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Galatone
Galatone
Puglia

Galatone

Mare Mare
8 min di lettura

14.836 abitanti nel retroterra salentino, Galatone guarda il mar Ionio con la Collegiata dell’Assunta e tre secoli di dominio feudale.

Galatone: il borgo ionico tra storia medievale e architettura barocca

Nel Salento ionico sorge Galatone borgo in Puglia. Il territorio si estende per 46,54 km² tra Nardò e Galatina a nord, Seclì e Neviano a est, toccando il confine con Gallipoli e Sannicola a sud. Il paesaggio è quello agricolo del basso Salento: lieto, dolce, senza drammi orografici.

Con 14.836 abitanti, Galatone è un comune della provincia di Lecce che nel 2005 ha ricevuto dal decreto presidenziale il titolo di città. Il suo centro storico racconta i secoli attraverso chiese barocche, conventi domenicani e l’eredità intellettuale di uno dei maggiori umanisti dell’Italia meridionale. Due località costiere — La Reggia e Montagna Spaccata — offrono al visitatore la vista del litorale ionico.

«Da giovane lessi Livio e vi trovai Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, che erano state conquistate da Tito Quinzio Flaminio»: così Antonio De Ferrariis, detto Galateo, descriveva le origini leggendarie del suo borgo natale nel 1517.

Le origini: dal Neolitico alle signorie feudali

Gli strati più antichi della storia di Galatone risalgono al Neolitico. Utensili in selce e ceramica rinvenuti nel Villaggio Costante sulla Serra Campilatini, nella grotta Pinnella, negli insediamenti Rizzi e Spisari, e in una grotta periferica in via San Nicola di Pergoleto ne attestano la frequentazione umana in età preistorica. Nel Medioevo il territorio conobbe le incursioni di Saraceni e Ungari; con la dominazione bizantina si svilupparono agricoltura e allevamento e crebbe la popolazione, mentre emergevano i primi casali rurali dedicati alla coltivazione: Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, comunità che nei secoli successivi sarebbero state abbandonate.

Nel XV secolo, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo assediò il borgo e rase al suolo parte della cinta muraria; alla sua morte, avvenuta nel 1463, seguì un periodo di pace interrotto dall’invasione turca del 1480 e, quattro anni dopo, dall’incursione veneziana. Nel 1497 Branai Castriota (italianizzato Bernardo), figlio di Vrana Konti, ricevette da Federico I re di Napoli il titolo di 1º Barone di Galatone in riconoscimento dei meriti acquisiti nella lotta contro i francesi nel 1495. La famiglia Branai Castriota governò il feudo fino al 1549; l’estinzione della linea determinò il passaggio della signoria alla corona, che la vendette a genovesi. Dal 1556 il feudo appartenne agli Squarciafico, i quali nel 1570 costruirono un ospedale per i poveri gestito dal clero, portando prosperità culturale al territorio.

Nel XVII secolo il feudo passò ai Pinelli. Un momento di rottura arrivò nel 1743, quando un terremoto distrusse parte delle mura cittadine, la porta San Sebastiano, il palazzo marchesale e numerose abitazioni, costringendo il borgo a una ricostruzione che tuttavia stimolò l’edilizia civile. Nel 1925 nacque la Banca Leuzzi & Megha, istituto di credito privato che sostenne l’economia locale fino a tempi recenti.

Due ipotesi sul nome del borgo

L’etimologia di Galatone è disputata fra due ipotesi storiche. Secondo lo studioso Gerhard Rohlfs, il nome deriverebbe dal popolo dei Galati, stirpe celtica così denominata per la loro carnagione bianca come il latte (dal greco gála, cioè «latte»), e il borgo sarebbe menzionato in un documento del 1270 come «casale Galatoni». L’umanista Antonio De Ferrariis, detto Galateo, vissuto dal 1444 al 1517 e originario del borgo, propose invece un’origine tessala: profughi della città greca di Galatana, sconfitti dal console romano Tito Quinzio Flaminio a Cinocefale nel 197 a.C., si sarebbero rifugiati in Puglia per fondare la nuova Galatana. Quale che sia l’origine remota, il toponimo rimane legato al mondo greco-celtico e alla memoria mediterranea del Salento.

Le architetture barocche: testimonianze di fede e potere

Collegiata dell’Assunta

La Collegiata dell’Assunta fu edificata tra il 1591 e il 1595 sulle rovine di una chiesa precedente demolita per ragioni statiche. La facciata in carparo è scandita in tre ordini: il primo racchiude il portale d’ingresso fra paraste semplici, il secondo accoglie una bifora centrale sormontata da timpano spezzato e due monofore laterali, il terzo è ornato di nicchie con balaustre in pietra. Il campanile, costruito in epoche diverse fra il 1599 e il 1750, si eleva a tre piani a forma di prismi sovrapposti. L’interno a croce latina ospita altari decorati con dipinti del pittore neretino Donato Antonio D’Orlando. Nel cappellone di san Sebastiano è custodita una copia settecentesca del Martirio di San Sebastiano di Mattia Preti e un seicentesco Cristo ligneo troneggia sull’altare maggiore.

Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà

Costruito fra il 1683 e il 1694 dopo il crollo della chiesa precedente, il Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà rappresenta il barocco salentino in tutta la sua monumentalità. La facciata in carparo e pietra leccese è divisa in tre ordini e arricchita di nicchie con statue; sul portale spicca la scultura di Gesù Crocifisso osannato da quattro cherubini. Nel 1796 papa Pio VI lo elevò a Santuario. L’interno a croce latina si compone di presbiterio, transetto e navata con cappelle laterali ospitanti altari barocchi. Una cupola ottagonale affrescata con il tema del ritrovamento della Croce si innalza in corrispondenza del transetto. L’altare maggiore, decorato con colonne tortili e bassorilievi raffiguranti virtù cardinali, custodisce l’icona del Santissimo Crocifisso della Pietà del XIV secolo.

Chiesa di San Sebastiano e San Rocco

Attigua al convento dei Domenicani, questa chiesa presenta caratteri barocchi. La facciata in carparo è scandita in tre ordini; il primo, tripartito da paraste ioniche, accoglie il portale cinquecentesco sormontato da una statua di san Sebastiano e affiancato da due leoni stilofori. L’interno ad aula unica presenta quattro altari barocchi dedicati alla Presentazione di Gesù al Tempio, all’Immacolata, alla Madonna del Rosario e a sant’Antonio di Padova. Tra le tele di pregio figura una Madonna del Rosario del pittore Donato Antonio D’Orlando.

Chiesa di San Giovanni Battista

Costruita fra il 1635 e il 1653 dai maestri Ortensio e Cesare Pugliese come sede della Confraternita dell’Immacolata Concezione, la chiesa fu originariamente destinata a collegarsi a un monastero di Clarisse mai realizzato per difficoltà finanziarie. Il prospetto è racchiuso fra paraste ioniche angolari; la decorazione segue il barocco con richiami catalano-durazzeschi nel fastigio ospitante la nicchia dell’Immacolata. L’interno ad aula rettangolare accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese realizzato nella seconda metà del XVII secolo. Degno di nota è l’organo in legno ottocentesco recante la data 1877.

Il territorio e le costiere ioniche

Il comune si estende nella parte sud-occidentale della penisola salentina con un’altitudine media di 57 metri. A nord scorre il torrente Asso, corso fluviale che convogliava acque da Cutrofiano e Neviano verso il territorio di Nardò. La costa occidentale si affaccia sul mar Ionio con due località di particolare rilievo: La Reggia e Montagna Spaccata, entrambe zone di interesse naturale e paesaggistico.

Dal punto di vista climatico, Galatone rientra nel territorio del Salento meridionale con clima prettamente mediterraneo: inverni miti e estati caldo-umide. La temperatura media di gennaio si attesta intorno ai 9 °C, mentre agosto tocca i 25,1 °C. Le precipitazioni medie annue raggiungono circa 676 mm, concentrate in autunno e inverno. Il comune è classificato in zona sismica 4, ossia a sismicità molto bassa.

Sapori del Salento meridionale

Il territorio di Galatone e della provincia di Lecce è vocato all’agricoltura e all’allevamento, con una tradizione di orticoltura e frutteti che risale ai secoli di dominazione bizantina. La cucina del Salento meridionale ruota intorno ai prodotti della terra: ortaggi stagionali, legumi, cereali. Nella provincia sono presenti produzioni tipiche riconosciute come l’Olio di Puglia (IGP), e meloni e verdure apprezzate nei mercati regionali.

I paesaggi agricoli intorno al borgo, con i loro campi divisi da muretti a secco, alimentarono nei secoli passati l’economia locale e il benessere della popolazione. La vicinanza al mare, a soli 13 km da Gallipoli, ha garantito da sempre accesso a prodotti ittici che arricchivano la mensa salentina accanto ai cereali e alle colture orticole.

Quando visitare e come arrivarvi

La migliore stagione per visitare Galatone è la primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre), quando le temperature medie si mantengono intorno ai 15-20 °C e le precipitazioni sono moderate. In estate, benché il mare sia caldo e la costa invitante, le temperature superano i 25 °C con umidità, mentre l’inverno è mite ma con possibilità di piogge frequenti soprattutto tra novembre e gennaio.

Il borgo è facilmente raggiungibile in auto dalla rete stradale regionale. Dista 24 km dal capoluogo Lecce e 13 km da Gallipoli, entrambi facilmente collegabili tramite la Strada statale 101 Salentina. Chi arriva da nord può percorrere l’autostrada A14 fino all’uscita di Bari, proseguendo verso sud sulla SS106 o SS613 verso il Salento meridionale. Chi proviene da altre regioni via aereo può utilizzare l’aeroporto di Brindisi (circa 60 km a nord-est) o quello di Bari (circa 130 km a nord).

Partenza Distanza Tempo di percorrenza
Lecce 24 km 30 minuti in auto
Gallipoli 13 km 20 minuti in auto
Brindisi (aeroporto) 60 km 1 ora in auto
Bari (aeroporto) 130 km 1 ora 45 minuti in auto

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Gallipoli, sulla linea Lecce-Gallipoli. Da Lecce, stazione principale sulla rete regionale Trenitalia, è possibile raggiungere Gallipoli con treni regionali in circa 40-50 minuti. Da Gallipoli a Galatone si consiglia di proseguire in auto privata o taxi, poiché il servizio di trasporto pubblico locale è limitato. Il comune di Galatone celebra il suo santo patrono, San Sebastiano, il 20 gennaio, festa che riunisce la comunità intorno alle chiese del borgo e alle tradizioni locali.

Chi visita la provincia di Lecce può organizzare escursioni nei borghi vicini: Alezio, con la sua storia messapica, Aradeo e Collepasso sono facilmente raggiungibili dalla stessa zona salentina, così come Corigliano d’Otranto più a sud e Copertino verso l’interno.

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Domande frequenti su Galatone

Chi era Galateo e quale legame aveva con Galatone?

Antonio De Ferrariis, detto Galateo (1444-1517), fu uno dei maggiori umanisti dell'Italia meridionale e nativo di Galatone. Nel 1517 descrisse le origini leggendarie del borgo collegandole a due città tessaliche, Teuma e Galatana, conquistate da Tito Quinzio Flaminio. La sua eredità intellettuale rimane centrale nella storia culturale del paese.

Quando si celebra la festa patronale di Galatone?

La festa patronale di Galatone è dedicata a San Sebastiano e si celebra il 20 gennaio. È l'evento religioso più importante del calendario cittadino e attira fedeli da tutto il territorio.

Quali sono le due località costiere da visitare a Galatone?

Le due principali località costiere di Galatone sono La Reggia e Montagna Spaccata, entrambe situate sul litorale ionico. Offrono al visitatore vedute suggestive del mare caratterizzato da spiagge rocciose e scogliere basse tipiche del carso salentino.

In quale provincia si trova Galatone e quando ha ottenuto il titolo di città?

Galatone si trova in provincia di Lecce, in Puglia. Nel 2005 ha ricevuto il titolo di città tramite decreto presidenziale. Con 14.836 abitanti, è un comune importante del basso Salento, collocato tra Nardò e Galatina a nord.

Quali periodi storici sono rappresentati nel centro storico di Galatone?

Il centro storico di Galatone testimonia i secoli attraverso chiese barocche e conventi domenicani. L'architettura racconta l'evoluzione della città dal Medioevo all'epoca barocca, documentando l'importanza religiosa e civile del borgo nel territorio salentino.

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