Tra il fondovalle della Dora Riparia e i rilievi del gruppo Ambin, dove il tracciato della Via Francigena attraversa il territorio, sorge Salbertrand: un aggregato di case in pietra grigia che si stringe attorno a due piazze, con il suono delle acque che scorre costante sotto i balconi. La chiesa di San Giovanni Battista spicca sul tessuto medievale, i tetti grigi riflettono la luce pomeridiana, e il silenzio della montagna non è mai totale, interrotto dal passare occasionale degli automezzi sulla statale del Monginevro.
Salbertrand borgo in Piemonte conta 627 abitanti ed è situato a 1032 metri di altitudine nella provincia di Torino, nella parte dell’Alta Valle della Dora nota storicamente come Alta Val di Susa. Il centro storico ospita edifici con profonde radici medievali, due fontane monumentali in pietra datate al XVI secolo, e tracce visibili del passaggio dei pellegrini lungo la Via Francigena. L’identità del luogo è legata alla cultura occitana della valle e a una storia militare che ha lasciato tracce evidenti nel paesaggio: tre forti realizzati tra la fine dell’Ottocento e il Novecento sorvegliano ancora i confini territoriali.
«La chiesa artisticamente più ricca e più completa di tutta l’Alta Valle di Susa» — così il Savi descriveva San Giovanni Battista, edificio che racchiude in sé l’architettura romanica-gotica e affreschi dei primi anni del XVI secolo.
Mille anni di eredità: da Sala Bertani al presente
Il primo documento che attesta l’esistenza di Salbertrand è un diploma imperiale di Ottone III datato 31 luglio 1001, nel quale il borgo compare come «Sala Bertani». Il nome ricompare trasformato in Salabertani il 9 luglio 1029 in un atto di donazione sottoscritto dal marchese di Torino Olderico Manfredi e da sua moglie Berta d’Este a favore dell’abbazia di San Giusto di Susa. Da questa doppia menzione storica procede il nome del luogo.
Dalla seconda metà dell’XI secolo, Salbertrand entrò a far parte del Delfinato e successivamente del Regno di Francia in qualità di membro dell’Escarton di Oulx, una comunità amministrativa locale che riuniva i paesi dell’Alta Valle a monte di Gravere. Questa appartenenza francese terminò con il trattato di Utrecht nel 1713, quando i territori delfinali al di qua dello spartiacque alpino vennero ceduti ai Savoia. Un evento militare cruciale per la storia valdese si svolse a Salbertrand il 3 settembre 1689: una battaglia contro i francesi che permise ai seguaci di Pietro Valdo, al rientro dal loro esilio in Svizzera, di proseguire verso le native valli del Chisone e del Pellice. Questo scontro rappresenta l’episodio più significativo della cosiddetta Glorieuse Rentrée ed è ricordato su una targa commemorativa posta nei pressi del ponte delle Chenebieres in occasione del terzo centenario dell’evento.
Nel corso del Novecento, il comune subì una trasformazione amministrativa: dal 1939 al 1955 fu denominato Salabertano (italianizzazione del nome), prima che negli anni Cinquanta riprendesse la denominazione precedente. Negli ultimi cento anni, a partire dal 1921, la popolazione residente è diminuita di un terzo, una contrazione tipica dei borghi di montagna investiti dai processi di esodo rurale.
La chiesa di San Giovanni Battista e il centro storico
Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è attestata già nel 1057, anno in cui il marchese Oddone di Savoia e la contessa Adelaide di Susa ne fecero dono alla Prevostura di San Lorenzo di Oulx. L’edificio rappresenta un esempio raro in Alta Val di Susa per la complessità della sua architettura e per i pregiati affreschi restaurati. All’interno della sagrestia della chiesa è conservato il Museo religioso parrocchiale. La chiesa è inserita nel contesto più ampio del centro storico, che si snoda tra le due principali piazze del paese seguendo l’urbanistica tipica di un insediamento di montagna medievale.
Fontana in via Roma (1524)
Nel centro storico, in via Roma, è collocata una fontana monumentale a vasca rettangolare con incisa la data 1524. Si tratta di un manufatto in pietra scolpita che rappresenta la tradizione costruttiva locale e il ruolo strategico dell’acqua negli insediamenti alpini. La fontana è stata restaurata recentemente. Il medesimo modello è stato riprodotto anche nel Borgo medioevale di Torino, attestando l’importanza storica e simbolica di questo elemento per la Valle.
Fontana in piazza San Rocco (1525)
A poca distanza, in piazza San Rocco, sorge una seconda fontana a vasca ottagonale, datata 1525. Questi due manufatti, realizzati a breve distanza temporale l’uno dall’altro, testimoniano l’importanza accordata dal borgo agli spazi pubblici e alla gestione dell’acqua nel XVI secolo. Le fontane in pietra costituiscono un elemento distintivo del paesaggio urbano medievale di Salbertrand.
Hotel Dieu
Lungo la via principale del centro storico sorge l’Hotel Dieu, antico edificio risalente al Medioevo che funzionava da ostello per i pellegrini della Via Francigena. Sulla facciata è visibile un affresco raffigurante San Giacomo, il santo patrono dei pellegrini, che attestava la funzione accogliente della struttura. L’edificio è stato recentemente restaurato a cura del Parco Alpi Cozie, dell’Ecomuseo Colombano Romean e del Comune di Salbertrand, divenendo un punto di riferimento per la riscoperta della rotta medievale che attraversa il borgo.
Il paesaggio e i progetti di conservazione
Il territorio di Salbertrand si estende dal restringimento dell’antica frana di Serre la Voute (confine con Exilles) fino alla zona denominata Pont Ventoux (confine con Oulx). A nord, le montagne del gruppo Ambin raggiungono la cima del Vallonetto oltre i 3200 metri. Su questo versante di alta montagna si trovava anche il ghiacciaio del Galambra, che fino agli anni Trenta conservava uno spessore di alcune decine di metri e attualmente è quasi completamente scomparso. Il versante sud ospita il Parco Naturale Regionale del Gran Bosco, istituito a partire dagli anni Ottanta del Novecento, un territorio protetto ricchissimo di flora e fauna tipicamente alpina, gestito dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie sotto l’egida della Regione Piemonte.
L’Ecomuseo Colombano Romean propone una serie di itinerari che comprendono antichi manufatti e strutture rappresentativi della vita e del lavoro della comunità occitana storica: un mulino idraulico, la scuola, una carbonaia, un forno, una cava di pietra e una miniera sono visitabili lungo percorsi che attraversano anche il centro storico del paese. Questi spazi costituiscono una documentazione viva delle attività tradizionali della montagna occitana piemontese.
La eredità militare: tre forti sulla montagna
Il paesaggio difensivo di Salbertrand si articola su tre opere militari di epoche diverse. Il Forte Pramand è una batteria corazzata entrata in funzione nel 1905, dotata di strutture logistiche e casermaggio, che rimase operativa anche durante il Secondo conflitto mondiale nell’ambito del Vallo alpino occidentale. Il Forte Fenil, costruito alla fine dell’Ottocento come innovativo forte casamattato, fu realizzato in appoggio al Forte di Exilles; a completamento dell’opera fu realizzata anche la Batteria Case Garde, posizionata a monte. Una strada militare collegava Fenil-Pramand-Föens-Jafferau, formando una rete difensiva coerente. Nei primi anni Quaranta, durante il conflitto mondiale, fu inoltre realizzato lo Sbarramento Arretrato di Ponte Ventoso, un insieme di opere difensive a controllo dell’omonimo nodo viario nell’ambito del Vallo Alpino.
Tradizioni occitane e identità culturale
Grazie allo strenuo impegno delle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo e al contributo significativo dell’associazionismo locale, oltre che alla legge 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche, Salbertrand è riconosciuto come baluardo della cultura occitana in Val di Susa. La comunità locale mantiene legami con la tradizione storica del territorio attraverso festività particolarmente sentite, quali lo storico carnevale alpino del Carnavà du Gueini. La festa patronale di San Giovanni Battista, celebrata il 24 giugno, rappresenta un momento di aggregazione tradizionale per la comunità, sebbene nel recente passato sia stata oggetto di rivisitazioni in chiave moderna.
L’economia locale è caratterizzata da decenni da attività estrattive e di lavorazione di inerti. In passato il territorio ospitava due siti minerari sfruttati dalla FIAT Mineraria. L’artigianato, in particolare falegnameria, carpenteria e edilizia, insieme ai servizi, rappresenta i settori economici prevalenti nel territorio comunale.
Accessi e stagionalità
Salbertrand è attraversato dalla Strada statale 24 del Monginevro, che la collega a Torino e ai valichi francesi verso la Francia. L’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia ha un’uscita a circa 5 chilometri dal centro, presso lo svincolo denominato Oulx-Est. La stazione ferroviaria di Salbertrand si trova sulla linea Torino-Modane, storicamente un centro nevralgico grazie al notevole piazzale di manovra e attualmente in servizio come stazione del Servizio Ferroviario Metropolitano. Il paesaggio stagionale della montagna offre variazioni significative: la primavera riporta il deflusso delle acque dai ghiacciai superiori e il rinverdire dei prati, l’estate consente l’accesso ai sentieri di alta montagna del gruppo Ambin, l’autunno trasforma i colori della foresta del Gran Bosco, l’inverno riduce notevolmente la viabilità di montagna pur non rendendo il luogo completamente isolato.
| Origine | Distanza (circa) | Durata |
|---|---|---|
| Torino (centro) | 90 km | 1 ora 45 minuti |
| Oulx | 12 km | 15 minuti |
| Bardonecchia | circa 12-14 km | 50 minuti |
| Stazione ferroviaria (linea Torino-Modane) | Nel centro | Servizio locali |
Chi intende visitare Salbertrand in automobile può partire da Torino via tangenziale in direzione dell’Autostrada A32 verso Bardonecchia, uscendo allo svincolo Oulx-Est. Il percorso prosegue poi verso nord sulla statale 24 del Monginevro. L’accesso ferroviario è garantito dalla stazione locale sulla linea storica Torino-Modane, servita da treni regionali che permettono una connessione graduale con il territorio vallivo. Il periodo migliore per la visita è compreso tra maggio e settembre, quando i sentieri di montagna sono praticabili e le condizioni meteorologiche più stabili, anche se il borgo rimane accessibile durante tutto l’anno con le dovute precauzioni invernali sulla viabilità di montagna.
Chi cerca un contesto di montagna autentico dove storia, architettura medievale e paesaggio alpino si incontrano può trovare in Pragelato un insediamento similare nella valle, oppure esplorare la rete di borghi dell’Alta Valle verso Bardonecchia. Per un’esperienza più orientata al monachesimo medievale, Novalesa offre un’abbazia di grande rilievo storico. I borghi delle valli laterali come Prali e Pomaretto rappresentano ulteriori tappe per chi desideri approfondire il paesaggio umano della Val di Susa.