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Arezzo
Toscana

Arezzo

📍 Borghi di Collina

Cosa vedere a Arezzo: scopri le 5 attrazioni più belle del borgo toscano. Guida completa 2026 con consigli pratici per visitare Arezzo al meglio.

Scopri Arezzo

Arezzo si presenta al visitatore con una doppia identità difficile da ignorare: città d’arte con quasi 98.000 abitanti e capoluogo di provincia, eppure organizzata attorno a un centro storico compatto, percorribile a piedi, dove ogni piazza e ogni palazzo racconta secoli di vicende toscane.

Per chi vuole capire cosa vedere a Arezzo senza perdersi, il punto di partenza obbligato è la Piazza Grande, il salotto urbano inclinato che ospita ogni prima domenica di settembre la Giostra del Saracino, una delle rievocazioni equestri più rigorosamente documentate d’Italia.

La città sorge a 296 metri sul livello del mare, lungo la confluenza tra la Valdichiana e la Valtiberina, in una posizione geografica che ne ha fatto crocevia commerciale e militare fin dall’antichità.

Storia e origini di Arezzo

Le origini di Arezzo risalgono almeno al IX secolo avanti Cristo, quando il sito era già frequentato dalle popolazioni villanoviane.

La città divenne uno dei dodici lucumoni dell’Etruria, assumendo il nome di Arretium nelle fonti latine. La sua importanza nella lega etrusca fu notevole: produzione di ceramiche a vernice nera, lavorazione dei metalli e controllo delle vie commerciali che attraversavano l’Appennino la resero un centro economico di primo piano nel panorama dell’Italia preromana.

Gli scavi condotti nell’area urbana hanno restituito materiali databili tra l’VIII e il VII secolo a.C., confermando la profondità della stratificazione insediativa.

Con la conquista romana, avvenuta nel corso del III secolo a.C., Arretium divenne municipio e poi colonia latina, integrandosi rapidamente nella rete amministrativa imperiale. Fu in questo periodo che raggiunse il massimo splendore manifatturiero: la cosiddetta terra sigillata aretina, una ceramica a pareti sottili con decorazioni in rilievo e vernice corallo, veniva prodotta in grandi officine cittadane ed esportata in tutto il Mediterraneo.

I marchi dei vasai aretini sono stati ritrovati in siti archeologici dall’Egitto alla Britannia.

Tra i personaggi illustri nati ad Arezzo nell’antichità si ricordano il poeta Gaio Cilnio Mecenate, protettore delle arti e consigliere di Augusto, e il poeta Publio Virgilio Marone non nacque qui, ma Mecenate sì, confermando il legame stretto tra la città e la cultura latina di età augustea.

Nel Medioevo Arezzo si costituì in libero comune tra l’XI e il XII secolo, entrando in conflitto ricorrente con Firenze per il controllo della Toscana meridionale.

La sconfitta nella battaglia di Campaldino nel 1289, dove gli aretini furono travolti dall’esercito fiorentino in cui militava anche Dante Alighieri, segnò un punto di svolta: la città perse progressivamente autonomia politica fino a cadere definitivamente sotto la signoria fiorentina nel 1384.

Nonostante la subordinazione politica, Arezzo continuò a esprimere figure di rilievo europeo: il musicologo Guido d’Arezzo, nato intorno al 991 e vissuto fino a circa il 1050, inventò il sistema di notazione musicale con le sette note ancora in uso, mentre il pittore e storico dell’arte Giorgio Vasari (1511-1574), aretino di nascita, lasciò un’impronta indelebile nell’architettura cittadina oltre che nella storiografia artistica con le sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori.

Cosa vedere a Arezzo: attrazioni principali

Basilica di San Francesco e il ciclo di Piero della Francesca

La Basilica di San Francesco, costruita a partire dal 1318 nel cuore del centro storico, custodisce nella cappella maggiore il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, realizzato da Piero della Francesca tra il 1452 e il 1466.

Si tratta di uno dei complessi pittorici del Quattrocento italiano più studiati al mondo, per la padronanza della prospettiva, la qualità della luce e la complessità narrativa. La visita richiede prenotazione obbligatoria e avviene a piccoli gruppi contingentati per preservare le condizioni microclimatiche degli affreschi.

Chi vuole capire cosa vedere a Arezzo in una sola tappa non può prescindere da questo sito.

Piazza Grande

Piazza Grande è il centro geometrico e simbolico della città.

La piazza presenta una caratteristica pendenza naturale, delimitata su un lato dal Palazzo della Fraternita dei Laici, edificio che unisce stili diversi dal gotico al rinascimentale tra il 1375 e il 1460, e sul lato opposto dal porticato vasariano commissionato da Giorgio Vasari nel 1573.

L’abside romanica della Pieve di Santa Maria chiude la piazza con una facciata a loggette sovrapposte del XII-XIII secolo. Ogni prima domenica di settembre e nell’ultima di giugno la piazza ospita la Giostra del Saracino, con cortei in costume e sfide tra i quattro quartieri cittadini.

Cattedrale dei Santi Pietro e Donato

La Cattedrale di Arezzo, dedicata ai Santi Pietro e Donato, fu iniziata nel 1278 e completata nei secoli successivi in forme gotiche.

All’interno si conservano opere di grande valore: le vetrate policrome realizzate da Guillaume de Marcillat tra il 1516 e il 1524, il monumento funebre al vescovo Guido Tarlati scolpito da Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura nel 1330, e un affresco di Piero della Francesca raffigurante la Maddalena.

La cattedrale sorge sulla sommità del colle, offrendo una vista sull’intera vallata aretina.

Casa Museo di Giorgio Vasari

La Casa Vasari, acquistata dal pittore e architetto nel 1540 e decorata dallo stesso tra il 1542 e il 1548, è uno dei pochi esempi di casa d’artista rinascimentale giunta quasi intatta fino a noi.

Gli affreschi delle stanze principali, tra cui la Camera della Fama e la Camera dell’Apollo, costituiscono un documento visivo eccezionale sulla cultura manierista toscana.

Il museo è gestito dalla Soprintendenza e consente di visitare ambienti in cui Vasari riceveva i maggiori artisti del suo tempo, da Michelangelo in poi.

Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna

Ospitato nel Palazzo Bruni-Ciocchi, palazzo quattrocentesco attribuito a Bernardo Rossellino, il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo raccoglie opere che spaziano dall’arte medievale locale fino alle produzioni del XX secolo. Le collezioni includono dipinti di Margaritone d’Arezzo, Spinello Aretino e Bartolomeo della Gatta, oltre a una significativa raccolta di maioliche, oreficeria medievale e sculture.

Il museo rappresenta un percorso coerente attraverso la produzione artistica aretina e toscana fuori dai circuiti più noti, ed è una delle tappe documentate per capire cosa vedere a Arezzo al di là dei monumenti principali.

Cucina tipica e prodotti di Arezzo

La cucina aretina appartiene al ceppo della gastronomia toscana povera, quella costruita attorno ai cereali, ai legumi e alle carni delle fattorie collinari.

La posizione geografica della città, al crocevia tra la Valdichiana, la Valtiberina e il Casentino, ha prodotto una tradizione alimentare che riflette la varietà dei territori circostanti: dai prodotti della pianura irrigua a quelli dei boschi appenninici.

Le influenze umbro-marchigiane, presenti nella Valtiberina, si sommano a quelle fiorentine e senesi, creando un repertorio culinario più articolato di quanto la sua dimensione provinciale lascerebbe supporre.

Tra i piatti documentati della tradizione locale spicca il fagiano alla creta, preparazione contadina in cui il volatile viene cotto avvolto nell’argilla su brace viva, tecnica di origine antica diffusa nelle aree collinari della provincia.

La ribollita aretina, variante locale della celebre zuppa toscana a base di cavolo nero, fagioli cannellini e pane raffermo, si distingue per l’aggiunta di erbe selvatiche raccolte nei campi.

Il cinghiale in umido, marinato nel vino rosso locale con bacche di ginepro e rosmarino, è il piatto più diffuso nei ristoranti del centro storico durante i mesi autunnali. Nella Valtiberina si produce tradizionalmente la torta al testo, una focaccia cotta su pietra refrattaria, condivisa con le aree umbre confinanti.

Per quanto riguarda i prodotti certificati, il database istituzionale non registra prodotti DOP, IGP o PAT specificamente legati al Comune di Arezzo città.

Tuttavia, la provincia rientra nelle aree di produzione di alcune denominazioni toscane riconosciute, tra cui oli extravergine di oliva e vini delle colline aretine, la cui disciplinare è verificabile presso i Consorzi di tutela regionali.

Chi desidera approfondire la conoscenza dei prodotti locali può recarsi al mercato coperto di Piazza Sant’Agostino, attivo nei giorni feriali, dove i produttori della provincia espongono formaggi pecorini stagionati, miele di castagno e legumi secchi delle varietà tradizionali.

Nel calendario gastronomico cittadino, settembre è il mese più ricco di eventi legati al cibo: in concomitanza con la Giostra del Saracino si aprono banchi di prodotti locali nel centro storico.

La Fiera Antiquaria, che si tiene ogni prima domenica del mese in Piazza Grande, attira visitatori da tutta Italia e crea un’occasione per esplorare anche le botteghe alimentari del centro, molte delle quali offrono degustazioni di salumi, formaggi e vini delle colline aretine.

Feste, eventi e tradizioni di Arezzo

Il santo patrono di Arezzo è Donato d’Arezzo, vescovo e martire del IV secolo, la cui festa si celebra il 7 agosto.

La ricorrenza prevede tradizionalmente una messa solenne nella Cattedrale a lui dedicata, seguita da celebrazioni civili nel centro storico.

La figura di Donato è strettamente intrecciata con la storia religiosa della città: secondo le fonti agiografiche fu vescovo di Arezzo durante le persecuzioni dioclezianee e subì il martirio intorno al 304 d.C., lasciando una traccia devozionale che ha attraversato i secoli senza interruzione.

La manifestazione più nota a livello nazionale è la Giostra del Saracino, rievocazione storica che si svolge due volte l’anno: l’ultima domenica di giugno in forma notturna e la prima domenica di settembre in forma diurna, entrambe in Piazza Grande.

I quattro quartieri cittadini — Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito — si sfidano in una gara equestre in costume medievale con armature, gonfaloni e cortei che coinvolgono oltre 350 figuranti.

La manifestazione ha radici documentate nel XVI secolo. Altrettanto rilevante è Arezzo Wave, festival musicale internazionale dedicato alla musica indipendente, che si tiene ogni estate e ha contribuito a portare in città artisti da decine di paesi, consolidando la vocazione culturale della città oltre il patrimonio storico.

Quando visitare Arezzo e come arrivare

Il periodo migliore per visitare Arezzo va da aprile a giugno e da settembre a ottobre.

In primavera il clima è mite, il centro storico è frequentato ma non sovraffollato e le giornate lunghe permettono di visitare più siti nello stesso giorno. Settembre è il mese più ricco di eventi: la Giostra del Saracino nella prima domenica e la Fiera Antiquaria trasformano la città in un palcoscenico di rara vivacità.

Chi preferisce la quiete dovrebbe evitare agosto, quando il caldo è intenso e molte attività locali rallentano, pur restando aperte le attrazioni principali in occasione della festa del patrono il 7 agosto.

Arezzo è raggiungibile in automobile percorrendo l’Autostrada del Sole A1, uscendo al casello di Arezzo, a pochi minuti dal centro storico.

La città è collegata alla rete ferroviaria nazionale dalla stazione di Arezzo, servita da Trenitalia con treni regionali e Intercity sulla linea Roma-Firenze: il tempo di percorrenza è di circa 1 ora e 30 minuti da Firenze e di circa 2 ore da Roma.

L’aeroporto più vicino è il Aeroporto di Firenze-Peretola, distante circa 80 km, seguito dall’Aeroporto di Roma Fiumicino, a circa 220 km. Per informazioni aggiornate sugli orari e i servizi comunali è possibile consultare il sito ufficiale del Comune di Arezzo.

Chi arriva dalla Lunigiana e desidera costruire un itinerario toscano più ampio può considerare come tappa intermedia Fosdinovo, borgo della Toscana settentrionale con castello medievale ben conservato, oppure Bagnone, nella Valle del Magra, anch’esso inserito nei percorsi di turismo lento della regione.

Dove dormire a Arezzo

Arezzo offre una gamma articolata di strutture ricettive, dalle soluzioni nel centro storico agli agriturismi nelle colline circostanti.

Il sito del Comune riporta l’elenco aggiornato delle strutture autorizzate, che comprende alberghi di varie categorie, bed and breakfast nel centro medievale e case vacanze nelle frazioni collinari.

Chi preferisce il contatto con il paesaggio agricolo trova nelle vallate della Valtiberina e del Casentino una selezione di agriturismi con produzione propria, molti dei quali situati a meno di trenta minuti dal centro città.

Prenotare con anticipo è consigliato nei fine settimana di settembre, quando la Giostra del Saracino porta un afflusso significativo di visitatori.

Chi visita Arezzo e desidera estendere il viaggio verso la Toscana settentrionale può considerare Licciana Nardi o Podenzana, due centri della Lunigiana che condividono con l’entroterra aretino la vocazione per il turismo lento e la valorizzazione del patrimonio storico minore.

Foto di copertina: Di Luca Aless, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

Borgo

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