura ligure, con una struttura urbana compatta e terrazzamenti storici. Esplorare questi centri minori permette di leggere la Liguria al di fuori del perimetro costiero, restituendo una dimensione geografica e culturale più articolata della regione.

Foto di copertina: Di Avisadehh, CC0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

📍
Indirizzo

Piazza della Libertu00e0, 16034 Portofino (GE)

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